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Il Punto Archivi - Venezia Giulia Economica

Parco del mare di Trieste, finalmente si parte

23 Dicembre 2020 | Di |

I PROPONENTI ICOP SPA, ICCREA BANCAIMPRESA, COSTA EDUTAINMENT HANNO PRESENTATO ALLA CAMERA DI COMMERCIO IL PROGETTO E IL CO-FINANZIAMENTO PRIVATO PER REALIZZARE IL GRANDE ATTRATTORE COLLEGATO AL MARE CHE TRIESTE ATTENDE DA 15 ANNI. CON IL FINANZIAMENTO DI 8 MILIONI DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA INSERITO NELLA LEGGE DI STABILITÀ, È DEFINITO IL PIANO FINANZIARIO

Potremmo dire che si è trattato di una tipica storia italiana, ma scopriremo che non è stato proprio così. Dopo 15 anni abbiamo inteso far parlare i fatti, ovvero gli investitori che hanno presentato un progetto e una proposta concreta di partenariato pubblico-privato per la realizzazione del Parco del Mare di Trieste. Finalmente Trieste avrà il suo grande attrattore collegato al mare, grazie a una condivisione unica di intenti tra il privato e il pubblico, in un momento storico in cui si intende dare speranza e tracciare il futuro socio-economico di questi territori.

Una visione per la costruzione del futuro hanno ricevuto la piena condivisione della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Trieste e dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, affiancate alle tre imprese promotrici del progetto, ovvero Icop Spa, Costa Edutainment Spa e Iccrea BancaImpresa.

A concludere definitivamente l’architettura finanziaria mista pubblico-privato il contributo di 8 milioni di euro confermato e inserito a bilancio dalla Regione Friuli Venezia Giulia la scorsa settimana e che andrà ad affiancare la quota di finanziamento della Camera di Commercio Venezia Giulia. Una atto importante per il quale ringrazio la Giunta, il presidente Fedriga e gli assessori Zilli, Roberti, e Bini che hanno con i propri uffici hanno analizzato il progetto in tempi molto stretti. Ora ci aspettano mesi in cui vi sarà una intensa collaborazione con il Comune di Trieste, che con il sindaco Dipiazza ha sostenuto il Parco del Mare anche in chiave di definitiva riqualificazione urbanistica di un’area abbandonata a poche centina di metri da piazza dell’Unità d’Italia e che costituisce un pessimo biglietto da visita per le centinaia di migliaia di crocieristi che attraccano alla Stazione Marittima.

Sì, certo, ancora oggi ci sono quelli che invocano una mancata sostenibilità economica o altre criticità, per cercare di appannare la bontà di un grande progetto di sviluppo per questa città. Ma anche questa volta la risposta la danno gli investitori che, evidentemente, prima di mettere in campo 24 milioni di euro, avranno ragionevolmente pensato bene il progetto e avranno ponderato con altrettanta attenzione l’investimento. Investimento a cui, peraltro, partecipa un istituto finanziario quotato in Borsa. Insomma, è stato fatto l’ennesimo studio di fattibilità finanziaria, un atto sempre richiesto al progetto del Parco del Mare e, consentitemi, che se la stessa attenzione fosse stata prestata anche rispetto ad altre iniziative, magari avremmo qualche costo in meno per la collettività.

Per arrivare a questo punto i problemi che di volta in volta sono emersi hanno creato un percorso ad ostacoli complesso. Tra tutti, proprio nel finale, l’esistenza di un vincolo urbanistico sull’area della Lanterna in vigore dal 1961, ma non rispettato dai soggetti che hanno edificato e ampliato edifici esistenti da quella data ad oggi. Ora possiamo affermare che proprio grazie al nostro progetto tutta questa problematica è stata riconsiderata dalla Soprintendente per i Beni artistici e architettonici del Friuli Venezia Giulia, Simonetta Bonomi, con una revisione delle regole che rispettando il faro della Lanterna, sana in maniera definitiva tutto ciò che esiste in quell’area. Un’area che nella zona denominata Porto Lido è in uno stato di grande degrado e chiusa da cancelli e reti che in futuro verranno abbattuti per dare vita a un prolungamento delle Rive triestine e ampi spazi pubblici aperti alla cittadinanza.

Trieste si riappropria di un ulteriore molo e una magnifica passeggiata sul mare, lungo una struttura che con il suo grande acquario diventerà attrattore turistico e di investimenti per il capoluogo giuliano e per l’intero Friuli Venezia Giulia.

di Antonio Paoletti
Presidente della Cciaa Vg

Con Gorizia pensando al futuro ma facendo chiarezza sulla proposta per il Mercato coperto

9 Ottobre 2020 | Di |

Il ruolo della Camera di Commercio è quello di concorrere a creare e a promuovere lo sviluppo socio-economico del territorio di competenza.

Per tale ragione abbiamo inteso contribuire a creare le precondizioni di sviluppo sociale e di crescita economica della città di Gorizia per costruire assieme il futuro. Sul territorio isontino la Giunta camerale e la Giunta camerale Integrata hanno individuato e sostenuto anche finanziariamente lo sviluppo di alcuni asset strategici come l’Università, la Sdag-Interporto di Gorizia accrescendone il ruolo nella logistica integrata regionale, l’integrazione dei Consorzi industriali, la promozione del contesto cittadino per la valorizzazione del settore del commercio di Gorizia, lo sviluppo del territorio del Collio, la realizzazione di un centro promozionale delle tipicità del territorio di Gorizia che trasformi il volto del Mercato coperto in centro città e lo faccia diventare un vero e proprio punto di qualificazione e valorizzazione delle tipicità del territorio isontino.

