Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Venezia Giulia Economica - 15/26 - CCIAA della Venezia Giulia

Ancora aperte le prenotazioni per i corsi Università del Caffè – illycaffè

25 Settembre 2018 | Di |

Le modalità di iscrizione e tutte le informazioni sul sito www.triestespresso.it

Analisi al microscopio in chiave qualitativa della caffeina, la chimica del caffè e i suoi risvolti percettivi, il peso qualitativo di fattori agronomici e di sostenibilità. Questi i contenuti dei corsi Università del Caffè – illycaffè che si terranno durante la nona edizione di TriestEspresso Expo.

Si tratta di training mirati da 45 minuti, dal taglio science to business. A questi moduli formativi, se ne aggiunge uno dedicato alla gestione del bar, già molto partecipato e apprezzato nel corso della scorsa edizione di TriestEspresso Expo. Gli appuntamenti, a partecipazione gratuita si alterneranno nella tre giornate di fiera, al mattino e al pomeriggio, e saranno tenuti dai docenti ed esperti di Università del Caffè. Sono 12 i posti disponibili per ciascun corso ed è necessario pre-registrarsi per prenotare il proprio posto, inviando una mail a events@triestespresso.com. Il calendario dei corsi e i dettagli per effettuare la pre-registrazione sono consultabili nella scheda scaricabile dal sito www.triestespresso.it.

Nata, nel 1999, con sedi a Trieste e in tutto il mondo, l’Università del Caffè è un centro di eccellenza aperto agli imprenditori del caffè, ai professionisti dell’ospitalità e a tutti gli appassionati. Le sue attività formative e di divulgazione sono state concepite per contribuire alla crescita e al miglioramento continuo della produzione del caffè, al benessere delle persone che se ne prendono cura e lo consumano e alla salvaguardia dell’ambiente, lungo tutta la filiera, dai lontani campi tropicali fino alle nostre città.

Il lavoro nelle piantagioni raccontato da un piccolo grande coltivatore honduregno

25 Settembre 2018 | Di |

In diretta la sua storia di duro lavoro e grande passione per produrre il miglior caffè

TriestEspresso Campus racconterà l’intera filiera del caffè con un focus particolare dedicato alla piantagione. Direttamente dall’Honduras arriverà a Trieste Francisco Villeda “Panchito”, un coltivatore protagonista degli eventi “Meet the farmer” che racconterà la sua storia di duro lavoro in piantagione, di grande passione e dedizione per produrre il migliore caffè. Dietro a una singola tazzina di caffè ci sono infatti mondi anche molto diversi fra loro. Tantissimi paesi produttori, una miriade di famiglie produttrici, piantagioni di poche piante attorno a una piccola casetta oppure estese migliaia di ettari, coltivazioni all’ombra e al sole, ma anche grandi industrie e le borse di Londra e New York… Insomma, mondi ricchi di storia, tradizioni, prodotti di alta qualità, ma anche tante storie fatte di estrema povertà, ingiustizia, analfabetizzazione ed emarginazione sociale.

“Panchito”, che sarà per la prima volta in Italia, è un piccolo produttore con alle spalle una storia drammatica. Adesso è socio di un’azienda che gestisce una piantagione in Honduras e si occupa di organizzare e coordinare tutte le attività necessarie nell’arco dell’anno. Anche quelle dei raccoglitori, un lavoro particolarmente duro che inizia alle 6 del mattino e va avanti fino alle 15 tra i filari delle piante. Il raccoglitore non fa altro che selezionare e raccogliere una per una le drupe mature. Un lavoratore esperto può raccogliere anche 40 kg di ciliegie mature al giorno. Un aspetto che non ci viene mai in mente quando sorseggiamo il nostro caffè al bar.

