Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Relazioni internazionali Archivi - Venezia Giulia Economica

Incontro Paoletti, Postl, Strolego su futuri progetti con l’Austria

15 Luglio 2019 | Di |

Nuove collaborazioni con l’Austria e le limitazioni al traffico adottate dal Governo del Tirolo sul Brennero: questi alcuni dei temi trattati dal presidente camerale, Antonio Paoletti, con il responsabile commerciale dell’Ambasciata Austriaca in Italia, Gregor Postl, e il Console Onorario d’Austria per il Friuli Venezia Giulia, Sabrina Strolego. A fine luglio Gregor Postl lascerà l’incarico in Italia per andare alla Camera dell’Economia Austriaca a Vienna quale responsabile per i Paesi dell’Area Balcanica, della Slovenia e della Turchia. Un ruolo, hanno convenuto Paoletti e Postl, che creerà nuove opportunità di collaborazione tra la Venezia Giulia e l’Austria.

Nella foto, da sinistra, Sabrina Strolego, Antonio Paoletti e Gregor Postl  

Barcolana promuove le eccellenze vitivinicole del Collio in Inghilterra

15 Luglio 2019 | Di |

Prima in Ambasciata a Londra e poi nelle attività collegate alla regata Round the Island all’isola di Wight

L’eleganza dei vini bianchi del Collio nell’affascinante mondo della vela e le opportunità offerte dal mercato inglese. In una frase è racchiusa la sintesi della collaborazione sostenuta dalla Camera di Commercio Venezia Giulia, tra il Consorzio Tutela Vini Collio, la regata più affollata del mondo, Coppa d’Autunno-Barcolana e le attività svolte in Gran Bretagna. Con una presentazione all’Ambasciata italiana, alla presenza dell’Ambasciatore Raffaele Trombetta, davanti a oltre 30 giornalisti il Collio è sbarcato assieme a Barcolana a Londra per partecipare alla presentazione della sfida velica che avrebbe visto un equipaggio della Coppa d’Autunno con a bordo il presidente Mitja Gialuz, partecipare alla Round the Island attorno all’isola di Wight. «Assieme a Barcolana ha commentato il presidente della Camera di Commercio, Antonio Paoletti – abbiamo definito una serie di azioni che daranno una grande visibilità ai vini del Collio. Si è iniziato in Inghilterra in Ambasciata, per poi proseguire all’isola di Wight con la presentazione di una selezione di vini bianchi a stampa e armatori, nonché con la personalizzazione della barca italiana targata Barcolana che ha preso parte alla regata».

L’eleganza e la qualità dei vini del Collio ben si sposano con la vela. «È stata – ha commentato Mitja Gialuz – la prima partecipazione alla Round the Island con le eccellenze del nostro territorio rappresentate dai vini del Collio presentate nel tempio mondiale della vela, con un gemellaggio prestigioso con l‘Island Sailing Club al cui wine bar i nostri vini sono stati protagonisti». Dopo l’azione sul mercato inglese sarà l  a volta della Barcolana vera e propria e delle azioni di promozione che nell’ambito della programmazione degli eventi verranno organizzate.  

Nelle foto alcuni momenti della regata Round the Island e delle premiazioni, nonchè un’immagine della presentazione in Ambasciata d’Italia a Londra.

 

Diciassette “player” fanno sistema

24 Maggio 2019 | Di |

TRANSPORT LOGISTIC

Il sistema logistico del Friuli Venezia Giulia si presenta in grande stile alla fiera “Transport Logistic” di Monaco. In mostra ben 17 realtà: l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, l’associazione degli spedizionieri Aspt Astra, l’Azienda speciale per il Porto di Monfalcone, il Consorzio di sviluppo economico del Friuli (Cosef), Europa multipurpose terminals (Emt), Frigomar, General Cargo Terminal (Gct), gli interporti di Gorizia, Trieste, Cervignano e Pordenone, il Network Europeo Servizi e Trasporto (Nest), la Piattaforma logistica di Trieste, Samer & Co. Shipping, Samer Seaports & Terminals, la Società Alpe Adria spa e Trieste Marine Terminal (Tmt). Tutti “player” di grande professionalità e affidabilità.