Creare un autentico attrattore turistico-economico, fondato sulle eccellenze dell’agroalimentare e sulle peculiarità enogastronomiche del territorio, baricentro di un’area ampia anche transfrontaliera: è questo l’obiettivo della Camera di Commercio per il Mercato coperto, valorizzandone la funzione esistente, come da tempo richiesto dagli operatori che vi operano.

La Giunta camerale non ha mai pensato a una semplice manutenzione – ordinaria o straordinaria – ma esclusivamente a una riqualificazione della struttura che consenta di rinnovare e adeguare il Mercato alle moderne esigenze dei consumatori per renderlo, in virtù della sua posizione, anche anello di congiunzione in un ideale percorso che colleghi Parco Coronini, piazza Vittoria, Castello, Castagnavizza quali ideali simboli anche turistici della città.

Sono state accantonate le risorse sia per studiare la fattibilità del nostro obiettivo che – eventualmente – per dare gambe concrete allo stesso. Non siamo nelle condizioni, quindi, come in passato, di pensare progetti che non abbiano già le risorse per realizzarli.

Abbiamo incaricato per lo studio di fattibilità un qualificato architetto di Gorizia che conosce le caratteristiche della città anche da un punto di vista urbanistico, insegnando nella facoltà dell’Università di via Alviano, che vive la città, conosce le sue abitudini e le problematiche della stessa, e che ha già composto un piano complessivo di pianificazione strategica di Gorizia e dell’Isontino.

Si è da sempre intesa la qualificazione del Mercato come un progetto imprenditoriale, ovvero che, una volta ultimato, potesse garantirsi autonomamente l’autosufficienza del mantenimento.

Lo studio commissionato ha sempre voluto essere una proposta PRO e mai CONTRO. Una proposta, un’idea per la città, per le imprese, per i cittadini. E soprattutto per gli operatori del Mercato che sono le imprese che fanno parte della Camera di Commercio. L’Ente camerale non potrebbe mai operare contro coloro che rappresenta.

È una proposta, un’offerta che la Camera di Commercio voleva presentare già mesi orsono, era perfettamente pronta a farlo. Ha dovuto scontare i termini del Covid, superandoli in una convocazione odierna per smentire con carte e fatti notizie infondate (vedi viaggio a Madrid mai fatto) e incanalate ad arte per ragioni politiche che non appartengono ad un Ente economico come la Camera di Commercio.

La Camera rimette con assoluta serenità la proposta fatta per la crescita della città e a garanzia dell’attività degli operatori alle decisioni del Consiglio comunale di Gorizia, organo che governa la città, adeguandosi alle decisioni che lo stesso vorrà assumere approvando o disapprovando i contenuti della proposta stessa.

di Antonio Paoletti
Presidente della Cciaa Vg

Sarà una ripresa lenta ma servono gli strumenti per riprendere la corsa

26 Giugno 2020 | Di |

GLI EFFETTI DEL LOCKDOWN PER ALCUNI SETTORI SONO DIFFICILI DA FAR SCOMPARIRE. SERVONO SCELTE CORAGGIOSE E UNA BUROCRAZIA CHE AFFIANCHI LE IMPRESE. FONDAMENTALE IL RUOLO DEI CONFIDI DURANTE L’EMERGENZA.

È una ripresa lenta e ancora molto in salita. Il lockdown ha lasciato dei solchi che saranno difficilmente colmabili e i cui reali effetti sul futuro delle imprese si vedranno nei prossimi mesi. Se da un lato il 50% del Paese non si è mai fermato, l’altro 50% fatto di commercio, turismo, servizi, pubblici esercizi e molto altro ancora ha vissuto un blackout economico totale. Per certi settori la ripresa seppure lenta sarà graduale, per altri l’emergenza Covid-19 mette in serio pericolo l’esistenza.

Con l’Help desk internazionalizzazione e Ripartire Impresa il sistema camerale italiano ha fornito nell’emergenza servizi informativi fondamentali per le imprese che operano sui mercati internazionali e nazionali. Con una digitalizzazione spinta le Camere di Commercio hanno cercato di agevolare il più possibile gli imprenditori. Con una forte azione propositiva abbiamo presentato al Governo il progetto con misure a supporto del turismo denominato “Bonus Italia” per ridare vita al Turismo nazionale, ma non siamo stati ascoltati. Unioncamere ha proposto una detrazione fino al 50% delle spese per le vacanze trascorse in Italia per tutti i contribuenti ma non ne è uscito nulla. Il Governo ha preferito un provvedimento che prevede per alcune fasce di reddito un “bonus” vacanze da 150 euro, l’80% dei quali va anticipato come sconto dall’impresa. Di conseguenza si chiede al sistema nazionale del turismo con molti alberghi che peraltro non hanno ancora aperto, di non incassare liquidità a fronte dei servizi offerti, dopo che gli imprenditori hanno usato i loro soldi per anticipare ferie e cassa integrazione ai propri dipendenti. Il tutto, mentre le stesse imprese attendono l’erogazione dei 25.000 euro di finanziamenti garantiti al 100% previsti dal Decreto Liquidità dell’8 aprile 2020. Direi che qualcosa non funziona.

