{"id":7151,"date":"2026-07-21T13:52:08","date_gmt":"2026-07-21T11:52:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vgeconomica.it\/?p=7151"},"modified":"2026-07-21T13:52:21","modified_gmt":"2026-07-21T11:52:21","slug":"ue-mercosur-accordo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vgeconomica.it\/index.php\/ue-mercosur-accordo\/","title":{"rendered":"Ue-Mercosur: accordo su cui serve fare chiarezza per capirne le opportunit\u00e0 a favore delle imprese italiane"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Esperti a confronto in Camera di commercio Venezia Giulia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Serviva fare chiarezza sull\u2019accordo di libero scambio tra l&#8217;Unione Europea e i Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay) e per tale ragione \u00e8 stato organizzato il Focus \u201cAccordo Ue-Mercosur: opportunit\u00e0 e maggiori tutele contro l\u2019Italian sounding?\u201d dedicato alle imprese e ai professionisti. Gli accordi internazionali vanno a vantaggio delle imprese solo se si conosce esattamente quali sono le opportunit\u00e0 offerte. In particolare, poi, \u00e8 necessaria una crescente tutela del Made in Italy sempre pi\u00f9 messo a dura prova dalla concorrenza, anche sleale fatta di frodi e falsi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Con questi obiettivi<\/em> \u2013 ha affermato <strong>Antonio Paoletti<\/strong>, presidente della Camera di commercio Venezia Giulia &#8211; <em>abbiamo intrapreso la via dei Focus perch\u00e9 considerati efficaci ed efficienti in termini di tempo e informazioni per le imprese<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Le Camere di commercio<\/em> \u2013 ha ricordato Paoletti &#8211; <em>tutelano il Made in Italy garantendo la sicurezza del mercato, verificando la corretta etichettatura e l&#8217;origine dei prodotti. A livello internazionale, tramite la rete delle CCIE (Camere di commercio Italiane all&#8217;Estero), promuovono le eccellenze produttive e combattono la contraffazione<\/em>. <em>La Camera di commercio Venezia Giulia, in particolare, svolge un ruolo centrale di orientamento e supporto operativo per il deposito di marchi, brevetti, disegni e modelli nazionali nelle sedi di Trieste e Gorizia, gestendo l&#8217;assistenza all&#8217;utenza, il controllo formale e l&#8217;inoltro all&#8217;Ufficio Italiano Brevetti e Marchi per la registrazione. Il nostro obiettivo \u00e8 affiancare da vicino le aziende, gli inventori e i cittadini del territorio, aiutandoli a valorizzare la loro creativit\u00e0 e a tradurla in opportunit\u00e0 concrete di sviluppo<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Proteggere un marchio, un&#8217;invenzione o un design significa accrescere il valore del proprio lavoro e dei propri prodotti, trasformando le idee in veri e propri asset patrimoniali che rafforzano l&#8217;impresa sul mercato e consentono di accedere a bandi di finanziamento dedicati e nuove opportunit\u00e0 di crescita.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista pratico, la registrazione del marchio garantisce l&#8217;uso esclusivo del brand, rafforzandone la riconoscibilit\u00e0 e proteggendolo da tentativi di imitazione anche online; il brevetto tutela l&#8217;innovazione tecnologica da sfruttamenti non autorizzati; il deposito di disegni e modelli difende l&#8217;estetica del prodotto.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di tutele essenziali per consentire alle eccellenze locali di competere in sicurezza e far crescere l&#8217;economia del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attenzione ai marchi \u00e8 fondamentale per tutelare il Made in Italy: per quanto riguarda la Camera di commercio Venezia Giulia nel 2025 ci sono stati :<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>54 Nuovi depositi a Trieste<\/li>\n\n\n\n<li>27 Nuovi depositi a Gorizia<\/li>\n\n\n\n<li>12 Rinnovi a Trieste<\/li>\n\n\n\n<li>3 Rinnovi a Gorizia<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Nel 2025 i nuovi marchi depositati in Friuli Venezia Giulia sono stati 676, mentre in Italia si arriva a 68.793 e questo dato comprende le istanze presentate presso le Camere di commercio, i marchi presentati dai richiedenti compilando in autonomia il sito del Ministero e quelli presentati tramite bollettino postale.