Network delle Camere di Commercio della Nuova Alpe Adria

25 Settembre 2018 | Di |


Da sinistra Meinrad Hšfferer, JŸürgen Mandl, Larisa Vodeb,  Pierluigi Medeot
©fritzpress

 

 

A Klagenfurt un incontro tra i partner degli enti camerali di Carinzia, Venezia Giulia e Slovenia

Il progetto SCET-NETsull’Interreg Italia-Austria per favorire percorsi di alternanza scuola lavoro a livello transfrontaliero finanziato con 1.161.000 euro

 

 

KLAGENFURT –  Fatto il punto sulla collaborazione all’interno del Network delle Camere di Commercio della Nuova Alpe Adria nel corso di un incontro a cui hanno preso parte Jürgen Mandl, presidente della Camera dell’Economia della Carinzia  (Wirtschaftskammer Kärnten),Larisa Vodeb, responsabile progetti Uedella  Camera per l’Artigianato e le Piccole Imprese della Slovenia e  Pierluigi Medeot, segretario generale della Camera di Commercio Venezia Giulia.

L’ulteriore intensificazione delle relazioni transfrontaliere nella regione dell’Alpe-Adria è stato  l’obiettivo del presidente della Camera dell’EconomiaJürgen Mandlper convocare l’incontro a Klagenfurt in apertura del Festival dei Gusti dell’Alpe-Adria,chiedendo  ai  rappresentanti delle imprese delle regioni limitrofe di riunirsi nel capoluogo di regione carinziano. I colloqui, in particolare, oltre a fare il punto sulle attività già in atto,  hanno riguardato la preparazione congiunta di progetti  in vista del prossimo periodo di finanziamento dell’ UE 2012-2027.

Nell’ambito del network delle Camere di Commercio “Nuova Alpe Adria”sono stati realizzati negli anni numerosi eventi di brokeraggiodedicati, che hanno coinvolto circa 550 imprese, di settori diversi, dalla logistica e trasporti, all’agroalimentare, energie sostenibili, meccanica e altro. La collaborazione viene portata avanti anche grazie alla partecipazione reciproca ad eventi di internazionalizzazioneche i singoli partner della Nuova Alpe Adria organizzano annualmente, quali ad esempio Olio Capitale a Trieste, Holzemesse a Klagenfurt, Celje in Slovenia, Pula Boat Fair a Pola e numerose altre iniziative.

Al fine di agire in modo più capillare e sistematico a livello transfrontaliero, per favorire l’orientamento all’innovazione e alla ricerca nei settori chiave delle economie regionali, a rafforzare lo scambio e la reciproca acquisizione di competenze tecniche e scientifiche transfrontaliere, e semplificare la cornice amministrativa per facilitare lo scambio di informazioni e conoscenze, la Camera Venezia Giulia,  tramite la  società consortile Aries, ha intrapreso nel 2015 un dialogo con il GECT “Euregio

 

senza confini”, che include le tre regioni Carinzia, Veneto e Friuli Venezia Giuliae che ha portato alla definizione di un Accordo di collaborazione tra il GECT e il Sistema Camerale Transfrontaliero.

<L’Accordo, la cui firma ufficiale è prevista a metà novembre 2018, impegna il GECT – ha spiegato Pierluigi Medeot–  ad attivare un Tavolo in materia di attività produttive, affidando al sistema camerale transfrontaliero la promozione, facilitazione e attuazione di attività propriamente economiche, ovvero inerenti a tematiche prioritarie del GECT, che richiedano azioni volte a creare opportunità di sviluppo economico per le aree di Friuli Venezia Giulia, Veneto e Carinzia>.

 

<Con il GECT, e con la direzione Lavoro Ricerca e Università della Regione FVG (che è partner associato) abbiamo sviluppato il progetto SCET-NETa valere sull’Interreg Italia-Austria, che ha lo scopo anche di favorire percorsi di alternanza scuola lavoro a livello transfrontaliero. Il progetto nato anche grazie all’attività svolta dalla nostra Camera di Commercio Venezia Giulia con la Camera dell’Economia Carinzia e che vede come capofila il GECT Euregio Senza Confini e partner l’Ufficio scolastico regionale della Carinzia, la Camera dell’Economia della Carinzia e la Camera di Commercio Venezia Giulia, è stato finanziato sul 1.161.000 euro. Inoltre – conclude Medeot – questo tipo di progetto si potrebbe estendere su altri fondi di cooperazione territoriale, per far sperimentare ai ragazzi delle scuole superiori un effettiva attività di lavoro/tirocini  anche in ambiti internazionali>.

