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Articoli Archivi - Pagina 4 di 16 - Venezia Giulia Economica

Novità per gli organi di controllo delle Srl

24 Maggio 2019 | Di |

L’obbligo scatta a partire dal 17 dicembre 2019, ma si può iscrivere la nomina dell’organo di controllo o del revisore  anche prima della modifica statutaria

L’articolo 2477 del codice civile è stato recentemente modificato dal D.Lgs 14/2019 “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”, entrato in vigore il 16 marzo 2019.

Sono ora previsti nuovi limiti dimensionali per la nomina obbligatoria dell’organo di controllo o del revisore, che è prevista qualora la società:

– sia tenuta alla redazione del bilancio consolidato

– controlli una società obbligata alla revisione legale dei conti

– abbia superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:

  1. a) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro
  2. b) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro
  3. c) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità

Tali novità decorrono a partire dal 17 dicembre 2019 (9 mesi dall’entrata in vigore della norma) ed entro tale data sarà quindi obbligatoria la nomina dell’organo di controllo o del revisore e l’adeguamento dello Statuto.

In ogni caso, l’eventuale nomina dell’organo di controllo può avvenire anche in autonomia e quindi senza la contemporanea modifica dell’atto costitutivo/statuto.

Pertanto, a seguito di un confronto tra i Registri delle Imprese della Lombardia e del Triveneto, si precisa che l’eventuale nomina, volontaria, dell’organo di controllo o del revisore, anche in mancanza dell’adeguamento dello Statuto (a cui si dovrà comunque provvedere entro il 17 dicembre 2019) potrà comunque essere comunicata al Registro delle Imprese con apposita domanda (anche se non ancora obbligatoria).

Michele Bossi

 

Diciassette “player” fanno sistema

24 Maggio 2019 | Di |

TRANSPORT LOGISTIC

Il sistema logistico del Friuli Venezia Giulia si presenta in grande stile alla fiera “Transport Logistic” di Monaco. In mostra ben 17 realtà: l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, l’associazione degli spedizionieri Aspt Astra, l’Azienda speciale per il Porto di Monfalcone, il Consorzio di sviluppo economico del Friuli (Cosef), Europa multipurpose terminals (Emt), Frigomar, General Cargo Terminal (Gct), gli interporti di Gorizia, Trieste, Cervignano e Pordenone, il Network Europeo Servizi e Trasporto (Nest), la Piattaforma logistica di Trieste, Samer & Co. Shipping, Samer Seaports & Terminals, la Società Alpe Adria spa e Trieste Marine Terminal (Tmt). Tutti “player” di grande professionalità e affidabilità.

Da ricordare che Trieste è capolinea di collegamenti oceanici regolari e diretti con Cina, Estremo Oriente, Singapore, Malesia, con scali anche in numerosi porti del bacino mediterraneo come l’Albania, la Slovenia, la Croazia, la Grecia, la Turchia, l’Egitto, il Libano e Israele. Collegamenti garantiti dalle principali compagnie di navigazione mondiali. Inoltre più di 160 treni al mese collegano il capoluogo del Friuli Venezia Giulia con le aree produttive ed industriali del Nord-Est italiano e del Centro Europa, con diverse destinazioni, quali Germania, Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Svizzera e Lussemburgo, servendo un hinterland economico in crescente sviluppo ed estremamente articolato. Per raggiungere i mercati di riferimento nel Centro-Est Europa sono stati sviluppati infatti servizi intermodali ad alta specializzazione con treni diretti.

Fondali profondi fino a 18 metri, eccellente accessibilità nautica, ottimi raccordi ferroviari e stradali, vicinanza ai mercati di sbocco, fanno del porto triestino uno scalo efficiente e competitivo. Il Friuli Venezia Giulia, crocevia naturale tra Oriente e Occidente, è una porta d’accesso preferenziale dell’Europa verso i mercati del Far East. In questo contesto il Porto di Trieste riesce a garantire un risparmio di cinque giorni di navigazione sulle rotte tra Europa ed Asia orientale, rispetto agli scali del Nord Europa. Tutto questo per una linea di navi portacontenitori da 6 mila “teu” si traduce – giusto per fare un esempio concreto – in un risparmio economico sui costi di nolo e di carburante di oltre 25 milioni di dollari all’anno.

