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Articoli Archivi - Pagina 12 di 14 - Venezia Giulia Economica

Premio della Fedeltà al Lavoro e del Progresso economico – 2018

29 Giugno 2018 | Di |

Cinquantuno protagonisti della scena economica della Venezia Giulia, suddivisi in varie categorie e 11 premi speciali: questi i riconoscimenti assegnati nella prima edizione del Premio della Fedeltà al Lavoro e del Progresso Economico della Camera di Commercio Venezia Giulia. Il Premio, che è un riconoscimento all’impegno e alla dedizione al lavoro, ha affollato di premiati, amici, autorità la sala Tergeste del Savoia Excelsior Palace per un evento, magistralmente condotto da Micol Brusaferro e Leonardo Zannier, che rimarrà nella storia economica di questo territorio, quale concreta dimostrazione dell’armonia che ha sostenuto il percorso di accorpamento delle due Camere di Commercio di Trieste e Gorizia.

Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, nel suo intervento di saluto ha sottolineato quanto « sia un evento importante. La Camera di Commercio Venezia Giulia per la prima volta dalla sua nascita intende celebrare le imprese della Venezia Giulia, delle ex Province di Trieste e Gorizia, ovvero l’operosità di donne e uomini che oltre ad aver dato molto alla azienda in cui hanno lavorato o di cui sono titolari, o aver operato in ambiti diversi, hanno contribuito al benessere economico e sociale del territorio. «Tutto ciò al termine di un percorso – sono parole di Paoletti – realizzato in armonia e sintonia, che ha unito due territori geo-economicamente omogenei grazie alla scelta lungimirante dei Consigli camerali di Gorizia e Trieste espressa già nel 2014».

Un ringraziamento particolare Paoletti l’ha rivolto all’allora presidente della Camera di Commercio di Gorizia e ora vicepresidente della Cciaa Vg, Gianluca Madriz, le Giunte e i Consigli camerali, al segretario generale, Pierluigi Medeot e «ai dipendenti – sempre parole del presidente della Cciaa Vg – di due realtà che con rispetto reciproco e grande desiderio di collaborazione hanno dato concreta realtà alla Camera di Commercio Venezia Giulia che mi onoro di presiedere».

In conclusione Paoletti ha inteso ringraziare «le Autorità civili e militari che sono venute questa sera a suggellare con la loro presenza i premiati rappresentando due territori a cui le Associazioni di categoria, i professionisti e le parti sociali hanno dato un’unica identità economica territoriale: la Venezia Giulia. Un’ identità fortemente voluta dal basso, ovvero dalle imprese e non imposta dall’alto. Un accorpamento che qualifica ulteriormente i servizi alle imprese, rendendo ancor più efficiente l’Ente, riducendo i costi, formando dipendenti e dirigenti per essere sempre più al passo delle esigenze che il mercato impone alle imprese».

Paolo Polidori, vicesindaco di Trieste, ha evidenziato nel suo saluto quanto «il premio sia dedicato alle Pmi e quindi a imprenditori e dipendenti che sono la spina dorsale di un sistema economico caratteristico sì di Trieste e Gorizia, ma anche di tutto il Nord Est. Obiettivi di lavoro e ricchezza che hanno ricadute importanti a livello sociale».

Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia, crede davvero «che questo Premio sia un simbolo per far capire che i vertici degli Enti camerali siano riusciti a cogliere l’opportunità ma anche la Venezia Giulia ci sta stretta ad esempio, a livello della portualità, dove l’apertura e le potenzialità sono incredibili».

Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha rimarcato «che il lavoro non è solo produzione di ricchezza, che è ovviamente fondamentale, ma svolge anche una profonda missione sociale. Regione Friuli Venezia Giulia anche per i casi di crisi sociale vuole proprio investire sul lavoro, cercando di ri-professionalizzare le persone ridando la dignità del lavoro, senza fare una assistenza di semplice valore economico. Premi come questo fanno capire l’importanza sociale che ha il lavoro e questa prima esperienza della Camera di Commercio Venezia Giulia penso che sia un valore aggiunto non indifferente perché rende un territorio importante e uniforme come quelli del goriziano e di Trieste con specialità peculiari con persone e imprese che diventano punto di riferimento ».

Tra le autorità presenti Massimo Marchesiello, Prefetto di Gorizia, la senatrice Tatjana Rojc, Francesco Russo, vicepresidente Consiglio Regionale Fvg, il consigliere regionale Diego Moretti, il sindaco di Monfalcone Anna Maria Cisint, l’assessore comunale di Monfalcone, Antonio Garritani, il sindaco di Gradisca, Linda Tomasinsig, il sindaco di Mossa, Elisabetta Feresin, il sindaco di Capriva del Friuli Daniele Sergon, il sindaco di Fogliano di Redipuglia Cristiana Pisano, il comandante dei Vigili del Fuoco di Gorizia, Luigi Diaferio, Marta Bonessi, assessore alle Attività produttive e commercio del Comune di Ronchi dei Legionari, il maggiore medico della Brigata Pozzuoli, Pasquale Giannelli, il Ten. Col. Roberto Binotti del Comando provinciale dei Carabinieri di Trieste, il Ten. Col. Giuseppe Liberti della Guardia di Finanza di Trieste.