La ripresa dev’essere agevolata perché si deve risalire la china. Se a livello locale e regionale le risposte sono state rapide, manca ancora una velocizzazione dell’azione governativa. Comuni e Regioni sono intervenute immediatamente e concretamente, mentre a più di due mesi dal Decreto Liquidità cominciano ad essere erogati appena ora i primi prestiti garantiti. È necessario sburocratizzare e dare fiducia alle imprese, altrimenti non si andrà da nessuna parte. A livello nazionale le Associazioni di categoria hanno amplificato la richiesta dei territori, perché concentrando troppe decisioni a livello romano si rallenta il meccanismo degli aiuti. Serve una mano da tutti, anche dalle imprese e dalle istituzioni che gradualmente devono far rientrare i propri collaboratori negli uffici. Lo smart working va ridefinito in maniera equilibrata, rigenerando la vita nelle città, ritornando alla quotidianità che attraverso colazioni o pranzi veloci sosteneva il sistema dei pubblici esercizi, ma consentiva anche acquisti veloci nei negozi o uno shopping serale piuttosto che la frequentazione di palestre, centri estetici ed altro ancora. Il ritorno alla normalità ci deve vedere impegnati su ogni aspetto della vita quotidiana, perché solo ritornando alla normalità pre-emergenza il sistema Italia potrà sopravvivere.

I Confidi regionali e, in particolare della Venezia Giulia, hanno dato risposte immediate a sostegno della liquidità delle imprese. Con gli interventi della Regione Friuli Venezia Giulia e della Cciaa Vg o diretti o attraverso il Fondo Gorizia, l’immissione di liquidità nel sistema è stato veloce. All’interno di questa edizione di Venezia Giulia Economica trovare nel dettaglio gli interventi e i milioni di euro di investimenti generali. Confidi Trieste e Confidi Gorizia hanno messo in rete un’azione concreta ed efficiente che si concretizzerà il prossimo 6 luglio nella fusione dei due consorzi di garanzia in una unica realtà della Venezia Giulia con enormi potenzialità di supporto alle imprese.

La ripresa produttiva e turistica non può prescindere da una ripresa dei collegamenti. Lascia sgomenti assistere al disinteresse della nostra compagnia di bandiera Alitalia che non ha ancora attivato un solo volo con Roma e l’hub di Fiumicino che consentirebbe a molte persone di raggiungere il Friuli Venezia Giulia per motivi di lavoro o per scopi turistici. Che dire poi dei collegamenti ferroviari che dopo numerose insistenze rivede l’attivazione di una linea diretta con un Frecciarossa in partenza alle 6.42 del mattino. Ci sentiamo davvero dimenticati.

di Antonio Paoletti
Presidente della Cciaa Vg

Il presidente Paoletti lancia il grido d’allarme delle imprese: «Liquidità! Liquidità! Liquidità!»

23 Aprile 2020 | Di |

Liquidità, liquidità, liquidità! È questo ciò che serve adesso e non dopodomani alle imprese. Tante le garanzie ma la realtà è che ancora nelle casse delle imprese non è arrivato nulla, mentre in Europa vari Paesi sono intervenuti con iniezioni immediate di “contante” nei conti correnti delle aziende.

I giorni passano e non basta il Decreto Liquidità per ridurre la rigidità di alcune Banche nazionali nell’erogare prestiti seppure garantiti attraverso i Confidi a o altri Fondi statali. La burocrazia ingessa lo sviluppo economico e complica la drammatica situazione che stiamo affrontando: è qui che si deve intervenire con una norma che elimini la burocrazia superflua che sta peggiorando l’emergenza.

Servono contributi a fondo perduto come ha anticipato il ministro Stefano Patuanelli con l’auspicio che nel Decreto di Aprile questa posta sia inserita con anche una soglia superiore ai 25.000 euro per quelli garantiti al 100%. Il Decreto Liquidità del Governo italiano è un primo passo ma serve molto di più e subito. La moratoria fiscale a tutti i livelli va estesa all’intero 2020, va azzerata la burocrazia e incrementata la cassa integrazione e le indennità a professionisti e lavoratori autonomi. È fondamentale avere la consapevolezza che le imprese del turismo, dei servizi, del commercio, dell’autotrasporto con annesse filiere come, ad esempio, l’abbigliamento e l’automotive contano decine di migliaia di realtà imprenditoriali a rischio chiusura.

Dal 12 marzo con il lockdown sono migliaia le imprese che non fatturano un euro pur avendo continuato a pagare fornitori, dipendenti e generando una liquidità in banca con segno negativo. Ebbene, a queste imprese, a detta degli Istituti di credito, non spetterebbero i 25 mila euro del decreto liquidità – che comunque non sono a fondo perduto, bensì un prestito con interessi – perché dall’importo devono prima essere detratti gli eventuali flussi negativi sui conti correnti. Ma dove andiamo così? Le Banche devono essere lungimiranti se vogliono far ripartire il mercato e non guardare solo al loro flusso di cassa in questo momento.

Sul fronte delle garanzie ci siamo mossi per tempo come Camera di Commercio attraverso i Confidi Trieste e Confidi Gorizia che assicurano al 100% e con l’Ente camerale che finanzia fino a 2.000 euro i costi per le pratiche necessarie all’erogazione. Ma tutto ciò, in alcuni casi sembra non sia sufficiente, non rendendosi conto che questo atteggiamento sta strozzando il Paese.