Strategico per il sistema logistico del Friuli Venezia Giulia anche Sdag Interporto di Gorizia, una piattaforma logistica intermodale al confine con la Slovenia, specializzata nell’agroalimentare fresco e congelato per i mercati del Centro ed Est Europa.

 

“Latte nelle Scuole” per conoscere e imparare divertendosi

24 Maggio 2019 | Di |

ALIMENTAZIONE SANA E CONSAPEVOLE

Partita l’iniziativa finanziata dall’Unione Europea, dal Ministero delle politiche agricole, dal Ministero dell’Istruzione e realizzata in Friuli Venezia Giulia dalla Camera di Commercio Venezia Giulia. Promuovere ed educare gli studenti della scuola primaria al corretto consumo di latte e dei suoi derivati all’interno di abitudini alimentari che devono essere sempre più sane.

È questo l’obiettivo principale dell’iniziativa giunta quest’anno alla sua seconda edizione. L’iniziativa rientra nel programma denominato “Latte nelle Scuole”, una grande campagna di educazione alimentare sul consumo di latte e prodotti lattiero caseari, finanziata dall’Unione europea e dal Ministero delle Politiche agricole alimentari forestali e del turismo, dal Ministero dell’Istruzione e realizzata nel Friuli Venezia Giulia dalla Camera di Commercio Venezia Giulia.

Nel 2018 a livello nazionale il programma “Latte nelle Scuole” ha coinvolto complessivamente più di 365 mila bambini fra i 6 e gli 11 anni, ai quali sono stati distribuiti circa 1.200 tonnellate di latte, formaggio e yogurt. Per l’edizione 2019 sono pervenute alla Camera di Commercio Venezia Giulia richieste di adesione alle visite formative per ben 1864 alunni, dimostrando l’attenzione crescente al progetto.

Sono iniziate in questi giorni e si protrarranno anche nel mese di giugno le visite nello stabilimento delle Latterie Friulane – Parmalat di Campoformido ( Ud), di ben 700 studenti provenienti dagli istituti di Trieste: Montessori San Giusto, Sacro Cuore di Gesù, Beata Vergine, Zupancic, Valmaura, Comprensivo di Opicina; di Udine: Matiz (di Paluzza), Modotti (Premariacco); di Gorizia: Sant’Angela Meric; di Pordenone: Istituto comprensivo di Sacile.

Con degustazioni guidate – una vera e propria merenda salutare di metà mattina – il “Latte Day” accompagna i bambini della scuola primaria in un percorso di educazione alimentare e insegna loro a inserire questi prodotti nell’alimentazione quotidiana, conservandone poi l’abitudine per tutta la vita. Latte fresco, yogurt – anche delattosati – e formaggi vengono distribuiti gratuitamente ai bambini delle scuole aderenti al Programma, per far conoscere le loro caratteristiche nutrizionali e apprezzarne i sapori. E, naturalmente, per raccontare in quanti e quali modi possano essere gustati. Come tutti gli alimenti, anche il latte e i suoi derivati devono essere inseriti all’interno di una dieta varia ed equilibrata, secondo precise modalità di consumo.

Il latte è infatti una fonte preziosa di nutrienti perché è la prima fonte di calcio della dieta italiana, con un corredo di acqua, proteine di eccellente valore biologico, zuccheri e grassi in percentuale equilibrata, vitamine (soprattutto del gruppo B), e altri minerali tra cui potassio, fosforo e zinco. È un prodotto ad elevata “densità nutrizionale”, ma a bassa “densità energetica”. Eppure proprio i consumi di questi importanti prodotti sono in continuo calo e nettamente al di sotto delle raccomandazioni scientificamente accreditate.

Oltre alle visite in programma si terrà anche un Convegno con incontri di approfondimento dal titolo “Latte bio: convenienza o vocazione”, lunedì 27 maggio, nella Sala Maggiore della Camera di Commercio Venezia Giulia (piazza della Borsa 14) con inizio alle 9.30, moderato dal giornalista Nicolò Gambarotto. Protagonisti allevatori, esponenti della Coldiretti e del Cluster Agrifood Fvg, cuochi, esperti di marketing territoriale, presente l’Assessore regionale alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche.

In platea saranno presenti classi dell’ISIS biotecnologico di Gorizia e dell’Istituto Tecnico Agrario Brignoli di Gradisca.

