Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Venezia Giulia Economica - Pagina 2 di 43 - CCIAA della Venezia Giulia

I dieci messaggi chiave del Position Paper: #9

9 Marzo 2021 | Di |

9. Il terzo pilastro portante per l’implementazione della Visione riguarda il rilancio strategico dei territori della Venezia Giulia.

  • Per favorire il rilancio strategico dei territori di Gorizia e Monfalcone si propone di:

    o Posizionare Gorizia come polo di shopping experience di alto livello, facendo leva sulla sua posizione strategica e sulla forte vocazione commerciale, e realizzare un centro di competenza sul Retail del futuro per completare e rinnovare l’attuale offerta accademica della città, nella direzione di creare una “Cittadella universitaria”.

    o Valorizzare l’area di Monfalcone, creando una Zona Logistica Semplificata Rafforzata e consolidando un hub produttivo di riferimento per la nautica di lusso e il refitting, supportato dalla organizzazione, su base annuale e permanente, di un evento fieristico permanente di richiamo internazionale a Trieste (con un premio internazionale sulla progettazione nautica aperto a tutte le principali start-up del mondo, anche valorizzando l’esperienza della fiera SYAT – Ship&Yacht Advanced Technology).

I dieci messaggi chiave del Position Paper: #8

8 Marzo 2021 | Di |

8. Il secondo pilastro portante per l’implementazione della Visione è lo sviluppo di un approccio sistemico all’innovazione a livello territoriale.

  • Per favorire lo sviluppo di un approccio sistemico all’innovazione a livello territoriale si propone di:

    o “Federare” e integrare tra loro gli enti scientifici e di formazione del territorio secondo un modello a rete, con una struttura (es. fondazione) apposita come cabina di regia dedicata alla definizione della strategia relativa alla ricerca e all’innovazione a livello territoriale.

    o Creare, a livello regionale, un presidio formale e permanente, con un forte potere operativo (c.d. Mr./Ms. Ranking ), con il compito di monitorare nel continuo il posizionamento della Venezia Giulia (e della Regione nel suo complesso) negli indicatori e nelle classifiche più importanti legati all’Innovazione, alla Ricerca e alla Scienza, proporre azioni per intervenire su quelli più critici (di concerto con i vari Assessorati) e verificare i risultati ex-post (e con una valutazione ex-ante di impatto), agire da “watchdog” per i dati (qualità, affidabilità, comparabilità) che vengono raccolti e comunicati e sviluppare iniziative di advocacy e collaborazione a livello nazionale e internazionale nell’ambito dell’innovazione in settori strategici per l’economia territoriale.

I dieci messaggi chiave del Position Paper: #7

5 Marzo 2021 | Di |

7. Il primo ambito d’intervento per l’implementazione della Visione è il potenziamento delle competenze strategiche, rendendo il territorio un centro di eccellenza specializzato su logistica e navalmeccanica e potenziandone l’attrattività turistica.

  • Per potenziare le competenze strategiche della Venezia Giulia sono state elaborate alcune proposte concrete per il territorio:

o Integrare la specializzazione del territorio su Logistica e Navalmeccanica, attraverso la creazione di:

– un hub per start-up della logistica (anche con declinazione sulla portualità), operando in sinergia con il sistema della formazione e degli incubatori territoriali per potenziare l’innovazione di sistema;

– un polo di Alta Formazione sull’Economia Circolare applicata alla nautica in grado di integrare formazione e competenze specifiche per lo sviluppo di soluzioni e prodotti innovativi (es. riciclo del fine vita del vetro-resina).

o Consolidare il ruolo strategico del territorio come piattaforma logistica integrata del centro Europa, potenziando il ruolo del Porto di Trieste e dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari attraverso:

– il completamento dell’iter politico-amministrativo per rendere Trieste il primo Porto Franco Internazionale in Europa, riconoscendone l’extraterritorialità doganale;

– lo sviluppo della Piattaforma Logistica intermodale quale principale punto di integrazione delle reti logistiche (ferroviarie e autostradali) e portuali del Nord e Sud Europa;

