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Articoli Archivi - Venezia Giulia Economica

Bikethon, per un territorio a misura di cicloturismo premia i progetti che hanno vinto la sfida

4 Gennaio 2021 | Di |

SI È CONCLUSO L’HACKATHON DEDICATO A GORIZIA, COLLIO, CARSO, GRADO E ISONTINO

Si è concluso Bikethon 2020 l’evento hackathon dedicato alla città di Gorizia, l’Isontino, la laguna, il Collio, il Carso, Grado, che aveva come obiettivo la competizione tra i vari gruppi che hanno aderito alla sfida (in totale 10) nella predisposizione di proposte innovative per la promozione del cicloturismo sul territorio.

Una autentica sfida tra gruppi di lavoro per trovare il miglior progetto preliminare e innovativo per adattare l’offerta turistica del territorio alle esigenze dei cicloturisti, con una soluzione che dovrà considerare le varie opzioni di percorsi e collegamenti tra aree diverse.

Aries Scarl – Camera di Commercio Venezia Giulia, con il sostegno del Fondo Gorizia e di Crédit Agricole FriulAdria, ha inteso organizzare questo appuntamento aperto a tutti coloro che posseggono le abilità e la perizia per sviluppare la soluzione richiesta iscrivendosi alla competizione.

Una sfida completamente virtuale che ha visto l’utilizzo di una piattaforma specificatamente dedicata.

«L’aspettativa – ha commentato il presidente camerale, Antonio Paoletti – non è stata delusa perché sono pervenute dai gruppi di lavoro delle proposte digitali che permetteranno di creare un prodotto turistico dinamico e personalizzato sulla base della profilazione dei cicloturisti attraverso elementi come il periodo di interesse, la loro posizione geografica, in modo da rendere ancora più attrattiva l’area della provincia di Gorizia».

«Siamo orgogliosi di aver sostenuto una iniziativa come Bikethon 2020 perché rispecchia la nostra visione di banca green costantemente impegnata a promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio in cui opera», ha dichiarato per Crédit Agricole FriulAdria, Nicola Bianco, responsabile commerciale della Direzione Regionale Friuli Venezia Giulia.

«Una bella sfida – ha commentato il direttore di Aries Scarl, Patrizia Andolfatto – e ottime le idee proposte dai dieci progetti pervenuti, frutto del lavoro di altrettanti team. La giuria ha premiato le tre proposte con il miglior mix tra idea, innovazione e fattibilità nell’ambito della Venezia Giulia, e non come ha indicato il secondo classificato, del Friuli, peraltro confusione che viene spesso fatta da chi vive fuori dalla nostra regione».

La Giuria

Josko Sirk, presidente Associazione Amare in bici
Tomas Soyer, presidente Consorzio turistico Grado Turismo
Francesco Furlan, presidente Fiab – Federazione italiana ambiente e bicicletta (bisiachinbici)
Alessandro Lovato, amministratore unico Git – Grado Impianti Turistici Spa
Elda Felluga, presidente Gois – Consorzio Turistico Gorizia e l’Isontino
Rodolfo Ziberna, sindaco Comune di Gorizia
Mauro Marinutti, responsabile di servizio per il Fvg di Trenitalia Trenitalia Direzione Regionale Fvg
Francesca Krasna, Università degli Studi di Trieste Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche
Enzo Sima, responsabile Promoturismo Fvg, area montagna
Gianluca Madriz, presidente Confcommercio Gorizia
Lucio Gomiero, direttore Generale Promoturismo Fvg

Di seguito i vincitori e in breve alcuni contenuti delle rispettive proposte per il territorio

1 – BikeXGo

Team Leader: Giovanni Maria Murari
Punteggio medio (%): 81
Primo classificato: 12.000 euro del “Premio Bikethon 2020”

Interfaccia Web e App con sistemi di intelligenza artificiale basata su una piattaforma unificata di Destination Managment System i cui elementi distintivi sono lo Chatbot (per consentire agli utenti di interagire con i dispositivi digitali), la Bicicard virtuale e la figura del Bike manager. Il progetto ha dimostrato di avere un grado notevole di innovazione e originalità rispetto al mercato di riferimento nonché la capacità di evolvere in modo dinamico, elastico e reattivo agli stimoli provenienti dal mercato. La proposta, inoltre, ha una comunicazione fresca, chiara, incisiva che trasmette entusiasmo competenza intraprendenza e innovazione.

Laguna Grado isola Biviacqua

2 – Friuli on Bike

Team Leader: Gerardo Safiotti
Punteggio medio (%): 73.12
Secondo classificato: 5.000 euro

L’App è un bike planner che permette di comporre un viaggio che collega le varie location e che permette di comperare pacchetti turistici creati da tour operator Online Travel Agencies – Booking on line (Ota). Si distingue per contenuto tecnico dell’applicazione, molto social che mette particolare attenzione alla gamification e alle chat di gruppo da attivare con altri cicloturisti presenti nelle vicinanze. Interessante, inoltre, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per suggerire proposte su misura, nonché la possibilità dei tour operator di istituire dei waypoint e l’attivazione del pulsante Sos che geolocalizza la persona e invia la posizione ai cicloturisti nelle vicinanze.

Gradisca il centro

3 – Dâ un cuc

Team Leader: Silvio Vurro
Punteggio medio (%): 68.13
Terzo classificato: 3.000 euro

Propone una piattaforma fruibile da App e Web con un’unica applicazione aggiornata che guida i cicloturisti alla scoperta del territorio e all’offerta turistica secondo i loro interessi e seguendo il parere della figura degli ambassador. Elementi distintivi la profilazione del cicloturista e l’impegno finanziario consistente ma giustificato dalle modalità operative.

Collio a Capriva

Prima start up innovativa costituita in Camera di Commercio: assistenza con l’ufficio Aqi dedicato

30 Dicembre 2020 | Di |

SERVIZIO DEL REGISTRO DELLE IMPRESE

Coloro che intendono costituirsi nella forma di Società a responsabilità limitata e che sono in possesso dei requisiti per poter essere qualificate start up innovative ai sensi dell’art. 25 del D.L. n. 179/2012 possono rivolgersi direttamente alla Camera di Commercio per costituire la loro società.

In tal caso l’atto costitutivo e lo statuto, formati esclusivamente in forma elettronica e firmati digitalmente da ciascuno dei sottoscrittori, sono redatti in totale conformità ad un modello standard tipizzato approvato dal Ministero dello Sviluppo economico.

Tutte le operazioni di assistenza alla redazione, sottoscrizione, registrazione presso l’Agenzia delle Entrate e iscrizione nel Registro delle imprese (cosiddetta assistenza qualificata) vengono svolte dall’ufficio Aqi istituito presso il Registro delle imprese.

Il giorno 4 dicembre 2020 dopo aver autenticato le firme digitali apposte da tutti i soci, si è provveduto all’iscrizione della “Wake Cap Srl”, la prima start-up innovativa costituita presso l’ufficio Aqi.

Si auspica che questo innovativo servizio di assistenza qualificata venga utilizzato con sempre maggior frequenza dagli aspiranti imprenditori in modo così da rafforzare il ruolo centrale dell’ente camerale nel tessuto dell’imprenditoria locale.