 

 

 

 

Rivoluzione digitale: il Pid a fianco delle imprese

2 Maggio 2019 | Di |

NEL 2018 EROGATI QUASI 215 MILA € PER LE AZIENDE PROTAGONISTE DELLA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Bilancio molto positivo per il primo anno di attività del Punto Impresa Digitale (Pid) della Camera di Commercio Venezia Giulia che grazie ai suoi “digital promoter” delle sedi di Trieste e Gorizia – in modo del tutto gratuito – sta assistendo le aziende del territorio, di qualsiasi dimensione e settore economico, desiderose di adottare soluzioni 4.0. Nel 2018 sono stati supportati 51 imprenditori nel processo di mappatura del livello di digitalizzazione nei diversi settori aziendali e nel mettere a fuoco le necessità per migliorare in questo ambito. Sono invece 46 le imprese che hanno ottenuto i voucher digitali messi a disposizione per ottenere servizi di consulenza e percorsi formativi dedicati alle nuove competenze e alle tecnologie digitali. L’importo complessivo è stato di quasi 215 mila euro, mentre ogni impresa ha potuto utilizzare un contributo a fondo perduto al massimo di 6 mila euro finalizzato a coprire il 70 per cento delle spese sostenute. Partito molto bene anche il bando per i voucher digitali 2019 che si è aperto lo scorso 10 aprile. Risultati in linea con il “Piano Nazionale Impresa 4.0”, messo in campo dal Ministero per lo Sviluppo economico (Mise) per stimolare la produzione e la crescita economica del Paese, promuoverne la competitività, rinnovare l’immagine e la genuinità dei prodotti di eccellenza del marchio “Made in Italy”, aiutare le aziende italiane a essere protagoniste della quarta rivoluzione industriale.

Numerosi inoltre gli eventi organizzati sul territorio dal Punto Impresa Digitale della Camera di Commercio Venezia Giulia che hanno coinvolto anche le associazioni degli agricoltori, degli artigiani e dei commercianti. A maggio sono in calendario due iniziative: una dedicata all’Agricoltura 4.0 e un’altra incentrata sulla Realtà Virtuale.

 

Intervista al presidente Giacomo Borruso

2 Maggio 2019 | Di |

INTERPORTO DI TRIESTE, RIFERIMENTO DELLA LOGISTICA FVG

“Saremo in grado di intercettare anche i flussi di merci provenienti dall’estremo oriente asiatico e diretti in Europa o altrove”

Attore di riferimento della logistica del Friuli Venezia Giulia e snodo nevralgico nella rete intermodale internazionale: l’Interporto di Trieste Spa ha una crescente importanza e rilevanza nell’offerta di servizi logistici ai vettori del trasporto ponendosi anche come operatore della retro-portualità del Porto di Trieste. Un ruolo, quello dell’ Interporto di Trieste, cresciuto di rilevanza negli ultimi anni e che sta ottimizzando in maniera crescente una localizzazione invidiabile, ovvero una posizione strategica che consente di connettere i traffici merci tra i mercati dell’Europa Centro Orientale e il bacino del Mediterraneo. Il percorso di crescita ha visto in questi anni alla presidenza il prof. Giacomo Borruso, esperto di economia dei trasporti sotto molteplici punti di vista, sia come docente universitario, che al vertice di varie aziende del settore.

 

Prof. Borruso, sotto la sua presidenza Interporto ha “cambiato pelle”…

<Accanto agli storici flussi di merci, sviluppando l’attività di retroportualità per il Porto di Trieste e usufruendo del vantaggio competitivo derivante dal “punto franco”, saremo in grado di intercettare anche i flussi di merci provenienti dall’estremo oriente asiatico e diretti in Europa o altrove. Per fare ciò abbiamo pianificato significativi investimenti da realizzare per sviluppare l’attività inerente la retro-portualità a servizio del Porto stesso, in sinergia con l’Autorità di Sistema Portuale, valorizzando il Decreto attuativo del 13 luglio 2017 sottoscritto dal Ministro delle Infrastrutture e Trasporti e da quello dell’Economia e Finanze che sancisce il Porto di Trieste quale, appunto “punto franco”>.

 

In tal senso che novità ha introdotto il Decreto?