– il consolidamento del ruolo dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari come fulcro dei collegamenti interni di persone e merci, potenziando l’interscambio treno-aereo e le connessioni con i treni ad Alta Velocità per sfruttare il collegamento sulla rotta Venezia Mestre – Verona – Milano per il traffico passeggeri e sulla tratta linea Trieste – Cervignano – Udine – Tarvisio per il traffico merci.

o Valorizzare il potenziale del territorio in ambito turistico e scientifico e rafforzarne l’attrattività attraverso:

– l’integrazione nel Parco del Mare di Trieste, di prossima realizzazione, di progetti legati alla ricerca scientifica e alla formazione nell’ambito delle scienze marine, rendendo così il territorio un punto di riferimento internazionale su tale ambito e affermando il Parco del Mare come punto di accumulazione del sapere sulle “buone pratiche” a tutela della sostenibilità degli ecosistemi marini;

– il potenziamento delle relazioni con i territori limitrofi per promuovere un «turismo di esperienza» e definire pacchetti modulabili in chiave interregionale e internazionale con i principali Tour Operator europei ed extra-europei.

I dieci messaggi chiave del Position Paper: #6

5 Marzo 2021 | Di |

6. La proposta di Visione di sviluppo per il territorio al 2025 è: La Venezia Giulia: “laboratorio” del cambiamento.

  • Oggi la competizione tra i territori si è intensificata e sempre di più si avrà una «gerarchia»: la sfida strategica è posizionare il proprio territorio in modo distintivo rispetto a tutti gli altri.
  • L’elemento fondante di ogni strategia territoriale sono le competenze strategiche. Sono state individuate quattro competenze strategiche del territorio della Venezia Giulia su cui basare una forte Visione per il futuro:

    o Logistica e navalmeccanica: 5 dei 7 poli logistici della Regione si trovano in Venezia Giulia (2 scali marittimi, 2 autoporti e uno scalo aeroportuale); il Porto di Trieste è il primo porto per movimentazione merci in Italia, Trieste è la prima Provincia in Italia per incidenza del Valore Aggiunto dell’Economia del Mare; Monfalcone è il principale cantiere navalmeccanico d’Italia con la presenza del più grande stabilimento del Gruppo Fincantieri.

    o Commercio: il 25% delle imprese della Venezia Giulia è attivo nel commercio (5.594 imprese, di cui oltre 3.100 appartenenti al commercio al dettaglio) ed il commercio al dettaglio è specializzato nella vendita di prodotti alimentari e bevande, con la possibilità di valorizzare in chiave turistica le produzioni enogastronomiche del territorio.

    o Scienza e innovazione: la Venezia Giulia è la «Silicon Valley» del Nord Est; è la 4ª Regione in Italia per start-up innovative e per spesa in Ricerca & Sviluppo e 2ª Regione in Italia per tasso di scolarizzazione; Trieste è la “Città della Scienza”, essendo la prima città in Italia per numero di ricercatori ogni 1.000 abitanti, grazie alla presenza di poli di eccellenza (es. Area Science Park, Scuola Superiore di Studi Avanzati – SISSA e 18 enti scientifici di rilevanza internazionale).

    o Turismo: +60% di arrivi turistici negli ultimi 10 anni, oltre il 30% superiore alla crescita del Nord-Est e del Paese; 4ª Regione in Italia per presenza di turisti extra territoriali (italiani da altre Regioni e stranieri), ecosistema paesaggistico e ambientale distintivo con alcune eccellenze di richiamo.
  • La Visione strategica per il futuro del territorio della Venezia Giulia è: “laboratorio” del cambiamento. Questa Visione si fonda su quattro pilastri portanti, a loro volta declinati in specifiche azioni e proposte concrete coerenti con le competenze distintive della Venezia Giulia:

    o Potenziamento delle competenze strategiche (con un focus su Logistica, Navalmeccanica e Turismo).

    o Approccio sistemico all’innovazione scientifica.

    o Rilancio strategico dei territori (con un focus specifico su Gorizia e Monfalcone).

    o Potenziamento dell’attrattività, dell’immagine e della visibilità della Venezia Giulia.

