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Articoli Archivi - Pagina 3 di 14 - Venezia Giulia Economica

Intervista al presidente Giacomo Borruso

2 Maggio 2019 | Di |

INTERPORTO DI TRIESTE, RIFERIMENTO DELLA LOGISTICA FVG

“Saremo in grado di intercettare anche i flussi di merci provenienti dall’estremo oriente asiatico e diretti in Europa o altrove”

Attore di riferimento della logistica del Friuli Venezia Giulia e snodo nevralgico nella rete intermodale internazionale: l’Interporto di Trieste Spa ha una crescente importanza e rilevanza nell’offerta di servizi logistici ai vettori del trasporto ponendosi anche come operatore della retro-portualità del Porto di Trieste. Un ruolo, quello dell’ Interporto di Trieste, cresciuto di rilevanza negli ultimi anni e che sta ottimizzando in maniera crescente una localizzazione invidiabile, ovvero una posizione strategica che consente di connettere i traffici merci tra i mercati dell’Europa Centro Orientale e il bacino del Mediterraneo. Il percorso di crescita ha visto in questi anni alla presidenza il prof. Giacomo Borruso, esperto di economia dei trasporti sotto molteplici punti di vista, sia come docente universitario, che al vertice di varie aziende del settore.

 

Prof. Borruso, sotto la sua presidenza Interporto ha “cambiato pelle”…

<Accanto agli storici flussi di merci, sviluppando l’attività di retroportualità per il Porto di Trieste e usufruendo del vantaggio competitivo derivante dal “punto franco”, saremo in grado di intercettare anche i flussi di merci provenienti dall’estremo oriente asiatico e diretti in Europa o altrove. Per fare ciò abbiamo pianificato significativi investimenti da realizzare per sviluppare l’attività inerente la retro-portualità a servizio del Porto stesso, in sinergia con l’Autorità di Sistema Portuale, valorizzando il Decreto attuativo del 13 luglio 2017 sottoscritto dal Ministro delle Infrastrutture e Trasporti e da quello dell’Economia e Finanze che sancisce il Porto di Trieste quale, appunto “punto franco”>.

 

In tal senso che novità ha introdotto il Decreto?

<Il Decreto consente all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale la gestione delle aree extra-doganali (il “punto franco” ndr), consentendo maggior competitività per il Porto di Trieste con la possibilità di svolgere in quelle aree le prime lavorazioni industriali. Per fare ciò l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale ha individuato in una parte dell’area industriale di proprietà di Wärtsilä Italia Spa (a Bagnoli della Rosandra nel Comune di San Dorligo della Valle) un sito per lo sviluppo di un’efficace retro-portualità, anche in regime di punto franco, indentificando in Interporto la società veicolo per la realizzazione. Il risultato è stata la creazione di FREEeste, un’area dove è possibile svolgere sia attività industriali in regime di Punto Franco Internazionale, nonché la manipolazione e lo stoccaggio delle merci in regime extra doganale>.

 

Quali sono stati gli attori che hanno creduto e investito su questa strategia?

<Va rilevato che Friulia Spa Finanziaria della Regione Fvg, socio di minoranza di Interporto con una quota pari al 3,3% del capitale sociale, ha sostenuto il progetto congiuntamente all’Autorità di Sistema Portuale, prima rilevando le quote della Regione (quelle “ereditate” dalla ex Provincia di Trieste ) poi sottoscrivendo entrambe un aumento di capitale della Società per 3 milioni di euro ciascuno. All’aumento di capitale ha partecipato anche la Camera di Commercio Venezia Giulia con un importo pari a 1,4 milioni di euro. Autorità di Sistema Portuale e Friulia detengono congiuntamente la maggioranza del capitale di Interporto assumendo rispettivamente il ruolo di partner industriale e partner finanziario>.

 

Quali i più recenti e ulteriori sviluppi all’interno di Interporto di Trieste?

<A fine 2018 Friulia Spa ha conferito a Interporto di Trieste le sue quote di Interporto di Cervignano nell’ottica di sviluppo e di potenziamento dell’intero Sistema Logistico Regionale. L’offerta di spazi dedicati alla logistica è ora complessivamente pari a 932.000 mq, ubicati sulle 3 diverse sedi: Fernetti, Bagnoli della Rosandra e Cervignano. Le aree sono tutte collegate alla linea ferroviaria tramite i propri raccordi e dispongono del collegamento autostradale. Vantaggi non da poco per chi intende fare logistica ad alto livello>.