Il Covid-19 fa anche strage di imprese

Aumenta la mortalità nel 1.o trimestre

L’Ufficio Studi di Unioncamere ha certificato in questi giorni che ci sono quasi 30mila imprese in meno nei primi tre mesi del 2020, contro un calo di 21mila nello stesso trimestre del 2019. Il bilancio della nati-mortalità delle imprese tra gennaio e marzo di quest’anno risente delle restrizioni seguite all’emergenza Covid-19 e rappresenta il saldo peggiore degli ultimi 7 anni, rispetto allo stesso arco temporale. Si tratta di un dato che evidentemente si riflette anche a livello territoriale e settoriale. Gli effetti conseguenti allo stato di eccezionalità in cui l’economia reale si sta muovendo appesantiscono il risultato di un bilancio che nei primi tre mesi dell’anno chiude sempre in rosso per effetto delle chiusure comunicate sul finire dell’anno precedente. Anche sul nostro territorio il trend negativo viene confermato. Dai dati estratti dall’Ufficio Statistica della Cciaa Vg nel corso del primo trimestre del 2020 in provincia di Trieste si è registrato un flusso di 322 iscrizioni di nuove imprese che vanno a contrapporsi a 368 cessazioni non d’ufficio. Nel territorio di Gorizia, a sua volta, conclude il trimestre con 148 iscrizioni e 245 cessazioni. Lo stock di imprese registrate al 31 marzo era di 16.057 in provincia di Trieste (di esse 13.822 attive), in diminuzione di 56 unità rispetto alla fine del 2019; per Gorizia il dato risultava di 9.973 (8.598 le attive) con un calo di 93 sedi. Il tasso di decrescita è al -0,29% in provincia di Trieste e al -0,96% in quella goriziana, da confrontare con il -0,50% medio italiano e al -0,76% della regione Friuli Venezia Giulia nel complesso.

Aperture graduali e in sicurezza Settori che trainano la ripresa

Non sarà facile tornare alla normalità. Dovremo convivere con questo Coronavirus per molto tempo ancora, ma il confronto tra le Camere di Commercio, le Istituzioni comunali, regionali e nazionali, le Associazioni di categoria e sindacali è continuo e a buon punto per definire un percorso il più possibile sicuro per il tessuto sociale ed economico italiano. Per far sopravvivere l’economia nazionale va ripresa la produzione, sostenuto il settore edilizio, programmato un turismo degli italiani in Italia in grado di dare ossigeno al commercio, ai pubblici esercizi e al terziario nel suo complesso. Azioni che gli imprenditori con le indicazioni sanitarie delle autorità competenti, metteranno in campo a tutela della salute dei cittadini, di loro stessi e dei propri collaboratori.

Servirà tanto orgoglio italiano, quello che questa drammatica emergenza ha fatto rinascere dentro tutti noi!

Camera di Commercio Venezia Giulia e Associazioni di Categoria hanno fatto squadra comune in queste difficili settimane per l’economia del territorio. In queste pagine alcune informazioni e riferimenti utili sulle attività e servizi in corso per le imprese in tempo di Covid-19.

Sangalli:«Le Camere di Commercio fanno sintesi per la crescita»

15 Luglio 2019 | Di |

CARLO SANGALLI, PRESIDENTE DI UNIONCAMERE, TRATTEGGIA NELL’INTERVISTA CHE PUBBLICHIAMO SU QUESTO NUMERO DI VENEZIA GIULIA ECONOMICA IL RUOLO E L’IMPORTANZA DELLE CAMERE DI COMMERCIO A SUPPORTO DELLE IMPRESE: L’ARTICOLAZIONE DEGLI ENTI CAMERALI GARANTISCE UN CONTATTO CON I TERRITORI E UN DIALOGO CONTINUO CON GLI IMPRENDITORI

Camere di Commercio e internazionalizzazione delle Pmi italiane: un ruolo fondamentale che il Ministero dello Sviluppo Economico ha nuovamente riconosciuto nella sua importanza.

Sono quasi 200mila le imprese che esportano in Italia, il numero più alto in Europa dopo la Germania, ma potenzialmente potrebbero essere molte di più. Facciamo meno esportazioni di quelle che possiamo e più innovazione di quanto pensiamo. Le Camere di Commercio hanno gli strumenti, la rete e le competenze per essere i caselli di entrata e di uscita dell’autostrada dell’internazionalizzazione, in particolare per le tantissime piccole imprese potenziali esportatrici. Abbiamo infatti Promos Italia, la società del sistema camerale specializzata su questo tema. E abbiamo una rete ramificata in 55 Paesi del mondo grazie al sistema delle Camere di Commercio italiane all’estero.

Articolazione camerale e contatto con i territori, quali nuovi stimoli per i tessuti economici.

Le Camere di Commercio non sono «enti locali», sono autonomie funzionali, istituzioni pubbliche che svolgono un ruolo di sintesi istituzionale tra le funzioni economiche del territorio. Spesso, è vero, hanno fatto da apripista nella riorganizzazione geografica dello Stato. Negli ultimi anni hanno seguito un percorso di riforma che ha richiesto in tanti casi di mettere insieme storie e presenze, semplificando in maniera non sempre semplice e raramente scontata. Tuttavia, la grande sfida di prossimità per stimolare il tessuto economico è rimanere capaci di intercettarne vocazioni e funzioni.

Digitalizzazione delle imprese e Punti Impresa Digitale: una strategia vincente.

