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Cciaa VG Archivi - Pagina 3 di 15 - Venezia Giulia Economica

I dieci messaggi chiave del Position Paper: #2

2 Marzo 2021 | Di |

2. La Venezia Giulia deve monitorare otto fattori di debolezza che, soprattutto nella fase post-pandemica, potrebbero minarne lo sviluppo futuro

  • Il territorio della Venezia Giulia è ancora lontano dai livelli di PIL pre-crisi da COVID-19 e la stessa economia regionale si era già dimostrata meno resiliente rispetto alle altre aree del Nord Italia e alla media nazionale nel periodo successivo alla crisi del 2008 (sull’orizzonte 2008-2019 il PIL della Regione è calato del -2,7%, rispetto ad una media nazionale del -1,4%).
  • Permangono elevati gap territoriali tra Trieste e Gorizia e le rispettive province, con divari di ricchezza fino al 30%, molto più ampi rispetto a quelli esistenti tra le altre due province del Friuli.
  • Ad oggi si presenta un possibile rischio di “deindustrializzazione” del territorio: negli ultimi 5 anni la Venezia Giulia ha registrato un crollo del saldo netto delle imprese (-284 solo nel 2019). Nel quinquennio 2016-2020 il tessuto imprenditoriale della Venezia Giulia è stato più colpito rispetto ad altri territori del Nord-Est.
  • La Venezia Giulia ha una popolazione tra le più anziane d’Italia (Trieste è la 4ª provincia italiana per indice di vecchiaia) e un tasso di natalità inferiore rispetto alla media italiana e a quella del Nord-Est (6 nuovi nati ogni 1.000 abitanti, rispetto ad una media del Nord-Est pari a 7, coincidente con la media nazionale).
  • Il territorio deve perfezionare la capacità di trattenere i talenti che si formano nelle eccellenti università della Venezia Giulia. In particolare, lo spopolamento e l’invecchiamento sono causati anche da un’elevata quota di residenti della Regione che si trasferiscono all’estero: Trieste e Gorizia sono rispettivamente la quarta e l’ottava Provincia in Italia per tasso migratorio all’estero (con 4,14 e 3,90 trasferimenti di residenza ogni 1.000 abitanti) e Trieste è il 1° Comune italiano di grandi dimensioni per incidenza di cittadini residenti all’estero sul totale della popolazione, con un valore pari al 15,1%.
  • La transizione sostenibile del territorio è da rafforzare rispetto alle altre Province e Regioni del Nord-Est. La Venezia Giulia disperde il 40,2% dell’acqua distribuita (rispetto ad una media del 30,6% del Nord-Est e del 28,5% della Regione) e solo il 53,2% dei comuni del territorio effettua la raccolta differenziata (rispetto ad una media del 67,4%% del Nord-Est e del 64,3% della Regione), mentre la qualità dell’aria rappresenta un punto d’attenzione per il territorio di Trieste.
  • Il territorio soffre di un gap infrastrutturale che ne limita la connettività fisica e digitale e lo “isola” dal resto d’Italia: da un lato, i tempi di percorrenza per il raggiungimento di stazioni dell’Alta Velocità sono molto elevati (ovunque sul territorio compresi tra una e due ore) e manca una rete ad Alta Velocità nella Regione; dall’altro, sul fronte della digitalizzazione, la Venezia Giulia mostra aree non ancora adeguatamente coperte dalla banda larga e i Comuni di Trieste e Gorizia si collocano rispettivamente in 42° e 63° posizione per livello di digitalizzazione sui 107 capoluoghi di Provincia italiani.
  • Infine, l’immagine del territorio è da potenziare e qualificare, anche sulla base della nuova visione di sviluppo, in quanto il percepito comune si concentra su alcuni elementi tipici della Venezia Giulia (es. portualità, nautica, produzione vinicola, ecc.) che tuttavia non esauriscono il pieno potenziale attrattivo del territorio.

