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Il Punto Archivi - Venezia Giulia Economica

Buon Vento Venezia Giulia Collio Cup

11 ottobre 2018 | Di |

PRESENTATA A GORIZIA NELLA SEDE CAMERALE LA PRIMA EDIZIONE DELLA VENEZIA GIULIA COLLIO CUP DAI PRESIDENTI CAMERALE ANTONIO PAOLETTI, DELLA SOCIETÀ VELICA BARCOLA- GRIGNANO, MITJA GIALUZ, DEL CONSORZIO TUTELA VINI COLLIO, ROBERT PRINCIC, ASSIEME A UNA AMPIA RAPPRESENTANZA ISTITUZIONALE DEL TERRITORIO CON I SINDACI DI GORIZIA, RODOLFO ZIBERNA, DI CORMÒNS, ROBERTO FELCARO, DI MORARO, UMBERTO COLOMBO, DI MOSSA, ELISABETTA FERESIN, DI SAN LORENZO ISONTINO, BRUNO RAZZA E I RAPPRESENTANTI DEI COMUNI DI TRIESTE, L’ASSESSORE LORENZO GIORGI, DI MONFALCONE, L’ASSESSORE LUCA FASAN, DI MEDEA IL CONSIGLIERE LISA STACUL.

Venezia Giulia Collio Cup in Barcolana 50. La Camera di Commercio Venezia Giulia considera la Coppa d’Autunno uno straordinario momento di festa del mare nella regata velica più affollata del mondo e un’opportunità di visibilità e promozione internazionale. Un’occasione in cui le eccellenze dei nostri territori trovano una vetrina unica in cui mettersi in mostra e promuoversi. Quest’anno, abbiamo inteso affiancare la Barcolana nell’organizzazione di un evento di promozione della Venezia Giulia davvero unico, con una sua propria regata. Da Grado a Muggia i vari club nautici sono stati invitati a prendere parte alla prima edizione della Venezia Giulia Collio Cup, un appuntamento che idealmente unirà le realtà costiere anche sotto l’aspetto della competizione. L’obiettivo della Camera di Commercio è fare sintesi e rete delle eccellenze di un territorio esteso che unisce Trieste e Gorizia, Monfalcone e Grado, il Carso, Cormons e il Collio e l’Isontino. E mettere in rete le eccellenze significa farlo sia nel sostenerne le produzioni, sia nell’utilizzare eventi di promozione che già esistono e sono riconosciuti a livello internazionale, per farle conoscere.

La politica della nuova Camera di Commercio Venezia Giulia in un contesto circoscrizionale più vasto persegue anche l’obiettivo di valorizzare il Collio e il suo territorio, integrandolo con l’offerta più ampia della Venezia Giulia. Sul fronte del Collio, poi, l’impegno è quello di far sì che il Centro di valorizzazione e promozione di Cormòns sia punto di sintesi e di raccordo, ovvero il luogo dove la promozione e l’accoglienza possono trovare concretezza nella presentazione anche delle eccellenze agroalimentari e vitivinicole, in stretto collegamento con la valida realtà dell’enoteca ivi presente. La Camera di Commercio sarà parte attiva nel realizzare il Centro – in totale sintonia con il Comune di Cormòns, il Consorzio Tutela Vini Collio, la Cooperativa Enoteca di Cormòns- auspicando che possa fungere da coagulo delle volontà di tutte le realtà economiche e sociali del mondo vitivinicolo del Collio, affinché le stesse, unitamente alle istituzioni, possano potenziare il valore del territorio e delle realtà imprenditoriali specifiche, ivi dislocate.

di Antonio Paoletti
Presidente della Cciaa Vg

Rifatto il “look” a statue e facciata

25 settembre 2018 | Di |

La facciata del Palazzo della Borsa Vecchia ritorna a nuovo grazie a un intervento che ha interessato le statue, nonché gli intonaci. All’interno dell’atrio una bacheca in cui viene descritta la meridiana. Una riqualificazione architettonica che è anche attrattore turistico.

La facciata del Palazzo della Borsa Vecchia ridà luce a Piazza della Borsa. Quello che è da sempre il salotto buono cittadino, proprio perché la piazza era stata considerata per tutto il XIX secolo il centro economico della città. La piazza, che costituisce uno degli esempi più rilevanti del neoclassico a Trieste, per dei mesi ha dovuto rinunciare in parte alla bellezza della facciata camerale e delle sue statue lesionate e non più in sicurezza per il passaggio pubblico. L’intento camerale è stato quello di intervenire per risolvere i problemi delle statue, ma anche di riqualificare nel suo complesso la facciata per la valenza di carattere architettonico della stessa. Un intervento da circa 50 mila euro, rispettoso sia del contesto che dei singoli elementi dell’edificio storico, concordato con i tecnici della Soprintendenza, che ha apportato migliorie sia dal punto di vista statico-strutturale sia da quello dell’umidità di risalita.