Serbia-Friuli Venezia Giulia: Nuove opportunità economiche per le imprese regionali

27 Giugno 2018 | Di |

Primo incontro di una serie pianificata a livello nazionale

Crescente ruolo e opportunità per Trieste e il Fvg

 

Presentare le condizioni per stabilire rapporti commerciali e imprenditoriali con il mercato serbo, i vantaggi per investire nel Paese e le opportunità di accordi con aziende serbe diretti alla produzione congiunta e all’esportazione verso mercati terzi. Questi alcuni dei principali temi trattati questa mattina nella sede di Trieste della Camera di Commercio Venezia Giulia nel corso del convegno dedicato alle nuove opportunità economiche esistenti tra la Serbia, il Friuli Venezia Giulia e l’Italia in generale.

Si tratta del primo incontro di una serie pianificata da tenersi entro la fine dell’anno, anche in altre regioni italiane, dal titolo “Nuove opportunità per le aziende delle Regioni italiane”. Di fatto, la Serbia offre  alle aziende italiane l’opportunità di trovare partner d’affari nel Paese, di espandere la loro produzione e collocare i loro prodotti nei mercati verso i quali l’esportazione dalla Serbia è più favorevole e più competitiva rispetto a qualsiasi Paese Unione Europea, con il sostegno finanziario delle proprie istituzioni e quello dello Stato Serbo. I più importanti mercati d’esportazione delle aziende italiane operanti in Serbia sono: Federazione Russa, Polonia, Turchia, Stati Uniti, Giappone, Australia e le economie dei Balcani Occidentali.

<Secondo gli ultimi dati dell’Istituto nazionale di statistica della Serbia, il commercio estero totale della Serbia nel periodo gennaio-agosto 2017 è stato pari a 22,4 miliardi di euro – un aumento del 13,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le esportazioni sono aumentate del  13,4%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a 9,89 miliardi di euro, mentre le importazioni sono cresciute del  13,1%, a 12,5 miliardi di euro>: Antonio Paoletti in apertura di evento ha inteso citare questi numeri  a conferma  dell’interesse e dei rapporti esistenti e che possono trovare nuovo e ampio sviluppo. <Rapporti – ha ricordato Paoletti – che hanno inoltre portato l’anno scorso alla decisione di ospitare presso la Camera della Venezia Giulia l’Ufficio di rappresentanza della Camera per l’Economia di Serbia in Italia. Con tale passo, nella consapevolezza anche del ruolo che la Serbia ha assunto nel processo di allargamento dell’Unione Europea, si intende instaurare una collaborazione ancor più intensa ed efficace a favore delle nostre imprese, creando nuovi scenari di sviluppo di relazioni istituzionali ed economiche, che potranno tradursi in progetti (soprattutto su  fondi comunitari) che investiranno settori e tematiche di interesse reciproco e prioritario>.

La comunità serba ha un forte peso a Trieste. Lo ha confermato nel suo intervento di saluto il Sindaco della città, Roberto Dipiazza e anche per la Serbia <questo momento magico vissuto dalla città, con le opportunità esistente in Porto Vecchio e non solo, sono delle grandi occasioni per accrescere anche le nostre relazioni economiche>.

<Malgrado l’Italia sia uno dei partner economici più importanti della Serbia e numerose aziende già vi operino con successo, pensiamo che il potenziale offerto della Serbia in quanto destinazione d’affari, non sia sufficientemente conosciuto. E’ interesse reciproco dei rispettivi Paesi utilizzare al meglio questa opportunità: la Serbia è in grado di attrarre investimenti di alta qualità provenienti dall’Italia e le aziende italiane possono espandere le loro attività  nel quadro di un processo di internazionalizzazione verso il mercato Serbo, la più grande economia della regione. La Serbia può costituire un’efficace bacino per l’espansione verso i Balcani Occidentali – un mercato con 18 milioni di consumatori, e una zona di accordi di libero scambio in grado di assicurare l’assenza di dazi ai produttori o esportazioni più favorevoli dalla Serbia verso mercati di più di un miliardo di consumatori nel mondo> commenta Marko Čadež, presidente della Camera di Commercio e Industria della Serbia.