Il presidente Mandlha inolte evodenziato <che insieme alla Camera di Commercio Venezia Giulia, la Camera dell’Economia della Carinzia sta lavorando nell’ambito del SCET-NETad un programma di tirocinio transfrontaliero, con l’intento di offrire interessanti nuove opportunità a giovani italiani e austriaci, in particolare nei settori del commercio e del turismo>.

 

L’INTERSCAMBIO  VENEZIA GIULIA CON SLOVENIA E AUSTRIA

 

In base ai dati provvisori, ma usualmente poco discosti dai definitivi, nel 2017 le esportazioni della Venezia verso l’Austria sono state di 131,4 milioni di euro; le importazioni invece hanno toccato i 97,0 milioni. L’avanzo commerciale della Venezia Giulia è stato dunque di 34,4 milioni.

Il risultato in realtà è formato da andamenti diversi delle due province giuliane: a fronte di un avanzo commerciale per Trieste di 40,1 milioni si contrappone un piccolo disavanzo di Gorizia (5,7). Le esportazioni di prodotti delle attività manifatturiere costituiscono il 98,4% del totale per la provincia di Trieste e il 94,4% per quella di Gorizia. Tra le importazioni prevalgono sempre i prodotti delle attività manifatturiere ma non sono trascurabili i prodotti dell’agricoltura e silvicoltura

Verso la Slovenia le esportazioni della Venezia Giulia assommano a 219,6 milioni di euro, le importazioni a 2275, con un disavanzo commerciale complessivo di poco meno di 8 milioni.

Anche in questo caso si nota un diverso andamento a livello provinciale con un avanzo consistente per Trieste (57,6 milioni) e un disavanzo di 65,5 milioni per Gorizia.

Le esportazioni di prodotti delle attività manifatturiere contano per il 95,9% del totale per Trieste e per il 93,4% per Gorizia. Anche tra le importazioni i prodotti delle attività manifatturiere si collocano per entrambe le province intorno al 93%.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Servizi rete EEN per le PMI

25 Settembre 2018 | Di |

Se cerchi contatti con nuovi partner commerciali o progettuali all’estero, la rete Enterprise Europe Network mette al tuo servizio la piattaforma https://marketplace.friendeurope.it/it/, in cui puoi cercare direttamente le richieste/offerte di prodotti e servizi di tuo interesse, e puoi scaricare e compilare il tuo company profile, che Aries ti aiuterà a diffondere gratuitamente nella sezione cerco/offro della rete EEN, che coinvolge oltre 600 contact points in tutto il mondo, favorendo la possibilità di partnership commerciali.

Per informazioni:
Area Internazionalizzazione
040 6701335

Sportello dell’Organismo di mediazione nel Palazzo di Giustizia di Trieste

25 Settembre 2018 | Di |

Nell’intento di agevolare dal punto di vista logistico gli avvocati che frequentano il Tribunale di Trieste, l’Organismo di Mediazione della Camera di Commercio Venezia Giulia dal 1° settembre in concomitanza con la ripresa del lavoro dopo la pausa estiva, ha riattivato – dal lunedì al venerdì con orario dalle 8.30 alle 12.00 – lo Sportello di Conciliazione al terzo piano stanza 387 del Palazzo di Giustizia di Trieste.

Anche in questa sede (oltre che presso la sede camerale di Trieste in piazza Borsa, 14), si possono perciò presentare le domande di mediazione e fissare contestualmente gli incontri preliminari di mediazione.