Palazzo della Borsa Vecchia

Ma non ci siamo limitati all’esterno. I turisti, infatti, si soffermano spesso a immortalare sì il Palazzo, ma anche entrano nell’atrio per scoprire la Meridiana e i suoi segreti. Potremmo dire, a tutti gli effetti, che il palazzo di Trieste della Camera di Commercio Venezia Giulia è uno degli attrattori architettonici per i turisti che arrivano in città.

Molti sanno che sul pavimento dell’atrio della Camera di Commercio c’è un tracciato tecnologico che risale a quasi 200 anni fa: una Linea Meridiana. Pochi però conoscono il suo preciso significato e il vero scopo per cui venne costruita nel 1820. L’astronomo Paolo Zlobec dell’Osservatorio Astronomico di Trieste e l’ingegnere Paolo Alberi Auber, che ringrazio per la loro generosità, hanno studiato ogni risvolto tecnico e storico che riguarda questa interessantissima testimonianza del tempo passato. I risultati delle loro ricerche sono stati pubblicati. E sulla parete a sinistra, entrando nell’atrio, una cornice di grandi dimensioni riporta un dettagliato disegno ricostruttivo della Linea Meridiana; oltre a ciò c’è una breve spiegazione della tecnica di rilevamento della longitudine nella navigazione oceanica in uso all’epoca e anche una scheda storica che riporta l’ipotesi che nel progetto fosse coinvolto Gerolamo Bonaparte in una missione finalizzata a liberare il fratello Napoleone allora prigioniero a Sant’Elena. Un diagramma riporta la differenza della data di calendario rispetto quella segnata dallo strumento a causa del cedimento secolare edificio.

di Antonio Paoletti
Presidente della Cciaa Vg

Speciale Parco del Mare di Trieste

28 maggio 2018 | Di |

Nascita e sviluppo dell’idea progettuale

di Antonio Paoletti

presidente della Cciaa Vg

L’idea di creare a Trieste un polo espositivo dedicato al mare nasce alla fine del 2004, quale proposta realizzativa alternativa alla mancata assegnazione dell’Expo tematico del 2008, con la finalità di sopperire al mancato gettito economico che l’Expo avrebbe portato a Trieste e per realizzare un progetto che consentisse di assicurare un indotto economico ingente e continuativo alla città e alla Regione.

La realizzazione del polo espositivo, inoltre, avrebbe dotato la città di Trieste di un’infrastruttura socio-economica fondamentale di rilevante attrazione promozionale, consolidando ulteriormente la vocazione turistica della città e creando un volano per le attività economiche connesse sia nel territorio provinciale che in quello regionale. Il progetto è stato pensato sin dall’inizio in termini particolarmente significativi per dimensioni, anche economiche, offerta espositiva, contenuti scientifici e di ricerca applicata (per i quali Trieste è conosciuta nel mondo vista la presenza pluridecennale di numerosi

Enti e Centri di Ricerca) nonché, similmente a quanto realizzato in altre località mondiali (Genova, Lisbona, Barcellona, Chattanooga, Boston ecc.), quale opera qualificante per lo sviluppo economico e urbanistico della città.

Già nelle fasi preliminari di progettazione, la Camera di Commercio ha coinvolto Istituzioni, Enti pubblici locali, l’Università di Trieste e gli organismi di ricerca nel settore bio-marino e del comparto museale, che hanno contribuito alla realizzazione di uno studio di prefattibilità che è stato la base per la realizzazione del business plan dell’Acquario, redatto da Costa Edutainment, e per il business plan della parte turistico ricettiva, entrambi redatti nel 2007.

Nel corso degli anni fino ad arrivare ai giorni nostri, il progetto viene presentato ad Istituzioni, Autorità, Associazioni sindacali, Partiti politici, Associazioni ambientaliste ed altri Enti interessati, tra i quali emerge un’unanime approvazione dello stesso, tanto che nel 2009 il Consiglio comunale approva l’atto di indirizzo per la pianificazione strategica dell’ente inserendo l’ipotesi di realizzazione del “Parco del Mare”. E nel 2016 il Comune di Trieste a firma del Sindaco Roberto Cosolini, e la Regione a firma del Presidente, Debora Serracchiani, confermano la sostenibilità del progetto con particolare riferimento dell’area di Porto Lido.