I dieci messaggi chiave del Position Paper: #5

5 Marzo 2021 | Di |

5. La Visione del futuro per il territorio della Venezia Giulia deve tenere conto di un contesto generale di cambiamento accelerato dalla crisi da COVID-19.

  • Emergono tre driver di cambiamento rilevanti per il territorio: crescente ricorso allo smart e agile working, sviluppo dell’e-commerce e di nuovi modelli di retail e affermazione di nuovi modelli di mobilità e logistica.
  • Nelle imprese di mediograndi dimensioni è verosimile che la quota di lavoratori in smart working si stabilizzerà intorno al 20% entro il 2025 (con punte fino al 40% nei servizi). Il lavoro smart, più flessibile e delocalizzabile, imporrà la riorganizzazione dei territori e le priorità dei loro elementi di attrattività, determinando un ripensamento dei centri urbani e del rapporto città-territori circostanti, con una riduzione degli spostamenti (urbani ed extra – urbani) di studenti e lavoratori e una contrazione della domanda di stanze e appartamenti in affitto nelle grandi città, oltre a comportare un adeguamento infrastrutturale e dei servizi offerti.
  • Le stime elaborate da The European House – Ambrosetti indicano che l’ e-commerce potrà superare i 100 miliardi di Euro nel 2025 in Italia, con un impatto anche sulla vita nei centri urbani. Si assisterà al maggior ricorso a servizi che prevedono il pagamento tramite app o sito web (es. food delivery, servizio di spesa online), all’aumento dei pagamenti digitali a discapito del contante grazie a vantaggi sanitari e di comodità offerti dalle soluzioni cashless, alla riduzione del numero di incontri e viaggi business, a favore di nuove soluzioni “phygital” o completamente virtuali, con un’accelerazione del processo di trasformazione nel retail (prossimità, riduzione degli spazi di vendita, integrazione omnicanale).
  • Queste trasformazioni avranno un impatto anche sulle forme di mobilità e logistica, riducendo il ricorso all’automobile per il trasporto privato, in uno spazio urbano che favorisca la prossimità (es. dei servizi essenziali), facendo maggior ricorso all’uso della bicicletta e di altri mezzi di «mobilità dolce», con conseguente aumento della necessità di aree dedicate (piste ciclabili transitorie, corsie riservate, stalli) e alla diffusione di nuovi player e servizi dedicati alla sharing mobility, per rispondere ad una crescente esigenza di mobilità on demand all’insegna della flessibilità (di spazio e di tempo). Innovazione tecnologica e sostenibilità saranno i due principali driver che incideranno sulle scelte di policy legate al ripensamento al trasporto di persone e merci, allo sviluppo delle infrastrutture e alla pianificazione urbanistica.

I dieci messaggi chiave del Position Paper: #4

4 Marzo 2021 | Di |

4. La recente crisi ha colpito anche i tre settori chiave dell’economia della Venezia Giulia: il commercio, la logistica portuale e il turismo.

  • Secondo le stime di The European House – Ambrosetti, a fine 2020 i ricavi del settore del commercio alimentare e non alimentare diminuiranno tra il 20,5% e il 28,2% nei diversi scenari di evoluzione della pandemia e del potere di acquisto delle famiglie ipotizzati, mettendo a rischio tra il 9,6% e il 17,2% dell’occupazione nel settore. In assenza di massicci interventi di ricapitalizzazione, a fine 2020 le imprese a rischio nel settore del commercio alimentare e non alimentare della Venezia Giulia saranno tra il 20,1% e il 22,3% del totale nei diversi scenari ipotizzati.
  • La crisi scaturita dalla pandemia da COVID-19 causerà un calo dei traffici portuali del porto di Trieste nel 2020. Le stime di The European House – Ambrosetti prevedono una contrazione del 13,3% sul totale delle merci movimentate, del 3,6% sul totale dei volumi trasportati e del 23,4% per il totale dei treni.
  • Per il turismo del Friuli – Venezia Giulia si può ipotizzare una perdita fino a 1,35 milioni di presenze turistiche nel 2020 rispetto al 2019, con un conseguente impatto sulla spesa turistica persa compresa tra 125 e 128 milioni di Euro.