Da ricordare che Trieste è capolinea di collegamenti oceanici regolari e diretti con Cina, Estremo Oriente, Singapore, Malesia, con scali anche in numerosi porti del bacino mediterraneo come l’Albania, la Slovenia, la Croazia, la Grecia, la Turchia, l’Egitto, il Libano e Israele. Collegamenti garantiti dalle principali compagnie di navigazione mondiali. Inoltre più di 160 treni al mese collegano il capoluogo del Friuli Venezia Giulia con le aree produttive ed industriali del Nord-Est italiano e del Centro Europa, con diverse destinazioni, quali Germania, Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Svizzera e Lussemburgo, servendo un hinterland economico in crescente sviluppo ed estremamente articolato. Per raggiungere i mercati di riferimento nel Centro-Est Europa sono stati sviluppati infatti servizi intermodali ad alta specializzazione con treni diretti.

Fondali profondi fino a 18 metri, eccellente accessibilità nautica, ottimi raccordi ferroviari e stradali, vicinanza ai mercati di sbocco, fanno del porto triestino uno scalo efficiente e competitivo. Il Friuli Venezia Giulia, crocevia naturale tra Oriente e Occidente, è una porta d’accesso preferenziale dell’Europa verso i mercati del Far East. In questo contesto il Porto di Trieste riesce a garantire un risparmio di cinque giorni di navigazione sulle rotte tra Europa ed Asia orientale, rispetto agli scali del Nord Europa. Tutto questo per una linea di navi portacontenitori da 6 mila “teu” si traduce – giusto per fare un esempio concreto – in un risparmio economico sui costi di nolo e di carburante di oltre 25 milioni di dollari all’anno.

Strategico per il sistema logistico del Friuli Venezia Giulia anche Sdag Interporto di Gorizia, una piattaforma logistica intermodale al confine con la Slovenia, specializzata nell’agroalimentare fresco e congelato per i mercati del Centro ed Est Europa.

 

Intervista al presidente Giacomo Borruso

2 Maggio 2019 | Di |

INTERPORTO DI TRIESTE, RIFERIMENTO DELLA LOGISTICA FVG

“Saremo in grado di intercettare anche i flussi di merci provenienti dall’estremo oriente asiatico e diretti in Europa o altrove”

Attore di riferimento della logistica del Friuli Venezia Giulia e snodo nevralgico nella rete intermodale internazionale: l’Interporto di Trieste Spa ha una crescente importanza e rilevanza nell’offerta di servizi logistici ai vettori del trasporto ponendosi anche come operatore della retro-portualità del Porto di Trieste. Un ruolo, quello dell’ Interporto di Trieste, cresciuto di rilevanza negli ultimi anni e che sta ottimizzando in maniera crescente una localizzazione invidiabile, ovvero una posizione strategica che consente di connettere i traffici merci tra i mercati dell’Europa Centro Orientale e il bacino del Mediterraneo. Il percorso di crescita ha visto in questi anni alla presidenza il prof. Giacomo Borruso, esperto di economia dei trasporti sotto molteplici punti di vista, sia come docente universitario, che al vertice di varie aziende del settore.

 

Prof. Borruso, sotto la sua presidenza Interporto ha “cambiato pelle”…

<Accanto agli storici flussi di merci, sviluppando l’attività di retroportualità per il Porto di Trieste e usufruendo del vantaggio competitivo derivante dal “punto franco”, saremo in grado di intercettare anche i flussi di merci provenienti dall’estremo oriente asiatico e diretti in Europa o altrove. Per fare ciò abbiamo pianificato significativi investimenti da realizzare per sviluppare l’attività inerente la retro-portualità a servizio del Porto stesso, in sinergia con l’Autorità di Sistema Portuale, valorizzando il Decreto attuativo del 13 luglio 2017 sottoscritto dal Ministro delle Infrastrutture e Trasporti e da quello dell’Economia e Finanze che sancisce il Porto di Trieste quale, appunto “punto franco”>.

 

In tal senso che novità ha introdotto il Decreto?