Antonio Paoletti

 

La Giunta comunale inserisce il Parco del Mare nella variante al Piano Regolatore

24 aprile 2018 | Di |

IL PROGETTO FARÀ FARE A TRIESTE IL DEFINITIVO SALTO PER ATTRARRE TURISTI E INCREMENTARE LAVORO ED ECONOMIA, RIQUALIFICANDO UN’AREA ABBANDONATA A RIDOSSO DELLE RIVE E DEL CENTRO CITTÀ.

di Antonio Paoletti

Presidente della Cciaa Vg

È una storia lunga, tipicamente italiana, ma che fi­nalmente vede la luce. È ormai dal 2004 che il Parco del Mare è per la Camera di Commercio il grande attrattore per la definitiva svolta in chiave turistica di Trieste e della Venezia Giulia.

Da Grado al Collio, da Gorizia a Trieste passando per il Carso: tutto questo territorio godrà di ricadute dirette in termini di visitatori, lavoro e investimenti. Ricadute di cui beneficerà anche tutto il Friuli Ve­nezia Giulia, in virtù del forte potere attrattivo del Parco e del grande acquario previsto al suo interno.

In questi giorni la svolta definitiva: il Comune di Trieste con cui dall’avvio del terzo mandato del sin­daco Roberto Dipiazza, stiamo dialogando e collabo­rando fattivamente, ha con la sua Giunta licenziato la variante al Piano Regolatore Generale Comunale (Prgc), che prevede nell’area di Porto Lido la realiz­zazione del Parco del Mare di Trieste. Un indirizzo chiaro per un obiettivo lungamente rincorso e che grazie a questa amministrazione comunale e alla collaborazione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, inizia ufficialmente il pro­prio percorso per trovare la sua concreta e definitiva realizzazione.

Una accelerazione decisiva al progetto, inversa ri­spetto a quanto fatto dall’ex sindaco, Roberto Coso­lini durante il suo mandato, che dopo aver firmato da primo cittadino la lettera a favore della realizza­zione del Parco, si prodiga ancor oggi a contrastarne pubblicamente la realizzazione.

Lettera, quella dell’allora sindaco Cosolini, che dava l’assenso al Parco del Mare a Porto Lido e che as­sieme a quella inviata dalla ex presidente della Re­gione Fvg, Debora Serracchiani, rispondevano a una delle condizioni poste dalla Fondazione CrTrieste per il finanziamento dell’opera.

Un’altra richiesta della Fondazione CrTrieste a cui l’Ente camerale in questi mesi ha dato risposta, con­templa la rimodulazione delle dimensioni dell’ac­quario proposto dal concept dell’archistar, Peter Chermayeff, in linea con quelle inserire nello studio di fattibilità finanziaria commissionato dalla Fon­dazione stessa alla ACBGroup Sviluppo Spa e delle altezze previste per le costruzioni sulle linee di costa regionali: 11 mila metri quadrati e un volume di 5,5 milioni di litri.

Eppoi, quale ultimo tassello invocato da soggetti pubblici e privati, è arrivata la manifestazione di interesse di un solido investitore privato, ovvero la Icop Spa di Basiliano (Ud) – la società che sta realiz­zando la piattaforma logistica del Porto di Trieste – che a fine gennaio ha manifestato ufficialmente alle Istituzioni l’interesse a investire in un project finan­cing per la costruzione e gestione del Parco del Mare.

A questo punto si deve correre mantenendo fede agli impegni presi, per recuperare il tempo perduto e dare risposte alle imprese e alla richiesta di lavoro in questo territorio.

 

Parco del Mare: una breve cronistoria

L’idea di creare a Trieste il Parco del Mare nasce su impulso della Camera di Commercio di Trieste alla fine del 2004 quale proposta alternativa alla mancata as­segnazione dell’Expo tematico del 2008 per realizzare un progetto che consentisse di assicurare un indotto economico ingente e continuativo a Trieste e alla Re­gione Friuli Venezia Giulia.

