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Venezia Giulia Economica - CCIAA della Venezia Giulia

Presentazione Parco del mare di Trieste

17 Novembre 2020 | Di |

Venerdì 20 novembre, con inizio alle ore 11.00, i proponenti del progetto del Parco del mare di Trieste, Icop Spa, Costa Edutainment Spa e Iccrea BancaImpresa presentano i contenuti e gli obiettivi dell’iniziativa.

PROGRAMMA

Introduzione:

Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia

Presentazione del progetto del Parco del mare di Trieste e della sua sostenibilità economico-finanziaria:

Vittorio Petrucco, presidente Icop Spa, “La sostenibilità economica”

Annamaria Coccolo, architetto, “Il progetto e il suo inserimento nel contesto urbanistico cittadino”

Michael Oleksak, esperto di progettazione e costruzione di acquari, “L’Acquario di Trieste”

Giuseppe Costa, presidente di Costa Edutainment Spa, “Il grande attrattore turistico e l’educazione ambientale”

Carlo Napoleoni, direttore generale di Iccrea BancaImpresa, “L’operazione quale volano per l’area e il ruolo del soggetto finanziatore a supporto del territorio”

Interventi istituzionali:

Simonetta Bonomi, Soprintendente per i Beni artistici e architettonici del Friuli Venezia Giulia

Zeno D’Agostino, presidente Dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale

Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste

Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia

Moderatore:

Marco Stabile, giornalista

La diretta della conferenza sarà visibile al pubblico su questa pagina e sui seguenti canali social:

Economia circolare: pronti all’avvio della seconda fase

5 Ottobre 2020 | Di |

Il progetto della Cciaa Vg si svolgerà da ottobre a dicembre 2020


Ripartono le iniziative della Camera di Commercio sul tema dell’economia circolare. Dopo la pausa estiva, infatti, prende avvio la seconda fase del progetto sull’Economia circolare coordinato dalla Camera di Commercio Venezia Giulia e svolto in collaborazione con l’Ente di Pordenone-Udine e il supporto tecnico della società di sistema Ecocerved.

Tutto il materiale didattico relativo ai webinar già proposti è consultabile nella sezione dedicata ai progetti del Friuli Venezia Giulia del portale ecocamere.it (per accedere al portale è necessario registrarsi con user e password).

 Da ottobre partono le prossime iniziative:

  • Webinar: Azienda green, come rendere più green il luogo di lavoro. L’evento è previsto il 14 ottobre. La partecipazione è aperta a tutti previa iscrizione online. A breve tutte le informazioni e il link per procedere all’iscrizione su www.vg.camcom.gov.it
  • Sessione di formazione specifica con docenti dell’ Istituto di Management della Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento Sant’Anna di Pisa. L’evento è riservato ad imprese selezionate – La data prevista è l’ 11 novembre; 
  • Focus groupriservato ad Istituzioni, Associazioni di categoria e imprese selezionate per un momento di confronto propositivo e concreto – la data prevista è il 24 novembre;
  • Evento conclusivo in collegamento web oppure in presenza saranno riassunti obiettivi e risultati raggiunti con l’intento di proseguire il percorso intrapreso in un’ottica di miglioramento continuo.  La data prevista è l’11 dicembre.  


Referenti di progetto:


Camera di Commercio Venezia Giulia
dott.ssa Cristiana Vittigli
Responsabile Ufficio Ambiente
Segretario Sezione Fvg Albo Nazionale Gestori Ambientali
Telefono 040 6701261
ambiente@vg.camcom.it

Camera di Commercio Pordenone Udine
dott. Paolo Rodolico
Telefono 0432 – 273562
paolo.rodolico@pnud.it

Il Parco del Mare di Trieste si presenta con il progetto e gli investitori

23 Novembre 2020 | Di |

I

<Dopo 15 anni siamo qui a far parlare i fatti, ovvero gli investitori che hanno presentato un progetto e una proposta concreta di partenariato pubblico-privato per la realizzazione del Parco del Mare di Trieste>. Antonio Paoletti, Presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia promotrice da tempo della creazione a Trieste di un grande attrattore collegato al mare, ha iniziato così la presentazione del progetto del Parco del Mare di Trieste nella sala Maggiore della sede dell’Ente camerale.