<Il Decreto consente all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale la gestione delle aree extra-doganali (il “punto franco” ndr), consentendo maggior competitività per il Porto di Trieste con la possibilità di svolgere in quelle aree le prime lavorazioni industriali. Per fare ciò l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale ha individuato in una parte dell’area industriale di proprietà di Wärtsilä Italia Spa (a Bagnoli della Rosandra nel Comune di San Dorligo della Valle) un sito per lo sviluppo di un’efficace retro-portualità, anche in regime di punto franco, indentificando in Interporto la società veicolo per la realizzazione. Il risultato è stata la creazione di FREEeste, un’area dove è possibile svolgere sia attività industriali in regime di Punto Franco Internazionale, nonché la manipolazione e lo stoccaggio delle merci in regime extra doganale>.

 

Quali sono stati gli attori che hanno creduto e investito su questa strategia?

<Va rilevato che Friulia Spa Finanziaria della Regione Fvg, socio di minoranza di Interporto con una quota pari al 3,3% del capitale sociale, ha sostenuto il progetto congiuntamente all’Autorità di Sistema Portuale, prima rilevando le quote della Regione (quelle “ereditate” dalla ex Provincia di Trieste ) poi sottoscrivendo entrambe un aumento di capitale della Società per 3 milioni di euro ciascuno. All’aumento di capitale ha partecipato anche la Camera di Commercio Venezia Giulia con un importo pari a 1,4 milioni di euro. Autorità di Sistema Portuale e Friulia detengono congiuntamente la maggioranza del capitale di Interporto assumendo rispettivamente il ruolo di partner industriale e partner finanziario>.

 

Quali i più recenti e ulteriori sviluppi all’interno di Interporto di Trieste?

<A fine 2018 Friulia Spa ha conferito a Interporto di Trieste le sue quote di Interporto di Cervignano nell’ottica di sviluppo e di potenziamento dell’intero Sistema Logistico Regionale. L’offerta di spazi dedicati alla logistica è ora complessivamente pari a 932.000 mq, ubicati sulle 3 diverse sedi: Fernetti, Bagnoli della Rosandra e Cervignano. Le aree sono tutte collegate alla linea ferroviaria tramite i propri raccordi e dispongono del collegamento autostradale. Vantaggi non da poco per chi intende fare logistica ad alto livello>.

 

Sdag, sempre al passo con gli indirizzi comunitari

30 Aprile 2019 | Di |

SOSTA PROTETTA PER AUTOTRASPORTATORI E I LORO MEZZI
Grendene: <Potremmo fungere da modello per le altre realtà italiane già attive e per lo sviluppo di quelle emergenti>.

 

Interporto Gorizia – Sdag al passo con gli indirizzi comunitari per migliorare le condizioni di lavoro nel settore dell’autotrasporto. Parcheggio sicuro e protetto per gli autotrasportatori e una serie di servizi e attrezzature che ne possano rendere più confortevole il riposo, con standard predefiniti da individuare, sono le linee su cui Interporto Gorizia si sta muovendo.

Si è partiti da una proposta della Commissione Europea di qualche anno fa’ sul tema, divenuto sempre più rilevante anche per l’economia europea, tanto da redigere una bozza di regolamento europeo destinata a iniziare l’iter legislativo europeo che ad oggi prosegue nel Consiglio dell’Unione Europea.

<Il processo ha avuto un rapido sviluppo – commenta Giuliano Grendene, presidente di Interporto – negli ultimi due anni e nei primi giorni del mese di aprile c’è stata l’approvazione finale del testo del Regolamento da parte del Parlamento Europeo in first reading. Ora siamo in attesa del Consiglio

dell’Unione Europea, che deve proseguire nell’analisi dei contenuti, attualmente favorevoli per Sdag e procedere con l’approvazione o eventuali proposte di emendamento>.

<È indubbio che il nostro Interporto – prosegue – trarrebbe notevoli vantaggi competitivi da questa proposta, in quanto è una delle uniche aree a livello nazionale posizionata direttamente sull’asse autostradale, che rispetta quasi completamente tutti i requisiti per classificarsi già come Dedicated Parking Area (Dpa), ma non solo. E in quanto già membro di European Safe and Secure Parking Organization (Esporg), Sdag partirebbe da una posizione di vantaggio>.

Va infatti rilevato che per l’Interporto di Gorizia è già iniziata la procedura per ottenere una certificazione tramite Esporg come area di parcheggio sicura e protetta per i mezzi pesanti. Un percorso articolato che già a giugno vede programmato il primo step, con la presenza dei tecnici dell’organizzazione per fare le prime verifiche tecniche.