I dieci messaggi chiave del Position Paper: #3

3 Marzo 2021 | Di |

3. La crisi scaturita dall’emergenza sanitaria da COVID-19 ha originato uno shock economico senza precedenti anche per il territorio della Venezia Giulia.

  • La crisi seguita alla pandemia da COVID-19 rappresenta uno shock senza precedenti per l’economia e la società italiana e globale. Si tratta del primo shock, dopo la crisi petrolifera del 1979, che coinvolge sia domanda che offerta, secondo uno schema simmetrico globale, introducendo anche un circolo vizioso sul sistema finanziario e produttivo. Dal lato dell’offerta, l’industria italiana ha subito interruzioni delle attività produttive in diversi settori e rallentamenti nella supply chain. Dal lato della domanda, si registra una riduzione del reddito disponibile con un conseguente calo della domanda interna, soprattutto in alcuni settori (ristorazione, turismo, leisure, viaggi, ecc.) e un rallentamento e/o rinvio degli investimenti privati.
  • The European House – Ambrosetti ha messo a punto un modello costantemente aggiornato (“Toolkit per la resilienza”) di simulazione di evoluzione della pandemia nel mondo e in Italia e di stima degli impatti economici e sociali prodotti dall’emergenza per il PIL italiano, con anche una declinazione settoriale. Ad oggi, il modello previsionale di The European House – Ambrosetti stima una contrazione del Prodotto Interno Lordo nazionale a fine 2020 pari a –10,8%, con una forbice previsionale fino a -13,8%.
  • Per la Venezia Giulia il modello di stima di The European House – Ambrosetti prevede per il 2020 una contrazione pari a -9,4% del PIL per l’anno 2020, con una forbice previsionale fino a -12,4%.
  • Lo scenario economico futuro, anche per l’Italia, presenta complessità e incertezze, nonostante la previsione di un “rimbalzo” del PIL nel 2021 (alla luce delle diverse previsioni sul PIL italiano da parte dei principali Istituti, tra la stima più ottimistica e quella meno ottimistica vi sono 3,2 punti percentuali di differenza, che corrispondono a 50 miliardi di Euro). Anche per la Venezia Giulia, la crisi mette il territorio davanti a grandi gap da colmare (PIL 2021: +7,8% rispetto al 2020 ma 250 milioni di Euro in meno rispetto al 2019).
  • Per ottimizzare l’evoluzione della Venezia Giulia al 2025, è stato elaborato un Tableau de Bord strategico come strumento a supporto dei decision maker per guidare le policy e le azioni di sviluppo. Essendo concepito per monitorare e indirizzare i progressi realizzati nel territorio, il Tableau de Bord (a pag. 8), se opportunamente integrato con gli strumenti di programmazione locale, consente di leggere e interpretare, secondo criteri di comparabilità nel tempo, la performance espressa dalla Venezia Giulia su:
  • 3 macro-obiettivi di sistema collegati agli ambiti più rilevanti e/o di potenziamento derivanti dall’analisi delle dinamiche strutturali del territorio: Situazione economica, Demografia e Sistema dell’innovazione.
  • 5 dimensioni operative chiave: Struttura produttiva, Mercato del lavoro e società, Formazione e innovazione, Ambiente e territorio, Turismo e cultura.