Sulla base di un recente studio pubblicato dall’azienda di rating e revisione Ernst&Young, la Serbia risulta tra le prime 15 destinazioni di investimento in Europa per numero di FDI (Foreing Direct Investment). Un recente report del British Financial Times del 2016, indica come la Serbia abbia attratto investimenti per 12 volte in più di quanto non ci si possa aspettare da un’economia delle sue dimensioni, come da misura del tasso del PIL, che mette la Serbia al primo posto nel mondo in base all’FT global greenfield foreign direct investment index. <Siamo anche i primi – ha concluso Čadež –  nel report dell’IBM Global Locations Trends 2017, in base al numero di nuovi posti di lavoro (per milione di abitanti) creati grazie agli investimenti diretti stranieri, ed Ernst&Young ci ha recentemente messo tra gli Stati in Europa più vantaggiosi per gli investimenti diretti stranieri in campo industriale>.

Su come operare in Serbia, opportunità per le imprese italiane in alcuni settori strategici sono intervenute Jelena Jovanovic, direttore per le relazioni economiche internazionali Camera di Commercio e Industria della Serbia e  Nevena Jovanovic, Consulente investimenti strategici RAS,
Agenzia di Sviluppo Serbia  Finanza e assicurazioni nei processi di internazionalizzazione nel mercato serbo il titolo dell’intervento  di Michele Cirieco, Head of ISC Life in the Austria, CEE & Russia Region Assicurazioni Generali. Sugli  Strumenti agevolativi, finanziari e assicurativi a supporto delle aziende regionali per operare in Serbia sono intervenuti Eros Goi, Direttore Generale, Finest SpA
Alberto Castronovo, Servizio Relazioni Esterne, SIMEST SpA Lorenza Chiampo, Responsabile FVG, SACE SpA, mentre di Supporto all’internazionalizzazione delle aziende italiane e il sistema bancario in Serbia ha parlato Andrea Venuti, Gestore Imprese Filiale di Trieste, Banca Intesa San Paolo. Le conclusioni sono state svolte da Milan Vranic, Direttore in Italia Camera di Commercio e Industria della Serbia.

 

Premio della Fedeltà al Lavoro e del Progresso economico – 2018

27 Giugno 2018 | Di |

Cinquantuno protagonisti della scena economica della Venezia Giulia, suddivisi in varie categorie e 11 premi speciali: questi i riconoscimenti assegnati nella prima edizione del Premio della Fedeltà al Lavoro e del Progresso Economico della Camera di Commercio Venezia Giulia. Il Premio, che è un riconoscimento all’impegno e alla dedizione al lavoro, ha affollato di premiati, amici, autorità la  sala Tergeste del Savoia Excelsior Palace per un evento, magistralmente condotto da Micol Brusaferro e Leonardo Zannier, che rimarrà nella storia economica di questo territorio, quale  concreta dimostrazione dell’armonia che ha sostenuto il percorso di accorpamento delle due Camere di Commercio di Trieste e Gorizia.

Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, nel suo intervento di saluto ha sottolineato quanto < sia un evento importante. La Camera di Commercio Venezia Giulia per la prima volta dalla sua nascita intende celebrare le imprese della Venezia Giulia, delle ex Province di Trieste e Gorizia, ovvero l’operosità di donne e uomini che oltre ad aver dato molto alla azienda in cui hanno lavorato o di cui sono titolari, o aver operato in ambiti diversi, hanno contribuito al benessere economico e sociale del territorio.  Tutto ciò al termine di un percorso – sono parole di Paoletti – realizzato in armonia e sintonia, che ha unito due territori geo-economicamente omogenei grazie alla scelta lungimirante dei Consigli camerali di Gorizia e Trieste espressa già nel 2014>.

Un ringraziamento particolare Paoletti l’ha rivolto  all’allora presidente della Camera di Commercio di Gorizia e ora vicepresidente della Cciaa Vg, Gianluca Madriz, le Giunte e i Consigli camerali, il segretario generale, Pierluigi Medeot e <ai dipendenti – sempre parole del presidente della Cciaa Vg – di due realtà che con rispetto reciproco e grande desiderio di collaborazione hanno dato concreta realtà alla Camera di Commercio Venezia Giulia che mi onoro di presiedere>.

In conclusione Paoletti ha inteso ringraziare <le Autorità civili e militari che sono venute questa sera a suggellare con la loro presenza i premiati rappresentando due territori a cui le Associazioni di categoria, i professionisti e le parti sociali hanno dato un’unica identità economica territoriale: la Venezia Giulia.  Un’ identità fortemente voluta dal basso, ovvero dalle imprese e non imposta dall’alto. Un accorpamento che  qualifica ulteriormente i servizi alle imprese, rendendo ancor più efficiente l’Ente, riducendo i costi, formando dipendenti e dirigenti per essere sempre più al passo delle esigenze che il mercato impone alle imprese>.

Paolo Polidori, vicesindaco di Trieste, ha evidenziato nel suo saluto quanto <il premio sia dedicato alle Pmi e quindi a imprenditori e dipendenti che sono la spina dorsale di un sistema economico caratteristico sì di Trieste e Gorizia, ma anche di tutto il Nord Est. Obiettivi di lavoro e ricchezza che hanno ricadute importanti a livello sociale>.

Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia, crede davvero <che questo Premio sia un  simbolo per far capire che i vertici degli Enti camerali siano riusciti a cogliere l’opportunità ma anche la Venezia Giulia ci sta stretta ad esempio, a livello della portualità, dove l’apertura e le potenzialità sono incredibili>.

Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha rimarcato <che il lavoro non è solo produzione di ricchezza, che è ovviamente fondamentale, ma svolge anche una profonda missione sociale. Regione Friuli Venezia Giulia anche per i casi di crisi sociale  vuole proprio investire sul lavoro, cercando di ri-professionalizzare le persone ridando la dignità del lavoro, senza fare una assistenza di semplice valore economico. Premi come questo fanno capire l’importanza sociale che ha il lavoro e questa  prima esperienza della Camera di Commercio Venezia Giulia: penso che sia un valore aggiunto non indifferente perché rende un territorio importante e uniforme come quelli del goriziano e di Trieste con specialità peculiari con persone e imprese che diventano  punto di riferimento come

Tra le autorità presenti Massimo Marchesiello, Prefetto di Gorizia, la senatrice Tatjana Rojc, Francesco Russo, vicepresidente Consiglio Regionale Fvg, il consigliere regionale Diego Moretti, il sindaco di Monfalcone Annamaria Cisint, l’assessore comunale di Monfalcone, Antonio Garritani, il sindaco di Gradisca, Linda Tomasinsig, il sindaco di Mossa, Elisabetta Feresin, il sindaco di Capriva del Friuli Daniele Sergon, il sindaco di Fogliano di Redipuglia Cristiana Pisano, il comandante dei Vigili del Fuoco di Gorizia, Luigi Diaferio, Marta Bonessi, assessore alle Attività produttive e commercio del Comune di Ronchi dei Legionari, il maggiore medico della Brigata Pozzuoli, Pasquale Giannelli, Ten. Col. Roberto Binotti del Comando provinciale dei Carabinieri di Trieste, il Ten. Col. Giuseppe Liberti della Guardia di Finanza di Trieste.

 

 

 

 

 

 

Rail Cargo Group interessata alla logistica integrata della Venezia Giulia – Parco del Mare attrattore anche per il traffico passeggeri di OBB-Holding AG

26 Giugno 2018 | Di |

 

 

L’interesse crescente di Rail Cargo Group su Trieste e il suo Porto e il ruolo della Camera di Commercio Venezia Giulia a fianco dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale nella creazione di una piattaforma logistica integrata nella Venezia Giulia.  L’interesse di OBB-Holding AG sul fronte del traffico passeggeri e il capoluogo giuliano. Questi due dei temi affrontati questa mattina in Cciaa Vg dal presidente, Antonio Paoletti, Arnold Schiefer,  presidente consiglio di amministrazione OBB-Holding AG, Erik Regter, direttore generale e membro del Cda di Rail Cargo, Christian Ragger,   parlamentare austriaco e Roberto Corciulo,  presidente IC&Partners Spa. L’incontro alla cui realizzazione ha contribuito il Console onorario d’Austria in Fvg, Sabrina Strolego, ha visto la piena condivisione e interesse di Rail Cargo Austria sul lavoro che Cciaa Vg a fianco dell’Autorità di Sistema Portuale stanno svolgendo per dar vita a una piattaforma logistica che veda nella Venezia Giulia l’integrazione tra Interporto Fernetti, Sdag Gorizia, Porto di Monfalcone e Azienda Speciale per il Porto. Da parte austriaca – inoltre –  Erik Regter ha manifestato anche l’interesse ad aprire un ufficio a Trieste, proprio per entrare sempre di più a far parte del sistema logistico regionale.

Sul fronte del traffico passeggeri, invece, il progetto del Parco del mare di Trieste e i flussi turistici che andrà a generare rende ancora più interessante da parte di OBB-Holding AG l’attivazione della linea diretta Vienna-Trieste. <Ci stiamo già pensando – ha detto Arnold Schiefer,  presidente del consiglio di amministrazione OBB-Holding AG – ma la realizzazione del Parco del mare è un incentivo molto importante. La nostra visione si pone la creazione di una rete ferroviaria passeggeri che metta in connessione Vienna, Venezia, Trieste e Lubiana. E l’appeal conquistato negli ultimi anni da Trieste sia dal punto di vista della portualità con il collegato traffico merci, sia con una confermata  vocazione turistica, sta creando condizione prima difficili da immaginare>.

