Festival del Cambiamento 2025: Gorizia Città della Pace Giusta, 8 ottobre 2025
29 Settembre 2025 | Di Venezia Giulia Economica |
Gorizia, 23 settembre 2025
Mercoledì 8 ottobre Gorizia ospiterà il “Festival del Cambiamento: Gorizia città della pace giusta” evento internazionale organizzato dalla Camera di commercio Venezia Giulia assieme a International Strategic network (ISN) e MedOr Italian Foundation, in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e con il patrocinio di Unioncamere e dell’Università degli Studi di Trieste, che si propone come un momento di riflessione e confronto su alcune delle sfide più urgenti del nostro tempo, mettendo al centro l’idea che il cambiamento non è soltanto inevitabile, ma necessario.
In un mondo attraversato da crisi geopolitiche, tensioni economiche e conflitti, Gorizia, assieme a Nova Gorica solo la Capitale europea della cultura 2025, esempio di dialogo e convivenza, il luogo simbolico in cui interrogarsi sul futuro dell’Europa e dell’ordine internazionale.
“Il cuore del Festival è l’idea che il cambiamento, per essere autentico, deve avere come orizzonte una pace giusta: non una pace apparente o frutto di compromessi al ribasso, ma una pace fondata su equità e sicurezza condivisa – ha detto Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio Venezia Giulia – e le discussioni che animeranno la giornata, con voci provenienti da più Paesi, intrecceranno riflessioni su sicurezza, economia e diplomazia, evidenziando come la ricerca di soluzioni durature passi da scelte coraggiose e da un multilateralismo capace di garantire equilibrio e responsabilità. Assieme alla Giunta camerale e con il coordinamento del segretario generale, Pierluigi Medeot, abbiamo inteso proporre questo momento di confronto che a nostro avviso è di fondamentale importanza in questo frangente storico”.
“Gorizia, città di confine e di incontro, diventa così il simbolo di una Europa che deve imparare a cambiare – prosegue Paoletti – per restare fedele ai propri valori, consapevole che solo una pace giusta può dare senso e direzione a ogni processo di trasformazione. E per capire meglio cosa accade in prima linea abbiamo inteso coinvolgere i principali reporter italiani al fronte, perché il giornalismo sul campo è ancora fondamentale per comprendere la verità e non essere abbindolati dalle fake news architettate da algoritmi costruiti apposta per disinformare e creare tensioni”.

Il Festival, dopo la sessione di apertura con i saluti istituzionali, si svolgerà su quattro panel distinti: il primo avrà come tema centrale il futuro dell’Europa in un contesto di crisi multiple, mettendo in evidenza le tensioni tra esigenze di sicurezza, necessità di autonomia strategica e ricerca di una maggiore coesione interna, insieme alle implicazioni politiche e istituzionali per costruire un’Unione più resiliente. Il secondo si concentrerà sull’impatto economico dei conflitti, analizzando come la frammentazione delle catene globali del valore influenzerà produzione, commercio e mercati, e come i processi di ricostruzione potranno ridisegnare le geografie economiche creando nuove opportunità di sviluppo. Il terzo esplorerà il ruolo del multilateralismo e della diplomazia, evidenziando come la cooperazione internazionale e gli strumenti diplomatici potranno contribuire a costruire una pace giusta, sostenibile e duratura, capace di conciliare sicurezza, giustizia e crescita economica. Infine, la quarta e ultima sessione sarà animata da una serie di testimonianze dalla prima linea di giornalisti e inviati sui fronti caldi del mondo di alcuni dei maggiori quotidiani italiani.
“Il Festival del Cambiamento, nel cuore di Gorizia Capitale europea della Cultura insieme a Nova Gorica, è occasione per riflettere sulle trasformazioni globali. Un appuntamento – ha affermato Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia – di grande rilievo per la nostra comunità che affronta temi cruciali per il futuro dell’Europa e del mondo: parlare oggi di pace giusta significa riconoscere che la pace non è soltanto assenza di conflitti, ma presenza di giustizia, dialogo e rispetto della dignità umana. In un tempo segnato da incertezze e tensioni geopolitiche, Gorizia diventa simbolo e laboratorio di convivenza, capace di mostrare come territori di confine possano trasformarsi in ponti di cooperazione. Il Friuli Venezia Giulia intende rafforzare questo ruolo, contribuendo a elaborare idee e proposte che guardino al futuro con responsabilità e visione”.
Il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, non ha dubbi: “Sarà un Forum di grande spessore, che coinvolgerà profondi conoscitori della politica, della diplomazia e dell’economia internazionale ed europea: per arrivare a una pace giusta, necessariamente, dobbiamo incrociare tutte queste componenti. Sono certo che da questa giornata di confronti usciranno ulteriori elementi di riflessione per i decisori internazionali”.
Francesco Maria Talò, Ambasciatore, ex consigliere diplomatico del Presidente Meloni e già Rappresentante Permanente dell’Italia presso la NATO, attuale Inviato Speciale dell’Italia per il Corridoio India-Medio Oriente – Europa (IMEC) e socio fondatore dell’International Strategic Network (ISN) osserva che “Gorizia è il luogo giusto per parlare di cambiamento. Mi sembra che l’idea del cambiamento possa essere la bussola per orientarci in un tempo nel quale il vecchio totem della stabilità è messo in discussione ed è, quindi, necessario muoversi in un mondo che corre. Bisogna farlo preservando il bene supremo della pace, che sia naturalmente una pace giusta, la più giusta possibile. In questo senso la storia di una città divisa, e che adesso rappresenta un esempio di riconciliazione in Europa – diventando la capitale della cultura europea accanto a Nova Gorica – è esemplare. In quest’ottica, esperti internazionali in ambito politico, economico e spirituale, dibatteranno a Gorizia l’8 ottobre. Sarà un’occasione per riflettere e poi agire”.
“Siamo circondati dai conflitti, che sembrano senza fine, dall’Ucraina, nel cuore dell’Europa, al vicino Oriente con Gaza. Per questo motivo i giornalisti che raccontano il lato oscuro dell’umanità si ritrovano a Gorizia, che ha superato le lacerazioni della Seconda guerra mondiale, per parlare di speranza e delle strade impervie verso la pace”, ha ricordato il giornalista Fausto Biloslavo, coordinatore del panel dei reporter impegnati al fronte.




