I dieci messaggi chiave del Position Paper: #1

1 Marzo 2021 | Di |

1. Il territorio della Venezia Giulia può contare su dieci punti di forza sui quali basare il proprio sviluppo futuro

  • La Venezia Giulia è il 1º territorio della Regione per fatturato pro-capite (+31% rispetto alla media regionale) e tasso di crescita degli investimenti procapite delle aziende (+10% rispetto alla media regionale) negli ultimi cinque anni.
  • Con un valore di 14.900 Euro nel 2019, la Venezia Giulia registra un valore di export pro-capite due volte superiore rispetto alla media nazionale, pari a 7.680 Euro e del 16% più alto rispetto alla media regionale.
  • La Venezia Giulia ha un forte posizionamento nel terziario avanzato (l’80% del Valore Aggiuntodel territorio è costituito da servizi) e può contare su produzioni ad elevato Valore Aggiunto, prime fra tutte la cantieristica navale, la logistica e il trasporto merci, i servizi assicurativi, il settore enogastronomico e il commercio.
  • Trieste è il 1º porto in Italia per movimentazione merci (62 milioni di tonnellate di merci movimentate nel 2019, seguita da Genova con 53 milioni di tonnellate) e la 1ª provincia per Valore Aggiunto dell’Economia del Mare (15,4% sul totale dell’economia del territorio, seguita da Olbia che registra un valore di 13,9%), la 4ª per numero di imprese dell’Economia del Mare (11,6% sul totale delle imprese del territorio) e la 6ª per occupati in questo ambito (13% del totale), mentre Monfalcone si posiziona come hub di eccellenza della cantieristica navalmeccanica. Inoltre, Gorizia e Trieste sono le prime due provincie in Italia per export della cantieristica navale, con un’incidenza del 45% sul totale delle esportazioni italiane del settore.
  • Il territorio della Venezia Giulia vanta unecosistema della scienza e dell’innovazione molto sviluppato: la Venezia Giulia è la «Silicon Valley» del Nord-Est (la spesa regionale in R&S è pari al 1,57% del PIL, il 15% più alta della media italiana) e Trieste – al 1° posto in Italia per numero di ricercatori ogni 1.000 abitanti (37, quasi 8 volte la media nazionale) – può considerarsi la «Città della Scienza».
  • La Venezia Giulia ha un solido sistema di assistenza sociale e solidarietà: le risorse destinate alla solidarietà sociale nel 2019 (431 Euro pro-capite) sono superiori alla media regionale (348 Euro pro-capite) e del Nord-Est (263 Euro pro-capite) e quasi 3 volte quella nazionale (151 Euro pro-capite).
  • Il territorio gode di un’elevata attrattività turistica: la Regione è al 5º posto in Italia per attrazione di turisti internazionali e Gorizia sarà la Capitale Europea della Cultura nel 2025, insieme a Nova Gorica. La Venezia Giulia può contare su diverse manifestazioni di grande richiamo anche internazionale (come la Barcolana di Trieste, il festival enogastronomico «Gusti di frontiera» a Gorizia o il “Festival Mondiale del Folklore”) e su un patrimonio artistico-culturale di rilievo (come il Castello di Miramare a Trieste, il Museo della Grande Guerra a Gorizia e il Museo della Cantieristica MU/CA a Monfalcone).
  • La Venezia Giulia ha un elevato potenziale di sviluppo urbanistico in aree strategiche, grazie alla presenza di oltre 1,4 milioni di m2 di aree dismesse che possono essere riqualificate e riconvertite in laboratori di ricerca, università, aree ricreative, poli di attrattività turistica o luoghi di aggregazione sociale.
  • La Venezia Giulia ha una posizione geografica ad elevata rilevanza strategica e culturale: con la possibilità di intercettare i flussi di una “catchment area” con un potenziale di oltre 700 miliardi di Euro di PIL, è la «porta di accesso» all’Europa, grazie alla presenza del Porto di Trieste (porta di accesso marittimo all’Europa centrale) e alla città di Gorizia (dalla secolare tradizione di “città di confine”).
  • Il territorio possiede un ecosistema paesaggistico e ambientale distintivo, grazie all’attenzione verso la tutela ambientale. La Venezia Giulia ha un’elevata disponibilità di verde urbano (93 m2 per abitante, rispetto ai 67 m2 della Regione e ai 55 m2 del Nord-Est) e ospita 3 delle 4 spiagge dichiarate «Bandiera Blu 2020” del Friuli Venezia Giulia.