<È una giornata storica – prosegue Paoletti – che vede una condivisione unica di intenti tra il privato e il pubblico, in un momento storico in cui si intende dare speranza e tracciare il futuro socio-economico di questi territori>. 

In questa visione di costruzione del futuro dopo le grandi difficoltà generate dalla pandemia, c’è stata una condivisione in intenti totale. Il progetto del Parco del Mare trova infatti concordi tutti gli attori, dai promotori Icop Spa, Costa Edutainment Spa e Iccrea BancaImpresa, alle istituzioni coinvolte per la realizzazione dell’opera ovvero la Camera di Commercio, il Comune di Trieste, la Regione Friuli Venezia Giulia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale (Aspmao), la Soprintendenza per i Beni artistici e architettonici del Friuli Venezia Giulia con la soprintendente, Simonetta Bonomi

E così si sono espressi i rispettivi vertici. Il sindaco Roberto Dipiazza vede in questo progetto la necessaria creazione di un grande attrattore per una città che è anche turistica e che proprio in questi momenti ha bisogno di nuovi investimenti per poter osare. Il presidente dell’Aspmao, Zeno D’agostino, che ha riconfermato la disponibilità a collaborare sia da parte dell’Autorità stessa che della partecipata Trieste terminal passeggeri per far fare assieme alla città un salto di qualità e la Regione Friuli Venezia Giulia che ha assicurato il sostegno finanziario sia attraverso un videomessaggio del presidente Massimiliano Fedriga, sia con le parole dell’assessore regionale Pierpaolo Roberti, che hanno entrambe confermato il sostegno all’iniziativa e gli impegni presi dall’amministrazione.

<Per rendere possibile la presentazione della proposta dell’associazione temporanea di imprese promotrice della realizzazione dell’opera- prosegue Paoletti -, la Camera di Commercio della Venezia Giulia ha acquisito a inizio ottobre da Invitalia  – Agenzia per lo sviluppo di proprietà del ministero dell’Economia, la società Trieste Navigando, titolare del progetto di Porto Lido e della concessione demaniale dell’aerea su cui verrà costruito l’acquario in un contesto di riqualificazione urbana di un’aerea degradata che sarà finalmente aperta alla pubblica fruizione>. 

Esiste quindi un sito, una titolarità dell’area, un progetto e una proposta di partenariato pubblico – privato. 

Il progetto in sintesi

Il progetto del Parco del Mare di Trieste interessa un’area della città, l’ex Porto Lido, ad oggi in disuso e degrado e prevede un intervento più ampio di recupero e valorizzazione dell’area che comprende anche la Lanterna.

L’Acquario che sarà costruito all’interno di questa area e che costituirà il principale attrattore, avrà una superficie complessiva di 10.000 metri quadrati, ospiterà 28 vasche espositive di cui la principale, la vasca oceanica, conterrà 3,2 milioni di litri. Il percorso di visita si svilupperà su tre piani, due espositivi e uno tecnico con la parte di impianti, tecnologia e spazi curatoriali necessari alla gestione delle vasche e degli animali ospiti.

Si stima che arriverà ad attrarre 600.000 visitatori all’anno e impiegherà, a regime, 120 lavoratori tra dipendenti diretti e indiretti.

La struttura presenterà anche una terrazza sovrastante che costituirà un punto di vista inedito sul panorama della città e della Lanterna adiacente.

L’intera area intende diventare uno spazio pubblico ad uso della città e che le restituisca un ulteriore affaccio al mare.

La struttura dell’Acquario è stata progettata nell’ottica di avere il minor impatto visivo possibile e di integrarsi perfettamente nel contesto in cui si inserisce.

La progettazione dell’Area e della struttura esterna è affidata allo studio Archest, la progettazione interna a Michael Oleksak e Ginette Castro di Cosestudi.

L’investimento complessivo per il progetto è di 44 milioni di euro.

L’apertura della struttura è prevista nel 2024.

Maggiori dettagli e approfondimenti attraverso gli interventi dei protagonisti.

Vittorio Petrucco, presidente Icop Spa

Arrivare  al progetto del Parco del Mare non è stato un percorso facile, sono serviti più di 2 anni per elaborare questa proposta in Partenariato Pubblico Privato.