<L’auspicio – conclude Grendene – è quello che l’iter legislativo europeo proceda agevolmente e rapidamente come previsto, in modo che Sdag possa beneficiare dei contenuti inclusi nel Regolamento Europeo ed essere uno dei pochi Interporti in Italia già pronti a soddisfare tutte le caratteristiche richieste. Potremmo fungere da modello per le altre realtà italiane già attive e per lo sviluppo di quelle emergenti>.

 

300 anni di Punto Franco celebrati con incontri tra imprese

30 Aprile 2019 | Di |

In occasione delle celebrazioni per i 300 anni della consegna della Patente di Punto Franco a Trieste, una parte rilevante è stata svolta dagli incontri tra le imprese. Oltre 120 incontri bilaterali tra una sessantina di imprese italiane e austriache sono stati “agendati” nella sala Maggiore della Camera di Commercio Venezia Giulia proprio sotto l’affresco allegorico di Giuseppe Bernardino Bison che rappresenta la proclamazione del Porto Franco di Trieste da parte dell’Imperatore Carlo VI d’Asburgo (1806). I B2B organizzati da Aries Scarl Camera di Commercio Venezia Giulia, Advantage Austria con la collaborazione del Consolato Onorario della Repubblica d’Austria per il Friuli Venezia Giusta e il supporto di Öbb – Ferrovie austriache sono stati un importante momento di confronto tra imprenditori sulla linea della creazione di occasioni di business tra le imprese, anche alla luce delle nuove opportunità create dalla portuali e dalla logistica regionale.

 

Emissioni zero nel Mar Adriatico con il progetto “Deep Sea”

30 Aprile 2019 | Di |

Avanti tutta per un turismo nautico “green” dalla Puglia al Friuli Venezia Giulia fino alle coste della Croazia

Da alcuni anni l’Organizzazione marittima internazionale (Imo) spinge a tutti i livelli per sviluppare delle tecniche per controllare le emissioni in mare di agenti inquinanti. Nell’Adriatico la sfida è stata raccolta recentemente da “Deep Sea”, acronimo di “Development of Energy Efficiency mobility services for the Adriatic marinas”, progetto finanziato nell’asse del Trasporto marittimo del Programma Interreg Italia-Croazia e che vede come capofila Aries, la società in house della Camera di Commercio Venezia Giulia.

Le finalità sono nobili e ambiziose: raggiungere un turismo nautico e costiero a emissioni zero dalla Puglia al Friuli Venezia Giulia, fino alle coste della Croazia. Finanziato con 2,5 milioni di euro, oltre ad Aries il progetto coinvolge anche l’Università di Trieste, la Camera di Commercio di Foggia, la Regione Puglia, il Comune di Andria. Notevole anche la presenza di importanti enti della Croazia come l’Autorità portuale di Krk-Veglia, il Comune di Malinska Dubanica, Rera-Agenzia per lo sviluppo della Regione palato-Dalmatina, le Università di Rijeka-Fiume e Split-Spalato e il marina H.L. Dvorac.

L’idea che sta alla base di “Deep Sea” è quella di sviluppare una mobilità elettrica abbinata alla produzione di energie rinnovabili in modo da sviluppare una nautica sostenibile senza emissioni, rumori, vibrazioni dove l’energia elettrica viene prodotta direttamente nelle Marine e utilizzata dalle barche, per la mobilità dei turisti che raggiungono le banchine o le aree attigue.

In questo percorso potranno trovare nuove opportunità di investimento anche gli imprenditori nautici e della cantieristica, gestori delle marine, albergatori e operatori del terziario più in generale che coglieranno le sfide produttive, le autorità politiche e istituzionali che andranno ad innovare l’aspetto normativo in funzione sempre più “green”, nonché i cittadini e le comunità che in questi territori vivono e lavorano e che in questo modo troveranno nuove e ulteriori opportunità occupazionali. In quest’ottica, infatti, il progetto si concentrerà anche sulla mobilità verso l’interno che, abbinata alle attività nautico-costiere, permetterà di visitare in modo agevole le città d’arte, i siti archeologici e le bellezze naturalistiche delle tante località turistiche che fanno dell’Adriatico una meta imperdibile.