Venezia Giulia, laboratorio del cambiamento

26 Febbraio 2021 | Di |

La Venezia Giulia sarà il laboratorio del cambiamento. È quanto emerso dallo studio realizzato dalla Camera di Commercio e The European House – Ambrosetti e denominato “Venezia Giulia 2025. Strategie e azioni per la competitività della Venezia Giulia”. Una analisi completa e concreta risultato di sintesi dell’unione tra i contributi degli stakeholder del territorio e i dati e gli indicatori socio-economici di riferimento.

Come Camera di Commercio abbiamo inteso effettuare una approfondita mappatura della situazione di partenza e degli impatti della crisi da COVID-19 sul sistema economico-sociale, elaborando assieme ad Ambrosetti proposte di azioni per favorire la ripresa del territorio. Proposte che abbiamo messo a disposizione della politica, delle Istituzioni e delle imprese per costruire assieme il futuro di questo territorio in sintonia e sinergia con tutto il Friuli Venezia Giulia. E questo lavoro sta generando numerosi contributi e suggerimenti per andare a completare una visione che passo dopo passo verrà migliorata e integrata.

Nell’elaborare il documento sono state raccolte le testimonianze di imprenditori, organizzazioni sociali e sindacali, Istituzioni pubbliche e private, insomma di una ampia platea di donne e uomini che quotidianamente operano nelle proprie rispettive realtà. Un percorso diffuso e condiviso che ha toccato con mano le criticità del momento e le conseguenze generate dall’emergenza sanitaria da COVID-19, proprio perché abbiamo inteso ragionare e valutare con Ambrosetti lo scenario attuale più coerente e rispettoso delle necessità delle imprese e dei cittadini.

In rapporto alla popolazione, le imprese della Venezia Giulia generano un fatturato superiore del 31% alla media regionale, con investimenti in crescita del +62% negli ultimi 5 anni; la logistica e il trasporto navale sono un asset strategico, con Gorizia e Trieste prime province d’Italia per export della cantieristica navale (45% del totale nazionale) e Trieste 1.o porto per movimentazione merci. Un ruolo chiave è svolto dal sistema dell’innovazione: Trieste è la “Città della Scienza”, con centri di ricerca e formazione di eccellenza e 37 ricercatori ogni 1.000 abitanti. Occorre allo stesso tempo intervenire su alcuni punti d’attenzione, come ridurre i gap tra i territori di Trieste e Gorizia (divari di ricchezza fino al 30%) e contrastare la tendenza allo spopolamento e invecchiamento demografico e la “fuga dei cervelli”.

L’analisi ha permesso di identificare 4 competenze distintive della Venezia Giulia su cui incentrare la strategia competitiva del territorio: logistica e navalmeccanica, commercio, scienza e innovazione, turismo. A queste competenze corrispondono 9 linee di indirizzo per lo sviluppo della Venezia Giulia, tra cui: integrare la specializzazione sulla Logistica e Navalmeccanica (focus su start-up e formazione sull’economia circolare applicata alla nautica); consolidare il ruolo strategico del territorio come piattaforma logistica integrata del centro Europa (nave, treno, gomma, aereo), potenziando il ruolo del Porto di Trieste; rafforzare l’attrattività verso i turisti (anche grazie alla leva del futuro Parco del Mare a Trieste) e i giovani talenti; valorizzare le vocazioni di Gorizia e Monfalcone rispettivamente su commercio e su nautica di lusso e refitting; ottimizzare e monitorare la capacità di innovazione delle eccellenze presenti; organizzare un innovativo «Festival del Cambiamento» a cadenza annuale per affermare la Venezia Giulia come luogo di riferimento dello studio e discussione delle trasformazioni dei territori e delle società del futuro. E dalle prossime settimane partiremo per costruire i contenuti del primo appuntamento.

di Antonio Paoletti
Presidente della Cciaa Vg

Sangalli affida a Paoletti la gestione del Sistema “50&Più” nazionale

4 Gennaio 2021 | Di |

Il presidente Antonio Paoletti è stato chiamato per il prossimo quinquennio alla vicepresidenza nazionale con la delega piena da parte del presidente Carlo Sangalli a tutte le funzioni presidenziali previste dallo Statuto, del Patronato 50&PiùEnasco. Nella stessa giornata le assemblee delle società Caf 50&Più Srl e 50&Più Servizi Srl hanno inoltre nominato Antonio Paoletti presidente dei rispettivi consigli di amministrazione.