I promotori dell’iniziativa sono:

  • un’impresa di costruzione, la ICOP;
  • un finanziatore, Iccrea BancaImpresa;
  • un gestore di parchi a tema, Costa Edutainment. 

Come promotori ci siamo candidati alla progettazione, alla costruzione, al finanziamento, alla manutenzione e alla gestione per 30 anni dell’acquario. 

Non si tratta solo di realizzare una bella opera e di recuperare un’area di pregio della città, area oggi degradata, ma anche garantire la sostenibilità economica dell’iniziativa. 

In base alle valutazioni fatte l’affluenza potenziale che afferisce a un’infrastruttura di questo tipo è stata calcolata in un milione di visitatori all’anno; la nostra proposta è stata dimensionata su 600.000 presenze.  

Noi promotori investiremo 24 milioni, la parte pubblica 20 milioni. Sono cifre importanti.

Anche se non sembra il momento più adatto per questo tipo di investimenti, bisogna fare uno sforzo e guardare al futuro con ottimismo pensando a come creare nuove opportunità di lavoro. Crediamo che sia una grande occasione di sviluppo per la città. 

Un acquario è un’azienda complessa che occuperà direttamente più di cento persone, impiegate certamente in attività turistiche, ma anche didattiche, di ricerca ed in ambulatori per la cura delle specie marine.

Va considerato inoltre il numero delle persone impiegate per la costruzione, la manutenzione e quelle dell’indotto.   

Il nostro obiettivo è aprire la struttura al pubblico nel 2024; sembra un tempo molto lontano ma oltre alla realizzazione, sono tante le cose da fare.

Basti pensare, ad esempio, all’impatto che 600.000 visitatori all’anno comportano sulla mobilità e sui servizi di accoglienza che devono pertanto essere adeguati. 

Oggi è l’inizio di un percorso. L’auspicio è ripetere quanto accaduto con la piattaforma logistica per il quartiere di Servola, vorrei che l’acquario per questa zona fosse il primo pezzo di un puzzle più ampio: un progetto per la riqualificazione urbana, per il lavoro, per la città stessa. 

Annamaria Coccolo, architetto, studio “Archest”

Il progetto del Parco del Mare di Trieste, travalicando i confini del lotto di pertinenza a favore di una visione di più ampio respiro, ha mirato alla realizzazione di un acquario fortemente legato al contesto fino a diventare esso stesso uno spazio fruibile, ancorato al sistema pubblico di accesso al molo. 

L’idea è stata quella di prolungare la passeggiata delle “Rive”, valorizzando l’ingresso al Bagno Marino, fino ad arrivare tramite una piazza lineare al nuovo spazio pubblico fronteggiante il mare, fulcro del sistema che è fortemente relazionato alla “Lanterna”. A questa centralità si collega l’edificio dell’acquario sia con la galleria d’ingresso che con una scalinata che man mano salendo sull’edificio si plasma in uno spazio pubblico affacciato sull’acqua come i “moli” che contraddistinguono la città di Trieste.  

Questa volontà di integrazione tra il nuovo edificio e il sistema degli spazi pubblici, fortemente ricercato nel progetto, è frutto della consapevolezza che solo un’architettura rispettosa, fatta di forme lineari e materiali omogenei può dare risalto a ciò che è storico come la “Lanterna” ma soprattutto al pregevole affaccio sul mare. 

Chiaramente un edificio che ospita un acquario deve rispondere a precise esigenze dimensionali proprio per contenere le vasche e tutto ciò che è tecnologia e cura degli animali; in questo delicato contesto si è cercato, senza compromettere l’attrattività della struttura, di minimizzare gli spazi e le altezze per ridurre l’impatto dell’edificio sul contesto, soprattutto sul lato verso il mare. 

L’edificio di progetto è formato da due trapezi collegati dalle passerelle che si trovano nella galleria a doppia altezza. Il corpo più piccolo a due livelli ospita le strutture di ingresso, il ristoro e il gift shop, nell’altro a tre livelli si trova il museo vero e proprio: due livelli per i visitatori e uno, quello superiore destinato ad accogliere la tecnologia, i laboratori e la cura e nutrizione degli animali. 