<Il Decreto consente all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale la gestione delle aree extra-doganali (il “punto franco” ndr), consentendo maggior competitività per il Porto di Trieste con la possibilità di svolgere in quelle aree le prime lavorazioni industriali. Per fare ciò l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale ha individuato in una parte dell’area industriale di proprietà di Wärtsilä Italia Spa (a Bagnoli della Rosandra nel Comune di San Dorligo della Valle) un sito per lo sviluppo di un’efficace retro-portualità, anche in regime di punto franco, indentificando in Interporto la società veicolo per la realizzazione. Il risultato è stata la creazione di FREEeste, un’area dove è possibile svolgere sia attività industriali in regime di Punto Franco Internazionale, nonché la manipolazione e lo stoccaggio delle merci in regime extra doganale>.

 

Quali sono stati gli attori che hanno creduto e investito su questa strategia?

<Va rilevato che Friulia Spa Finanziaria della Regione Fvg, socio di minoranza di Interporto con una quota pari al 3,3% del capitale sociale, ha sostenuto il progetto congiuntamente all’Autorità di Sistema Portuale, prima rilevando le quote della Regione (quelle “ereditate” dalla ex Provincia di Trieste ) poi sottoscrivendo entrambe un aumento di capitale della Società per 3 milioni di euro ciascuno. All’aumento di capitale ha partecipato anche la Camera di Commercio Venezia Giulia con un importo pari a 1,4 milioni di euro. Autorità di Sistema Portuale e Friulia detengono congiuntamente la maggioranza del capitale di Interporto assumendo rispettivamente il ruolo di partner industriale e partner finanziario>.

 

Quali i più recenti e ulteriori sviluppi all’interno di Interporto di Trieste?

<A fine 2018 Friulia Spa ha conferito a Interporto di Trieste le sue quote di Interporto di Cervignano nell’ottica di sviluppo e di potenziamento dell’intero Sistema Logistico Regionale. L’offerta di spazi dedicati alla logistica è ora complessivamente pari a 932.000 mq, ubicati sulle 3 diverse sedi: Fernetti, Bagnoli della Rosandra e Cervignano. Le aree sono tutte collegate alla linea ferroviaria tramite i propri raccordi e dispongono del collegamento autostradale. Vantaggi non da poco per chi intende fare logistica ad alto livello>.

 

In Austria e Italia “Scet-Net” mette in contatto le imprese con gli studenti e i giovani apprendisti

30 Aprile 2019 | Di |

Grande successo per i percorsi di alternanza scuola-lavoro a livello transfrontaliero

L’alternanza scuola-lavoro è una esperienza formativa molto importante in grado di unire sapere e saper fare, orientare le aspirazioni dei giovani e aprire la didattica al mondo esterno. Una esperienza che grazie al progetto “Scet-Net” abbraccia due Paesi vicini come l’Italia e l’Austria. Finanziato con 1.161.000 euro, “Scet-Net” sta favorendo la realizzazione concreta di percorsi di alternanza scuola-lavoro a livello transfrontaliero, mettendo in contatto gli studenti e le imprese. Un progetto – che ha tra i partner la Camera di Commercio Venezia Giulia e Aries – inserito nell’ambito del “Gect Euregio Senza Confini”, lo strumento che Carinzia, Friuli Venezia Giulia e Veneto stanno utilizzando per una gestione politica delle tre regioni al fine di creare delle condizioni di vita equivalenti nell’area transfrontaliera che sono la base di un’integrazione europea vera e propria.

Grazie a questa iniziativa si sta consolidando una stabile cooperazione istituzionale per il coordinamento del quadro ordinamentale e giuridico in materia di formazione per la definizione di modelli pedagogici funzionali all’avvio di percorsi di scambio transfrontalieri di studenti e apprendisti, dai 16 anni in su. Percorsi che riescono a garantire il riconoscimento delle competenze e l’adozione di pratiche organizzative condivise, replicabili, sostenibili.

L’analisi, la progettazione e la sperimentazione di modelli e percorsi formativi condivisi per promuovere e aumentare le opportunità di lavoro dei giovani, agendo a favore dello sviluppo economico dell’area transfrontaliero, sono alcune delle azioni che “Scet-Net” sta mettendo in campo, utilizzando anche una campagna di informazione, sensibilizzazione e promozione verso tutti i soggetti target: istituzioni scolastiche, studenti, giovani, imprese e scuole. Studi, metodi e documenti, nelle due lingue, finiranno per costituire l’ampio know-how a disposizione di tutti e la base per la sottoscrizione di accordi istituzionali che, unitamente allo studio di fattibilità di una struttura transfrontaliera di gestione scambi, rappresentano gli output di questo progetto internazionale.