 

 

Porto Lido: sito ideale che necessita di una opportuna riqualificazione ambientale

28 Maggio 2018 | Di |

Il sito più idoneo individuato congiuntamente dalle Istituzioni è l’area di Porto Lido. L’area di Porto Lido si trova a Ovest del porto di Trieste, di fronte alla parte settentrionale del vecchio porto e vicinissima la centro cittadino. La posizione è emblematica: dal 1833 la Lanterna è un icona, è il faro che ha delimitato per oltre un secolo l’ingresso alla città dal mare. Il lotto individuato per il progetto Parco del Mare è attualmente occupato da diversi edifici e capannoni fatiscenti e abbandonati. L’edificio del Parco verrà realizzato in prossimità al mare e sarà visibile dal Molo Audace.

Studi di fattibilità, analisi economiche finanziarie attestano a più riprese la bontà dell’investimento

28 Maggio 2018 | Di |

Di studi di fattibilità economico-finanziaria, il progetto del Parco del Mare ne ha superati più d’uno. Non studi fine a sé stessi bensì alla base delle ipotesi di realizzazione del progetto in location diverse, ma che convergono su un unico comune denominatore: la struttura sta in piedi, produce reddito, garantisce accantonamenti per dare soddisfazione agli investitori e consentire investimenti per modernizzare e implementare il percorso di visita. Una necessità, quest’ultima, di fondamentale importanza in un settore in cui al contrario di quanto avviene nei musei, le toccate all’Acquario avvengono più volte nell’ambito di qualche anno, cercando di rivivere l’emozione ed esplorare nuove offerte all’interno del percorso di visita e dei suoi costanti ampliamenti.

Il Parco del Mare si posizionerà fra i maggiori acquari europei (Genova, Lisbona, Anversa e Barcellona) in modo da divenire un vero generatore primario della domanda. Il primo business plan dell’Acquario è stato realizzato nel 2007 da Costa Edutainment, gestore dell’Acquario di Genova, che ha evidenziato nello studio come la struttura abbia la potenzialità di diventare punto di riferimento e attrattore turistico per tutto il Nord Est italiano e per i Paesi dell’Europa dell’Est più in generale.

L’approccio al progetto dell’Acquario di Trieste è di cercare alta qualità e bassi costi di intervento iniziale attraverso la semplicità della proposta architettonica e strutturale dell’edificio, al fine di destinare la maggior parte delle risorse alla creazione di ambienti di altissima qualità a beneficio della esperienza del visitatore.

VISITATORI ATTESI

Secondo i calcoli effettuati nello “Studio di Fattibilità per l’Acquario di Trieste”, realizzato da Costa Edutainment nell’anno 2007, e confermato dagli aggiornamenti degli anni 2011 e 2013 negli studi a cura di Progetto Turismo Srl, i visitatori attesi per il Parco del Mare sono stabilmente:

900.000 – 1 milione all’anno 65% dal Nord Italia e dalle nazioni vicine (Austria, Croazia e Slovenia) 25% dall’Europa centro-orientale 10% dall’Italia.

I numeri sono generati dall’analisi relativa ai bacini geografico e culturale del nostro territorio e ai flussi turistici potenziali che interessano costantemente il Friuli Venezia Giulia.

Oltre 8.000.000 di turisti che frequentano le località costiere slovene e istro-dalmate con un incremento annuo del 6%.

AGGIORNAMENTO PREVISIONE VISITATORI – ANNO 2011

Il business plan realizzato nel dicembre dal 2011 da Progetto Turismo Srl ha confermato i dati del precedente studio, analizzando nel dettaglio i flussi di visitatori previsti:

 

 

Come nei precedenti studi, si stima una popolazione “utile” pari all’85% della popolazione esistente (tabelle 1 e 2), tenendo presente che i visitatori degli acquari comprende un target da circa 6/8 anni a 60/65 anni.

PREVISIONE DEI FLUSSI DI VISITATORI NEL 2013

L’aggiornamento effettuato nel 2013 (tabella 3), rispetto all’analisi dei diversi mercati di riferimento del 2011, non ha registrato variazioni di una certa consistenza; è rimasta quindi valida l’ipotesi di circa 900.000 visitatori per il primo anno che poi scenderanno di anno in anno fino ad un numero ancora non definibile ma stabile.

SOSTENIBILITÀ ECONOMICA 2015

Il business plan che proviene dello Studio realizzato dall’arch. Peter Chermayeff nel 2015 si riferisce ad un arco temporale di un decennio. Ferma restando la stima di 1.000.000 di visitatori, si è reputato comunque opportuno “stressare” le proiezioni e verificarle nell’ipotesi che la “soglia” dei visitatori scenda, in un primo caso a 800 mila e, in un secondo caso, addirittura, a 540 mila, garantendo comunque la reddittività della struttura.