L’istituto 50&PiùEnasco e le due società Caf 50&Più Srl e 50&Più Servizi Srl sono l’espressione dell’impegno sociale del “Sistema 50&Più” sul territorio e nei servizi di prossimità. Tra servizi fiscali e assistenza ai cittadini nei confronti degli enti previdenziali ed assistenziali, i loro uffici erogano oltre un milione di prestazioni l’anno.

In particolare, in questa fase difficile del Paese per la pandemia da Coronavirus, hanno avuto un grande ruolo per le domande di accesso ai bonus previsti dal Governo.

«Una delle priorità del mio impegno – ha spiegato Paoletti – sarà quello di valorizzare in misura sempre maggiore quelle attività legate al welfare e ai servizi a vantaggio delle fasce più deboli e degli anziani che, specie negli attuali tempi di crisi economica ed occupazionale, concorrono in misura spesso fondamentale al sostentamento di interi nuclei familiari».

Gli uffici di Caf e Patronato coprono tutta l’Italia con oltre 400 sedi territoriali, mentre all’estero 50&PiùEnasco conferma la sua presenza con 25 sedi in 10 Paesi: Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Germania, Spagna, Svizzera, Stati Uniti e Uruguay. Le attività dell’organizzazione includono anche la cultura, i viaggi, il turismo e il volontariato, sono assicurate da una articolata struttura che complessivamente, nelle 3 realtà, supera le 700 unità. La 50&Più Enasco, Istituto di Patronato e Assistenza Sociale, sorto nel 1967 all’interno del Sistema di Confcommercio, conta ad oggi oltre 320mila associati e svolge prevalentemente attività di assistenza e consulenza gratuita, di carattere fiscale, previdenziale, in materia di diritti civili e in altri settori, a beneficio di tutti cittadini, ma con particolare attenzione per gli imprenditori in quiescenza del terziario.

Cciaa Vg nel 2021, tra digitalizzazione, transizione ecologica e implementazione dei servizi online

30 Dicembre 2020 | Di |

L’irruzione dell’epidemia da Covid-19, ha determinato, dalla sua improvvisa comparsa nel mese di febbraio al suo perdurare con diverse fasi di gravità, un profondo, inatteso e inevitabile stravolgimento del vivere sociale, dei ritmi di vita e di tutte le attività socio-economiche.

Il blocco delle attività economiche e sociali, durante il periodo di lockdown, ha inciso profondamente sulla produzione e sui consumi, portando ad una rapida e profonda modifica degli stili di vita, soprattutto in virtù dell’irruzione – obbligata ma nondimeno travolgente – del web e della modalità di fruizione ed erogazione di servizi e prodotti da remoto, elemento, questo, che sta incidendo in maniera dirompente sul modello stesso di sviluppo, accelerando tendenze già in atto dalle quali è già nato e si sta sviluppando rapidamente un nuovo paradigma che sta ridisegnando l’intero l’ecosistema socio-economico, visto sempre più in chiave ecosostenibile sia dal punto di vista economico che sociale.

Dopo la prima drammatica fase di emergenza, che ha determinato una grave crisi di liquidità che ha messo a rischio la sopravvivenza di tutte le attività economiche – dalle più sane a quelle già in difficoltà, dalle multinazionali alle MPMI – che ha visto la Camera di Commercio a fianco delle imprese attraverso misure e azioni di sostegno dirette in sinergia con il Confidi Venezia Giulia, siamo ora in una nuova fase durante la quale è necessario sostenere e accompagnare le imprese che sono chiamate a muoversi in un contesto del tutto nuovo, che presenta grandi insidie e al contempo, come sempre, anche molteplici opportunità legate all’introduzione di nuove modalità di lavoro e di produzione e a nuovi modelli di consumo.

Ne segue la necessità di program­mare obiettivi strategici e operativi del sistema camerale integrato Venezia Giulia dinamici e flessibili, così come dinamica e flessibile sarà la struttura operativa, che adatterà la sua attività alle mutate e mutanti esigenze delle imprese, che saranno supportate e accompagnate fornendo loro i servizi e gli strumenti necessari a far fronte ai cambiamenti in atto ed assicurarne l’operatività e la crescita.