 

Turismo innovativo, cresce la collaborazione fra Italia e Slovenia

30 Aprile 2019 | Di |

In fase di progettazione un’app per valorizzare le eccellenze locali

 

Valorizzare il potenziale – ancora non sfruttato – del patrimonio culturale, naturale e gastronomico nell’area transfrontaliera. È questo l’obiettivo principale di “MerlinCV”, il progetto strategico Italia-Slovenia che vede come partner Aries, il Centro di Ricerche Scientifiche di Capodistria, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, la Camera del Turismo della Slovenia, il Consorzio Comunità Collinare del Friuli e i comuni di Salzano, in provincia di Venezia, e quelli di Pivka e Tolmin in Slovenia. Realtà che puntano a sviluppare – come recita il sottotitolo del progetto – delle “esperienze multisensoriali legate ai castelli e ville della regione transfrontaliera per l’eccellenza nel turismo”.

Sulla base di queste “vision” il progetto MerlinCV realizzerà iniziative turistiche innovative, integrate, a tema e incentrate sulla sostenibilità con una particolare attenzione verso l’enogastronomia e le specialità tipiche. Sarà creata, infatti, un’app che fungerà da database dell’offerta turistica locale, utilissima per pianificare gli itinerari di viaggio. Con lo scopo di aumentare la capacità degli operatori, inoltre, saranno realizzati diversi progetti pilota, workshop, network, itinerari personalizzati, festival e storie nel turismo.

Questo settore è in continua evoluzione. Oggi è sempre più importante mettere a disposizione dei potenziali clienti un’offerta turistica dotata di valore aggiunto: storie uniche, vantaggi ecologici di una determinata destinazione, collegamenti mirati tra il patrimonio culturale e quello “green”, presentazioni innovative delle tradizioni locali utilizzando certamente le nuove tecnologie ma anche una forma artistica come il fumetto sempre molto apprezzata dai più giovani. Tra le iniziative di “MerlinCV” anche uno studio pilota per trasformare il castello Ravne – di proprietà del Comune di Pivka – in un hotel-boutique, con tanto di campo da golf, secondo gli standard ecologici e autosufficiente da un punto di vista energetico.

Foto di Dragica Jaksetič

 

 

Tecnologie innovative per conservare la qualità del pesce fresco

30 Aprile 2019 | Di |

Proseguono gli approfondimenti del progetto Interreg Italia-Slovenia “Fish-Agro Tech Cbc”

“Shelf-life” viene definito il periodo che trascorre dalla produzione alla vendita di un prodotto, nel quale è fondamentale mantenerne intatta la qualità e le caratteristiche. E proprio delle tecnologie innovative per l’allungamento della “shelf-life” e per il confezionamento dei prodotti ittici si occuperà il prossimo evento di “Fish-Agro Tech Cbc”, il progetto finanziato dal programma transfrontaliero Interreg Italia-Slovenia che sta creando una rete di collaborazioni tra istituzioni, associazioni, imprese e comunità locali attive nei settori della pesca-acquacoltura e dell’agricoltura.

Obiettivo di questo evento – in programma a fine maggio – è anche la configurazione di una piattaforma on line per la promozione e la vendita di prodotti ittici, preferibilmente a km0, migliorando la logistica della loro consegna e consentendo l’approccio a nuovi mercati e canali distributivi. Con l’intervento di importanti esperti del settore, si parlerà anche di nuove tecnologie per la catena del freddo e l’utilizzo dell’ozonoterapia nei laboratori di prodotti ittici.

Con capofila Aries, la società in house della Camera di Commercio Venezia Giulia, “Fish-Agro Tech Cbc” ha un budget che supera il milione di euro. Di assoluto rilievo anche i partner dell’iniziativa: Area Science Park, il Gal Carso-Las Kras, il Parco Tecnologico di Lubiana, la Camera di Commercio della Primorska (Capodistria), l’Istituto Nazionale di Biologia sloveno e il gruppo di azione locale Las Istre. Recentemente il progetto ha organizzato due eventi, il primo all’Area Science Park di Padriciano dedicato all’agricoltura innovativa e digitalizzata e il secondo a Pirano alla pesca e acquacoltura con gli operatori della vicina Slovenia.