 

 

Sempre al concept progettuale del 2015 dell’architetto Peter Chermayeff è stato associato un piano finanziario, sviluppato da una società specializzata. Nel 2015 la Fondazione CRTrieste si è infatti affidata ad ACB Group Sviluppo Spa per le analisi economico patrimoniali finanziarie dello studio progettuale: ACB Group tenendo in considerazione i bilanci dei più importanti acquari mondiali, ha elaborato tre scenari: lo scenario A basato sul concept Chermayeff e i costi dallo stesso indicati; lo scenario B basato sullo stesso progetto ma ricalibrato secondo i costi dell’Acquario di Lisbona; lo scenario C, realizzato sempre con i costi dell’Acquario di Lisbona, ma una vasca da 5,5 milioni di litri d’acqua, e che risulta garantire maggiore redditività e sostenibilità. E’ questa ultima dimensione acquariale che incontra il parere favorevole della Fondazione CRTrieste e delle altre Istituzioni coinvolte. Ferma restando la superficie lorda complessiva del Parco del Mare di circa 11mila mq, la vasca centrale nello scenario C passa dai 9,5 milioni presi in esame negli scenari A e B, ai 5,5 milioni di litri d’acqua (comunque grandi dimensioni se si pensa che a Lisbona la vasca principale ha 3,8 milioni di litri), mentre l’analisi finanziaria prende in esame un flusso annuo di 700 mila visitatori (già senza questo attrattore nel 2015 il solo comune di Trieste registrava 780.242 presenze, Fonte Turismo Fvg).

Andrea Bulgarelli

La Cronologia di un percorso iniziato nel dicembre del 2004

28 Maggio 2018 | Di |

di Roberta Damiani

Il progetto del Parco del Mare nasce su iniziativa della Camera di Commercio nel 2004, dopo che era sfumata la possibilità di ospitare l’Expo tematico del 2008, con il fine di dotare Trieste di un attrattore promozionale in grado di consolidare la vocazione turistica della città e creare un volano per le attività economiche connesse sia nel territorio provinciale che in quello regionale.

Per sviluppare l’idea iniziale viene creato all’interno della Camera di Commercio un gruppo di lavoro formato da esperti, docenti universitari e ricercatori per realizzare uno studio di prefattibilità dell’opera, completato nel 2005, che costituirà il nucleo di partenza per la redazione nel 2007 del business plan dell’Acquario a cura di Costa Edutainment e per il business plan della parte turistico ricettiva, completato nello stesso anno. Il sito proposto in questa prima fase è il terrapieno di Barcola.

  Terrapieno di Barcola, primo sito pensato per il Parco

Facciata dell’Acquario di Genova

Sempre nel 2005, viene creato presso la Camera di Commercio un Comitato Scientifico, che riunisce rappresentanti delle Istituzioni, degli enti pubblici locali, dell’Università di Trieste, degli organismi di ricerca nel settore bio-marino e del comparto museale.

Nel corso del 2006 sorge la problematica dell’inquinamento dell’area del terrapieno di Barcola, e nasce l’esigenza di pensare ad un sito alternativo, che viene individuato nell’area dell’attuale mercato ortofrutticolo.

Veduta dell’area del Mercato Ortofrutticolo

 

Nel 2007, viene realizzata nell’atrio camerale la mostra del plastico della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Trieste.

Nel corso del 2008 il sito individuato non risulta più idoneo ed emerge una nuova proposta di localizzazione del progetto: l’area che comprende il Salone degli Incanti, l’ex Magazzino vini e l’ex piscina Bianchi.

Veduta dei Magazzini Greensissasm

 

Nel 2009 il Consiglio comunale approva l’atto di indirizzo per la pianificazione strategica dell’ente inserendo l’ipotesi di realizzazione del “Parco del Mare”.

Intanto, dalle analisi effettuate, emerge che la location individuata non è idonea alla realizzazione della struttura in quanto il Salone degli Incanti non è utilizzabile come Acquario a causa delle fondamenta non adatte a sostesesta nere l’enorme peso delle vasche e di altre caratteristiche architettoniche che lo rendono non idoneo (vetrate, piano unico). La Regione Friuli Venezia Giulia, dopo aver valutato nel corso degli anni 2007-2008 l’ipotesi di una sottoscrizione di un Accordo di programma per la realizzazione del progetto, concede nel gennaio del 2014 un finanziamento straordinario pluriennale per la durata di 20 anni per la progettazione e la realizzazione del Parco del Mare. Nel corso degli anni, gli originari studi di fattibilità del 2007 vengono progressivamente aggiornati (negli anni 2011 e 2013).

Nel 2013 viene valutata l’idea della collocazione in Porto Vecchio ma la realizzazione in tale sito si rivela molto onerosa e l’ipotesi tramonta. All’inizio del 2014 nasce l’idea della collocazione a Porto Lido.

A marzo 2015 l’arch. Peter Chermayeff, realizza l’idea progettuale di massima, finanziato dalla Fondazione CRTrieste, completa di business plan. A dicembre 2015 la Fondazione CRTrieste si rende disponibile a stanziare l’importo complessivo di € 9.000.000 per la realizzazione del progetto, che vanno ad aggiungersi alle risorse già impegnate per realizzare lo studio preliminare e l’idea progettuale di massima nonché le analisi economico-patrimoniali e finanziarie redatte da ACB Group. Successivamente, nei primi mesi del 2016, vengono indirizzate all’Ente camerale le lettere ufficiali di appoggio al progetto da parte del Comune di Trieste e della Regione Friuli Venezia Giulia.