A Natale scegli locale con il pesce della nostra regione

22 Dicembre 2020 | Di |

Il pesce è un prodotto fresco e sostenibile.

È buono e lo sei anche tu: se compri un prodotto ittico dei nostri mari e lagune sostieni gli operatori e la comunità di pesca locale.

Ordinalo nella tua pescheria di fiducia e cucinalo tu. Per leggere le ricette e i suggerimenti seguici su Facebook fb.com/fishverygood

Al via Fish Very Good per sensibilizzare l’acquisto sotto Natale

22 Dicembre 2020 | Di |

INIZIATIVA DI PROMOZIONE DEL PESCATO LOCALE

Con il via libera dell’Assemblea del Flag Gac Fvg, sono già partite le prime azioni di promozione a sostegno del settore ittico del Friuli Venezia Giulia, inserite nel Piano d’azione e finanziate dall’Unione Europea, Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) e Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito della Misura 4 del Feamp – Fondo Europeo per le Attività Marittime e della Pesca

L’obiettivo, infatti, è quello di promuovere il pescato locale e di stagione e questa di dicembre è la prima azione del piano denominato “Fish Very Good”.

In un periodo di grande difficoltà per il comparto della pesca, in particolare per la chiusura “parziale” del settore ristorativo, il Flag Gac Fvg ha inteso attuare un’azione promozionale rivolta ai consumatori per incentivare il consumo domestico di pesce locale, iniziando proprio nel mese di dicembre con l’obiettivo di sensibilizzare sul consumo di prodotto nel periodo natalizio, in un mese tradizionalmente importante per la vendita e il consumo di prodotto ittico.

In queste settimane, in particolare, vengono promosse alcune fra le specie ittiche stagionali quali, ad esempio, la Sogliola, particolarmente saporita in questo periodo pur mantenendo una carne magra, la novità del “Cuore di Laguna” o capatonda, una specie abbondante ora nella nostra laguna e assolutamente da riscoprire ad un costo contenuto, e l’Anguilla, un prodotto della tradizione natalizia da riconsiderare. All’iniziativa sono collegate alcune informazioni e suggerimenti per l’acquisto, la pulizia e la cottura del prodotto e le pescherie e i punti vendita ambulanti hanno la possibilità di segnalare i loro indirizzi e luoghi in cui sarà possibile reperire il prodotto ittico proveniente dai mercati e dalle marinerie di Marano Lagunare, Grado e Trieste.

«Crediamo che anche l’acquisto e il consumo del prodotto ittico sia un momento in cui si può aiutare le nostre comunità locali, che con il Covid 19 hanno subito in duro colpo nella commercializzazione del prodotto, in un quadro già di difficoltà per il comparto. Abbiamo inteso coinvolgere le pescherie – evidenzia Antonio Paoletti – stimolandole ad aderire all’iniziativa della campagna di Fish Very Good per inserirle nell’elenco di punti vendita che viene promosso attraverso i canali social del Flag Gac Fvg. Anche in questo modo si offre una opportunità in più agli operatori per arrivare con i loro prodotti di qualità al potenziale consumatore finale».

Il progetto Fish Very Good, di cui questa sensibilizzazione a dicembre è solo un’anteprima, si svolgerà nei prossimi tre anni e vedrà una serie di eventi, attività di sensibilizzazione, campagne promozionali integrate e attività a supporto della commercializzazione del prodotto ittico del Friuli Venezia Giulia, ma anche di quelle attività di tipo educativo e turistico e gastronomico collegate alle attività di pesca e acquacoltura.

DA DOMANI, 9 DICEMBRE , LE DOMANDE PER I VOUCHER INTERNAZIONALIZZAZIONE E TURISMO DELLA CCIAA VG

8 Dicembre 2020 | Di |

Foto Pierluigi Bumbaca

Dalle ore 12 di domani, mercoledì 9 dicembre, sarà possibile presentare alla Camera di Commercio Venezia Giulia  le domande per la concessione di voucher per l’Internazionalizzazione delle Pmi e per la concessione di voucher per il Turismo. Tutte le informazioni sono pubblicate sul sito web camerale all’indirizzo www.vg.camcom.gov.it.

I voucher  per l’Internazionalizzazione, sono rivolti alle Micro, Piccole e Medie Imprese di tutti i settori economici attraverso il sostegno all’acquisizione di servizi per favorire l’avvio o lo sviluppo del commercio internazionale, anche attraverso un più diffuso utilizzo di strumenti innovativi, utilizzando la leva delle tecnologie digitali. L’obiettivo è di realizzare azioni di immediato supporto alle imprese, attivando voucher utilizzabili o come contributi assegnati a copertura parziale delle spese sostenute per l’acquisizione di servizi su prestiti destinati alla realizzazione di programmi di internazionalizzazione delle aziende. Nello specifico, con l’iniziativa “Bando voucher internazionalizzazione – Anno 2020” si intende rispondere ai seguenti obiettivi: sostenere il ricorso a servizi o soluzioni finalizzate ad avviare o rafforzare la presenza all’estero delle Pmi della circoscrizione territoriale camerale, attraverso l’analisi, la progettazione, la gestione e la realizzazione di iniziative sui mercati internazionali; incrementare la consapevolezza e l’utilizzo delle possibili soluzioni offerte dal digitale a sostegno dell’export da parte delle imprese, in particolare lo sviluppo di iniziative di promozione e commercializzazione digitale;   favorire interventi funzionali alla continuità operativa delle attività commerciali sull’estero da parte delle imprese durante l’emergenza da Covid-19.
Per quanto concerne il Turismo, l’ azione è necessaria a causa della crisi economica senza precedenti conseguente all’emergenza legata al diffondersi della pandemia Covid-19 che richiederà a tutti, imprese e lavoratori, uno speciale sforzo di rigenerazione e capacità di adattamento e cambiamento per ritrovare, in un contesto di sicurezza sanitaria, una vincente capacità competitiva e una rinnovata stabilità. Nello specifico, con l’iniziativa “Bando Turismo – Anno 2020” sono proposte quattro misure che rispondono ai seguenti obiettivi: mettere in sicurezza le strutture turistiche fornendo assistenza alle imprese utilizzando lo strumento dei contributi/voucher; sui temi della pulizia e sanificazione, dell’offerta dei servizi turistici, della gestione degli aspetti logistici e del personale e degli altri aspetti che riguardano la riduzione dei rischi connessi all’operatività di tutte le tipologie di strutture ricettive, formando il personale addetto ai servizi turistici in linea con le raccomandazioni fornite dall’Organizzazione mondiale della Sanità per il settore turistico; gestire le strategie di comunicazione e commercializzazione rafforzando l’elemento reputazionale della “destinazione Italia” e della “destinazione Venezia Giulia”; incentivare il turismo in Italia, l’undertourism, il turismo culturale e quello enogastronomico.

Il Parco del Mare di Trieste si presenta con il progetto e gli investitori

23 Novembre 2020 | Di |

I

<Dopo 15 anni siamo qui a far parlare i fatti, ovvero gli investitori che hanno presentato un progetto e una proposta concreta di partenariato pubblico-privato per la realizzazione del Parco del Mare di Trieste>. Antonio Paoletti, Presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia promotrice da tempo della creazione a Trieste di un grande attrattore collegato al mare, ha iniziato così la presentazione del progetto del Parco del Mare di Trieste nella sala Maggiore della sede dell’Ente camerale.