 

Sdag, sempre al passo con gli indirizzi comunitari

30 Aprile 2019 | Di |

SOSTA PROTETTA PER AUTOTRASPORTATORI E I LORO MEZZI
Grendene: <Potremmo fungere da modello per le altre realtà italiane già attive e per lo sviluppo di quelle emergenti>.

 

Interporto Gorizia – Sdag al passo con gli indirizzi comunitari per migliorare le condizioni di lavoro nel settore dell’autotrasporto. Parcheggio sicuro e protetto per gli autotrasportatori e una serie di servizi e attrezzature che ne possano rendere più confortevole il riposo, con standard predefiniti da individuare, sono le linee su cui Interporto Gorizia si sta muovendo.

Si è partiti da una proposta della Commissione Europea di qualche anno fa’ sul tema, divenuto sempre più rilevante anche per l’economia europea, tanto da redigere una bozza di regolamento europeo destinata a iniziare l’iter legislativo europeo che ad oggi prosegue nel Consiglio dell’Unione Europea.

<Il processo ha avuto un rapido sviluppo – commenta Giuliano Grendene, presidente di Interporto – negli ultimi due anni e nei primi giorni del mese di aprile c’è stata l’approvazione finale del testo del Regolamento da parte del Parlamento Europeo in first reading. Ora siamo in attesa del Consiglio

dell’Unione Europea, che deve proseguire nell’analisi dei contenuti, attualmente favorevoli per Sdag e procedere con l’approvazione o eventuali proposte di emendamento>.

<È indubbio che il nostro Interporto – prosegue – trarrebbe notevoli vantaggi competitivi da questa proposta, in quanto è una delle uniche aree a livello nazionale posizionata direttamente sull’asse autostradale, che rispetta quasi completamente tutti i requisiti per classificarsi già come Dedicated Parking Area (Dpa), ma non solo. E in quanto già membro di European Safe and Secure Parking Organization (Esporg), Sdag partirebbe da una posizione di vantaggio>.

Va infatti rilevato che per l’Interporto di Gorizia è già iniziata la procedura per ottenere una certificazione tramite Esporg come area di parcheggio sicura e protetta per i mezzi pesanti. Un percorso articolato che già a giugno vede programmato il primo step, con la presenza dei tecnici dell’organizzazione per fare le prime verifiche tecniche.

<L’auspicio – conclude Grendene – è quello che l’iter legislativo europeo proceda agevolmente e rapidamente come previsto, in modo che Sdag possa beneficiare dei contenuti inclusi nel Regolamento Europeo ed essere uno dei pochi Interporti in Italia già pronti a soddisfare tutte le caratteristiche richieste. Potremmo fungere da modello per le altre realtà italiane già attive e per lo sviluppo di quelle emergenti>.

 

300 anni di Punto Franco celebrati con incontri tra imprese

30 Aprile 2019 | Di |

In occasione delle celebrazioni per i 300 anni della consegna della Patente di Punto Franco a Trieste, una parte rilevante è stata svolta dagli incontri tra le imprese. Oltre 120 incontri bilaterali tra una sessantina di imprese italiane e austriache sono stati “agendati” nella sala Maggiore della Camera di Commercio Venezia Giulia proprio sotto l’affresco allegorico di Giuseppe Bernardino Bison che rappresenta la proclamazione del Porto Franco di Trieste da parte dell’Imperatore Carlo VI d’Asburgo (1806). I B2B organizzati da Aries Scarl Camera di Commercio Venezia Giulia, Advantage Austria con la collaborazione del Consolato Onorario della Repubblica d’Austria per il Friuli Venezia Giusta e il supporto di Öbb – Ferrovie austriache sono stati un importante momento di confronto tra imprenditori sulla linea della creazione di occasioni di business tra le imprese, anche alla luce delle nuove opportunità create dalla portuali e dalla logistica regionale.