Già oltre 40.000 imprenditori hanno potuto beneficiare dei PID (Punti Impresa Digitale), le strutture di servizio localizzate presso le Camere di Commercio dedicate alla diffusione della cultura del digitale nelle Piccole Medie Imprese di tutti i settori economici. Al network di punti «fisici» si è affiancata una rete «virtuale» di strumenti digitali a disposizione degli imprenditori. D’altra parte, digitalizzazione, turismo e alternanza scuola-lavoro rimangono i tre grandi asset sui quali l’ultima riforma ha indirizzato il lavoro delle Camere.

Unioncamere, logistica e trasporti: quale ruolo per il Sistema camerale nazionale?

Le infrastrutture, materiali e immateriali, sono una condizione di base per l’economia del Paese. Deficit di infrastrutture significa mancanza di connessione, materiale e immateriale, dentro al Paese, con l’Europa e con il resto del mondo. Il sistema camerale si è sempre impegnato per contribuire alla realizzazione ed all’ammodernamento del sistema infrastrutturale nel nostro Paese: tanto che se oggi molti territori sono dotati di porti, aeroporti, interporti, mercati, fiere, arterie di grande viabilità, lo si deve anche alla capacità di proposta e all’impegno finanziario delle Camere di Commercio. Creare un focus sul tema trasporti in Unioncamere significa cercare di mettere a rete il tema delle reti.

La Camera di Commercio Venezia Giulia è punto di riferimento nella costruzione della logistica integrata del Friuli Venezia Giulia: gli enti camerali fanno dialogare Istituzioni e imprese su progetti di sviluppo condivisi.

Trieste e Gorizia, terre di confine, sono da sempre una terra di incontro, che -per geografia e storia- vive all’incrocio di flussi logistici e di trasformazioni innovative. Come dicevo, le Camere di Commercio sono per loro natura delle istituzioni di sintesi e per storia dei laboratori di sviluppo: sono, insomma, istituzioni pienamente efficienti nello spirito e nell’approccio.

 

L’occupazione a Trieste viaggia in linea con la Ue

24 Maggio 2019 | Di |

Conoscere l’economia del proprio territorio e capirne la portata attraverso i “numeri”: con questo obiettivo iniziamo da questo numero degli approfondimenti realizzati grazie al contributo del Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio Venezia Giulia. Andremo di volta in volta a tratteggiare quelle che sono le caratteristiche dei territori delle ex province di Trieste e Gorizia, sia singolarmente che come area vasta della Venezia Giulia. In questo primo approfondimento abbiamo preso in considerazione i dati relativi al mercato del lavoro nell’area triestina. Dati da cui emerge una situazione che consente un moderato ottimismo verso il futuro.

In particolare, per quanto riguarda l’area triestina, il tasso di occupazione al 67,9%, che risulta essere il risultato migliore dal 2004, sta a confermare quanto il capoluogo regionale stia vivendo un momento di grande crescita. Le azioni svolte a livello pubblico e privato, capaci di attrarre nuovi e crescenti investimenti, vengono confermate dal considerevole balzo in avanti del turismo. Trieste è diventata destinazione turistica, non lo dimostrano solo le persone che si vedono girare per la città, ma lo testimoniano i continui investimenti nel settore commerciale, della ristorazione e della ricettività non solo alberghiera.

Possiamo finalmente affermare che Trieste sta risalendo la china. Non lo diciamo solo noi: in una graduatoria nazionale dell’Istat del 2018 nella quale per tasso di occupazione risulta al primo posto la provincia di Bolzano (73,5%), seconda Bologna (72,4%), con ad esempio Milano al 69,5%, il tasso di occupazione di Trieste si colloca in 20.a posizione sulle 108 province della Penisola.

Tale tendenza si rispecchia nel 2018 anche nel resto dell’Europa considerata a 28 Paesi. Un’analisi a più ampio raggio, infatti, svolta da Eurostat attesta che nel 2018 nell’EU-28 si è raggiunto il più elevato tasso di occupazione dal 2005, quel 73,2% che ormai si avvicina al 75,0% che è l’obiettivo stabilito per l’area dal Consiglio d’Europa. Parametrati ai dati Eurostat (che utilizza un tasso di occupazione diverso e calcolato per la fascia di età 20-64 anni) la Germania è al 79,9%, la Slovenia al 75,4 e l’Italia al 63,0. Trieste, invece, con questo criterio di calcolo, arriva al 72,3%, ovvero solo 2,7 punti percentuali in meno rispetto a quanto il Consiglio d’Europa si è prefissato di raggiungere nell’area a 28 Paesi entro la fine del 2020. E permettetemi di essere ottimista.

di Antonio Paoletti

Presidente della Cciaa Vg

Venezia Giulia, un territorio che fa gioco di squadra

30 Aprile 2019 | Di |

IN UN CONTINUO CONFRONTO E DIALOGO CON LE ISTITUZIONI L’ENTE CAMERALE STA PORTANDO AVANTI PROGETTI A SUPPORTO DEI VARI SETTORI PRODUTTIVI CHE CARATTERIZZANO IL TERRITORIO DELLE EX PROVINCE DI TRIESTE E GORIZIA. SI OPERA FACENDO SINTESI TRA LE ECCELLENZE DEI TERRITORI CERCANDO CIO’ CHE UNISCE A DISPETTO DI CIO’ CHE DIVIDE, PUNTANDO A UNA CRESCITA ARMONICA CAPACE DI VALORIZZARE QUANTO DI BUONO PUO’ ESSERE MESSO A SISTEMA.