A fine gennaio del 2018 un investitore privato manifesta ufficialmente alle Istituzioni l’interesse a investire in un project financing per la costruzione e gestione del Parco del Mare. La giunta comunale, nella seduta del 19 aprile 2018, approva la modifica della variante del piano regolatore che stabilisce la compatibilità dello strumento urbanistico con il progetto, consentendo così di approdare alla progettazione definitiva. La Fondazione CRTrieste, nel mese di aprile 2018, dichiara di non poter partecipare finanziariamente al progetto per problemi di carattere normativo.

Roberta Damiani

Delimitata in verde l’area di Porto Lido

Rosato: «Ho sempre creduto nella bontà della proposta»

28 Maggio 2018 | Di |

 

Ha creduto fin dall’inizio al Parco del Mare l’on. Ettore Rosato, dimostrando quanto si tratti di un progetto che ha trovato una condivisione politica pressoché unanime. Già nel 2007, nella sua veste di sottosegretario al Ministero degli Interni, assieme all’allora sindaco, Roberto Dipiazza, Rosato scoprì nell’atrio camerale il plastico dello studio progettuale realizzato dalla Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Trieste per il comprensorio del Mercato Orotofrutticolo, partecipando all’evento di presentazione con un proprio intervento. «Sono da sempre stato convinto che il progetto sia una buona opportunità per Trieste e in senso ampio il Friuli Venezia Giulia. Poi è chiaroche le cose vanno fatte bene, e penso che così sarà. La scelta di Porto Lido quale destinazione finale consente di recuperare un’area particolarmente degradata che è parte del tessuto cittadino. Investire li significa fare sinergie con il Porto Vecchio creando uno dei poli di attrazione della mobilità turistica che si svilupperà lungo le Rive abbracciando l’intero centro città e la sua musealità. Parco del Mare – conclude Rosato – significa sviluppo economico, creazione di posti di lavoro, attrazione di nuovi investimenti che confluiscono nella crescita che Trieste sta vivendo negli ultimi anni. Abbiamo davanti un possibile futuro molto positivo per la città, bisogna fare scelte rapide, sagge ed evitare di dividersi su paternità e dettagli». Un’attenzione importante anche a livello nazionale e che Rosato, da parte sua, aveva prestato quando si presentò la possibilità di acquisto per la Camera di Commercio delle azioni di “Trieste navigando”, la società ministeriale titolare della concessione di Porto Lido.

Rosato e Diapiazza nel 2007 scoprono il plastico del progetto

 

 

28 Mag

Di

Un indotto in grado di portare ricadute su tutto il Friuli Venezia Giulia

28 Maggio 2018 | Di |

La mobilità via mare potrà trovare concretezza economica – Pacchetti turistici a vantaggio del territorio regionale

L’indotto generato dal Parco del Mare comprenderà una rivitalizzazione di diverse attività economiche: dagli hotel ai ristoranti, alle strutture museali e ricettive della città e della Regione, senza contare le altre attività di servizio e di supporto che spaziano dalla comunicazione ai servizi legati alle attività dell’Acquario.

Da non scordare l’aumento dei traffici aeroportuali, autostradali e ferroviari, taxi, bus, noleggi. Per quanto riguarda la crocieristica, l’hub di Trieste verrebbe maggiormente utilizzato dagli armatori come scalo/escursione proprio per la visita dell’Acquario e della città, come avviene a Genova con evidenti e immediate ricadute.

Il Parco del Mare con la sua collocazione a ridosso del mare in un’area con gli attracchi già disponibili, è il preludio alla nascita di una vera mobilità anche sul mare, con linee di collegamento anche veloci da Grado e Lignano Sabbiadoro, Bibione, Caorle e Jesolo senza scordare ovviamente la costa slovena e croata. Un cambio di linea a tutto tondo, che come in altre città nel mondo ha generato flussi di turisti in arrivo sia con aerei, che con treni e lungo gli assi autostradali e in grado di far lavorare le strutture per periodi più prolungati durante l’anno. Oppure, come avviene in altri porti crocieristici in Italia e all’estero, essere un elemento in grado di consentire escursioni cittadine collegate alla visita al Parco.

Sarà una vera rivoluzione quella che avverrà per i collegamenti via mare che auspicabilmente potrebbero arrivare fino a Venezia. Come detto, infatti, la collocazione del Parco è il punto di arrivo ideale per i collegamenti via mare che potranno andare ad aggiungersi a quelli già esistenti all’interno del Golfo.