 

Emissioni zero nel Mar Adriatico con il progetto “Deep Sea”

30 Aprile 2019 | Di |

Avanti tutta per un turismo nautico “green” dalla Puglia al Friuli Venezia Giulia fino alle coste della Croazia

Da alcuni anni l’Organizzazione marittima internazionale (Imo) spinge a tutti i livelli per sviluppare delle tecniche per controllare le emissioni in mare di agenti inquinanti. Nell’Adriatico la sfida è stata raccolta recentemente da “Deep Sea”, acronimo di “Development of Energy Efficiency mobility services for the Adriatic marinas”, progetto finanziato nell’asse del Trasporto marittimo del Programma Interreg Italia-Croazia e che vede come capofila Aries, la società in house della Camera di Commercio Venezia Giulia.

Le finalità sono nobili e ambiziose: raggiungere un turismo nautico e costiero a emissioni zero dalla Puglia al Friuli Venezia Giulia, fino alle coste della Croazia. Finanziato con 2,5 milioni di euro, oltre ad Aries il progetto coinvolge anche l’Università di Trieste, la Camera di Commercio di Foggia, la Regione Puglia, il Comune di Andria. Notevole anche la presenza di importanti enti della Croazia come l’Autorità portuale di Krk-Veglia, il Comune di Malinska Dubanica, Rera-Agenzia per lo sviluppo della Regione palato-Dalmatina, le Università di Rijeka-Fiume e Split-Spalato e il marina H.L. Dvorac.

L’idea che sta alla base di “Deep Sea” è quella di sviluppare una mobilità elettrica abbinata alla produzione di energie rinnovabili in modo da sviluppare una nautica sostenibile senza emissioni, rumori, vibrazioni dove l’energia elettrica viene prodotta direttamente nelle Marine e utilizzata dalle barche, per la mobilità dei turisti che raggiungono le banchine o le aree attigue.

In questo percorso potranno trovare nuove opportunità di investimento anche gli imprenditori nautici e della cantieristica, gestori delle marine, albergatori e operatori del terziario più in generale che coglieranno le sfide produttive, le autorità politiche e istituzionali che andranno ad innovare l’aspetto normativo in funzione sempre più “green”, nonché i cittadini e le comunità che in questi territori vivono e lavorano e che in questo modo troveranno nuove e ulteriori opportunità occupazionali. In quest’ottica, infatti, il progetto si concentrerà anche sulla mobilità verso l’interno che, abbinata alle attività nautico-costiere, permetterà di visitare in modo agevole le città d’arte, i siti archeologici e le bellezze naturalistiche delle tante località turistiche che fanno dell’Adriatico una meta imperdibile.

 

In Austria e Italia “Scet-Net” mette in contatto le imprese con gli studenti e i giovani apprendisti

30 Aprile 2019 | Di |

Grande successo per i percorsi di alternanza scuola-lavoro a livello transfrontaliero

L’alternanza scuola-lavoro è una esperienza formativa molto importante in grado di unire sapere e saper fare, orientare le aspirazioni dei giovani e aprire la didattica al mondo esterno. Una esperienza che grazie al progetto “Scet-Net” abbraccia due Paesi vicini come l’Italia e l’Austria. Finanziato con 1.161.000 euro, “Scet-Net” sta favorendo la realizzazione concreta di percorsi di alternanza scuola-lavoro a livello transfrontaliero, mettendo in contatto gli studenti e le imprese. Un progetto – che ha tra i partner la Camera di Commercio Venezia Giulia e Aries – inserito nell’ambito del “Gect Euregio Senza Confini”, lo strumento che Carinzia, Friuli Venezia Giulia e Veneto stanno utilizzando per una gestione politica delle tre regioni al fine di creare delle condizioni di vita equivalenti nell’area transfrontaliera che sono la base di un’integrazione europea vera e propria.

Grazie a questa iniziativa si sta consolidando una stabile cooperazione istituzionale per il coordinamento del quadro ordinamentale e giuridico in materia di formazione per la definizione di modelli pedagogici funzionali all’avvio di percorsi di scambio transfrontalieri di studenti e apprendisti, dai 16 anni in su. Percorsi che riescono a garantire il riconoscimento delle competenze e l’adozione di pratiche organizzative condivise, replicabili, sostenibili.