<È una giornata storica – prosegue Paoletti – che vede una condivisione unica di intenti tra il privato e il pubblico, in un momento storico in cui si intende dare speranza e tracciare il futuro socio-economico di questi territori>. 

In questa visione di costruzione del futuro dopo le grandi difficoltà generate dalla pandemia, c’è stata una condivisione in intenti totale. Il progetto del Parco del Mare trova infatti concordi tutti gli attori, dai promotori Icop Spa, Costa Edutainment Spa e Iccrea BancaImpresa, alle istituzioni coinvolte per la realizzazione dell’opera ovvero la Camera di Commercio, il Comune di Trieste, la Regione Friuli Venezia Giulia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale (Aspmao), la Soprintendenza per i Beni artistici e architettonici del Friuli Venezia Giulia con la soprintendente, Simonetta Bonomi

E così si sono espressi i rispettivi vertici. Il sindaco Roberto Dipiazza vede in questo progetto la necessaria creazione di un grande attrattore per una città che è anche turistica e che proprio in questi momenti ha bisogno di nuovi investimenti per poter osare. Il presidente dell’Aspmao, Zeno D’agostino, che ha riconfermato la disponibilità a collaborare sia da parte dell’Autorità stessa che della partecipata Trieste terminal passeggeri per far fare assieme alla città un salto di qualità e la Regione Friuli Venezia Giulia che ha assicurato il sostegno finanziario sia attraverso un videomessaggio del presidente Massimiliano Fedriga, sia con le parole dell’assessore regionale Pierpaolo Roberti, che hanno entrambe confermato il sostegno all’iniziativa e gli impegni presi dall’amministrazione.

<Per rendere possibile la presentazione della proposta dell’associazione temporanea di imprese promotrice della realizzazione dell’opera- prosegue Paoletti -, la Camera di Commercio della Venezia Giulia ha acquisito a inizio ottobre da Invitalia  – Agenzia per lo sviluppo di proprietà del ministero dell’Economia, la società Trieste Navigando, titolare del progetto di Porto Lido e della concessione demaniale dell’aerea su cui verrà costruito l’acquario in un contesto di riqualificazione urbana di un’aerea degradata che sarà finalmente aperta alla pubblica fruizione>. 

Esiste quindi un sito, una titolarità dell’area, un progetto e una proposta di partenariato pubblico – privato. 

Il progetto in sintesi

Il progetto del Parco del Mare di Trieste interessa un’area della città, l’ex Porto Lido, ad oggi in disuso e degrado e prevede un intervento più ampio di recupero e valorizzazione dell’area che comprende anche la Lanterna.

L’Acquario che sarà costruito all’interno di questa area e che costituirà il principale attrattore, avrà una superficie complessiva di 10.000 metri quadrati, ospiterà 28 vasche espositive di cui la principale, la vasca oceanica, conterrà 3,2 milioni di litri. Il percorso di visita si svilupperà su tre piani, due espositivi e uno tecnico con la parte di impianti, tecnologia e spazi curatoriali necessari alla gestione delle vasche e degli animali ospiti.

Si stima che arriverà ad attrarre 600.000 visitatori all’anno e impiegherà, a regime, 120 lavoratori tra dipendenti diretti e indiretti.

La struttura presenterà anche una terrazza sovrastante che costituirà un punto di vista inedito sul panorama della città e della Lanterna adiacente.

L’intera area intende diventare uno spazio pubblico ad uso della città e che le restituisca un ulteriore affaccio al mare.

La struttura dell’Acquario è stata progettata nell’ottica di avere il minor impatto visivo possibile e di integrarsi perfettamente nel contesto in cui si inserisce.

La progettazione dell’Area e della struttura esterna è affidata allo studio Archest, la progettazione interna a Michael Oleksak e Ginette Castro di Cosestudi.

L’investimento complessivo per il progetto è di 44 milioni di euro.

L’apertura della struttura è prevista nel 2024.

Maggiori dettagli e approfondimenti attraverso gli interventi dei protagonisti.

Vittorio Petrucco, presidente Icop Spa

Arrivare  al progetto del Parco del Mare non è stato un percorso facile, sono serviti più di 2 anni per elaborare questa proposta in Partenariato Pubblico Privato.

I promotori dell’iniziativa sono:

  • un’impresa di costruzione, la ICOP;
  • un finanziatore, Iccrea BancaImpresa;
  • un gestore di parchi a tema, Costa Edutainment. 

Come promotori ci siamo candidati alla progettazione, alla costruzione, al finanziamento, alla manutenzione e alla gestione per 30 anni dell’acquario. 

Non si tratta solo di realizzare una bella opera e di recuperare un’area di pregio della città, area oggi degradata, ma anche garantire la sostenibilità economica dell’iniziativa. 

In base alle valutazioni fatte l’affluenza potenziale che afferisce a un’infrastruttura di questo tipo è stata calcolata in un milione di visitatori all’anno; la nostra proposta è stata dimensionata su 600.000 presenze.  

Noi promotori investiremo 24 milioni, la parte pubblica 20 milioni. Sono cifre importanti.

Anche se non sembra il momento più adatto per questo tipo di investimenti, bisogna fare uno sforzo e guardare al futuro con ottimismo pensando a come creare nuove opportunità di lavoro. Crediamo che sia una grande occasione di sviluppo per la città. 

Un acquario è un’azienda complessa che occuperà direttamente più di cento persone, impiegate certamente in attività turistiche, ma anche didattiche, di ricerca ed in ambulatori per la cura delle specie marine.

Va considerato inoltre il numero delle persone impiegate per la costruzione, la manutenzione e quelle dell’indotto.   

Il nostro obiettivo è aprire la struttura al pubblico nel 2024; sembra un tempo molto lontano ma oltre alla realizzazione, sono tante le cose da fare.

Basti pensare, ad esempio, all’impatto che 600.000 visitatori all’anno comportano sulla mobilità e sui servizi di accoglienza che devono pertanto essere adeguati. 

Oggi è l’inizio di un percorso. L’auspicio è ripetere quanto accaduto con la piattaforma logistica per il quartiere di Servola, vorrei che l’acquario per questa zona fosse il primo pezzo di un puzzle più ampio: un progetto per la riqualificazione urbana, per il lavoro, per la città stessa. 

Annamaria Coccolo, architetto, studio “Archest”

Il progetto del Parco del Mare di Trieste, travalicando i confini del lotto di pertinenza a favore di una visione di più ampio respiro, ha mirato alla realizzazione di un acquario fortemente legato al contesto fino a diventare esso stesso uno spazio fruibile, ancorato al sistema pubblico di accesso al molo. 

L’idea è stata quella di prolungare la passeggiata delle “Rive”, valorizzando l’ingresso al Bagno Marino, fino ad arrivare tramite una piazza lineare al nuovo spazio pubblico fronteggiante il mare, fulcro del sistema che è fortemente relazionato alla “Lanterna”. A questa centralità si collega l’edificio dell’acquario sia con la galleria d’ingresso che con una scalinata che man mano salendo sull’edificio si plasma in uno spazio pubblico affacciato sull’acqua come i “moli” che contraddistinguono la città di Trieste.  