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cIl Made in Italy e lo stile italiano sono un brand unico nel mondo che va tutelato. Come sarebbe inimmaginabile pensare a una bottiglia di Champagne con la bandiera francese prodotta in Italia, allo stesso modo <\/em>\u2013 ha concluso Paoletti &#8211;<em> risulta inaccettabile poter pensare a un prodotto agroalimentare italiano tutelato realizzato in un altro Paese magari apponendo sulla confezione la bandiera italiana<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-style-default\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/vg.camcom.it\/sites\/default\/files\/inline-images\/55011d61-01cd-4e51-b2c2-911fe9181033.jpeg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019assessore regionale alle Attivit\u00e0 produttive e Turismo, <strong>Sergio Emidio Bini <\/strong>nel suo intervento di apertura ha inteso ricordare che \u201c<em>l\u2019accordo con i Paesi del Mercosur, un mercato che conta oltre 280 milioni di consumatori, pu\u00f2 e deve essere un\u2019opportunit\u00e0 per le imprese della nostra Regione, il cui PIL dipende al 48,5% dall\u2019export. Perch\u00e9 ci\u00f2 accada, \u00e8 fondamentale informare le imprese su potenzialit\u00e0 e rischi ed \u00e8 per questo che rivolgo un plauso alla Camera di commercio Venezia Giulia e all\u2019Ansa per aver voluto questo incontro proprio in Friuli Venezia Giulia, che vanta eccellenze agroalimentari riconosciute in tutto il mondo, a partire dalla filiera del caff\u00e8 cos\u00ec centrale per Trieste<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>L\u2019accordo<\/em> \u2013 ha proseguito Bini &#8211; <em>va nella direzione di liberare le energie di chi produce, eliminando barriere e liberalizzando il mercato. Comparti quali l&#8217;automotive, la farmaceutica e la meccanica strumentale, tutti settori in cui il nostro tessuto produttivo regionale eccelle, beneficeranno dell&#8217;abbattimento di dazi, oggi pari fino al 35%. Tuttavia, sono legittime le preoccupazioni che giungono dal mondo agroalimentare, che teme una concorrenza impari. In questo senso, oltre al riconoscimento e alla tutela dei marchi italiani ed europei gi\u00e0 previsti dall\u2019accordo, sar\u00e0 fondamentale per le nostre imprese investire in innovazione e qualit\u00e0 del prodotto per vincere la competizione<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Roberto Corciulo<\/strong>, presidente IC&amp;Partners Spa: &#8220;<em>Con premessa &nbsp;che l&#8217;export 2025 verso Mercosur pesa per &nbsp;lo 0,68% del totale export Friuli Venezia Giulia e che il Mercosur rappresenta il 3,3% della popolazione mondiale il messaggio da passare \u00e8 che non stiamo parlando solo di un accordo &#8220;meno dazi&#8221; ma di come le nostre aziende dovranno leggere prezzo, origine, documenti &nbsp;e go-to-market nei quattro mercati Mercosur e quindi le domande guida per le imprese saranno: quali prodotti, in quali Paesi Mercosur, con quale aliquota preferenziale, da quale anno e con quale effetto su margine o prezzo<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>Per <strong>Agostino Giannino<\/strong>, responsabile per il Friuli Venezia Giulia dell\u2019Ispettorato centrale della tutela della qualit\u00e0 e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf), il Made in Italy oggi \u00e8 un punto focale per quanto riguarda sia la produzione che la commercializzazione dei nostri prodotti, in Italia e nel mondo. \u201c<em>La