Programmazione 2021

La Programmazione 2021 è stata impostata puntando sulla digitalizzazione avanzata dell’Ente e dei servizi alle imprese, rafforzando l’implementazione dei servizi online, modalità che intende divenire la prioritaria forma di rapporto con l’utenza.

Tale processo verrà attuato attraverso una organizzazione delle attività più funzionale e innovativa non solo verso l’esterno ma anche all’interno dell’Ente, concentrando in massima parte le risorse umane nell’erogazione di servizi alle imprese anziché nei processi interni all’Ente.

Linee di sviluppo e obiettivi

Le linee di sviluppo e gli obiettivi strategici sono state riconsiderate e ridefinite per meglio venire incontro alle nuove esigenze delle attività imprenditoriali, concentrando attività e risorse in ambiti legati pri­oritariamente all’innovazione, alla digitalizzazione, alla sostenibilità traducendole in servizi alle imprese.

Digitalizzazione e transizione ecologica saranno gli assi portanti delle attività dell’Ente. In merito al primo punto, saranno rafforzate azioni e attività a favore della digitalizzazione delle imprese, partendo dalle micro e piccole imprese per aiutarle ad intraprendere il percorso di trasformazione digitale. Riguardo il secondo punto, verranno attuate azioni specifiche per supportare la transizione verde e più in generale la transizione verso un nuovo modo di fare impresa nel segno della sostenibilità economica, sociale, ambientale.

Pierluigi Medeot

Bumbaca Gorizia Camera di Commercio

Prima start up innovativa costituita in Camera di Commercio: assistenza con l’ufficio Aqi dedicato

30 Dicembre 2020 | Di |

SERVIZIO DEL REGISTRO DELLE IMPRESE

Coloro che intendono costituirsi nella forma di Società a responsabilità limitata e che sono in possesso dei requisiti per poter essere qualificate start up innovative ai sensi dell’art. 25 del D.L. n. 179/2012 possono rivolgersi direttamente alla Camera di Commercio per costituire la loro società.

In tal caso l’atto costitutivo e lo statuto, formati esclusivamente in forma elettronica e firmati digitalmente da ciascuno dei sottoscrittori, sono redatti in totale conformità ad un modello standard tipizzato approvato dal Ministero dello Sviluppo economico.

Tutte le operazioni di assistenza alla redazione, sottoscrizione, registrazione presso l’Agenzia delle Entrate e iscrizione nel Registro delle imprese (cosiddetta assistenza qualificata) vengono svolte dall’ufficio Aqi istituito presso il Registro delle imprese.

Il giorno 4 dicembre 2020 dopo aver autenticato le firme digitali apposte da tutti i soci, si è provveduto all’iscrizione della “Wake Cap Srl”, la prima start-up innovativa costituita presso l’ufficio Aqi.

Si auspica che questo innovativo servizio di assistenza qualificata venga utilizzato con sempre maggior frequenza dagli aspiranti imprenditori in modo così da rafforzare il ruolo centrale dell’ente camerale nel tessuto dell’imprenditoria locale.

Sdag: «Con la strategia della Cciaa Vg una nuova visione per l’Interporto»

28 Dicembre 2020 | Di |

«La definita acquisizione delle aree del Porto di Monfalcone da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del mare Adriatico Orientale è l’ulteriore passo che ci porta a una logistica integrata nella Venezia Giulia»: Giuliano Grendene, amministratore unico di Sdag – Interporto Gorizia non ha dubbi e plaude al completamento di un percorso strategico di accorpamento a livello economico e in particolare anche sul fronte logistico (il Comune di Gorizia, socio unico di Sdag, ha avviato la procedura per la partecipazione in Interporto di Trieste SpA) avviato dalla Camera di Commercio Venezia Giulia in piena sintonia con gli le istituzioni del territorio.

«Il trasferimento – afferma Grendene – delle aree dello scalo e il passaggio dell’azienda speciale per il Porto di Monfalcone con la propria esperienza e competenza all’Aspmao, consentirà una partenza veloce verso nuovi e importanti obiettivi. E tutto ciò è avvenuto dopo pochi giorni dalla comunicazione da parte di Rete ferroviaria italiana (Rfi) della realizzazione di un binario unico lungo 750 metri che consentirà di raggiungere una lunghezza che coincide perfettamente con la lunghezza dei treni merci attualmente in circolazione. Si tratta di un intervento volto ad incentivare il traffico merci intermodale, per ridurre il traffico su gomma a favore del traffico su rotaia, come anche richiesto dall’Europa e perfettamente in linea con il nuovo European Green Deal».