Questa volontà di integrazione tra il nuovo edificio e il sistema degli spazi pubblici, fortemente ricercato nel progetto, è frutto della consapevolezza che solo un’architettura rispettosa, fatta di forme lineari e materiali omogenei può dare risalto a ciò che è storico come la “Lanterna” ma soprattutto al pregevole affaccio sul mare. 

Chiaramente un edificio che ospita un acquario deve rispondere a precise esigenze dimensionali proprio per contenere le vasche e tutto ciò che è tecnologia e cura degli animali; in questo delicato contesto si è cercato, senza compromettere l’attrattività della struttura, di minimizzare gli spazi e le altezze per ridurre l’impatto dell’edificio sul contesto, soprattutto sul lato verso il mare. 

L’edificio di progetto è formato da due trapezi collegati dalle passerelle che si trovano nella galleria a doppia altezza. Il corpo più piccolo a due livelli ospita le strutture di ingresso, il ristoro e il gift shop, nell’altro a tre livelli si trova il museo vero e proprio: due livelli per i visitatori e uno, quello superiore destinato ad accogliere la tecnologia, i laboratori e la cura e nutrizione degli animali. 

L’attrazione principale è rappresentata dalla vasca centrale di forma ovale, di lunghezza pari a circa 28 metri e larghezza nel punto maggiore di 18 metri.  Attorno a questa vasca e ad altre più̀ piccole sono organizzati i percorsi per i visitatori che ogni tanto, in punti strategici, potranno anche godere della bellissima vista esterna sulla “lanterna”, sul mare e sulla città di Trieste. 

Per quanto riguarda l’accessibilità al museo, oltre ad un nuovo parcheggio posto nelle vicinanze dell’acquario, i rimanenti stalli, funzionali all’attività saranno reperiti, tramite convenzione con i gestori, lungo la Riva Ottaviano Augusto e aree limitrofe. I bus turistici potranno far scendere i visitatori all’inizio di Riva Traiana dove ci sono appositi spazi di manovra, inoltre, con il Porto Vecchio e i vari insediamenti museali, ricettivi, ludici che verranno realizzati, il Parco potrà utilizzare collegamenti via mare diretti e sostenibili proprio grazie ai flussi di visitatori, in linea con la mobilità integrata via terra e via mare, capace di ridurre il traffico lungo le arterie cittadine.

Ginette Castro e Michael Oleksak, architetti, studio “cosestudi”

A nostro avviso, lo sviluppo di un nuovo acquario di livello internazionale nella zona di Porto Lido rappresenta un’importante opportunità per arricchire ulteriormente l’unicità urbana e gli

aspetti culturali, sociali e storici di Trieste.

Subito dopo aver visitato Trieste e la zona di Porto Lido, siamo rimasti incuriositi dalla vostra città unica e dall’incredibile potenziale che questo luogo speciale rappresenta per i triestini e la regione Friuli Venezia Giulia.

Insieme ai nostri partner di progettazione, Archest, abbiamo cercato di sviluppare il concetto di un acquario che fosse sensibile al significativo patrimonio del sito, soprattutto della Lanterna, fornendo anche un maggiore accesso pubblico al mare e alle spettacolari viste della città dal mare. Abbiamo creduto che la costruzione dell’acquario dovesse essere sviluppata in modo che esprimesse un delicato equilibrio tra l’essere molto rispettosi dell’importante contesto storico del sito e guardare al futuro con fiducia.

L’organizzazione interna dell’acquario ha lo scopo di immergere i visitatori nelle meraviglie della vita nel mondo sottomarino per coinvolgerli prima emotivamente e poi intellettualmente nella comprensione e apprezzamento dell’importanza dell’educazione e della conservazione del mare,

Il percorso di visita non sarà percepito come un assemblaggio di vasche indipendenti ma più come l’esperienza di meraviglioso mondo di vita acquatica interconnesso e multistrato. Oltre alle vasche, il visitatore potrà osservare mostre multimediali che, utilizzando la tecnologia digitale, possono comunicare la scienza del mare e l’importanza della conservazione in modo semplice e intuitivo. 

L’acquario sarà essenzialmente un “laboratorio vivente” che esprime l’impegno di Trieste per la scienza e la conservazione del mare.

Trieste è una città molto speciale con un ricco patrimonio di collegamenti con i mari e gli oceani.

Considereremo un privilegio lavorare con Costa Edutainment, Icop, Archest e, per estensione, la comunità triestina, per contribuire a creare un nuovo acquario di livello mondiale in un luogo così speciale.

Giuseppe Costa, Cavaliere del Lavoro, presidente e amministratore delegato di Costa Edutainment Spa 

Costa Edutainment ha sviluppato negli anni un know-how unico nel panorama italiano nella gestione di siti e grandi strutture pubbliche e private dedicate ad attività ricreative, culturali, didattiche e di ricerca scientifica, con particolare riferimento a grandi Acquari come quello di Genova. 

Uno dei principi guida dell’azienda è da sempre operare in rete e sinergia con enti, istituzioni e realtà scientifiche, culturali e turistiche del territorio per ampliare la forte attrattività che una struttura come un grande acquario ha e, in un’ottica più ampia di responsabilità sociale di impresa, far sì che l’intero territorio venga valorizzato e benefici di un indotto condiviso, a partire dalla creazione di occupazione.

Costa Edutainment ritiene che Trieste sia una città, un territorio con una buona attrattività non solo presso un pubblico italiano ma anche nei confronti di visitatori e turisti stranieri sia per la vicinanza e la raggiungibilità sia per la ricchezza dell’offerta. Il progetto dell’Acquario, che prevede di arrivare ad accogliere 600.000 visitatori all’anno, ha l’obiettivo di fare da catalizzatore per questi nuovi flussi turistici che sul territorio troveranno un’offerta molto più ampia. Parte del lavoro di preparazione da parte della città e delle imprese coinvolte nel progetto è l’organizzazione logistica e di accoglienza dei turisti in arrivo attraverso un piano di viabilità che prevede la disponibilità di parcheggi in parte di fronte all’Acquario (basti pensare che a Genova con una media annuale di 1,1 milioni di visitatori il parcheggio di pertinenza è di 160 posti) e in parte diffusi in città sufficienti a garantire una corretta gestione degli arrivi. Aspetto che, sulla scia dell’esperienza di Genova che ha notoriamente una viabilità più complessa e articolata, si presenta di facile realizzazione a Trieste.    

Una struttura come l’Acquario non può prescindere dalla missione di tutela del capitale naturale, attraverso progetti di ricerca, conservazione e sostenibilità, ma anche dalla missione educativa nei confronti dei propri visitatori, dalle scuole alle famiglie. L’esperienza di visita edutainment coinvolgente, divertente e capace di parlare a ogni tipo di target, è lo strumento principale per perseguire questa missione e stimolare il pubblico a cambiare i propri comportamenti per contribuire attivamente alla conservazione del patrimonio naturale.