I dieci messaggi chiave del Position Paper: #2

2 Marzo 2021 | Di |

2. La Venezia Giulia deve monitorare otto fattori di debolezza che, soprattutto nella fase post-pandemica, potrebbero minarne lo sviluppo futuro

  • Il territorio della Venezia Giulia è ancora lontano dai livelli di PIL pre-crisi da COVID-19 e la stessa economia regionale si era già dimostrata meno resiliente rispetto alle altre aree del Nord Italia e alla media nazionale nel periodo successivo alla crisi del 2008 (sull’orizzonte 2008-2019 il PIL della Regione è calato del -2,7%, rispetto ad una media nazionale del -1,4%).
  • Permangono elevati gap territoriali tra Trieste e Gorizia e le rispettive province, con divari di ricchezza fino al 30%, molto più ampi rispetto a quelli esistenti tra le altre due province del Friuli.
  • Ad oggi si presenta un possibile rischio di “deindustrializzazione” del territorio: negli ultimi 5 anni la Venezia Giulia ha registrato un crollo del saldo netto delle imprese (-284 solo nel 2019). Nel quinquennio 2016-2020 il tessuto imprenditoriale della Venezia Giulia è stato più colpito rispetto ad altri territori del Nord-Est.
  • La Venezia Giulia ha una popolazione tra le più anziane d’Italia (Trieste è la 4ª provincia italiana per indice di vecchiaia) e un tasso di natalità inferiore rispetto alla media italiana e a quella del Nord-Est (6 nuovi nati ogni 1.000 abitanti, rispetto ad una media del Nord-Est pari a 7, coincidente con la media nazionale).
  • Il territorio deve perfezionare la capacità di trattenere i talenti che si formano nelle eccellenti università della Venezia Giulia. In particolare, lo spopolamento e l’invecchiamento sono causati anche da un’elevata quota di residenti della Regione che si trasferiscono all’estero: Trieste e Gorizia sono rispettivamente la quarta e l’ottava Provincia in Italia per tasso migratorio all’estero (con 4,14 e 3,90 trasferimenti di residenza ogni 1.000 abitanti) e Trieste è il 1° Comune italiano di grandi dimensioni per incidenza di cittadini residenti all’estero sul totale della popolazione, con un valore pari al 15,1%.
  • La transizione sostenibile del territorio è da rafforzare rispetto alle altre Province e Regioni del Nord-Est. La Venezia Giulia disperde il 40,2% dell’acqua distribuita (rispetto ad una media del 30,6% del Nord-Est e del 28,5% della Regione) e solo il 53,2% dei comuni del territorio effettua la raccolta differenziata (rispetto ad una media del 67,4%% del Nord-Est e del 64,3% della Regione), mentre la qualità dell’aria rappresenta un punto d’attenzione per il territorio di Trieste.
  • Il territorio soffre di un gap infrastrutturale che ne limita la connettività fisica e digitale e lo “isola” dal resto d’Italia: da un lato, i tempi di percorrenza per il raggiungimento di stazioni dell’Alta Velocità sono molto elevati (ovunque sul territorio compresi tra una e due ore) e manca una rete ad Alta Velocità nella Regione; dall’altro, sul fronte della digitalizzazione, la Venezia Giulia mostra aree non ancora adeguatamente coperte dalla banda larga e i Comuni di Trieste e Gorizia si collocano rispettivamente in 42° e 63° posizione per livello di digitalizzazione sui 107 capoluoghi di Provincia italiani.
  • Infine, l’immagine del territorio è da potenziare e qualificare, anche sulla base della nuova visione di sviluppo, in quanto il percepito comune si concentra su alcuni elementi tipici della Venezia Giulia (es. portualità, nautica, produzione vinicola, ecc.) che tuttavia non esauriscono il pieno potenziale attrattivo del territorio.