In questa idea di sviluppo si inseriscono anche i prossimi investimenti di Sdag all’interno del proprio terminal intermodale, tra cui la cosiddetta “Lunetta di Gorizia” di cui si è tanto parlato negli ultimi anni e di prossima realizzazione grazie all’intervento di Rfi. «Inoltre – conclude Grendene – l’elettrificazione dei binari in ambito Sdag e di quello della linea Nova Gorica-Gorizia fino alla deviazione di ingresso al raccordo dell’Interporto, nonché lo spostamento del cancello di ingresso stesso consentirebbe la realizzazione di una nuova opportunità per lo stazionamento di nuovi convogli lunghi 750 metri con i quali si riuscirà a implementare, appunto, in chiave green la potenzialità della piattaforma intermodale. Una visione di sviluppo fortemente sostenuta anche dall’ex senatrice Laura Fasiolo, dall’assessore regionale Graziano Pizzimenti e dall’onorevole Guido Germano Pettarin».

Dalla fusione dei Consorzi ulteriore tassello per la piattaforma economica della Venezia Giulia

28 Dicembre 2020 | Di |

LE TAPPE DELLA STRATEGIA CAMERALE RAGGIUNTE NEL 2020

La fusione dei Consorzi di sviluppo economico di Monfalcone e Gorizia è un ulteriore tassello verso un sistema socio-economico della Venezia Giulia forte e compatto. Con il contributo di Gianluca Madriz, presidente del Consorzio goriziano e vicepresidente della Cciaa Vg, abbiamo inteso sostenere assieme alle amministrazioni di riferimento – un ringraziamento va ai sindaci di Monfalcone, Annamaria Cisint e di Gorizia, Rodolfo Ziberna – l’indispensabile percorso di unione dei Consorzi che si concluderà quando lo stesso verrà definito anche con il Coselag triestino. E su questo tema c’è già ampia disponibilità da parte del suo presidente Zeno D’Agostino.

Ma le attività svolte in questo 2020, nonostante le limitazioni imposte dall’epidemia di Covid-19, sono state molteplici.

È stato, infatti, un anno molto intenso e ricco di difficoltà, ma foriero di grandi cambiamenti per il futuro socio-economico della Venezia Giulia.

Concluso positivamente il percorso verso l’integrazione dei Porti di Trieste e Monfalcone

Sul fronte della logistica, in particolare, l’Ente camerale si è impegnato per portare a compimento quel percorso di integrazione economico produttiva del territorio.

Partiamo da lontano, da quel 2015 in cui appena nata la Cciaa Vg ha inteso portare un segno di cambiamento per una sempre maggiore integrazione tra i territori, con l’ingresso dell’allora commissario dell’Autorità Portuale di Trieste, Zeno D’Agostino nella governance dell’Azienda Speciale del Porto di Monfalcone.

Un avvio di un processo che si è concluso il 29 ottobre di quest’anno con il passaggio delle aree di proprietà dello scalo e dell’Azienda speciale per il Porto di Monfalcone dall’Ente camerale all’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale. Un risultato direi storico e al quale ha contribuito in maniera fondamentale il dottor Mario Sommariva, che ringrazio per il suo grande lavoro svolto per la portualità del Nord Adriatico, ma anche per la grande collaborazione nella risoluzione delle varie situazioni, assieme segretario generale camerale dottor Pierluigi Medeot.

L’ingresso del Comune di Gorizia in Interporto Trieste per una logistica integrata regionale più forte

Sempre sul fronte della logistica con particolare riferimento alla retroportualità, va ricordato l’ingresso, esattamente un anno prima, ovvero il 28 ottobre 2019, del Comune di Gorizia proprietario al 100% dell’Interporto di Gorizia – Sdag in Interporto Trieste. Si tratta, certamente, di una piccola quota azionaria, ma di grande significato.

Anche in questo processo l’Ente camerale ha inteso attraverso il dialogo con le Istituzioni, in particolare il Comune di Gorizia proprietario appunto del 100 % di Sdag, creare le condizioni per una “interportualità” integrata nella Venezia Giulia, che fosse autentico complemento dell’unione degli scali di Trieste e Monfalcone in un unico soggetto economico-amministrativo.