Carlo Napoleoni, direttore generale di Iccrea BancaImpresa

Il Parco del Mare di Trieste è un progetto altamente innovativo e vuole restituire alla comunità cittadina una vasta area interamente riqualificata e pronta ad un ulteriore sviluppo. Il Gruppo Iccrea, che da sempre accompagna e promuove le idee e i progetti che possono anche dare un ritorno alle comunità territoriali, vede nel Parco del Mare proprio importanti opportunità di innovazione e sviluppo. Grazie alla realizzazione dell’acquario, si potrà riqualificare un’intera area cittadina e contemporaneamente rispondere al bisogno impellente di sensibilizzazione verso le tematiche ambientali e di conservazione degli ambienti marini. 

L’acquario sarà quindi un catalizzatore di flussi turistici, di iniziative a carattere educativo e sociale e di incentivazione per iniziative imprenditoriali nel settore del turismo, del commercio e della ristorazione. Iccrea BancaImpresa, la banca corporate del Gruppo Iccrea, ha presentato questo progetto in qualità di soggetto promotore, contribuendo – da subito – come finanziatore all’attivazione di un partenariato pubblico-privato con la formula contrattuale del leasing pubblico. In questo senso va anche la nostra collaborazione con Icop e Costa Edutaiment, affinché la realizzazione dell’acquario possa diventare una realtà>.

Immagini di Archest e cosestudi.

Presentato il progetto del Parco del Mare di Trieste

20 Novembre 2020 | Di |

            <Dopo 15 anni siamo qui a far parlare i fatti, ovvero gli investitori che hanno presentato un progetto e una proposta concreta di partenariato pubblico-privato per la realizzazione del Parco del Mare di Trieste>. Antonio Paoletti, Presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia promotrice da tempo della creazione a Trieste di un grande attrattore collegato al mare, ha iniziato così la presentazione di questa mattina nella sala Maggiore della sede dell’Ente camerale.

            <È una giornata storica – prosegue Paoletti – che vede una condivisione unica di intenti tra il privato e il pubblico, in un momento storico in cui si intende dare speranza e tracciare il futuro socio-economico di questi territori>. 

            In questa visione di costruzione del futuro dopo le grandi difficoltà generate dalla pandemia, c’è stata una condivisione in intenti totale. Il progetto del Parco del Mare trova infatti concordi tutti gli attori, dai promotori Icop Spa, Costa Edutainment Spa e Iccrea BancaImpresa, alle istituzioni coinvolte per la realizzazione dell’opera ovvero la Camera di Commercio, il Comune di Trieste, la Regione Friuli Venezia Giulia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale (Aspmao), la Soprintendenza per i Beni artistici e architettonici del Friuli Venezia Giulia con la soprintendente, Simonetta Bonomi

            E così si sono espressi i rispettivi vertici. Il sindaco Roberto Dipiazza vede in questo progetto la necessaria creazione di un grande attrattore per una città che è anche turistica e che proprio in questi momenti ha bisogno di nuovi investimenti per poter osare. Il presidente dell’Aspmao, Zeno D’agostino, che ha riconfermato la disponibilità a collaborare sia da parte dell’Autorità stessa che della partecipata Trieste terminal passeggeri per far fare assieme alla città un salto di qualità e la Regione Friuli Venezia Giulia che ha assicurato il sostegno finanziario sia attraverso un videomessaggio del presidente Massimiliano Fedriga, sia con le parole dell’assessore regionale Pierpaolo Roberti, che hanno entrambe confermato il sostegno all’iniziativa e gli impegni presi dall’amministrazione.

            <Per rendere possibile la presentazione della proposta dell’associazione temporanea di imprese promotrice della realizzazione dell’opera- prosegue Paoletti -, la Camera di Commercio della Venezia Giulia ha acquisito a inizio ottobre da Invitalia  – Agenzia per lo sviluppo di proprietà del ministero dell’Economia, la società Trieste Navigando, titolare del progetto di Porto Lido e della concessione demaniale dell’aerea su cui verrà costruito l’acquario in un contesto di riqualificazione urbana di un’aerea degradata che sarà finalmente aperta alla pubblica fruizione>. 

            Esiste quindi un sito, una titolarità dell’area, un progetto e una proposta di partenariato pubblico – privato. 

Il progetto in sintesi

Il progetto del Parco del Mare di Trieste interessa un’area della città, l’ex Porto Lido, ad oggi in disuso e degrado e prevede un intervento più ampio di recupero e valorizzazione dell’area che comprende anche la Lanterna.

L’Acquario che sarà costruito all’interno di questa area e che costituirà il principale attrattore, avrà una superficie complessiva di 10.000 metri quadrati, ospiterà 28 vasche espositive di cui la principale, la vasca oceanica, conterrà 3,2 milioni di litri. Il percorso di visita si svilupperà su tre piani, due espositivi e uno tecnico con la parte di impianti, tecnologia e spazi curatoriali necessari alla gestione delle vasche e degli animali ospiti.

Si stima che arriverà ad attrarre 600.000 visitatori all’anno e impiegherà, a regime, 120 lavoratori tra dipendenti diretti e indiretti.

La struttura presenterà anche una terrazza sovrastante che costituirà un punto di vista inedito sul panorama della città e della Lanterna adiacente.

L’intera area intende diventare uno spazio pubblico ad uso della città e che le restituisca un ulteriore affaccio al mare.

La struttura dell’Acquario è stata progettata nell’ottica di avere il minor impatto visivo possibile e di integrarsi perfettamente nel contesto in cui si inserisce.

La progettazione dell’Area e della struttura esterna è affidata allo studio Archest, la progettazione interna a Michael Oleksak e Ginette Castro di Cosestudi.

L’investimento complessivo per il progetto è di 44 milioni di euro.

L’apertura della struttura è prevista nel 2024.

Maggiori dettagli e approfondimenti attraverso gli interventi dei protagonisti.

Vittorio Petruccopresidente Icop Spa

Arrivare  al progetto del Parco del Mare non è stato un percorso facile, sono serviti più di 2 anni per elaborare questa proposta in Partenariato Pubblico Privato.

I promotori dell’iniziativa sono:

  • un’impresa di costruzione, la ICOP;
  • un finanziatore, Iccrea BancaImpresa;
  • un gestore di parchi a tema, Costa Edutainment. 

Come promotori ci siamo candidati alla progettazione, alla costruzione, al finanziamento, alla manutenzione e alla gestione per 30 anni dell’acquario. 

Non si tratta solo di realizzare una bella opera e di recuperare un’area di pregio della città, area oggi degradata, ma anche garantire la sostenibilità economica dell’iniziativa. 

In base alle valutazioni fatte l’affluenza potenziale che afferisce a un’infrastruttura di questo tipo è stata calcolata in un milione di visitatori all’anno; la nostra proposta è stata dimensionata su 600.000 presenze.  

Noi promotori investiremo 24 milioni, la parte pubblica 20 milioni. Sono cifre importanti.

Anche se non sembra il momento più adatto per questo tipo di investimenti, bisogna fare uno sforzo e guardare al futuro con ottimismo pensando a come creare nuove opportunità di lavoro. Crediamo che sia una grande occasione di sviluppo per la città. 

Un acquario è un’azienda complessa che occuperà direttamente più di cento persone, impiegate certamente in attività turistiche, ma anche didattiche, di ricerca ed in ambulatori per la cura delle specie marine.

