{"id":7172,"date":"2026-10-06T12:43:57","date_gmt":"2026-10-06T10:43:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vgeconomica.it\/?p=7172"},"modified":"2026-10-06T12:44:00","modified_gmt":"2026-10-06T10:44:00","slug":"festival-del-cambiamento-2026-la-prima-giornata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vgeconomica.it\/index.php\/festival-del-cambiamento-2026-la-prima-giornata\/","title":{"rendered":"Festival del Cambiamento 2026: la prima giornata"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Al centro del confronto il rapporto sempre pi\u00f9 stretto tra energia, geopolitica e sicurezza.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La prima giornata del Festival del Cambiamento ha posto al centro del confronto il rapporto sempre pi\u00f9 stretto tra energia, geopolitica e sicurezza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dalla crisi dello Stretto di Hormuz, il dibattito ha guardato oltre gli effetti immediati sui prezzi e sugli approvvigionamenti, interrogandosi su come stiano cambiando gli equilibri di potere e sulle vulnerabilit\u00e0 di un sistema energetico globale che dipende da rotte, infrastrutture e punti di passaggio strategici.<\/p>\n\n\n\n<p>Il confronto si \u00e8 quindi concentrato sulla risposta italiana e sulla possibilit\u00e0 di trasformare la posizione geografica del Paese in un vantaggio strategico. Il rapporto con il Nord Africa e il Mediterraneo assume in questa prospettiva un ruolo centrale: progetti come ELMED e il SoutH2 Corridor puntano a rafforzare le connessioni energetiche tra le due sponde e il ruolo dell\u2019Italia come hub europeo, affiancando agli investimenti infrastrutturali la formazione di competenze nei Paesi partner.<\/p>\n\n\n\n<p>La crisi di Hormuz \u00e8 stata affrontata anche nelle sue conseguenze sui mercati: dalla redistribuzione dei flussi di greggio ai cambiamenti nelle rotte e alle tensioni sulla capacit\u00e0 di raffinazione. In questo quadro, il porto di Trieste e l\u2019Oleodotto Transalpino assumono un valore strategico per la sicurezza energetica dell\u2019Europa centrale. Per le imprese, alla volatilit\u00e0 dei prezzi e all\u2019incertezza sugli approvvigionamenti si aggiunge inoltre la sfida della competitivit\u00e0, sempre pi\u00f9 legata alla capacit\u00e0 di adottare digitalizzazione e intelligenza artificiale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/vg.camcom.it\/sites\/default\/files\/inline-images\/3.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>In apertura il discorso di <strong>Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio Venezia Giulia<\/strong>: \u201cServe una maggiore indipendenza energetica: lo sblocco varato dal Governo nei confronti del nucleare di ultima generazione \u00e8 la via giusta, il sostegno alle fonti di energia rinnovabile \u00e8 stato ed \u00e8 la via corretta e bene ha fatto su questo fronte la Regione Friuli Venezia Giulia. Ma al momento serve un ripensamento politico in ambito internazionale. Mentre diversi Paesi europei hanno mantenuto o sviluppato il nucleare, l&#8217;Italia ha investito quasi completamente su gas naturale, idroelettrico, fotovoltaico, eolico, biomasse, geotermia e soprattutto importazioni di elettricit\u00e0. Nel 2026 lo shock energetico ha assunto una forma ancora diversa, ponendo in evidenza la vulnerabilit\u00e0 delle rotte marittime. Oggi la situazione rimane problematica: le esportazioni di prodotti raffinati e GPL dal Golfo sono ancora molto inferiori ai livelli precedenti alla crisi, e la normalizzazione dei flussi \u00e8 ancora a divenire. In questi ultimi giorni assistiamo in Francia e in Spagna, per motivi diversi, a delle forti proteste di piazza con migliaia di persone. \u00c8 necessario che l\u2019Europa intervenga nell\u2019immediato con politiche di sostegno ma anche corridoi diplomatici per trovare soluzioni alle guerre in corso, perch\u00e9 altrimenti il rischio \u00e8 che per la questione del caro energia anche in Italia i cittadini e le imprese scendano in piazza per protestare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza<\/strong>, ha spiegato che \u201csul fronte delle energie Trieste ha fatto e sta facendo tanto, penso all\u2019elettrificazione delle banchine del porto ormai pronta. Ma serve altro, e lo dico a livello globale. Puntare sul nucleare penso sia una sfida importante per il futuro\u201d. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea Prete, presidente di Unioncamere<\/strong>, ha dichiarato che &#8220;se entro il 2035 la domanda globale di energia crescer\u00e0 del 35%, non basta sostituire le fonti: serve pi\u00f9 energia. L\u2019Italia deve puntare sull\u2019addizione energetica, diversificando il mix e riducendo la dipendenza dall\u2019estero\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il presidente della Regione Fvg Massimiliano Fedriga<\/strong>, ha detto che \u201cle sfide sul fronte dell\u2019energia sono enormi, non solo per il Friuli Venezia Giulia, penso che il mondo in generale, l&#8217;Europa in particolare, deve confrontarsi con una regolamentazione che non favorisce, soprattutto in un momento di difficolt\u00e0, l&#8217;abbattimento dei costi energetici, e questo \u00e8 un primo problema. C&#8217;\u00e8 anche un problema infrastrutturale di rete europea. E il terzo problema, ovviamente, riguarda l&#8217;autonomia energetica. All&#8217;interno quindi di questo perimetro, che \u00e8 molto difficile, penso per\u00f2 che delle scelte si possano fare. Prima ho citato la regolamentazione, quella \u00e8 una questione che l&#8217;Europa pu\u00f2 affrontare autonomamente e perlomeno agevolare una situazione che oggi oggettivamente sta diventando estremamente difficile per il nostro sistema produttivo oltre che per le nostre famiglie\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/vg.camcom.it\/sites\/default\/files\/inline-images\/4.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cAnche quest\u2019anno il Festival del Cambiamento torna ad aprire la stagione dei grandi incontri internazionali e lo fa con un\u2019edizione ancora pi\u00f9 ricca, a Trieste e a Gorizia, sottolineando il ruolo di queste due citt\u00e0 che costituiscono un vero perno nella storia e nella vita politica economica e culturale europea\u201d. Cos\u00ec <strong>l\u2019ambasciatore Francesco Maria Tal\u00f2, inviato speciale dell&#8217;Italia per il Corridoio India-Medio Oriente-Europa<\/strong>. \u201cNel nome del festival c\u2019\u00e8 l\u2019unicit\u00e0 di questa iniziativa &#8211; prosegue &#8211; che riflette il dinamismo dei tempi rispetto ai quali, soprattutto in Europa e in Italia, si fa fatica ad adattarsi. La sensazione \u00e8 che il mondo corra mentre noi siamo fermi. Occorre quindi considerare questo cambiamento come un\u2019onda, che vediamo rappresentata nel logo del festival, un\u2019onda che pu\u00f2 travolgerci ma che pu\u00f2 anche trasportarci verso nuovi orizzonti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell\u2019Ambiente e della Sicurezza Energetica<\/strong>, ha spiegato che \u201cdipendiamo ancora fortemente dall\u2019estero, \u00e8 chiaro che il percorso non si risolve da un giorno all\u2019altro, per arrivare a un mix energetico che permetta all\u2019Italia di essere il pi\u00f9 autosufficiente possibile. Dipendendo ancora dall\u2019estero, siamo soggetti alla fluttuazione dei prezzi in particolare. Serve aumentare le rinnovabili, il geotermico, l\u2019idroelettrico, il fotovoltaico, l\u2019eolico e naturalmente a fianco di tutto ci\u00f2 serve integrare l\u2019attuale produzione termoelettrica con il nuovo nucleare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/vg.camcom.it\/sites\/default\/files\/inline-images\/1.