 

In Austria e Italia “Scet-Net” mette in contatto le imprese con gli studenti e i giovani apprendisti

30 Aprile 2019 | Di |

Grande successo per i percorsi di alternanza scuola-lavoro a livello transfrontaliero

L’alternanza scuola-lavoro è una esperienza formativa molto importante in grado di unire sapere e saper fare, orientare le aspirazioni dei giovani e aprire la didattica al mondo esterno. Una esperienza che grazie al progetto “Scet-Net” abbraccia due Paesi vicini come l’Italia e l’Austria. Finanziato con 1.161.000 euro, “Scet-Net” sta favorendo la realizzazione concreta di percorsi di alternanza scuola-lavoro a livello transfrontaliero, mettendo in contatto gli studenti e le imprese. Un progetto – che ha tra i partner la Camera di Commercio Venezia Giulia e Aries – inserito nell’ambito del “Gect Euregio Senza Confini”, lo strumento che Carinzia, Friuli Venezia Giulia e Veneto stanno utilizzando per una gestione politica delle tre regioni al fine di creare delle condizioni di vita equivalenti nell’area transfrontaliera che sono la base di un’integrazione europea vera e propria.

Grazie a questa iniziativa si sta consolidando una stabile cooperazione istituzionale per il coordinamento del quadro ordinamentale e giuridico in materia di formazione per la definizione di modelli pedagogici funzionali all’avvio di percorsi di scambio transfrontalieri di studenti e apprendisti, dai 16 anni in su. Percorsi che riescono a garantire il riconoscimento delle competenze e l’adozione di pratiche organizzative condivise, replicabili, sostenibili.

L’analisi, la progettazione e la sperimentazione di modelli e percorsi formativi condivisi per promuovere e aumentare le opportunità di lavoro dei giovani, agendo a favore dello sviluppo economico dell’area transfrontaliero, sono alcune delle azioni che “Scet-Net” sta mettendo in campo, utilizzando anche una campagna di informazione, sensibilizzazione e promozione verso tutti i soggetti target: istituzioni scolastiche, studenti, giovani, imprese e scuole. Studi, metodi e documenti, nelle due lingue, finiranno per costituire l’ampio know-how a disposizione di tutti e la base per la sottoscrizione di accordi istituzionali che, unitamente allo studio di fattibilità di una struttura transfrontaliera di gestione scambi, rappresentano gli output di questo progetto internazionale.

 

Turismo innovativo, cresce la collaborazione fra Italia e Slovenia

30 Aprile 2019 | Di |

In fase di progettazione un’app per valorizzare le eccellenze locali

 

Valorizzare il potenziale – ancora non sfruttato – del patrimonio culturale, naturale e gastronomico nell’area transfrontaliera. È questo l’obiettivo principale di “MerlinCV”, il progetto strategico Italia-Slovenia che vede come partner Aries, il Centro di Ricerche Scientifiche di Capodistria, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, la Camera del Turismo della Slovenia, il Consorzio Comunità Collinare del Friuli e i comuni di Salzano, in provincia di Venezia, e quelli di Pivka e Tolmin in Slovenia. Realtà che puntano a sviluppare – come recita il sottotitolo del progetto – delle “esperienze multisensoriali legate ai castelli e ville della regione transfrontaliera per l’eccellenza nel turismo”.

Sulla base di queste “vision” il progetto MerlinCV realizzerà iniziative turistiche innovative, integrate, a tema e incentrate sulla sostenibilità con una particolare attenzione verso l’enogastronomia e le specialità tipiche. Sarà creata, infatti, un’app che fungerà da database dell’offerta turistica locale, utilissima per pianificare gli itinerari di viaggio. Con lo scopo di aumentare la capacità degli operatori, inoltre, saranno realizzati diversi progetti pilota, workshop, network, itinerari personalizzati, festival e storie nel turismo.

Questo settore è in continua evoluzione. Oggi è sempre più importante mettere a disposizione dei potenziali clienti un’offerta turistica dotata di valore aggiunto: storie uniche, vantaggi ecologici di una determinata destinazione, collegamenti mirati tra il patrimonio culturale e quello “green”, presentazioni innovative delle tradizioni locali utilizzando certamente le nuove tecnologie ma anche una forma artistica come il fumetto sempre molto apprezzata dai più giovani. Tra le iniziative di “MerlinCV” anche uno studio pilota per trasformare il castello Ravne – di proprietà del Comune di Pivka – in un hotel-boutique, con tanto di campo da golf, secondo gli standard ecologici e autosufficiente da un punto di vista energetico.

Foto di Dragica Jaksetič