Con la nascita del Confidi della Venezia Giulia maggiori strumenti a sostegno delle imprese

A tutto ciò l’Ente camerale ha inteso sostenere l’integrazione dei Consorzi di garanzia fidi, strumenti fondamentali in questo periodo pandemico al sostegno delle imprese. Abbiamo sempre pensato che una economia in cresciuta deve fornire adeguati sistemi di sostegno finanziario alle imprese. Per tale ragione sempre in questo difficile 2020 siamo arrivati alla fusione dei Consorzi di garanzia fidi di Gorizia e di Trieste in quello della Venezia Giulia.

I risultati “del presente” hanno ora la necessità di una chiara strategia operativa verso il futuro

Create le basi per una maggiore solidità strutturale complessiva, ora stiamo già guardando al futuro. Stiamo lavorando concretamente alla possibilità di creare nel nostro territorio una Zona Logistica Speciale Rafforzata di carattere regionale, per passare da un’idea ai fatti. L’infrastruttura logistica ed economica è ormai matura per questo ulteriore salto. Un balzo che la Camera di Commercio intende sostenere sotto tutti i punti di vista, costitutivo, realizzativo e gestionale.

L’obiettivo è supportare le imprese esistenti, utilizzare aree libere o dismesse da recuperare per favorire gli investimenti, attrarre l’insediamento di start up e investitori stranieri interessati a produrre, scambiare e commerciare in una zona con un trattamento di favore (quantomeno di omogeneità) sia dal punto di vista fiscale e burocratico, sia dal punto di vista logistico. Infatti, all’interno della ZLS Rafforzate, le tasse sono ridotte e le aziende che vi si insediano pagano tariffe più basse e si giovano di semplificazioni burocratiche.

di Antonio Paoletti
Presidente della Cciaa Vg

Il Consorzio della Venezia Giulia diventa realtà

28 Dicembre 2020 | Di |

MADRIZ E RUSSO HANNO SOTTOSCRITTO L’ATTO CHE CONCLUDE IL PROCESSO

Completata la fusione delle due realtà di sviluppo economico di Gorizia e Monfalcone

È nato il Consorzio di sviluppo economico della Venezia Giulia, frutto della fusione per incorporazione tra il Consorzio di sviluppo economico del Monfalconese e il Consorzio di sviluppo economico locale di Gorizia. I presidenti dei due sodalizi, in qualità di rappresentanti legali, rispettivamente Renato Russo e Gianluca Madriz, hanno sottoscritto davanti al notaio Arcidiacono l’atto. Un momento storico per un’operazione di prospettiva, che rende l’Isontino forte e in grado di guardare al suo domani economico e di lavoro con maggior fiducia.

l nuovo Consorzio ha un valore di complessivi 63 milioni di euro

Il valore complessivo del Consorzio derivante dalla fusione per incorporazione è di 63 milioni di euro, di cui 50 di quello del Monfalconese e 13 di quello di Gorizia. Il 79,45 per cento delle quote è attribuito al Consorzio di Monfalcone, il restante 20,55 a quello di Gorizia. In seguito all’incorporazione, spetterà ai Comuni di Monfalcone e Gorizia rispettivamente il 30,50 per cento e il 16,11 per cento delle quote. Neanche il lockdown di primavera ha rallentato l’iter procedurale di incorporazione: prima i cda del Consorzio di sviluppo economico del Monfalconese e del Consorzio di sviluppo economico locale di Gorizia hanno approvato e deliberato il progetto di fusione riunendosi congiuntamente, poi la parola è passata ai 18 soci per avvallare l’atto tramite approvazione da parte dei consigli comunali. Trascorsi i tempi richiesti dalla legge, si è arrivati appunto all’ultimo atto. A gennaio sarà convocata l’assemblea del nuovo Consorzio per l’integrazione degli organi sociali, con il cda che passerà dai tre dell’assetto delle due realtà a cinque. Trattandosi di incorporazione, i soci dovranno indicare i nominativi dei due componenti che si aggiungeranno al presidente Russo, alla vice Michela Ceccotti e al consigliere Marco Donda del sodalizio monfalconese.