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Federico Rampini, giornalista e saggista<\/strong>, ha detto che \u201csiamo passati da un\u2019epoca in cui abbiamo creduto di vivere sotto un unico segno, la transizione dalle energie fossili alle sostenibili, ci siamo svegliati nel mondo reale, in cui l\u2019energia \u00e8 prima di tutto sicurezza nazionale, il tema dominante \u00e8 questo, ed \u00e8 diventato un problema geopolitico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo <strong>Mohammed Baharoon, direttore generale Dubai Public Policy Research Center<\/strong>, \u201cle sfide globali sul fronte dell\u2019energia vanno affrontate insieme, con una visione globale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lorenzo Ortona, coordinatore vicario, Struttura di Missione per il Piano Mattei<\/strong>, ha ricordato \u201cviviamo in un periodo storico di grandi sfide, di grandi incertezze dove l&#8217;energia e la sicurezza energetica diventa sempre pi\u00f9 una priorit\u00e0 politica. Il piano Mattei per l&#8217;Africa in questo senso \u00e8 importante, perch\u00e9 cerca di mettere insieme quelle che sono le esigenze italiane ed europee per una maggiore sicurezza energetica con quelle che sono le priorit\u00e0 del continente africano e in particolare del Nord Africa. Quindi da un lato dobbiamo spingere per cercare di creare sempre di pi\u00f9 infrastrutture che possono portare energia dall&#8217;Africa verso l&#8217;Italia e l\u2019Europa, dall\u2019altra dobbiamo cercare anche di creare le giuste competenze, il giusto valore nei Paesi del Nord Africa, \u00e8 una grande sfida, fondamentale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Davide Tabarelli, presidente e fondatore Nomisma Energia<\/strong>, in video collegamento, ha spiegato che \u201cla carenza di gas in Italia \u00e8 ormai nota da 5 anni, necessitiamo di 63 miliardi di mc all\u2019anno, ne compriamo 60 e produciamo solo 3. Basterebbe utilizzare le riserve del Nord Adriatico per produrre almeno 10 miliardi di mc, ma l\u2019incapacit\u00e0 della politica di autorizzare le trivellazioni ci fa perdere ogni anno almeno 5 miliardi di euro e per acquistarli la politica aumenta il debito del Paese. Senza dimenticare l\u2019inquinamento prodotto dalle navi che vengono utilizzate per trasportare il gas da altri Paesi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere<\/strong>, ha spiegato che \u201cin un contesto globale incerto e con i prezzi dell&#8217;energia sotto pressione, l&#8217;autonomia del Paese deve passare oggi dal rafforzamento delle rinnovabili e dall&#8217;efficienza energetica, in attesa degli sviluppi a lungo termine del nucleare. L&#8217;intelligenza artificiale gioca un ruolo fondamentale: l&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia stima che il suo impiego possa ridurre significativamente i consumi e alleggerire i costi in bolletta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alessandro Gorla, presidente SIOT, Societ\u00e0 Italiana per l\u2019Oleodotto Transalpino Spa<\/strong>, ha dichiarato che \u201ccon l\u2019Hormuz il mercato petrolifero, resiliente per natura, sta attraversando una fase di forte ridistribuzione dei flussi. La nostra infrastruttura \u00e8 strategica per l&#8217;approvvigionamento energetico europeo ed \u00e8 uno dei sistemi logistici pi\u00f9 flessibili e affidabili\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Per <strong>Filippo Nicol\u00f2 Rodriguez, head of Macro Area Nord Institutional Affairs Italy di Enel <\/strong>&#8220;La transizione energetica richiede una visione di sistema: investimenti e tecnologie ci sono. Occorre accelerare su rinnovabili e reti, con regole stabili e iter pi\u00f9 rapidi, per rafforzare sicurezza, competitivit\u00e0 e autonomia energetica&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda parte della giornata ha spostato lo sguardo sulla trasformazione strutturale del sistema energetico: non la semplice sostituzione di una fonte con un\u2019altra, ma il ripensamento dell\u2019intera filiera, tenendo insieme sicurezza, decarbonizzazione, innovazione e competitivit\u00e0. Il confronto ha riguardato lo sviluppo di nuove filiere, a partire dall\u2019idrogeno e dall\u2019esperienza della North Adriatic Hydrogen Valley, l\u2019integrazione tra diverse fonti e vettori energetici e il ruolo dell\u2019elettrificazione nel ridurre la dipendenza italiana dagli approvvigionamenti esterni.