Va considerato inoltre il numero delle persone impiegate per la costruzione, la manutenzione e quelle dell’indotto.   

Il nostro obiettivo è aprire la struttura al pubblico nel 2024; sembra un tempo molto lontano ma oltre alla realizzazione, sono tante le cose da fare.

Basti pensare, ad esempio, all’impatto che 600.000 visitatori all’anno comportano sulla mobilità e sui servizi di accoglienza che devono pertanto essere adeguati. 

Oggi è l’inizio di un percorso. L’auspicio è ripetere quanto accaduto con la piattaforma logistica per il quartiere di Servola, vorrei che l’acquario per questa zona fosse il primo pezzo di un puzzle più ampio: un progetto per la riqualificazione urbana, per il lavoro, per la città stessa. 

Annamaria Coccolo, architetto, studio “Archest”

Il progetto del Parco del Mare di Trieste, travalicando i confini del lotto di pertinenza a favore di una visione di più ampio respiro, ha mirato alla realizzazione di un acquario fortemente legato al contesto fino a diventare esso stesso uno spazio fruibile, ancorato al sistema pubblico di accesso al molo. 

L’idea è stata quella di prolungare la passeggiata delle “Rive”, valorizzando l’ingresso al Bagno Marino, fino ad arrivare tramite una piazza lineare al nuovo spazio pubblico fronteggiante il mare, fulcro del sistema che è fortemente relazionato alla “Lanterna”. A questa centralità si collega l’edificio dell’acquario sia con la galleria d’ingresso che con una scalinata che man mano salendo sull’edificio si plasma in uno spazio pubblico affacciato sull’acqua come i “moli” che contraddistinguono la città di Trieste.  

Questa volontà di integrazione tra il nuovo edificio e il sistema degli spazi pubblici, fortemente ricercato nel progetto, è frutto della consapevolezza che solo un’architettura rispettosa, fatta di forme lineari e materiali omogenei può dare risalto a ciò che è storico come la “Lanterna” ma soprattutto al pregevole affaccio sul mare. 

Chiaramente un edificio che ospita un acquario deve rispondere a precise esigenze dimensionali proprio per contenere le vasche e tutto ciò che è tecnologia e cura degli animali; in questo delicato contesto si è cercato, senza compromettere l’attrattività della struttura, di minimizzare gli spazi e le altezze per ridurre l’impatto dell’edificio sul contesto, soprattutto sul lato verso il mare. 

L’edificio di progetto è formato da due trapezi collegati dalle passerelle che si trovano nella galleria a doppia altezza. Il corpo più piccolo a due livelli ospita le strutture di ingresso, il ristoro e il gift shop, nell’altro a tre livelli si trova il museo vero e proprio: due livelli per i visitatori e uno, quello superiore destinato ad accogliere la tecnologia, i laboratori e la cura e nutrizione degli animali. 

L’attrazione principale è rappresentata dalla vasca centrale di forma ovale, di lunghezza pari a circa 28 metri e larghezza nel punto maggiore di 18 metri.  Attorno a questa vasca e ad altre più̀ piccole sono organizzati i percorsi per i visitatori che ogni tanto, in punti strategici, potranno anche godere della bellissima vista esterna sulla “lanterna”, sul mare e sulla città di Trieste. 

Per quanto riguarda l’accessibilità al museo, oltre ad un nuovo parcheggio posto nelle vicinanze dell’acquario, i rimanenti stalli, funzionali all’attività saranno reperiti, tramite convenzione con i gestori, lungo la Riva Ottaviano Augusto e aree limitrofe. I bus turistici potranno far scendere i visitatori all’inizio di Riva Traiana dove ci sono appositi spazi di manovra, inoltre, con il Porto Vecchio e i vari insediamenti museali, ricettivi, ludici che verranno realizzati, il Parco potrà utilizzare collegamenti via mare diretti e sostenibili proprio grazie ai flussi di visitatori, in linea con la mobilità integrata via terra e via mare, capace di ridurre il traffico lungo le arterie cittadine.

Ginette Castro e Michael Oleksak, architetti, studio “cosestudi”

A nostro avviso, lo sviluppo di un nuovo acquario di livello internazionale nella zona di Porto Lido rappresenta un’importante opportunità per arricchire ulteriormente l’unicità urbana e gli

aspetti culturali, sociali e storici di Trieste.

Subito dopo aver visitato Trieste e la zona di Porto Lido, siamo rimasti incuriositi dalla vostra città unica e dall’incredibile potenziale che questo luogo speciale rappresenta per i triestini e la regione Friuli Venezia Giulia.

Insieme ai nostri partner di progettazione, Archest, abbiamo cercato di sviluppare il concetto

di un acquario che fosse sensibile al significativo patrimonio del sito, soprattutto della Lanterna, fornendo anche un maggiore accesso pubblico al mare e alle spettacolari viste della città dal mare. Abbiamo creduto che la costruzione dell’acquario dovesse essere sviluppata in modo che esprimesse un delicato equilibrio tra l’essere molto rispettosi dell’importante contesto storico del sito e guardare al futuro con fiducia.

L’organizzazione interna dell’acquario ha lo scopo di immergere i visitatori nelle meraviglie della vita nel mondo sottomarino per coinvolgerli prima emotivamente e poi intellettualmente nella comprensione e apprezzamento dell’importanza dell’educazione e della conservazione del mare,

Il percorso di visita non sarà percepito come un assemblaggio di vasche indipendenti ma più come l’esperienza di meraviglioso mondo di vita acquatica interconnesso e multistrato. Oltre alle vasche, il visitatore potrà osservare mostre multimediali che, utilizzando la tecnologia digitale, possono comunicare la scienza del mare e l’importanza della conservazione in modo semplice e intuitivo. 

L’acquario sarà essenzialmente un “laboratorio vivente” che esprime l’impegno di Trieste per la scienza e la conservazione del mare.

Trieste è una città molto speciale con un ricco patrimonio di collegamenti con i mari e gli oceani.

Considereremo un privilegio lavorare con Costa Edutainment, Icop, Archest e, per estensione, la comunità triestina, per contribuire a creare un nuovo acquario di livello mondiale in un luogo così speciale.

Giuseppe Costa, Cavaliere del Lavoro, presidente e amministratore delegato di Costa Edutainment Spa 

Costa Edutainment ha sviluppato negli anni un know-how unico nel panorama italiano nella gestione di siti e grandi strutture pubbliche e private dedicate ad attività ricreative, culturali, didattiche e di ricerca scientifica, con particolare riferimento a grandi Acquari come quello di Genova. 

Uno dei principi guida dell’azienda è da sempre operare in rete e sinergia con enti, istituzioni e realtà scientifiche, culturali e turistiche del territorio per ampliare la forte attrattività che una struttura come un grande acquario ha e, in un’ottica più ampia di responsabilità sociale di impresa, far sì che l’intero territorio venga valorizzato e benefici di un indotto condiviso, a partire dalla creazione di occupazione.