 

Venezia Giulia, un territorio che fa gioco di squadra. Avevamo cominciato a fine ottobre del 2016 questo cammino, unendo due territori – le ex province di Trieste e Gorizia – che per molti aspetti viaggiavano su binari paralleli. Ora, invece, sono più i punti di incontro, che quelli ancora inespressi congiuntamente. Grazie a un dialogo continuo con le Istituzioni, agli indirizzi del Consiglio camerale, alla condivisione esecutiva della Giunta e alla regia amministrativa del segretario generale, Pierluigi Medeot, i territori si conoscono e lavorano assieme condividendo i propri numeri e mettendoli al servizio della Venezia Giulia.

Pensiamo, ad esempio, al turismo: grazie al supporto di Promoturismo Fvg e dei vari Consorzi di sviluppo agroalimentare, la sinergia tra Trieste, Grado, Collio, Carso e Gorizia è crescente. Stiamo operando con la logica del territorio unico anche come promozione di pacchetti turistici: le singole località da sole, infatti, farebbero maggiore fatica a calamitare il turista moderno, interessato a vacanze brevi ma dinamiche, che vede nella mobilità e nell’offerta variegata il motivo della programmazione di una visita.

Con Monfalcone stiamo premendo sull’acceleratore della nautica e della navalmeccanica, della portualità e dello sviluppo industriale, a supporto di iniziative imprenditoriali e istituzionali per far sì che i settori siano sempre più solidi e con prospettive di lunga durata. Con l’organizzazione diretta la progettualità camerale si è espresa, tra le altre, anche in iniziative come il Syat (Ship and Yacht advanced technology), che hanno fatto di Grado la vetrina delle tecnologie marittime innovative per la mobilità dei passeggeri applicata a navi e infrastrutture; oppure la Venezia Giulia Collio Cup che ha consentito al Collio e ai suoi vini di diventare i protagonisti della più famosa regata a vela del mondo, la Coppa d’Autunno – Barcolana.

La logistica regionale vede nella Venezia Giulia un attore fondamentale, con una sempre maggiore integrazione tra gli scali di Trieste e Monfalcone, gli Interporti di Trieste e di Gorizia-Sdag (che potete ormai conoscere meglio mensilmente sulle pagine di Vge). Con il Comune di Gorizia stiamo lavorando ad alcuni progetti condivisi che puntano a riconfigurare l’attrattività economica, turistica e commerciale della città, con quello di Cormòns all’avvio della realizzazione del Centro valorizzazione e promozione del Collio, che sarà il luogo dove la promozione e l’accoglienza troveranno concretezza nella presentazione anche delle eccellenze agroalimentari e vitivinicole, in stretto collegamento con la valida realtà dell’enoteca già presente e attiva.

La crescente integrazione all’interno della Venezia Giulia sta proseguendo nei più svariati ambiti: dai Consorzi di Sviluppo Industriale, ai Consorzi di garanzia Fidi, al comparto delle fiere specializzate, della promozione del territorio e delle proprie eccellenze, si lavora con l’obiettivo di essere sempre più attori funzionali alla crescita armonica del Friuli Venezia Giulia. Ricercare ciò che unisce piuttosto che fermarsi ad osservare ciò che divide: è questa la filosofia che quotidianamente sta alla base delle azioni del sistema Camera di Commercio Venezia Giulia, nel quale all’Ente Camerale si affianca l’operatività delle aziende speciali Porto di Monfalcone, Zona Franca Gorizia, gestione Fondo Gorizia e dell’azienda in house Aries

Nella foto Bumbaca – il Castello di Spessa a Capriva

di Antonio Paoletti

Presidente della Cciaa Vg

“Trieste Città-Porto: 300 anni di Porto Franco”

8 Marzo 2019 | Di |

Che sia un momento magico per Trieste lo dicono ormai in tanti. La differenza rispetto al passato è che ora queste parole sono una realtà. Tra l’altro, tengo a sottolinearlo, non solo di Trieste ma di un’area vasta che passa dalla Venezia Giulia no a coinvolgere l’intera regione.

Per avere sempre maggiore consapevolezza di chi siamo, dove siamo e dove vogliamo andare, anche Venezia Giulia Economica (VGE) si mette al servizio delle imprese e dei cittadini per far conoscere al meglio opportunità e potenzialità a disposizione. Da questo numero daremo maggiore consapevolezza di come la strategia istituzionale e imprenditoriale fortemente voluta anche dalla Camera di Commercio Venezia Giulia, stia portando a una logistica retroportuale sempre più connessa agli scali di Trieste e Monfalcone. Partiamo in questo numero con un approfondimento sull’Interporto di Gorizia-SDAG e i risultati ottenuti dai Porti di Trieste e Monfalcone e i numeri di quello che sta divenendo il player principale della retroportualità regionale, ovvero l’Interporto di Trieste che andremo a scoprire meglio nel prossimo numero. Logistica integrata, rete dei Consorzi di Sviluppo Economico, fusione dei Consorzi di garanzia Fidi per un supporto finanziario alle imprese sempre più efficace, le azioni del Fondo Gorizia, la continua interazione con la politica e le istituzioni regionali e comunali, sono alcuni dei tasselli di un agire coordinato e sinergico volto alla crescita del Friuli Venezia Giulia e del nostro Paese. Paese le cui autorità nazionali, regionali e locali sono ben consapevoli e capaci di cogliere e valutare l’opportunità offerta dagli investimenti anche cinesi collegati allo sviluppo della Via della Seta. Una rotta e un’opportunità mercantile a cui Trieste e i suoi imprenditori con in testa la Camera di Commercio avevano colto, partecipando alla realizzazione del Canale di Suez già nell’Ottocento e costruendo anche tutti i fari che da Trieste lungo le coste dell’Adriatico facevano da “guida” alle navi. Non abbiamo bisogno di qualcuno che ci insegni cosa fare, abbiamo semmai le capacità per valutare attentamente ciò che andrà fatto.