Il Parco del Mare si configura come un attrattore non solo per la città di Trieste ma per l’intera regione: ai turisti che visiteranno il Parco del Mare verranno offerti pacchetti turistici per visite e soggiorni nelle maggiori località turistiche del Friuli Venezia Giulia; il tutto in sinergia con le Istituzioni e nell’ottica di una promozione globale del territorio e delle sue bellezze paesaggistiche, architettoniche e culturali, con notevoli benefici per le attività economiche e pubbliche legate alla musealità, alla ricettività, alla ristorazione, alle produzioni agroalimentari e all’enogastronomia del territorio.

Si ipotizza inoltre l’offerta di pacchetti turistici (innovativi per quanto riguarda il territorio rispetto al turismo scolastico) che comprendono tour della città, del comprensorio carsico e delle altre località turistiche della regione, con grande beneficio delle stesse, che, – ad esempio nel caso di Lignano Sabbiadoro, di Grado e delle località montane -, potranno avere quale ulteriore elemento di richiamo la vicinanza con una struttura come il Parco del Mare che risulta unica in tutto il nordest italiano e nell’Est Europa.

Andrea Bulgarelli

 

Fedriga, Dipiazza e Paoletti: sì al Parco del Mare

28 Maggio 2018 | Di |

Il Parco del Mare di Trieste conquista la Regione Friuli Venezia Giulia e ne diverrà un suo grande attrattore. Nel sopralluogo a Porto Lido il presidente Massimiliano Fedriga, assieme al sindaco Roberto Dipiazza e il presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti, hanno toccato con mano assieme ai rappresentanti dei media lo stato di degrado di un’ampia area a mare a ridosso del centro cittadino che rinascerà grazie al Parco del Mare.

 Fedriga: «Noi ci saremo e in maniera ancor più importante»

«Il Parco del Mare può rappresentare un ulteriore tassello per lo sviluppo turistico ed economico del Friuli Venezia Giulia e, in tale prospettiva, è importante che il progetto venga portato avanti». Massimiliano Fedriga non ha dubbi sul valore e la portata dell’iniziativa, e anticipa che «la Regione sosterrà sempre iniziative capaci di attrarre investitori privati, incrementare l’occupazione e generare indotto sul territorio. Nel Parco noi ci saremo in maniera più decisa di quanto avvenuto fino ad adesso, anche con interventi diretti. Vedo positivamente lo strumento del project financing previsto per la realizzazione dell’opera, una scelta adeguata per far funzionare questo tipo di progetti e mi auguro che si possa rispettare una tempistica rapida. Mi complimento – ha concluso il presidente del Fvg – per la costanza e la bravura dimostrata dalla Camera di Commercio nel superare le tante difficoltà affrontate in questi anni per portare avanti il progetto e assicuro che noi ci saremo, dove avremo competenza, anche per agevolare il percorso amministrativo».

Dipiazza: «Trieste avrà finalmente un grande attrattore che porterà ricadute positive su tutto il Friuli Venezia Giulia»

«Il Parco del Mare – ha ribadito il sindaco, Roberto Dipiazza – con il grande Acquario cambierà il potenziale turistico di Trieste e della regione intera. Parlo di situazioni che sono già avvenute in decine di città in giro per il mondo dove questo tipo di realizzazioni hanno davvero cambiato la potenzialità di attrattività turistica dei territori. Basti pensare che il nostro seppur piccolo acquario triestino è uno dei musei cittadini più visitati. Mi sono poi reso conto del valore di queste strutture: ho vissuto in prima persona la partecipazione dei visitatori negli acquari di Lisbona, Valencia e Genova, assistendo a come giovani e adulti condividano attivamente la visita, ripetendola anche più volte nel corso dell’anno, con un’esperienza viva con gli animali, comprendendo quanto il rispetto dell’ambiente sia fondamentale per garantirne la vita. Il Comune – ha concluso – sta facendo la sua parte per questo importante progetto e l’iter amministrativo sta procedendo a passi veloci».

Paoletti: «La nostra sfida ora è aprire il cantiere prima del 16 dicembre 2018, ovvero a 14 anni dall’annuncio del progetto a Parigi dopo aver perso l’Expo 2008»

«Ora abbiamo la concreta dimostrazione che i vertici della politica locale e regionale credono nelle potenzialità del Parco del Mare. Con la loro presenza il sindaco, Roberto Dipiazza, il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, sostengono pubblicamente il progetto, ora spetta alla città di stringersi attorno a un’iniziativa di sviluppo per Trieste e il Fruli Venezia Giulia, ovvero quel grande attrattore che dopo aver adempiuto con legalità e trasparenza tutto l’iter burocratico che ci attende, potrà veder finalmente la luce. Molti – conclude Paoletti – mi chiedono quali saranno i tempi per veder aperto il cantiere: il nostro obiettivo è il 16 dicembre del 2018, ovvero esattamente 14 anni dopo l’annuncio del progetto a Parigi in concomitanza della perdita dell’assegnazione dell’Expo del 2008 a Trieste».