Per ulteriori informazioni contattare telefonicamente l’ufficio allo 040.7792437 o via mail mediazione@vg.camcom.it

La magia delle immagini per scoprire un mondo nuovo e affascinante

25 Settembre 2018 | Di |

Dieci video per dare voce alle tante anime di una città cosmopolita che da secoli ama e lavora con il caffè in tutti i suoi comparti

Quest’anno TriestEspresso Expo ha scelto di raccontare i volti e le specializzazioni del caffè grazie a dieci video che svelano il passato di questa bevanda irresistibile, ma anche l’universo dei crudisti, degli spedizionieri, dei torrefattori, della decaffeinizzazione, della ricerca scientifica, dei caffè storici e della formazione. Video che danno voce alle tante anime di una città che ama e lavora con il caffè da secoli.

Grazie alle immagini suggestive è possibile camminare sui moli dove viene scaricato il caffè, assistere all’apertura di grandi container con i chicchi alla rinfusa oppure allo stoccaggio dei classici sacchi di juta da 60kg e scoprire come viene eseguita la verifica sulla provenienza dei chicchi, ma anche mettere il naso dentro le torrefazioni della città. Solo nella piccola provincia di Trieste, la meno estesa in tutta Italia, è una dozzina, infatti, il numero delle torrefazioni attive. Dal grande marchio riconosciuto in tutto il mondo alle piccole-medie torrefazioni che si sono assicurate fette di mercato nazionale e internazionale. La lavorazione del chicco, la sua trasformazione da verde e crudo a brunito e torrefatto è una specialità che a Trieste si pratica da secoli. A fine ‘800 erano già una decina le torrefazioni attive, innumerevoli le botteghe del caffè. Ecco perché l’istituzione che unisce gli operatori della città, l’Associazione Caffè Trieste, è una delle più antiche associazioni di categoria, fondata nel 1891, seconda in Europa solo ad Amburgo e Amsterdam.

Torna il più importante evento B2B per l’industria del caffè espresso

25 Settembre 2018 | Di |

TriestEspresso Expo in Porto Vecchio dal 25 al 27 ottobre

È una storia di oltre 300 anni quella di Trieste nel comparto del caffè. E la sua fiera biennale dedicata ai professionisti è solo uno dei tanti volti che assume il caffè a Trieste. La nona edizione di TriestEspresso Expo, organizzata dalla Camera di Commercio Venezia Giulia in collaborazione con l’Associazione Caffè Trieste, si svolgerà dal 25 al 27 ottobre nei suggestivi magazzini del Porto Vecchio di Trieste, l’antico scalo portuale della città, e nella Centrale Idrodinamica, un’icona di archeologia industriale. Ambienti evocativi della lunga storia e competenza della città nel comparto caffeicolo, dal momento che quando il caffè iniziò a diffondersi davvero nella “Vecchia Europa” approdò anche a questi moli.

“A rendere vincente un polo altamente specializzato come quello di Trieste – spiega il presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti – non sono però soltanto la lunga tradizione e le competenze raccolte in tutti questi anni, bensì anche un’autentica passione e la continua voglia di innovare e mettersi in gioco in questo settore. Trieste è stata e continua a essere uno scalo portuale di riferimento per il mondo del caffè. E attorno al porto si sono sviluppate le più svariate specializzazioni: dalle torrefazioni alla decafeinizzazione, dalla ricerca scientifica ai servizi assicurativi e bancari, oltre ovviamente alla cultura diffusa nei caffè storici del centro cittadino. Proprio per questo è stato registrato il marchio “Trieste Capitale del Caffè”, fortemente voluto dalla Camera di Commercio Venezia Giulia, assieme al Comune di Trieste e la Regione Friuli Venezia Giulia, proprio per identificare a livello nazionale e internazionale il peso e la storia di Trieste e il caffè”.

Oggi TriestEspresso Expo è un appuntamento riservato al pubblico professionale internazionale e il piatto forte è costituito dall’area espositiva con circa 200 espositori, fra questi i principali brand di settore. È diventato ormai il più importante evento B2B sulla filiera dell’industria del caffè espresso, con marchi di riferimento fra cui i crudisti, le torrefazioni, i produttori di macchine da caffè, di impianti per la torrefazione, di macinadosatori e macinacaffè, ma anche di accessori e servizi come porcellane, sistemi di imballaggio e spedizionieri. Una vetrina dei migliori prodotti Made in Italy, ma non solo, che si completa con un programma di eventi collaterali focalizzato principalmente sull’alta formazione.