tutela<\/em> \u2013 ha riferito &#8211; <em>di questo chiamiamolo marchio appartenente a tutta la nazione \u00e8 necessaria in tutte le sue componenti e l&#8217;ispettorato Icqrf rappresenta oggi probabilmente all&#8217;interno del ministero la bandiera che il ministro, come anche il capo dell&#8217;ispettorato, porta per far conoscere e capire che i controlli in Italia vengono svolti nella maniera pi\u00f9 dettagliata possibile<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019intervento di <strong>Paolo Garzotti<\/strong>, Commissione europea-Dg Trade, si \u00e8 compreso che con le tutele delle indicazioni geografiche in Italia \u201cn<em>omi come il prosciutto di San Daniele, non potranno pi\u00f9 essere utilizzati dai produttori locali per produrre i prodotti e venderli con questo nome, ma potranno essere utilizzati solo dagli esportatori italiani del Friuli Venezia Giulia. Lo stesso vale per il Prosecco e le altre denominazione<\/em> \u2013 ha ricordato Garzotti \u2013 <em>perch\u00e9 sono 56 le indicazioni italiane protette<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Molto importante \u00e8 l\u2019aspetto delle tariffe: parliamo di Paesi che sono stati protetti da sempre da tariffe doganali elevate, ad esempio per i formaggi attorno al 30%. \u201c<em>Queste tariffe verranno annullate, quindi anche a livello di prezzo<\/em> \u2013 precisa Garzotti &#8211; <em>i nostri prodotti potranno arrivare sul mercato a un prezzo molto pi\u00f9 competitivo. Scherzosamente dico sempre ai colleghi che quando vado in Brasile per negoziare, i colleghi della delegazione dell&#8217;Unione Europea mi chiamavano e mi chiedevano sempre di portargli del Parmigiano Reggiano, perch\u00e9 il Brasile costa anche 70 \u20ac al chilo per via delle tariffe e del margine che ci fanno e quindi le possibilit\u00e0 tra questi prodotti sono decisamente buone<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/vg.camcom.it\/sites\/default\/files\/inline-images\/90d793b1-95f0-4eaf-8fc2-07fc64236dda.jpeg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il trattato Ue-Mercosur porter\u00e0 opportunit\u00e0 graduali e per certi dazi si prevedono anche 14 anni di tempo prima di un completo assorbimento. <strong>Riccardo Illy<\/strong>, presidente del Polo del Gusto, vede pi\u00f9 opportunit\u00e0 che minacce anche se l\u2019accordo \u201c<em>non riguarda tutte le imprese, ma direi la loro maggioranza, soprattutto quelle che hanno un utilizzo di materie prime realizzate in Europa, ma per il pieno sfruttamento di questa opportunit\u00e0 occorrer\u00e0 un periodo abbastanza lungo<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Col. T. Spef.<strong> Michele Vidoni<\/strong>, comandante del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Trieste ha evidenziato che \u201c<em>la Guardia di Finanza svolge un ruolo centrale per quanto attiene il contrasto alla contraffazione e alle frodi della propriet\u00e0 industriale, operando attraverso attivit\u00e0 di controllo, analisi di rischio e indagini economico-finanziarie. In tali scenari, l\u2019azione del Corpo si realizza in stretta collaborazione con l\u2019Icqrf e l\u2019Agenzia delle Dogane e dei Monopoli secondo le direttrici stabilite, da ultimo, con la Legge 75\/2026 in relazione ai nuovi reati di frode alimentare e con riferimento alla verifica dell\u2019adozione dei modelli organizzativi previsti dal D.Lgs. 231\/2001<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Ten. Col. <strong>Giovanni De Nuzzo<\/strong>, comandante del Reparto Carabinieri per la Tutela Agroalimentare di Parma ha rilevato che \u201c<em>difendere il brand agroalimentare italiano significa tutelare un bene pubblico costituzionale e un&#8217;infrastruttura critica da oltre 700 miliardi di euro. L&#8217;Arma, operando nel solco tracciato dal CUFAA, unisce oggi la capillarit\u00e0 investigativa sul territorio alla rigorosa