Sempre a maggio, infine, è in preparazione un approfondimento dedicato al problema delle biotossine nel golfo di Trieste. L’intento è definire un “set” di dati aggregati di diversa natura in grado di elaborare modelli previsionali legati alle manifestazioni di questi eventi, che costituiscono un serio problema per la mitilicoltura locale.

 

 

Con SEI, sostegno all’export italiano

14 Marzo 2019 | Di |

Il progetto SEI – Sostegno all’Export dell’Italia si propone di sostenere l’impegno del sistema camerale nella realizzazione di iniziative orientate alla crescita (in termini numerici e di volume di affari) delle imprese italiane esportatrici, con l’obiettivo di favorire l’avvio sui mercati esteri delle aziende che oggi non esportano – pur avendone qualità, organizzazione e strumenti, ovvero rafforzare la presenza sui mercati esteri di quelle aziende che vi operano solo in maniera occasionale o limitata, contribuendo all’incremento e al consolidamento delle relative quote di export.

È rivolto a imprese che non hanno mai operato sui mercati esteri – pur avendo le caratteristiche per farlo o a imprese che solo sporadicamente hanno partecipato ad una era, ad una missione o a qualche iniziativa promozionale a carattere internazionale, senza tuttavia registrare un significativo impatto in termini di fatturato.

L’azienda che desidera verificare se rientra nella categoria di potenziale od occasionale esportatrice dovrà compilare un questionario on-line, seguendo le seguenti modalita:

a) accedere al sito www.sostegnoexport.it b) cliccare sul box “Sei un’impresa interessata all’estero?”
c) inserire la password: progettosei
d) compilare il questionario

Una volta elaborato il questionario, le imprese che saranno risultate potenziali od occasionali esportatrici, saranno ricontattate dall’export promoter camerale per definire assieme un percorso di check up dei fabbisogni dell’azienda, e di definizione dei mercati target.

Il progetto è gratuito e si concluderà a luglio 2019.
Per maggiori contatti: 040 6701335 sabi- na.drandich@ariestrieste.it

Interporto di Gorizia: i numeri

14 Marzo 2019 | Di |

Sdag, risultati 2018 e progetti per il 2019-Ideale piattaforma logistica collegata alla rete autostradale italiana e slovena

L’Interporto di Gorizia–SDAG situato al con ne con la Slovenia e collegato direttamente alla rete autostradale italiana e slovena, è una piattaforma logistica intermodale che si estende su un’area di 600.000 mq, di cui 43.000 mq di aree coperte, e offre una vasta gamma di servizi al commercio internazionale ed al trasporto su strada e su rotaia da e per i Paesi del Centro/Est Europa. Attualmente SDAG opera con i suoi 27 dipendenti, ma al suo interno sono insediate circa 50 aziende, in particolare case di spedizione, autotrasportatori e società di import/export per un totale di circa 200 dipendenti occupati. SDAG gestisce in conto terzi i magazzini e le celle frigo (rispettivamente ca. 10.000 mq e 5.000 mq), che vedono un’occupazione che oscilla tra il 90% e il 100% con una movimentazione annuale in ingresso di ca. 6.000 ton di merce secca e ca. 4.000 ton di merce refrigerata, a cui si deve aggiungere la merce gestita direttamente dai clienti in affitto in circa 13.000 mq. La clientela fa riferimento ai distretti industriali e agro-alimentari del Nord Est e della Slovenia, come punto di consolidamento per l’import/export verso i Balcani e l’Europa Orientale.

In un’ottica di specializzazione nella “Food Logistics”, grazie ad un investimento di oltre 3.000.000 di euro, sta infatti nascendo GOFOODLOG (Gorizia Food Logistics) con la realizzazione di 11 nuove celle da -30° a +15°, con una capacità di 4000 posti pallet in un’area di 5.000 mq, che verranno prossimamente inaugurate da SDAG.