Già nelle fasi preliminari di progettazione, la Camera di Commercio ha coinvolto Istituzioni, Enti, l’Università e gli organismi di ricerca nel settore bio-marino e del comparto museale, che hanno contribuito alla realiz­zazione di uno studio di prefattibilità che è stato la base per la stesura del business plan dell’acquario, redatto da Costa Edutainment, e per il business plan della parte turistico ricet­tiva, entrambi predisposti nel 2007.

Nel 2009 il Consiglio comunale approva l’atto di indirizzo per la pianificazione strategica dell’ente inserendo l’ipotesi di rea­lizzazione del Parco del Mare.

La Regione Fvg, dopo aver valutato nel corso degli anni 2007-2008 l’ipotesi di una sottoscrizione di un Accordo di programma per la realizzazione del progetto, concede nel gennaio del 2014 un finanziamento straordinario pluriennale per la durata di 20 anni per la progettazione e la realizzazione del Parco del Mare.

Nel corso degli anni, gli originari studi di fattibilità del 2007 ven­gono progressivamente aggiornati (negli anni 2010 e 2013).

A marzo 2015 l’arch. Peter Chermayeff, realizza l’idea pro­gettuale di massima, finanziata dalla Fondazione CrTrieste, completa di business plan della ACB Group Spa.

Successivamente, nei primi mesi del 2016, vengono indiriz­zate all’Ente camerale le lettere ufficiali di appoggio al pro­getto da parte del Comune di Trieste e della Regione Friuli Venezia Giulia che finanzia con ulteriori 2 milioni l’opera.

 

 

“Cciaa Vg confermata dal Mise: lavoriamo per le imprese con maggiore serenità”

13 marzo 2018 | Di |

LA CAMERA DI COMMERCIO VENEZIA GIULIA È ORMAI TUTELATA
DALLA LEGGE DI RIFORMA E DA DUE DECRETI MINISTERIALI
E CONTINUA A LAVORARE SULLE LINEE DI SVILUPPO APPROVATE
DAL CONSIGLIO CAMERALE PER LE IMPRESE

di Antonio Paoletti
Presidente della Cciaa Vg

Il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) a ridosso delle elezioni ha confermato con un ulteriore Decreto che nel Friuli Venezia Giulia sono previste due Camere di Commercio: quella della Venezia Giulia, costituita con Decreto ministeriale il 6 agosto 2015 e nata il 28 ottobre 2016, e quella di Udine-Pordenone ormai in fase di costituzione. La soluzione proposta nel piano di razionalizzazione delle Camere di Commercio italiane di Unioncamere e inserita nel primo Decreto del Mise dell’8 agosto 2017, è stata riconfermata nel recente Decreto, sempre del Mise, del 16 febbraio 2018, e prevede la riduzione da 105 a 60 degli Enti Camerali della Penisola.

La Camera di Commercio Venezia Giulia ha trovato nella legge la sua tutela, proprio perché la sua costituzione è ben precedente alla Riforma e risponde a una esigenza dei territori a garanzia di una situazione geo-economica omogenea. Le Camere, infatti, per loro natura sono Enti pubblici di prossimità al territorio, “municipi delle imprese”, per fornire loro servizi dedicati e trovano proprio in questa vicinanza la ragione della loro esistenza. Con maggiore tranquillità possiamo quindi continuare a lavorare nell’attuazione delle linee di sviluppo approvate dal Consiglio camerale e che si incentreranno sul sostegno alla competitività del tessuto imprenditoriale in tutti i settori produttivi per consentire uno sviluppo armonico del territorio e favorire, come auspicato dal programma dell’UE “Strategia Europa 2020”, una crescita:

– intelligente (promuovendo la conoscenza, l’innovazione, la formazione e la società digitale);

– sostenibile (contribuendo a rendere la produzione più efficiente sotto il profilo delle risorse e rilanciando contemporaneamente la competitività);

– inclusiva (incentivando la partecipazione al mercato del lavoro e l’acquisizione di competenze).

L’impresa – dalla nascita allo sviluppo sui mercati nazionali e internazionali – sarà sempre al centro dell’azione dell’Ente camerale.

Le linee, declinate in molteplici azioni, saranno:

Impresa 4.0 – creare, sviluppare, innovare

Si rafforzerà l’azione di stimolo alla crescita imprenditoriale in tutti i settori produttivi con particolare attenzione allo sviluppo delle competenze digitali, che si affiancherà ai tanti servizi già erogati finalizzati alla crescita e alla creazione d’impresa, che saranno ulteriormente incrementati: dai servizi di assistenza e affiancamento alla nascita di start up, alle azioni di supporto alla creazione di reti d’impresa fino alle consulenze specifiche e ai check up aziendali.