L’Ente camerale rappresenta gli interessi e le proiezioni dell’apparato produttivo e occupazionale: la Camera della Venezia Giulia ha già trovato da oltre un paio d’anni la sintesi e l’operatività da seguire nell’interesse del territorio rappresentato e al servizio del più ampio sviluppo regionale.

Questo dialogo costruttivo tra le imprese va in funzione della crescita e a supporto degli indirizzi della politica. Stiamo per celebrare in un evento organizzato assieme alle istituzioni di Trieste e alla Regione, con la collaborazione delle istituzioni austriache, i 300 anni della costituzione del Porto Franco a Trieste. E ciò avviene in una fase storica in cui questa grande opportunità costituisce nuovamente il trampolino per l’affermazione commerciale e portuale di Trieste in ambito mondiale. Ma questa volta c’è di più, perché alla portualità vera e propria si affianca anche la grande opportunità del Porto Vecchio, grazie alla sua sdemanializzazione. Il mondo ci sta guardando, gli investitori si sono accorti di noi, è una fase davvero unica che vede anche la straordinaria collaborazione istituzionale ai vari livelli. Un gioco di squadra che sta prospettando per il Friuli Venezia Giulia ottime opportunità. E anche questo ormai cominciano a dirlo – e non solo dirlo – in tanti.

di Antonio Paoletti
Presidente della Cciaa Vg

Un territorio sempre più in rete per creare sviluppo economico

21 Dicembre 2018 | Di |

LA CAMERA IMPEGNATA PER CREARE LA GRANDE PIATTAFORMA LOGISTICA DELLA VENEZIA GIULIA, CHE DIVENTERÀ PUNTO DI RIFERIMENTO PER LA LOGISTICA INTEGRATA DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA. L’INTERPORTO DI FERNETTI, SEMPRE PIÙ PUNTO NEVRALGICO DEL SISTEMA RETROPORTUALE.

La Camera di Commercio Venezia Giulia è una realtà ormai già da due anni (è nata il 28 ottobre 2016) e rappresenta una scommessa vinta.
Il percorso che ha portato alla sua nascita, iniziato già nel 2015 grazie alla lungimiranza dei Consigli camerali delle 2 Camere, ha visto due territori omogenei per cultura, storia e caratteristiche geoeconomiche unirsi per diventare più forti, per contare di più e per poter crescere in maniera molto più rilevante di quanto sia possibile fare individualmente. Unendo le forze si cresce di più e si assicura maggior benessere e prosperità per tutti. E il lavoro svolto in questi due anni sta già portando buoni frutti.

Ci stiamo concentrando su quelli che sono i punti di forza del nostro territorio integrato:

LOGISTICA (creazione della piattaforma logistica della Venezia Giulia che si integrerà con la piattaforma regionale)
AGROALIMENTARE (sostegno alle produzioni di eccellenza del territorio)
NAVALMECCANICA E NAUTICA (creazioni di Reti di imprese e iniziative ed eventi di internazionalizzazione)
TURISMO (fiere ed eventi speciali)

A queste forti vocazioni già presenti nel territorio, stiamo affiancando azioni importanti per incrementare lo sviluppo di altri settori essenziali, come il biotecnologico e il biomedicale, l’economia blu, ma anche l’artigianato e il terziario, sviluppando azioni per introdurre e incrementare processi legati all’innovazione e alla digitalizzazione in tutti i settori attraverso i Punti Impresa Digitale.

Non vanno dimenticate, poi, le azioni per incrementare il numero di start up, soprattutto – ma non solo – ad alto contenuto tecnologico e le imprese giovanili e femminili.

Una attività a tutto tondo, che stiamo portando avanti in sinergia con gli Enti del territorio, che ringrazio, e che sono certo si rafforzerà ancora nei prossimi anni consentendoci di raggiungere traguardi sempre più importanti per assicurare uno sviluppo durevole e armonico del territorio a beneficio delle imprese e dei cittadini.

Tutto ciò è stato reso possibile con la grande collaborazione profusa da tutti i dipendenti di Gorizia e di Trieste della Camera di Commercio, di Aries e delle Aziende Speciali, perché se la fusione è stata un successo è anche grazie a loro.

LOGISTICA

Con il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, abbiamo concordato di creare le condizioni per metterci a disposizione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale per sviluppare assieme la grande piattaforma logistica della Venezia Giulia, che diventerà punto di riferimento per la logistica integrata della regione Friuli Venezia Giulia. La Cciaa Vg ha al suo interno l’Azienda Speciale Porto di Monfalcone e una partecipazione importante nel Consorzio per lo Sviluppo locale di Gorizia, nonchè nel Consorzio per lo Sviluppo locale di Monfalcone.
Abbiamo appena partecipato all’aumento di capitale dell’Interporto di Fernetti, condiviso l’ingresso dell’Interporto di Cervignano e guardiamo con favore al coinvolgimento dell’Autoporto di Gorizia (Sdag) di proprietà del Comune di Gorizia sempre in seno all’Interporto di Fernetti per la creazione assieme all’Autorità di Sistema Portuale di una rete logistica integrata.