I dieci messaggi chiave del Position Paper: #1

1 Marzo 2021 | Di |

1. Il territorio della Venezia Giulia può contare su dieci punti di forza sui quali basare il proprio sviluppo futuro

  • La Venezia Giulia è il 1º territorio della Regione per fatturato pro-capite (+31% rispetto alla media regionale) e tasso di crescita degli investimenti procapite delle aziende (+10% rispetto alla media regionale) negli ultimi cinque anni.
  • Con un valore di 14.900 Euro nel 2019, la Venezia Giulia registra un valore di export pro-capite due volte superiore rispetto alla media nazionale, pari a 7.680 Euro e del 16% più alto rispetto alla media regionale.
  • La Venezia Giulia ha un forte posizionamento nel terziario avanzato (l’80% del Valore Aggiuntodel territorio è costituito da servizi) e può contare su produzioni ad elevato Valore Aggiunto, prime fra tutte la cantieristica navale, la logistica e il trasporto merci, i servizi assicurativi, il settore enogastronomico e il commercio.
  • Trieste è il 1º porto in Italia per movimentazione merci (62 milioni di tonnellate di merci movimentate nel 2019, seguita da Genova con 53 milioni di tonnellate) e la 1ª provincia per Valore Aggiunto dell’Economia del Mare (15,4% sul totale dell’economia del territorio, seguita da Olbia che registra un valore di 13,9%), la 4ª per numero di imprese dell’Economia del Mare (11,6% sul totale delle imprese del territorio) e la 6ª per occupati in questo ambito (13% del totale), mentre Monfalcone si posiziona come hub di eccellenza della cantieristica navalmeccanica. Inoltre, Gorizia e Trieste sono le prime due provincie in Italia per export della cantieristica navale, con un’incidenza del 45% sul totale delle esportazioni italiane del settore.
  • Il territorio della Venezia Giulia vanta unecosistema della scienza e dell’innovazione molto sviluppato: la Venezia Giulia è la «Silicon Valley» del Nord-Est (la spesa regionale in R&S è pari al 1,57% del PIL, il 15% più alta della media italiana) e Trieste – al 1° posto in Italia per numero di ricercatori ogni 1.000 abitanti (37, quasi 8 volte la media nazionale) – può considerarsi la «Città della Scienza».
  • La Venezia Giulia ha un solido sistema di assistenza sociale e solidarietà: le risorse destinate alla solidarietà sociale nel 2019 (431 Euro pro-capite) sono superiori alla media regionale (348 Euro pro-capite) e del Nord-Est (263 Euro pro-capite) e quasi 3 volte quella nazionale (151 Euro pro-capite).
  • Il territorio gode di un’elevata attrattività turistica: la Regione è al 5º posto in Italia per attrazione di turisti internazionali e Gorizia sarà la Capitale Europea della Cultura nel 2025, insieme a Nova Gorica. La Venezia Giulia può contare su diverse manifestazioni di grande richiamo anche internazionale (come la Barcolana di Trieste, il festival enogastronomico «Gusti di frontiera» a Gorizia o il “Festival Mondiale del Folklore”) e su un patrimonio artistico-culturale di rilievo (come il Castello di Miramare a Trieste, il Museo della Grande Guerra a Gorizia e il Museo della Cantieristica MU/CA a Monfalcone).
  • La Venezia Giulia ha un elevato potenziale di sviluppo urbanistico in aree strategiche, grazie alla presenza di oltre 1,4 milioni di m2 di aree dismesse che possono essere riqualificate e riconvertite in laboratori di ricerca, università, aree ricreative, poli di attrattività turistica o luoghi di aggregazione sociale.
  • La Venezia Giulia ha una posizione geografica ad elevata rilevanza strategica e culturale: con la possibilità di intercettare i flussi di una “catchment area” con un potenziale di oltre 700 miliardi di Euro di PIL, è la «porta di accesso» all’Europa, grazie alla presenza del Porto di Trieste (porta di accesso marittimo all’Europa centrale) e alla città di Gorizia (dalla secolare tradizione di “città di confine”).
  • Il territorio possiede un ecosistema paesaggistico e ambientale distintivo, grazie all’attenzione verso la tutela ambientale. La Venezia Giulia ha un’elevata disponibilità di verde urbano (93 m2 per abitante, rispetto ai 67 m2 della Regione e ai 55 m2 del Nord-Est) e ospita 3 delle 4 spiagge dichiarate «Bandiera Blu 2020” del Friuli Venezia Giulia.