Caratteristiche in grado di richiamare un pubblico di 12.500 visitatori professionali da 83 Paesi, questi i numeri dell’ultima edizione 2016, di cui il 38% proveniente dall’estero, con netta prevalenza dal Centro Est Europa. TriestEspresso Expo si conferma, infatti, piazza privilegiata per dialogare con i dinamici mercati di questi Paesi, da cui giunge una parte consistente del pubblico straniero (52% nel 2016). Una fiera settoriale che ha solide basi in un comparto locale altamente specializzato.

Innovazione, quattro startup pronte a “svuotare il sacco”

25 Settembre 2018 | Di |

Nuovi progetti imprenditoriali in grado di anticipare i cambiamenti del mercato

È scattato il conto alla rovescia per conoscere le quattro startup selezionate attraverso la call lanciata da TriestEspresso Expo. Venerdì 26 ottobre, nella suggestiva location della Centrale Idrodinamica, edificio simbolo di archeologia industriale, queste quattro nuovissime imprese avranno 10 minuti ciascuna per presentare il proprio progetto. “Spill the beans” – “svuotare il sacco” – è infatti il nome dell’evento collaterale che le vedrà protagoniste.

Ad ascoltarle tre referenti a rappresentare un brand simbolo dell’industria del caffè, una banca, un’istituzione scientifica, oltre naturalmente al pubblico professionale della fiera. Ricordiamo che le startup – il loro nome è ancora rigorosamente top secret – sono state selezionate sulla base di alcuni criteri imprescindibili, oggi, per raggiungere il successo: sostenibilità, rilevanza con il comparto del caffè, innovazione e applicabilità al mercato. Queste giovani realtà imprenditoriali avranno anche una postazione espositiva all’interno del complesso fieristico per i tre giorni di manifestazione, entro un’isola dedicata all’innovazione. La nona edizione di TriestEspresso Expo è fortemente incentrata sulla competenza, grazie a un programma di eventi formativi di alto livello, e sull’innovazione. Trieste, infatti, oltre a essere un importante distretto del caffè, ospita un prestigioso sistema scientifico, uno dei più importanti in Italia, tanto da essere stata nominata Capitale Europea della Scienza 2020.

Tutte le imprese – anche quelle che gravitano intorno al variegato mondo del caffè – oggi sono chiamate a incrementare il loro tasso di innovazione, avvicinandosi a questo processo in modo consapevole e realizzando nuove idee in modo coerente. Fare dell’innovazione è una “top priority” strategica, sempre più necessaria per anticipare i cambiamenti del mercato. Innovazione che si potrà toccare con mano durante TriestEspresso Expo 2018.

Consorzio di bonifica pianura isontina: prosegue il sostegno del Fondo Gorizia

25 Settembre 2018 | Di |

La Giunta Camerale Integrata Fondo Gorizia ha stabilito di concedere un contributo di ben 1.050.000 euro al Consorzio di bonifica pianura isontina per la realizzazione dei lavori di potenziamento dell’impianto idrovoro Viola. Il progetto segue una serie di interventi nata da un’intuizione dell’allora presidente della Camera di Commercio di Gorizia, Enzo Bevilacqua, per trasformare in modo veramente innovativo il settore dell’agricoltura in provincia e attuata dal Fondo Gorizia in quasi trent’anni.

Attraverso una seria pianificazione, iniziata per l’esattezza ventisette anni fa, il Fondo Gorizia ha erogato 26.895.590 euro a favore del Consorzio di bonifica pianura isontina che li ha impiegati per realizzare l’intero progetto di trasformazione irrigua da scorrimento a pioggia delle aree agricole della provincia di Gorizia. Dall’anno 2016, in particolare, è iniziato anche l’intervento nell’area del Collio che verrà attivato attraverso un’analoga pianificazione pluriennale, ancora in fase di definizione, tra il Fondo Gorizia e il Consorzio di Bonifica Pianura Isontina.