TURISMO E PROMOZIONE DELLE ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE

L’obiettivo della Camera di Commercio è fare sintesi e rete delle eccellenze di un territorio esteso che unisce Trieste e Gorizia, Monfalcone e Grado, il Carso, Cormons e il Collio e l’Isontino. E mettere in rete le eccellenze significa farlo sia nel sostenerne le produzioni, sia nell’utilizzare eventi di promozione che già esistono e sono riconosciuti a livello internazionale, per farle conoscere.
La politica della nuova Camera di Commercio Venezia Giulia in un contesto circoscrizionale più vasto persegue anche l’obiettivo di valorizzare il Collio e il suo territorio, integrandolo con l’offerta più ampia della Venezia Giulia.

NAVALMECCANICA E NAUTICA

Considerata la rilevanza del settore della Blue Economy per il nostro territorio e i significativi margini di sviluppo, stiamo realizzando azioni di promozione, di sostegno e di attività in tutti i settori ricompresi nell’Economia Blu, compresa la promozione della navalmeccanica e della nautica (ad esempio attraverso la partecipazione delle imprese alle principali fiere di settore) e lo sviluppo di progetti integrati sull’economia del mare a sostegno dei settore della Pesca e Acquacoltura (Progetti a valere sui Fondi dell’UE sulla pesca e FLAG FVG), della tutela ambientale (cooperazione con Aree protette) del diportismo nautico, della logistica integrata e della promozione dei traffici portuali.

di Antonio Paoletti
Presidente della Cciaa Vg

Buon Vento Venezia Giulia Collio Cup

11 Ottobre 2018 | Di |

PRESENTATA A GORIZIA NELLA SEDE CAMERALE LA PRIMA EDIZIONE DELLA VENEZIA GIULIA COLLIO CUP DAI PRESIDENTI CAMERALE ANTONIO PAOLETTI, DELLA SOCIETÀ VELICA BARCOLA- GRIGNANO, MITJA GIALUZ, DEL CONSORZIO TUTELA VINI COLLIO, ROBERT PRINCIC, ASSIEME A UNA AMPIA RAPPRESENTANZA ISTITUZIONALE DEL TERRITORIO CON I SINDACI DI GORIZIA, RODOLFO ZIBERNA, DI CORMÒNS, ROBERTO FELCARO, DI MORARO, UMBERTO COLOMBO, DI MOSSA, ELISABETTA FERESIN, DI SAN LORENZO ISONTINO, BRUNO RAZZA E I RAPPRESENTANTI DEI COMUNI DI TRIESTE, L’ASSESSORE LORENZO GIORGI, DI MONFALCONE, L’ASSESSORE LUCA FASAN, DI MEDEA IL CONSIGLIERE LISA STACUL.

Venezia Giulia Collio Cup in Barcolana 50. La Camera di Commercio Venezia Giulia considera la Coppa d’Autunno uno straordinario momento di festa del mare nella regata velica più affollata del mondo e un’opportunità di visibilità e promozione internazionale. Un’occasione in cui le eccellenze dei nostri territori trovano una vetrina unica in cui mettersi in mostra e promuoversi. Quest’anno, abbiamo inteso affiancare la Barcolana nell’organizzazione di un evento di promozione della Venezia Giulia davvero unico, con una sua propria regata. Da Grado a Muggia i vari club nautici sono stati invitati a prendere parte alla prima edizione della Venezia Giulia Collio Cup, un appuntamento che idealmente unirà le realtà costiere anche sotto l’aspetto della competizione. L’obiettivo della Camera di Commercio è fare sintesi e rete delle eccellenze di un territorio esteso che unisce Trieste e Gorizia, Monfalcone e Grado, il Carso, Cormons e il Collio e l’Isontino. E mettere in rete le eccellenze significa farlo sia nel sostenerne le produzioni, sia nell’utilizzare eventi di promozione che già esistono e sono riconosciuti a livello internazionale, per farle conoscere.

La politica della nuova Camera di Commercio Venezia Giulia in un contesto circoscrizionale più vasto persegue anche l’obiettivo di valorizzare il Collio e il suo territorio, integrandolo con l’offerta più ampia della Venezia Giulia. Sul fronte del Collio, poi, l’impegno è quello di far sì che il Centro di valorizzazione e promozione di Cormòns sia punto di sintesi e di raccordo, ovvero il luogo dove la promozione e l’accoglienza possono trovare concretezza nella presentazione anche delle eccellenze agroalimentari e vitivinicole, in stretto collegamento con la valida realtà dell’enoteca ivi presente. La Camera di Commercio sarà parte attiva nel realizzare il Centro – in totale sintonia con il Comune di Cormòns, il Consorzio Tutela Vini Collio, la Cooperativa Enoteca di Cormòns- auspicando che possa fungere da coagulo delle volontà di tutte le realtà economiche e sociali del mondo vitivinicolo del Collio, affinché le stesse, unitamente alle istituzioni, possano potenziare il valore del territorio e delle realtà imprenditoriali specifiche, ivi dislocate.

di Antonio Paoletti
Presidente della Cciaa Vg