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A Klagenfurt Camere di Commercio e Gect uniti per far cresce i rispettivi territori

27 novembre 2018 | Di |

 

FOTO GECT FINALE

 

Camere  di Commercio e  Gect Euregio Senza Confini uniti per  far crescere i settori economici dei rispettivi territori. Questo l’obiettivo dei contenuti del protocollo sottoscritto a Klagenfurt dai presidenti del Land Carinzia, Peter Kaiser, della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, dall’assessore della Regione Veneto, Federico Caner, dai presidenti della Camera di Commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti, della Camera dell’Economia della Carinzia, Jurgen Mandl, di Unioncamere Veneto, Mario Pozza e dal vicepresidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, Giovanni Pavan,  che andrà a incentivare il lavoro che gli Enti camerali stanno già svolgendo attraverso il Network delle Camere di Commercio della Nuova Alpe Adria.

<Con questi impegni – ha riferito Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia – gli Enti camerali assieme al Gect Euregio Senza Confini andranno a creare condizioni di animazione economica nei settori ritenuti prioritari, eventi di brokerage tra imprese e cluster transfrontalieri, supporto alla formazione, al turismo, alla cultura, facendo squadra comune nella predisposizione di progetti europei a sostegno dei territori sui programmi di cooperazione territoriale>.  Per far dialogare al meglio le imprese si verificherà la possibilità di creare strumenti informativi bilingui, database informativi condivisibili tra le imprese e utili nella pianificazione di collaborazioni o investimenti.

Sempre  a Klagenfurt si è tenuto il primo incontro operativo del progetto del Gect Euregio Senza Confini realizzato anche questo in collaborazione con il sistema Camerale,   Scet Net (Senza Confini Education and Training Network),  che ha come obiettivo l’avvio di una stabile cooperazione istituzionale per il coordinamento del quadro ordinamentale e giuridico in materia di formazione per la definizione di modelli pedagogici funzionali all’avvio di percorsi di scambio transfrontalieri di studenti e apprendisti, dai 16 anni in su, che garantiscano il riconoscimento delle competenze e l’adozione di pratiche organizzative condivise, replicabili, sostenibili.