L’analisi, la progettazione e la sperimentazione di modelli e percorsi formativi condivisi per promuovere e aumentare le opportunità di lavoro dei giovani, agendo a favore dello sviluppo economico dell’area transfrontaliero, sono alcune delle azioni che “Scet-Net” sta mettendo in campo, utilizzando anche una campagna di informazione, sensibilizzazione e promozione verso tutti i soggetti target: istituzioni scolastiche, studenti, giovani, imprese e scuole. Studi, metodi e documenti, nelle due lingue, finiranno per costituire l’ampio know-how a disposizione di tutti e la base per la sottoscrizione di accordi istituzionali che, unitamente allo studio di fattibilità di una struttura transfrontaliera di gestione scambi, rappresentano gli output di questo progetto internazionale.

 

Turismo innovativo, cresce la collaborazione fra Italia e Slovenia

30 Aprile 2019 | Di |

In fase di progettazione un’app per valorizzare le eccellenze locali

 

Valorizzare il potenziale – ancora non sfruttato – del patrimonio culturale, naturale e gastronomico nell’area transfrontaliera. È questo l’obiettivo principale di “MerlinCV”, il progetto strategico Italia-Slovenia che vede come partner Aries, il Centro di Ricerche Scientifiche di Capodistria, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, la Camera del Turismo della Slovenia, il Consorzio Comunità Collinare del Friuli e i comuni di Salzano, in provincia di Venezia, e quelli di Pivka e Tolmin in Slovenia. Realtà che puntano a sviluppare – come recita il sottotitolo del progetto – delle “esperienze multisensoriali legate ai castelli e ville della regione transfrontaliera per l’eccellenza nel turismo”.

Sulla base di queste “vision” il progetto MerlinCV realizzerà iniziative turistiche innovative, integrate, a tema e incentrate sulla sostenibilità con una particolare attenzione verso l’enogastronomia e le specialità tipiche. Sarà creata, infatti, un’app che fungerà da database dell’offerta turistica locale, utilissima per pianificare gli itinerari di viaggio. Con lo scopo di aumentare la capacità degli operatori, inoltre, saranno realizzati diversi progetti pilota, workshop, network, itinerari personalizzati, festival e storie nel turismo.

Questo settore è in continua evoluzione. Oggi è sempre più importante mettere a disposizione dei potenziali clienti un’offerta turistica dotata di valore aggiunto: storie uniche, vantaggi ecologici di una determinata destinazione, collegamenti mirati tra il patrimonio culturale e quello “green”, presentazioni innovative delle tradizioni locali utilizzando certamente le nuove tecnologie ma anche una forma artistica come il fumetto sempre molto apprezzata dai più giovani. Tra le iniziative di “MerlinCV” anche uno studio pilota per trasformare il castello Ravne – di proprietà del Comune di Pivka – in un hotel-boutique, con tanto di campo da golf, secondo gli standard ecologici e autosufficiente da un punto di vista energetico.

Foto di Dragica Jaksetič

 

 

Doppia opportunità per gli innovatori specializzati nella “blue economy”

30 Aprile 2019 | Di |

 

“Blue Boost” è una vera e propria piattaforma che punta a favorire l’incrocio tra domanda e offerta di innovazione nei settori della “blue economy” della Macro-Area Adriatico Ionica. Il progetto ha lanciato due iniziative imperdibili: la possibilità per le pmi di iscriversi a una lista transnazionale di innovatori nell’economia del mare e quella di partecipare a un bando in grado di erogare voucher sino a 10 mila euro per le aziende attive in questo settore che vogliano utilizzare i servizi e le innovazioni offerte dalle realtà presenti nella lista, denominata “Database of knowledge providers”.

Per iscriversi al “Database” – raggiungibile all’indirizzo https://blueboost.unicam.it/KPcall.php – c’è tempo fino al 30 giugno, mentre il bando di erogazione voucher partirà a maggio. Possono aderire i soggetti che fanno ricerca e sviluppo, le piccole medie imprese innovative, gli esperti di economia e crescita blu e i cosiddetti “non-institutional new innovation agents”, come i “fab lab”, “co-working space” e “living lab”.

 

Ecco lo sportello giusto per conquistare subito i mercati internazionali

30 Aprile 2019 | Di |

Gli esperti di Aries offrono servizi personalizzati alle aziende che vogliono fare business all’estero

 

Uno sportello per diventare grandi in Europa. È quello che Aries mette a disposizione delle aziende nell’ambito di Friend Europe, il consorzio che implementa in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino Alto Adige i servizi di Enterprise Europe Network, la più grande rete a livello mondiale a supporto delle piccole medie imprese.