Dai sindaci di Monfalcone e Gorizia pieno sostegno all’operazione

«Il nostro territorio è centrale rispetto al futuro economico della regione e noi stiamo lavorando con grandissimo impegno su tutto quello che permette di accrescerne la competitività. Tutte le istituzioni devono fare sistema, proprio come stiamo facendo noi, in quanto è una garanzia per non restare indietro rispetto ai tempi che cambiano e per assicurare i livelli occupazionali. Con il nostro timone di area industrializzata e con le prospettive legate a portualità e nautica, possiamo diventare sempre più un punto di riferimento. Lavorare insieme significa essere più forti e più autorevoli, nonché avere più potere nelle trattative», il commento del sindaco di Monfalcone, Anna Maria Cisint. Concorda il primo cittadino di Gorizia, Rodolfo Ziberna: «È una data importante per il futuro dei nostri territori. Per essere competitivi e cogliere le sfide che ci attendono è quanto mai necessario per il nostro territorio fare sistema. Restare soli come zona industriale di Gorizia non ci avrebbe portato risultati, mentre fare massa critica con Monfalcone, la cui zona industriale è attrezzata, è quanto mai essenziale in quanto ci permette di ragionare in prospettiva. In questo ambito diventa quanto mai fondamentale continuare il ragionamento che abbiamo avviato per la Zona logistica semplificata rinforzata».

Madriz: «In questo modo viene garantita una prospettiva al territorio»

Grazie alla fusione le imprese isontine potranno contare su una maggiore competitività, in un contesto di realtà complementari, spiega il presidente Russo: «Con lo stesso spirito che ha portato all’integrazione dei Porti e delle Camere di Commercio, per fare massa critica ed essere competitivi era importante procedere a questa fusione. Con questa scelta possiamo ampliare ’offerta commerciale dei Consorzi per rendere tutto il nostro territorio, nel suo insieme e con tutte le sue peculiarità, più attrattivo, grazie alla potenzialità del binomio tra Monfalcone con la sua posizione strategica e il mare e Gorizia più vicina al confine». Un punto di partenza per ulteriori sfide rimarca Gianluca Madriz: «Abbiamo agito ascoltando i nostri consorziati e guardando al futuro del territorio per garantire una prospettiva. Siamo orgogliosi di aver concluso un’operazione che era necessaria da tempo, per di più ci siamo riusciti in un momento complesso e complicato, quello del Covid, rispettando i tempi prefissati. Il territorio dell’ex provincia di Gorizia ne esce quindi rafforzato e pronto per le altre sfide che ci attendono».

La fusione è la naturale unione di territori contermini, da sempre complementari, parte dello stesso compendio territoriale. Monfalcone è il naturale sbocco al mare delle attività commerciali e imprenditoriali delle aree goriziane, quindi l’operazione è la logica e naturale conclusione di un processo di integrazione che nei fatti, intendendo l’operatività industriale e commerciale, è già una realtà consolidata. I vantaggi saranno notevoli sia dal punto di vista sinergico che di economia di scala, in quanto la gestione unitaria delle aree disponibili e della possibile offerta di insediamento permetterà di ampliare la platea dei possibili insediamenti produttivi. Un raggio di azione più ampio si tradurrà infatti una attrattività maggiore e quindi in una maggiore competitività.

Marchi collettivi. Il 31 dicembre scade il termine per la trasformazione nei nuovi marchi

27 Dicembre 2020 | Di |

COMUNICAZIONE TRAMITE LA CCIAA

È in scadenza il termine entro cui esercitare l’opzione per l’adeguamento del marchio collettivo alla nuova disciplina o per la trasformazione in marchio di certificazione, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 15/2009. Tale opzione deve essere comunicata all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi entro il 31 dicembre prossimo, a pena di decadenza del marchio stesso.

La comunicazione può avvenire anche tramite la Camera di Commercio. In tal caso bisognerà presentare l’usuale modulo di primo deposito del marchio inserendo al punto 1.8 la dicitura “Conversione in marchio collettivo (oppure di certificazione), così come definito dal decreto legislativo 15 del 20 febbraio 2019, del marchio avente numero di domanda…”

Al fine della verifica relativa alla compilazione e/o per l’appuntamento per il deposito si invii una email al seguente indirizzo: brevetti@vg.camcom.it