A SDAG spa sono presenti ad oggi 550 stalli per la sosta dei mezzi pesanti. Nel 2018 hanno sostato 75.325 camion nei parcheggi a pagamento dell’interporto usufruendo dei relativi servizi accessori, quali l’infopoint, il bar, le docce ed i servizi igienici.
Il numero è andato in crescendo dagli ultimi anni, infatti nel 2014 si sono registrati 62.441, nel 2015 63.208 mentre nel 2016 71.941.

Questo aumento è direttamente proporzionale all’aumento del traffico di mezzi pesanti nell’autostrada A34 negli ultimi 5 anni: SDAG è attualmente membro di ESPORG (European Secure Parking Organization), che rappresenta a livello europeo ed internazionale i gestori di aree di parcheggio sicure e protette (Safe and Secure Parking Areas), ubicate lungo gli assi autostradali. ESPORG assiste infatti SDAG nell’implementazione del nuovo sistema di videosorveglianza e controllo accessi in Stazione Confinaria, no ad arrivare alla certificazione dei parcheggi come aree di parcheggio sicure e protette anche in un’ottica di una nuova regolamentazione europea. SDAG ha dunque lanciato il suo nuovo progetto che verrà implementato nel corso del 2019, che prende il nome di #safeandsecureparking. All’infopoint, sono state vendute un totale di 92.557 vignette autostradali slovene so- lamente nell’anno 2018, in forte crescita rispetto agli ultimi anni (2017 – 79.026, 2016 – 63.646, 2015 – 27.210). Mentre le vignette ungheresi hanno raggiunto nel 2018 un totale di 27.822, quasi 5.000 in più rispetto al 2017 (nel 2017 ne erano state vendute esattamente 22.296).

Il terminal intermodale di SDAG è collegato alla linea internazionale Gorizia-Nova Gorica e comprende: 5 aste di binario della lunghezza rispettiva di 500, 385, 385, 350 e 340 metri, 20.000 mq di piazzali operativi, 3.000 mq di magazzino coperto raccordato a doppia via di corsa stradale e ferroviaria; l’impianto è dotato di un sistema ROLA. Con la realizzazione della cd. “lunetta”, recentemente finanziata da RFI, il terminal potrà vedere compiuto il suo totale sviluppo attraverso il collegamento della linea ferroviaria Trieste-Udine alla linea internazionale Gorizia-Nova Gorica.

Cciaa della Nuova Alpe Adria: “Dichiarazione di Graz”

14 Marzo 2019 | Di |

Prosegue la collaborazione nella Nuova Alpe Adria delle realtà camerali del Friuli Venezia Giulia, in sinergia con la Regione. In particolare la città di Graz ha ospitato la Consulta dei Presidenti e delegati delle Camere di Commercio dell’area (da Fvg e Veneto, da Stiria, Carinzia, Slovenia e Croazia) che si sono riuniti per impostare linee di cooperazione, progettazione e attività comuni a tutti i territori coinvolti e riassunte nella cosiddetta “Dichiarazione di Graz”.

Per la Camera di Commercio di Pordenone-Udine era presente il consigliere Alessandro Tollon e per la Camera della Venezia Giulia il vicepresidente Gianluca Madriz (primo da sinistra nella foto). Assieme agli altri delegati, i rappresentanti del Fvg hanno siglato la Dichiarazione, documento che dettaglia le linee guida della cooperazione. Sarà la Consulta dei Presidenti l’organo impegnato a promuovere, coordinare e monitorare la realizzazione le attività del Network, orientate sulle tematiche prioritarie per i prossimi tre anni. “Tra queste – ha confermato Tollon – ci sono proprio questioni al centro dell’attività della Cciaa di PnUd, su cui sta promuovendo importanti progetti a livello territoriale e che potranno diventare comune scambio di esperienze all’interno del network internazionale, ossia l’orientamento al lavoro e alle professioni, la digitalizzazione del sistema imprenditoriale e i servizi online che la Pa rivolge alle imprese, nonché la miglior promozione del territorio, del turismo e della cultura”.

Come ha aggiunto Madriz, “un passo tangibile verso una sempre più forte collaborazione tra le Camere dell’area transfrontaliera Alpe Adria, che può essere di esempio alla stabilizzazione di un’Europa indecisa sulle scelte future. A latere della conferenza dei presidenti, di grande interesse è stata la visita al Talent Center della Camera stiriana che sviluppa un approccio estremamente innovativo nell’orientamento al lavoro”.