Presente in più di 50 Paesi e composta da oltre 600 partner locali, Friend Europe fornisce assistenza alle aziende che vogliono svilupparsi a livello internazionale. La rete e i suoi membri combinano la propria esperienza sul business a livello internazionale con le competenze locali per aiutare le imprese ad introdurre la propria innovazione nel mercato. I membri di questo consorzio forniscono assistenza personalizzata per accelerare la crescita delle imprese, sviluppare nuovi partenariati commerciali e tecnologici, favorire l’accesso al credito e la partecipazione a programmi di finanziamento europei.

Friend Europe si rivolge alle imprese, ai consorzi, ai cluster, ai centri di ricerca e università e alle organizzazioni pubbliche e private. In particolare per le aziende i servizi sono personalizzati e mirano a fornire tutte le informazioni che l’imprenditore necessita per condurre il proprio business all’estero. Le imprese che vogliono trovare partner commerciali, infatti, possono partecipare a eventi di brokeraggio e missioni aziendali organizzate dai partner della rete Enterprise Europe Network o cercare direttamente le richieste/offerte di prodotti e servizi, accedendo alla piattaforma on line del Consorzio Friend Europe https://marketplace.friendeurope.it/it/

Lo sportello di Aries aiuta anche a compilare e diffondere gratuitamente e in forma anonima il company profile aziendale nella sezione cerco/offro della rete Enterprise Europe Network. Per maggiori informazioni si può contattare il numero 040 6701335.

 

Conto alla rovescia per la presentazione del Mud

30 Aprile 2019 | Di |

Per il Modello unico di dichiarazione ambientale c’è tempo fino al 22 giugno 2019

 

L’articolo 6 del “Decreto semplificazioni”, D.L. n. 135/2018, convertito, dalla L. n. 12/2019, ha disposto – a decorrere dal 1° gennaio 2019 – la soppressione del Sistri (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti), di cui all’articolo 188-ter del D.Lgs. n. 152/2006 e, tutte le imprese che erano soggette ad effettuare la tracciabilità dei rifiuti mediante il Sistri, dal 1° gennaio 2019 dovranno:

– presentare la dichiarazione annuale Mud;

– provvedere alla tenuta del registro di carico e scarico e del formulario di trasporto dei rifiuti, secondo quanto disposto dagli articoli 188, 189, 190 e 192 del D.Lgs. n. 152/2006, secondo il sistema tradizionale “cartaceo”.

Tali adempimenti, in virtù del l’art. 194- bis, potranno essere effettuati anche in formato digitale.

Ricordiamo che il Mud, Modello Unico di Dichiarazione Ambientale, è la comunicazione che enti e imprese presentano ogni anno, indicando quanti e quali rifiuti hanno prodotto e/o gestito durante il corso dell’anno precedente.

Per il 2019, la data entro cui inviare il Mud è fissata al 22 giugno 2019, in quanto, essendo il decreto di approvazione del modello, D.P.C.M. 24 dicembre 2018, stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 45 del 22 febbraio 2019, entro la data del 1° marzo, il termine per la presentazione – come stabilito dall’art. 6 della L. n. 70/1994 – è fissata in 120 giorni a decorrere dalla data di pubblicazione. Sono rimasti immutati rispetto al 2018 la struttura del modello, articolato in 6 Comunicazioni (Rifiuti, Rifiuti semplificata, Veicoli Fuori Uso, Imballaggi, RAEE, Rifiuti urbani e assimilati, Produttori di Apparecchiature elettriche ed elettroniche) ed i soggetti obbligati alla presentazione, che sono quelli definiti dall’articolo 189 c. 3 del D.lgs. 152/2006, ovvero trasportatori, intermediari senza detenzione, recuperatori, smaltitori, produttori di rifiuti pericolosi, produttori di rifiuti non pericolosi da lavorazioni industriali, artigianali e di trattamento delle scorie con più di 10 dipendenti, Comuni. Sono esclusi dall’obbligo di presentazione del Mud, in base alla Legge 28 dicembre 2015, le imprese agricole di cui all’articolo 2135 del codice civile, nonché i soggetti esercenti attività ricadenti nell’ambito dei codici Ateco 96.02.01, 96.02.02 e 96.09.02. Le seguenti Comunicazioni devono essere presentate esclusivamente tramite il sito www.mudtelematico.it: Comunicazione Rifiuti; Comunicazione Veicoli fuori uso; Comunicazione Imballaggi, sia Sezione Consorzi che Sezione Gestori Rifiuti di imballaggio; Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Per spedire via telematica è necessario:

  • essere registrati al sito www.mudtelematico.it;
  • disporre di un dispositivo di firma digitale (Smart Card o Carta Nazionale dei Servizi o Business Key) valido al momento dell’invio, che può essere quella dell’associazione di categoria, del consulente, del professionista o di altri soggetti che curano, per conto del dichiarante, la compilazione.

I diritti di segreteria per l’invio telematico sono pari a 10 €.

La comunicazione semplificata deve essere presentata, tramite la Comunicazione Rifiuti Semplificata riportata in Allegato 2 al Dpcm e trasmessa via Pec all’indirizzo comunicazionemud@pec.it, dai soli soggetti he producono, nella propria Unità Locale, non più di 7 rifiuti, per i quali sono tenuti a presentare la dichiarazione e, per ogni rifiuto, utilizzano non più di 3 trasportatori e 3 destinatari finali.

Tramite il sito mudsemplificato.ecocerved. it è possibile compilare la Comunicazione semplificata e stamparla per la firma e la spedizione via Pec. I diritti di segreteria sono pari a 15 € per l’invio via Pec.

La comunicazione rifiuti semplificata non può essere presentata da produttori che conferiscono i rifiuti all’estero.

 

Latte Day, atto secondo

30 Aprile 2019 | Di |

IN PREPARAZIONE L’APPUNTAMENTO FINANZIATO DALL’UNIONE EUROPEA

 

Promuovere ed educare i bambini al corretto consumo di latte e prodotti derivati – Visite educative in aziende

Ritorna il Latte Day. Dopo il successo della prima edizione del 2018, quando oltre 300 bambini parteciparono a Mossa (Go) all’evento di Villa Codelli, tutto è quasi pronto per la seconda puntata. La scelta di far conoscere ai giovanissimi accompagnati da docenti e genitori i protagonisti della filiera, il loro lavoro e le curiosità storiche anche attraverso attività ludiche, si è dimostrata vincente.

Programma “Latte nelle Scuole” è il nome del progetto che la Camera di Commercio Venezia Giulia realizzerà per il secondo anno consecutivo nel Friuli Venezia Giulia. Le iniziative sono finanziate dall’Unione europea e realizzate dal Ministero delle Politiche agricole alimentari forestali e del turismo, in cooperazione istituzionale con il Sistema camerale, per promuovere ed educare gli alunni della scuola primaria al corretto consumo di latte e prodotti derivati, all’interno delle sane abitudini alimentari.

Il programma prevede la distribuzione del latte e di alcuni suoi derivati nelle scuole che hanno dato l’adesione. L’impegno camerale è quello di organizzare visite educative in aziende del territorio, finalizzate ad aumentare la consapevolezza dell’origine dei prodotti e del loro legame con il territorio e con il mondo del lavoro e delle imprese.

Per questa nuova edizione 2019, al sistema camerale della Venezia Giulia sono giunte richieste di adesione alle visite istruttive previste dal Programma per circa 700 bambini con le loro famiglie e gli insegnanti.

È importante sottolineare che, sempre dai dati del monitoraggio del Programma a livello nazionale, sembrano esserci i primi effetti positivi derivanti dalla prima annualità: secondo i genitori dei bambini coinvolti lo scorso anno, a riscontro delle attività alle quali hanno partecipato, una buona parte di essi si sono adeguati alle indicazioni sul corretto consumo, per il latte nel 29,9% dei casi, per lo yogurt nel 26,7% e per il formaggio nel 23,9%.

Questi dati testimoniano, quindi, che occorre continuare lungo questa linea di interventi, perché solo investendo sulla migliore conoscenza dei prodotti, della qualità che esprimono e sulle corrette modalità di consumo, si investe sul futuro della nostra società e sul corretto sviluppo socio-economico dei nostri territori.