La sinergia tra il Fondo Gorizia e il Consorzio di Bonifica ha consentito di trasformare il sistema irriguo da scorrimento a pioggia di tutta la pianura isontina, da Fossalon a Gorizia, raggiungendo sostanzialmente due obiettivi. Il primo di carattere economico a favore delle imprese: la trasformazione delle infrastrutture irrigue, infatti, conferisce un vantaggio competitivo alle imprese agricole della zona consentendo loro di continuare a produrre per tutto il periodo estivo anche in condizioni di criticità atmosferiche, oltreché garantire un contenimento di costi in termini produttivi. Il secondo di carattere competitivo: il sistema a pioggia consente di risparmiare il 60 per cento di acqua. Praticamente nell’intera pianura isontina le obsolete canalette in cemento sono state sostituite da un sistema moderno, efficace, utile e meno dispendioso.

I lavori di potenziamento dell’impianto Viola verranno coperti dal contributo del Fondo Gorizia per 1.050.000 euro e dalla Regione per 1.000.000 di euro.

Pierluigi Medeot

Nella foto di Pierluigi Bumbaca l’Idrovora viola in località Boscat.

Porto di Monfalcone in tenuta nel primo semestre 2018

25 Settembre 2018 | Di |

Il porto di Monfalcone, negli ultimi dieci anni, ha registrato una continua crescita sino a raggiungere il proprio record storico nell’anno 2016 con 4.635.875 di tonnellate movimentate, risultato consolidatosi nel 2017 con 4.633.411 tonnellate.

Il primo semestre del 2018 segnala una sostanziale tenuta dei traffici rispetto al medesimo periodo dell’anno 2017 limitandosi ad una lieve flessione del -3,59%, con un tonnellaggio totale movimentato pari a 2.242.248.

Maggiormente interessante è l’andamento delle principali merceologie dello scalo: a un’ottima ripresa tendenziale della cellulosa, con un incremento del 21,8%, si contrappone una contrazione dei prodotti siderurgici che segnano un calo del -8,3%, dei minerali combustibili solidi, con un calo del -9,1%, e delle autovetture che registrano un decremento di circa il 4,7% sul numero complessivo di unità movimentate sullo scalo.

L’analisi congiunturale, condotta in relazione al secondo semestre del 2017, conferma le buone performance della cellulosa, in crescita di oltre il 17%, annulla il trend negativo emerso dal dato tendenziale relativo ai prodotti siderurgici, portandolo ad una sostanziale costanza, amplifica la flessione dei minerali combustibili solidi, indicando un calo della merceologia pari al -22,86%, e inverte il segno della variazione relativa alle unità di autovetture movimentate sullo scalo, con un aumento del 4,5%.

Analizzando i dati statistici del primo semestre del 2018, possiamo apprezzare la stabilità delle merceologie trattate: i prodotti siderurgici confermano il proprio primato rappresentando il 50% del traffico dello scalo, a seguire la cellulosa con oltre il 21%, i minerali combustibili solidi con il 15,50% e le autovetture che “pesano” sul tonnellaggio totale movimentato per il 5,56%.

Da sottolineare, inoltre, la maggiore stabilità dei totali mensili movimentati nel primo semestre d’anno rispetto agli analoghi valori del 2017, testimoniata da una varianza della serie contenuta in circa un sesto del valore emergente dal medesimo calcolo sui dati relativi al primo semestre 2017, oltre che visibilmente riscontrabile nel grafico sotto riportato (Grafico 1 – Porto di Monfalcone – principali merceologie 2017 2018).

Sostanzialmente stabile il numero delle navi che hanno toccato il porto di Monfalcone con 367 unità nel primo semestre del 2018 contro le 372 nell’analogo periodo del 2017, di cui 163 battenti bandiera italiana, 34 panamense, 32 maltese e 18 dei Paesi Bassi, per citarne le più frequenti.

Stefano Bevilacqua