verifica della rintracciabilit\u00e0 dei prodotti per contrastare le asimmetrie commerciali e l&#8217;Italian Sounding. Di fronte a mercati globali in cui l&#8217;Italia \u00e8 grande Paese trasformatore, vigilare sui flussi di materie prime estere e salvaguardare i marchi DOP e IGP \u00e8 un dovere di sicurezza nazionale, economica e ambientale. Un&#8217;azione di prevenzione avanzata che trova oggi un formidabile alleato nell&#8217;inasprimento sanzionatorio introdotto dalla nuova Legge n. 75\/2026, pilastro a difesa delle imprese oneste e dei consumatori<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Omar Zidarich<\/strong>, presidente Gruppo Italiano Torrefattori Caff\u00e8 ha ricordato che \u201c<em>il legame tra l&#8217;accordo commerciale UE-Mercosur, il Regolamento UE sulla Deforestazione (EUDR) e il quadro legislativo europeo \u00e8 uno dei temi pi\u00f9 strategici e complessi del commercio internazionale, con un impatto profondo sulla filiera del caff\u00e8. Le dinamiche commerciali si intrecciano con i vincoli ecologici europei attraverso dinamiche ben definite. L&#8217;accordo Mercosur contiene un capitolo dedicato al Commercio e allo sviluppo sostenibile (TSD). L&#8217;UE ha chiarito che i trattati commerciali bilaterali non possono scavalcare la legislazione orizzontale interna come l&#8217;EUDR. I produttori sudamericani devono quindi adeguarsi agli stessi identici standard dei produttori europei o di altri paesi terzi&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/vg.camcom.it\/sites\/default\/files\/inline-images\/c9e8ad86-c0e7-471f-a18c-0da607fd291c.jpeg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Michele Esposito<\/strong>, responsabile di Ansa Bruxelles, ha ricordato che l&#8217;intesa tra Ue e Mercosur \u00e8 stata un caposaldo della politica comunitaria del 2026 ed \u00e8 destinata ad avere ripercussioni di lungo periodo non solo sul fronte commerciale, ma anche su quello geopolitico. \u201c<em>L&#8217;accordo<\/em> \u2013 sono le sue parole &#8211; <em>ha segnato l&#8217;apice della strategia commerciale messa in campo dalla Commissione europea. Una strategia basata sulla prevedibilit\u00e0 e sul rafforzamento dei rapporti con i partner ritenuti affidabili, soprattutto alla luce della nuova dottrina Trump sui dazi. Cile, Messico, India, Australia, Canada sono solo alcuni esempi delle intese commerciali messe in campo dall&#8217;Unione al fianco di quella con i Paesi del Mercosur<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo <strong>Franco Letrari<\/strong>, direttore interregionale per il Veneto e il Friuli Venezia Giulia dell\u2019Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, <em>\u201cl&#8217;espansione nel mercato del Sud America che arriva nel suo complesso a 700 milioni di cittadini, rappresenta una leva strategica per i prodotti di eccellenza del Friuli Venezia Giulia. La direzione sta orchestrando l&#8217;ingresso in questi mercati attraverso accordi doganali, come quello gi\u00e0 siglato con il Brasile, che garantiscono tassazione ridotta e altre agevolazioni per prodotti come il caff\u00e8 e il prosciutto di San Daniele. Sebbene i rischi siano una costante da monitorare, la presenza di circa 30 milioni di italiani di prima e seconda generazione in quell&#8217;area costituisce un vantaggio demografico e culturale che funge da ponte di fiducia e convalida per il mercato<\/em>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esperti a confronto in Camera di commercio Venezia Giulia. Serviva fare chiarezza sull\u2019accordo di libero scambio tra l&#8217;Unione Europea e i Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay) e per tale ragione \u00e8 stato organizzato il Focus \u201cAccordo Ue-Mercosur: opportunit\u00e0 e maggiori tutele contro l\u2019Italian sounding?\u201d dedicato alle imprese e ai professionisti. 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