<\/p>\n\n\n\n<p>Centrale anche l\u2019evoluzione delle reti, chiamate a sostenere un sistema sempre pi\u00f9 elettrificato e complesso, nel quale digitalizzazione e intelligenza artificiale possono contribuire a gestire in maniera pi\u00f9 efficiente domanda e offerta. Infine, ricerca e innovazione devono tradursi in capacit\u00e0 industriale e investimenti concreti: trasferimento tecnologico, tempi autorizzativi e quadro regolatorio diventano cos\u00ec elementi decisivi per determinare la velocit\u00e0 della transizione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rodolfo Taccani, docente di Sistemi per l\u2019Energia e l\u2019Ambiente, Universit\u00e0 degli Studi di Trieste e responsabile scientifico, North Adriatic Hydrogen Valley<\/strong> ha sottolineato che \u201cLa lezione pi\u00f9 importante della North Adriatic Hydrogen Valley va oltre l&#8217;idrogeno. La transizione energetica richiede tecnologie innovative, ma soprattutto la capacit\u00e0 di coordinare persone, competenze e investimenti. Nessun soggetto, pubblico o privato, pu\u00f2 affrontare da solo sfide di questa portata. \u00c8 nella collaborazione tra ricerca, industria e territori che si costruiscono le condizioni per trasformare l&#8217;innovazione in sviluppo concreto e competitivit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Per <strong>Giorgio Graditi, direttore generale, Area Science Park<\/strong>, \u201cgovernare la transizione energetica significa far avanzare in modo coordinato rinnovabili, reti, accumuli, flessibilit\u00e0, mercati e competenze digitali. La ricerca ne orienta le scelte, ne riduce i rischi tecnologici, operativi e istituzionali e accelera il trasferimento delle soluzioni su scala industriale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo <strong>Massimo Nicolazzi, docente di Economia e management delle risorse energetiche<\/strong> \u201c\u00e8 ritornata la priorit\u00e0 della sicurezza energetica, viviamo una crisi pi\u00f9 di prodotti che di greggio, pi\u00f9 lunga \u00e8 e pi\u00f9 \u00e8 difficile starsene fuori\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carlo Andriolo, amministratore delegato AcegasApsAmga Spa<\/strong> ha ricordato che \u201cAcegasApsAmga accompagna la transizione energetica attraverso investimenti e competenze che rafforzano infrastrutture e servizi, contribuendo all\u2019evoluzione dei territori e del sistema energetico\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al centro del confronto il rapporto sempre pi\u00f9 stretto tra energia, geopolitica e sicurezza.\u00a0 La prima giornata del Festival del Cambiamento ha posto al centro del confronto il rapporto sempre pi\u00f9 stretto tra energia, geopolitica e sicurezza.&nbsp; A partire dalla crisi dello Stretto di Hormuz, il dibattito ha guardato oltre gli effetti immediati sui prezzi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":7173,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-7172","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.vgeconomica.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/2.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7EE4Z-1RG","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vgeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7172","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vgeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vgeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vgeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vgeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7172"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.vgeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7172\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7174,"href":"https:\/\/www.vgeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7172\/revisions\/7174"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vgeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7173"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vgeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7172"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vgeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7172"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vgeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7172"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}