Costa Edutainment ritiene che Trieste sia una città, un territorio con una buona attrattività non solo presso un pubblico italiano ma anche nei confronti di visitatori e turisti stranieri sia per la vicinanza e la raggiungibilità sia per la ricchezza dell’offerta. Il progetto dell’Acquario, che prevede di arrivare ad accogliere 600.000 visitatori all’anno, ha l’obiettivo di fare da catalizzatore per questi nuovi flussi turistici che sul territorio troveranno un’offerta molto più ampia. Parte del lavoro di preparazione da parte della città e delle imprese coinvolte nel progetto è l’organizzazione logistica e di accoglienza dei turisti in arrivo attraverso un piano di viabilità che prevede la disponibilità di parcheggi in parte di fronte all’Acquario (basti pensare che a Genova con una media annuale di 1,1 milioni di visitatori il parcheggio di pertinenza è di 160 posti) e in parte diffusi in città sufficienti a garantire una corretta gestione degli arrivi. Aspetto che, sulla scia dell’esperienza di Genova che ha notoriamente una viabilità più complessa e articolata, si presenta di facile realizzazione a Trieste.    

Una struttura come l’Acquario non può prescindere dalla missione di tutela del capitale naturale, attraverso progetti di ricerca, conservazione e sostenibilità, ma anche dalla missione educativa nei confronti dei propri visitatori, dalle scuole alle famiglie. L’esperienza di visita edutainment coinvolgente, divertente e capace di parlare a ogni tipo di target, è lo strumento principale per perseguire questa missione e stimolare il pubblico a cambiare i propri comportamenti per contribuire attivamente alla conservazione del patrimonio naturale.

Carlo Napoleonidirettore generale di Iccrea BancaImpresa

Il Parco del Mare di Trieste è un progetto altamente innovativo e vuole restituire alla comunità cittadina una vasta area interamente riqualificata e pronta ad un ulteriore sviluppo. Il Gruppo Iccrea, che da sempre accompagna e promuove le idee e i progetti che possono anche dare un ritorno alle comunità territoriali, vede nel Parco del Mare proprio importanti opportunità di innovazione e sviluppo. Grazie alla realizzazione dell’acquario, si potrà riqualificare un’intera area cittadina e contemporaneamente rispondere al bisogno impellente di sensibilizzazione verso le tematiche ambientali e di conservazione degli ambienti marini. 

L’acquario sarà quindi un catalizzatore di flussi turistici, di iniziative a carattere educativo e sociale e di incentivazione per iniziative imprenditoriali nel settore del turismo, del commercio e della ristorazione. Iccrea BancaImpresa, la banca corporate del Gruppo Iccrea, ha presentato questo progetto in qualità di soggetto promotore, contribuendo – da subito – come finanziatore all’attivazione di un partenariato pubblico-privato con la formula contrattuale del leasing pubblico. In questo senso va anche la nostra collaborazione con Icop e Costa Edutaiment, affinché la realizzazione dell’acquario possa diventare una realtà>.

Da lunedì 9 novembre Sportelli carburanti solo su appuntamento e online

6 Novembre 2020 | Di |

La Camera di Commercio Venezia  Giulia rende noto che da lunedì 9 novembre 2020, a seguito delle prescrizioni inserite nel recente Decreto del presidente del consiglio dei ministri  del 6 novembre 2020 in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid – 19 ed entrato oggi in vigore, gli Sportelli carburanti regionali delle sedi di Trieste, Gorizia e Monfalcone ritorneranno alla operatività solo su appuntamento, mantenendo pienamente funzionante il servizio online.

L’apertura su appuntamento coprirà tutto l’arco della settimana lavorativa, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 12, telefonando ai seguenti numeri:

Trieste – 040 6701 255 – 218

Gorizia – 0481 384 253 / 294

Monfalcone – 0481 414  629

              L’Ente camerale ricorda che i residenti nella circoscrizione territoriale della ex provincia di Trieste e Gorizia possono presentare anche nella modalità online le richieste di identificativi (tessere a microchip) per l’acquisto di carburanti regionali, ai sensi della Legge Regionale n.14/2010, nei seguenti casi:

1.               nuovo rilascio per persona che non ha mai richiesto prima la tessera regionale;

2.              rilascio di tessera aggiuntiva a seguito di acquisto di un nuovo veicolo intestato/cointestato a persona che è già in possesso di tessere regionali per mezzi circolanti di cui mantiene la titolarità/contitolarità;

3.               sostituzione di tessere a seguito di smarrimento o furto.

Tutte le informazione su sito web camerale al seguente link:

bit.ly/2TqXCEv— 

Strumenti e metodi di misurazione dell’Economia Circolare: webinar dedicata l’11 novembre alle ore 9.00

5 Novembre 2020 | Di |

Le Camere di Commercio Venezia Giulia e Pordenone-Udine, in collaborazione con la Sezione regionale Friuli Venezia Giulia dell’Albo nazionale Gestori Ambientali ed Ecocerved scarl, nell’ambito di un progetto proposto da Unioncamere nazionale, organizzano una serie di seminari volti a formare, informare e  sensibilizzare le imprese sulle politiche ambientali e sulle azioni volte a promuovere lo sviluppo dell’economia circolare.

La misurazione della circolarità rappresenta un requisito imprescindibile per l’attuazione di un percorso di transizione da un modello lineare ad uno di tipo circolare ad ogni livello. Ad oggi esistono numerosi indicatori e strumenti che sono in grado di effettuare una misurazione della circolarità a livello macro (stati, regioni, città ecc.), a livello meso (filiere produttive) ed a livello micro (imprese, prodotti).

Per tutti e tre i livelli di misurazione, non esiste un approccio di misurazione e/o uno strumento ritenuto universale. Ad esempio esistono molteplici strumenti per la misurazione della circolarità nelle imprese, alcuni anche tagliati su specifici settori produttivi, in grado di cogliere in maniera diversa le complessità e le specificità legate ad un tema vasto come quello della circolarità.

A livello di impresa, il monitoraggio di indicatori rilevanti per la circolarità e/o l’utilizzo di uno strumento per la misurazione del livello di circolarità è senza dubbio un passo essenziale per aiutare a definire strategie per il miglioramento della circolarità. 

Tali strategie possono ovviamente anche avere un impatto positivo sugli aspetti di sostenibilità economica di un’impresa, legati ad esempio alla riduzione dei costi di smaltimento dei rifiuti, alla riduzione dei rischi in fase di approvvigionamento, al miglioramento dell’immagine aziendale ed altro ancora.

Intervengono:

NATALIA GUSMERROTTI, ricercatrice (ASSISTANT PROFESSOR) presso l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, cordinatrice del gruppo di ricerca che si occupa di economia circolare e capitale naturale (Circular Economy and Natural Capital – CENC), che opera nell’ambito del più ampio gruppo Sustainability Management (SuM) dello stesso Istituto. Molti sono i progetti di ricerca ideati e realizzati dal gruppo con la partecipazione di partner pubblici e privati, di livello nazionale e internazionale. Tiene inoltre diversi corsi sulle tematiche CENC con particolare riguardo alla formazione post-universitaria e manageriale ed è autrice di pubblicazioni scientifiche di rilievo internazionale, nonché di prodotti editoriali di tipo tecnico e divulgativo.

FILIPPO CORSINI,  assegnista di ricerca presso l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Management. I suoi interessi di ricerca riguardano i temi dell’economia circolare, della responsabilità estesa del produttore e più in generale della sostenibilità aziendale. È autore di numerosi articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali peer-reviewed ed ha tenuto diverse presentazioni a conferenze nazionali ed internazionali sui temi dell’economia circolare.