Venezia Giulia, laboratorio del cambiamento

26 Febbraio 2021 | Di |

La Venezia Giulia sarà il laboratorio del cambiamento. È quanto emerso dallo studio realizzato dalla Camera di Commercio e The European House – Ambrosetti e denominato “Venezia Giulia 2025. Strategie e azioni per la competitività della Venezia Giulia”. Una analisi completa e concreta risultato di sintesi dell’unione tra i contributi degli stakeholder del territorio e i dati e gli indicatori socio-economici di riferimento.

Come Camera di Commercio abbiamo inteso effettuare una approfondita mappatura della situazione di partenza e degli impatti della crisi da COVID-19 sul sistema economico-sociale, elaborando assieme ad Ambrosetti proposte di azioni per favorire la ripresa del territorio. Proposte che abbiamo messo a disposizione della politica, delle Istituzioni e delle imprese per costruire assieme il futuro di questo territorio in sintonia e sinergia con tutto il Friuli Venezia Giulia. E questo lavoro sta generando numerosi contributi e suggerimenti per andare a completare una visione che passo dopo passo verrà migliorata e integrata.

Nell’elaborare il documento sono state raccolte le testimonianze di imprenditori, organizzazioni sociali e sindacali, Istituzioni pubbliche e private, insomma di una ampia platea di donne e uomini che quotidianamente operano nelle proprie rispettive realtà. Un percorso diffuso e condiviso che ha toccato con mano le criticità del momento e le conseguenze generate dall’emergenza sanitaria da COVID-19, proprio perché abbiamo inteso ragionare e valutare con Ambrosetti lo scenario attuale più coerente e rispettoso delle necessità delle imprese e dei cittadini.

In rapporto alla popolazione, le imprese della Venezia Giulia generano un fatturato superiore del 31% alla media regionale, con investimenti in crescita del +62% negli ultimi 5 anni; la logistica e il trasporto navale sono un asset strategico, con Gorizia e Trieste prime province d’Italia per export della cantieristica navale (45% del totale nazionale) e Trieste 1.o porto per movimentazione merci. Un ruolo chiave è svolto dal sistema dell’innovazione: Trieste è la “Città della Scienza”, con centri di ricerca e formazione di eccellenza e 37 ricercatori ogni 1.000 abitanti. Occorre allo stesso tempo intervenire su alcuni punti d’attenzione, come ridurre i gap tra i territori di Trieste e Gorizia (divari di ricchezza fino al 30%) e contrastare la tendenza allo spopolamento e invecchiamento demografico e la “fuga dei cervelli”.

L’analisi ha permesso di identificare 4 competenze distintive della Venezia Giulia su cui incentrare la strategia competitiva del territorio: logistica e navalmeccanica, commercio, scienza e innovazione, turismo. A queste competenze corrispondono 9 linee di indirizzo per lo sviluppo della Venezia Giulia, tra cui: integrare la specializzazione sulla Logistica e Navalmeccanica (focus su start-up e formazione sull’economia circolare applicata alla nautica); consolidare il ruolo strategico del territorio come piattaforma logistica integrata del centro Europa (nave, treno, gomma, aereo), potenziando il ruolo del Porto di Trieste; rafforzare l’attrattività verso i turisti (anche grazie alla leva del futuro Parco del Mare a Trieste) e i giovani talenti; valorizzare le vocazioni di Gorizia e Monfalcone rispettivamente su commercio e su nautica di lusso e refitting; ottimizzare e monitorare la capacità di innovazione delle eccellenze presenti; organizzare un innovativo «Festival del Cambiamento» a cadenza annuale per affermare la Venezia Giulia come luogo di riferimento dello studio e discussione delle trasformazioni dei territori e delle società del futuro. E dalle prossime settimane partiremo per costruire i contenuti del primo appuntamento.

di Antonio Paoletti
Presidente della Cciaa Vg