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Energia e rifiuti: con Energia PMI e TASP sempre più trasparenza per le imprese

19 febbraio 2018 | Di |

 

La presentazione del servizio nella sala Ritter della sede di Gorizia della Camera di Commercio Venezia Giulia

La Camera di Commercio Venezia Giulia lancia il servizio Energia PMI che mette a confronto le offerte dei principali fornitori di energia elettrica

Rifiuti: il conto più salato è quello dei ristoratori del capoluogo regionale

L’Osservatorio tariffe della Venezia Giulia, realizzato da REF Ricerche per conto della Camera di Commercio della Venezia Giulia, rilancia e si rinnova.

Sono due gli strumenti presentati questa stamattina, nella sede di Gorizia della Cciaa Vg, entrambi accessibili sul sito internet della Camera: il servizio Energia PMI, che mette a confronto i prezzi e le condizioni applicate alle PMI nei contratti di fornitura di energia elettrica, e l’aggiornamento 2017 del Tasp (Tariffe Servizi Pubblici), la piattaforma telematica grazie alla quale un’impresa può calcolare la spesa per il servizio di igiene urbana nel proprio Comune.

Energia PMI

Il mercato dell’energia è alla vigilia di una fase di profondi cambiamenti: secondo quanto previsto dal DdL concorrenza, dal prossimo 1° luglio 2019 verrà meno il servizio di Maggior Tutela e l’approvvigionamento di energia elettrica avrà luogo esclusivamente nell’ambito del mercato libero. Al fine di accompagnare gli utenti finali in questo delicato passaggio verso il mercato libero (si stima che in tutta la regione quasi un quinto dei volumi di energia elettrica transiti ancora per il mercato regolato), la Camera di Commercio della Venezia Giulia ha implementato un portale gratuito per permettere alle micro e piccole imprese di valutare in maniera semplificata e accessibile le offerte commerciali.

<L’obiettivo finale – ha spiegato il vicepresidente camerale, Gianluca Madriz – consiste nel permettere una più semplice comprensione del mercato e un aumento della consapevolezza nella selezione da parte delle PMI e, per questa via, di offrire alle imprese gli elementi per conseguire risparmi significativi sui costi di fornitura e competere più efficacemente sui mercati. Con il portale le imprese  possono infatti visionare le caratteristiche fondamentali delle proposte commerciali riferite ai principali operatori di mercato, sia sotto il profilo delle condizioni economiche che sotto quello degli aspetti più prettamente qualitativi del servizio offerto (dalla tipologia di prezzo alla durata del contratto, dalle modalità di fatturazione agli eventuali servizi a maggior valore aggiunto)>.

Il portale verrà aggiornato in tempo reale per rendere consultabili le offerte effettivamente sottoscrivibili e potrà configurare un servizio di prima assistenza alle imprese in vista della rimozione ex lege della maggior tutela. Il servizio è accessibile al seguente link: www.energiapmi.it/vgcamcom.

 Tariffe servizi pubblici

Nel corso della presentazione Fulvio Bersanetti di REF Ricerche ha anticipato che  è stato rilasciato l’aggiornamento annuale del Rapporto TASP 2017 (Tariffe Servizi Pubblici, http://veneziagiulia.repertoriotariffe.it). La piattaforma, avviata lo scorso anno dalla Camera di Commercio Venezia Giulia, consente alle imprese di ricostruire il costo del servizio rifiuti nel proprio Comune, di confrontarlo con quello degli altri Comuni limitrofi e di valutare la qualità del servizio offerto. Le ragioni dell’intervento in questo ambito della Camera di Commercio, che si sostanzia in un servizio di trasparenza del mercato per favorire scelte più informate e consapevoli da parte delle PMI, sono: in un contesto caratterizzato da un andamento solo moderatamente crescente dell’inflazione, i corrispettivi dei servizi pubblici locali hanno continuato a sperimentare tassi di crescita di assoluto rilievo.

I principali risultati: i ristoranti pagano il conto più salato

L’analisi ha consentito di mettere a confronto i costi sostenuti dalle imprese localizzate nel territorio giuliano con il resto del Friuli Venezia Giulia.

In ordine  per livello dei corrispettivi, Gorizia, Pordenone e Udine si collocano nella parte bassa della graduatoria nazionale, confermandosi tra le città più economiche per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. In questo contesto, l’eccezione è rappresentata proprio dal Comune di Trieste che al contrario staziona nella top 20 dei capoluoghi di provincia italiani più cari, con tariffe in lieve aumento rispetto allo scorso anno per quanto riguarda le utenze non domestiche. Ad esempio, il conto annuale per i ristoratori è di 5.080,00 euro, con circa 5.030,00 euro di media nazionale.

Bolletta dei rifiuti salata per la ristorazione anche in altri Comuni della provincia: 3.700,00 euro a San Dorligo della Valle, 3.600,00 a Gradisca di Isonzo, 3.500,00 a Monfalcone. Il conto si fa più leggero a Capriva del Friuli (816,00), Romans d’Isonzo (947,00) e Dolegna del Collio (1.115,00).

Tariffe significativamente più basse nelle altre principali città della regione, dove i ristoratori pagano in media 3.160,00 euro a Gorizia, 2.960,00 a Udine e 2.460,00 a Pordenone.

Passando ad esaminare le tariffe dei rifiuti per le altre tipologie di imprese, il punto dolente è la grande variabilità di costi fra le diverse tipologie di attività economica e tra Comune e Comune. Diversi elementi contribuiscono a spiegare i “gap”, tra cui l’ampiezza della popolazione servita, la diversa distribuzione dei costi tra categorie di utenza, un diverso grado di efficienza delle gestioni, le soluzioni organizzative adottate (modalità di raccolta, spazzamento e lavaggio strade, incidenza della raccolta differenziata/indifferenziata) e la dotazione impiantistica di trattamento e smaltimento.

A parità di consumi, per un albergo si passa dai 4.800,00 euro/anno di Trieste ai 1.400,00 euro/anno di Villesse, mentre per l’industria alimentare il dato massimo è quello di Duino-Aurisina con 8.335,00 euro/anno e il minimo quello di Dolegna del Collio, con 2.350,00 euro/anno. Variazioni più contenute per i parrucchieri, che spendono in media 390,00 euro/anno a Trieste e 260,00 euro/anno a Gorizia, 220,00 a Pordenone e 180,00 a Udine.

La dispersione della spesa è un fenomeno che interessa anche le utenze domestiche. Per una famiglia media di 3 componenti, la spesa finale passa da un minimo di quasi 160 euro nel Comune di Dolegna del Collio ad un massimo di circa 320 nel Comune di Monrupino. In questo quadro Udine e Pordenone rientrano nella top 10 dei capoluoghi di provincia meno cari. Considerando quindi una famiglia media di 3 componenti e una superficie di 108 mq la spesa a carico degli utenti è rispettivamente di circa 165 e 190 euro. Più elevata la spesa nei Comuni di Gorizia (260) e Trieste (300), ma comunque al di sotto della media nazionale(334).  Le tariffe del capoluogo triestino vedono una leggera diminuzione rispetto allo scorso anno che compensa il rincaro applicato invece alle attività commerciali. Si tratta comunque di variazioni molto contenute e attorno all’ 1%.

 

Buona la qualità del servizio: la raccolta differenziata migliora rispetto all’anno scorso, raggiungendo in media una percentuale prossima al 67%, oltre 10 punti sopra il dato nazionale, e meno distante da Veneto (73%), Trentino Alto Adige (70%) e Lombardia (68%).