Il seminario, la cui partecipazione è a titolo gratuito ma su invito, è rivolto  principalmente alle Piccole e Medie Imprese, alle associazioni di categoria ed ai consulenti che intendono approfondire le tematiche legate all’economia circolare.

Il giorno prima dell’evento i partecipanti riceveranno via mail il link alla piattaforma dedicata. Non sono necessarie applicazioni nè dotazioni informatiche particolari, si consiglia l’utilizzo del browser Google Chrome.

Per informazioni scrivere a: ambiente@vg.camcom.it

Referenti di progetto:

Camera di Commercio Venezia GIulia
dott. ssa Cristiana Vittigli
Responsabile Ufficio Ambiente
Segretario Sezione FVG Albo Nazionale Gestori Ambientali
tel.  040 6701261
ambiente@vg.camcom.it

Camera di Commercio Pordenone Udine
dott. Paolo Rodolico
tel.  0432 – 273562
paolo.rodolico@pnud.camcom.it

TRASFERITA DALLA CAMERA DI COMMERCIO VENEZIA GIULIA ALL’AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO ORIENTALE LA PROPRIETA’ DELLE AREE DEL PORTO DI MONFALCONE DI PROPRIETA’ DELL’ENTE CAMERALE

29 Ottobre 2020 | Di |


Antonio Paoletti: <La portualità allargata di Trieste e Monfalcone diventa realtà>

Zeno D’Agostino: <Stiamo andando in controtendenza, creando aperture e ponti per una evoluzione economica dell’area giuliana>

TRIESTE _ Un ulteriore passo in avanti nella strategia di integrazione della logistica regionale portata avanti dalla Camera di Commercio Venezia Giulia: è questo, in sintesi, il significato del trasferimento da parte della Camera di Commercio Venezia Giulia  all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale (Aspmao) del “compendio aziendale costituente il Porto di Monfalcone”secondo la proposta  fatta dalla stessa Cciaa Vg.  

Oggi pomeriggio, nella sala Maggiore del palazzo della Borsa Vecchia, il presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti, e quello dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino, alla presenza dei sindaci di Monfalcone, Anna Cisint, di Trieste, Roberto Dipiazza, il presidente dell’Azienda speciale per il Porto di Monfalcone, Gianluca Madriz,  il segretario generale della Cciaa Vg, , Pierluigi Medeot, e il direttore finanziario dell’Aspmao,  Antonio Gurrieri, hanno sottoscritto il trasferimento della proprietà del Porto di Monfalcone dalla Cciaa Vg all’Aspmao.

<E’ un momento importante – ha affermato il presidente Antonio Paoletti – che vede la portualità allargata di Trieste e Monfalcone diventare realtà al termine di un percorso condiviso, definito e analizzato lavorando a stretto contatto con l’Aspmao, che valorizzerà ulteriormente le peculiarità dell’area monfalconese>. 

<Stiamo andando in controtendenza, creando aperture e ponti per una evoluzione economica dell’area giuliana in un periodo in cui a livello mondiale si parla di chiusure non solo di carattere sanitario> ha sottolineato Zeno D’Agostino, presidente dell’Aspmao. 

Grande soddisfazione è stata espressa dai sindaci di Monfalcone e Trieste, <questo è un ulteriore tassello di una crescita economica che stiamo costruendo assieme> ha detto Roberto Dipiazza, <che consente a Monfalcone di creare ulteriori basi di crescita economica attraverso quel porto che è considerato la punta di diamante del territorio> ha ribadito Anna Cisint.

Il trasferimento è intervenuto a seguito della nuova normativa che obbliga la Cciaa Vg a dismettere la gestione delle attività marittime e portuali dello scalo di Monfalcone, implicando tale dismissione anche la trasmissione dell’intero compendio aziendale a ciò destinato compreso il personale addetto dell’azienda speciale per il Porto di Monfalcone. <Per il Porto di Monfalcone – prosegue Paoletti – con l’ingresso nell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale si aprono prospettive di crescita e di sviluppo anche facilmente intuibili, che si consolideranno ulteriormente con l’escavo del canale di accesso e con la definizione del Piano Regolatore del Porto. Si tratta, complessivamente, di un’area di oltre 310 mila metri quadrati dei quali 38 mila in immobili magazzini, palazzine e servizi, valico accesso al porto, servizi a piazzale, tettoie portuali coperti, ai quali si sommano 17.800 metri quadrati di immobili di tersi su aree dell’Azienda Speciale>.

Una strategia di sviluppo nella Venezia Giulia avviata con l’unificazione delle Camere di Commercio di Trieste e Gorizia, che ha unito i territori geo-economicamente omogenei per fare un sistema economico ancora più competitivo, attraverso l’unificazione delle realtà e istituzioni economiche e sociali che quei territori rappresentano.

Un’unificazione, va anche ricordato, a cui si faceva riferimento già all’atto dell’ istituzione, il 1.o febbraio del 1975, dell’Azienda Speciale per il Porto di Monfalcone: all’art.1 dello Statuto si affermava, infatti, che  “Nell’ambito dei fini promozionali assunti nell’interesse pubblico dalla Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura di Gorizia, ed allo scopo di favorire lo sviluppo del Porto di Monfalcone in vista della costituzione dell’Ente unitario di gestione dei Porti regionali, è istituita l’Azienda Speciale per il Porto di Monfalcone…>.

<Stiamo portando a compimento un percorso strategico definito con le Categorie Economiche – continua Paoletti – che è iniziato con l’aumento di capitale in Interporto di Trieste per l’acquisizione dell’area Wärtsilä per la costituzione dell’area di Porto franco Freeste. Abbiamo poi proseguito assieme al Comune di Gorizia con l’ingresso di Interporto Gorizia – Sdag in Interporto di Trieste,  per la definitiva integrazione della retro-portualità della Venezia Giulia e regionale>.

<E’ stato, inoltre, – afferma Paoletti –  portato a termine l’obiettivo camerale di unione dei Consorzi di Sviluppo Industriale della Venezia Giulia. La Cciaa Vg è già presente con una propria quota di partecipazione nei Consorzi di Sviluppo Industriale di Gorizia e di Monfalcone, ma per facilitare il percorso verso il Consorzio Unico sarebbe opportuno l’ingresso dell’Ente camerale nel  Consorzio di Sviluppo Economico Locale dell’Area Giuliana (Coselag)>.

Oltre all’integrazione dei  Consorzi di Sviluppo Industriale, della portualità e della logistica  il piano strategico camerale ha visto il compimento anche della fusione dei Consorzi di Garanzia Fidi quali attori fondamentali a sostegno delle imprese per le nuove sfide economiche che consentiranno consolidamento e crescita economica nella Venezia Giulia.

<Inoltre –  conclude Paoletti – permettetemi un ringraziamento a tutti i presidenti dell’Azienda speciale Porto di Monfalcone che si sono succeduti negli anni, con un particolare riferimento al presidente avv. Enzo Bevilacqua e al suo direttore, ing. Riccardo Suppancich, i quali hanno dato un apporto strategico e operativo fondamentale per portare al risultato di cui ora ci fregiamo>.