Sostenere e promuovere la crescita blu

Considerata la rilevanza del settore dell’Economia del Mare per il nostro territorio e i significativi margini di sviluppo, saranno realizzate azioni di promozione e supporto in tutti i settori dell’Economia Blu, dalla Pesca e Acquicoltura alla promozione all’estero della cantieristica fino al comparto logistica e trasporti, assicurando il sostegno a una portualità integrata della Venezia Giulia. Saranno sostenute le azioni per attrarre investimenti nel Punto franco di Trieste, ponendo grande attenzione alla riconfigurazione del Porto Vecchio quale opportunità di crescita del territorio.

Turismo e cultura – sviluppare la vocazione turistica del territorio

Grazie alle nuove competenze in tema di turismo e cultura attribuite per legge alla Camera di Commercio, attueremo azioni di promozione del territorio quale meta di turismo nautico, crocieri- stico, sportivo, congressuale, enogastronomico, culturale e scientifico. Ci impegneremo nella realizzazione del progetto Parco del Mare, presentato dalla Camera di Commercio di Trieste già nel 2004. Il Parco del Mare propone una visione per lo sviluppo economico futuro di Trieste e della Venezia Giulia e intende diventare una delle prime attrazioni turistiche non solo per la città di Trieste, ma per l’intera regione e mira a generare nuovi flussi turistici, che ne garantiscano la sostenibilità e inducano benefici economici diretti e indiretti per l’intera economia.

L’impresa verso i mercati internazionali: promozione e supporto

Rafforzeremo i servizi di assistenza e sostegno all’internazionalizzazione delle Pmi che intendono espandersi sui mercati esteri, guidandoli nel percorso di conoscenza e di approccio verso i nuovi mercati. Particolare attenzione sarà data all’attuazione di iniziative a supporto dei principali comparti strategici (nautica e navale, BioHighTech, logistica e trasporti, agroalimentare), tra le quali vanno identificate anche le fiere internazionali organizzate sul territorio da Aries.

Alternanza scuola-lavoro

In tema di orientamento al lavoro e alle professioni, realizzeremo iniziative che rendano sempre più stretto il collegamento tra formazione>orientamento>lavoro>impresa e rafforzino i processi operativi tra scuola, università e impresa, anche attraverso la tenuta e gestione del Registro nazionale per l’alternanza scuola-lavoro e il supporto all’incontro domanda-offerta di lavoro.

La nuova Camera

6 febbraio 2018 | Di |

di Antonio Paoletti
Presidente della Cciaa Vg

Identificare, spiegare e raccontare la Camera di Commercio Venezia Giulia e le sue molteplici attività a favore delle imprese e del territorio: con tali obiettivi iniziamo questa nuova avventura informativa.

La data di nascita ufficiale della Camera di Commercio Venezia Giulia è il 28 ottobre 2016. Fusione, quella tra Trieste e Gorizia, completata prima dell’entrata in vigore della Riforma delle Camere di Commercio italiane, che è il risultato di una scelta fatta con volontà collaborativa e progettualità per unire due territori geo-economicamente unici e omogenei, unendo le istituzioni e le imprese. Abbiamo inteso ratificare con l’ufficialità della fusione delle Camere di Commercio una collaborazione intensa che è sempre esistita, ma che trova ora in un unico coordinamento operativo e di indirizzo l’efficacia delle azioni. Una collaborazione davvero “speciale” sotto ogni punto di vista, proprio per le caratteristiche di terre di confine che hanno contraddistinto Trieste, Gorizia e i comparti produttivi della Venezia Giulia. Un’unione che rappresenta appieno la storia economica di queste aree: 261 anni per la Camera di Commercio di Trieste e 166 anni per quella di Gorizia.

La Camera di Commercio è sempre stata la casa dell’economia e il motore dello sviluppo, proprio perché porta avanti linee di intervento concordate e approvate dai rappresentanti dei vari settori produttivi, delle parti sociali e delle organizzazioni di tutela dei consumatori che fanno parte del Consiglio camerale. L’azione e le linee programmatiche sono, infatti, il risultato del confronto tra gli imprenditori che quotidianamente vivono in prima linea il mercato. Un dialogo che non è mai mancato e i cui riflessi sull’economia andremo a scoprire assieme a Venezia Giulia Economica, mese per mese su queste pagine e giorno per giorno attraverso le azioni informative e comunicative che attueremo sul web e sui canali social.