L’attrazione principale è rappresentata dalla vasca centrale di forma ovale, di lunghezza pari a circa 28 metri e larghezza nel punto maggiore di 18 metri.  Attorno a questa vasca e ad altre più̀ piccole sono organizzati i percorsi per i visitatori che ogni tanto, in punti strategici, potranno anche godere della bellissima vista esterna sulla “lanterna”, sul mare e sulla città di Trieste. 

Per quanto riguarda l’accessibilità al museo, oltre ad un nuovo parcheggio posto nelle vicinanze dell’acquario, i rimanenti stalli, funzionali all’attività saranno reperiti, tramite convenzione con i gestori, lungo la Riva Ottaviano Augusto e aree limitrofe. I bus turistici potranno far scendere i visitatori all’inizio di Riva Traiana dove ci sono appositi spazi di manovra, inoltre, con il Porto Vecchio e i vari insediamenti museali, ricettivi, ludici che verranno realizzati, il Parco potrà utilizzare collegamenti via mare diretti e sostenibili proprio grazie ai flussi di visitatori, in linea con la mobilità integrata via terra e via mare, capace di ridurre il traffico lungo le arterie cittadine.

Ginette Castro e Michael Oleksak, architetti, studio “cosestudi”

A nostro avviso, lo sviluppo di un nuovo acquario di livello internazionale nella zona di Porto Lido rappresenta un’importante opportunità per arricchire ulteriormente l’unicità urbana e gli

aspetti culturali, sociali e storici di Trieste.

Subito dopo aver visitato Trieste e la zona di Porto Lido, siamo rimasti incuriositi dalla vostra città unica e dall’incredibile potenziale che questo luogo speciale rappresenta per i triestini e la regione Friuli Venezia Giulia.

Insieme ai nostri partner di progettazione, Archest, abbiamo cercato di sviluppare il concetto di un acquario che fosse sensibile al significativo patrimonio del sito, soprattutto della Lanterna, fornendo anche un maggiore accesso pubblico al mare e alle spettacolari viste della città dal mare. Abbiamo creduto che la costruzione dell’acquario dovesse essere sviluppata in modo che esprimesse un delicato equilibrio tra l’essere molto rispettosi dell’importante contesto storico del sito e guardare al futuro con fiducia.

L’organizzazione interna dell’acquario ha lo scopo di immergere i visitatori nelle meraviglie della vita nel mondo sottomarino per coinvolgerli prima emotivamente e poi intellettualmente nella comprensione e apprezzamento dell’importanza dell’educazione e della conservazione del mare,

Il percorso di visita non sarà percepito come un assemblaggio di vasche indipendenti ma più come l’esperienza di meraviglioso mondo di vita acquatica interconnesso e multistrato. Oltre alle vasche, il visitatore potrà osservare mostre multimediali che, utilizzando la tecnologia digitale, possono comunicare la scienza del mare e l’importanza della conservazione in modo semplice e intuitivo. 

L’acquario sarà essenzialmente un “laboratorio vivente” che esprime l’impegno di Trieste per la scienza e la conservazione del mare.

Trieste è una città molto speciale con un ricco patrimonio di collegamenti con i mari e gli oceani.

Considereremo un privilegio lavorare con Costa Edutainment, Icop, Archest e, per estensione, la comunità triestina, per contribuire a creare un nuovo acquario di livello mondiale in un luogo così speciale.

Giuseppe Costa, Cavaliere del Lavoro, presidente e amministratore delegato di Costa Edutainment Spa 

Costa Edutainment ha sviluppato negli anni un know-how unico nel panorama italiano nella gestione di siti e grandi strutture pubbliche e private dedicate ad attività ricreative, culturali, didattiche e di ricerca scientifica, con particolare riferimento a grandi Acquari come quello di Genova. 

Uno dei principi guida dell’azienda è da sempre operare in rete e sinergia con enti, istituzioni e realtà scientifiche, culturali e turistiche del territorio per ampliare la forte attrattività che una struttura come un grande acquario ha e, in un’ottica più ampia di responsabilità sociale di impresa, far sì che l’intero territorio venga valorizzato e benefici di un indotto condiviso, a partire dalla creazione di occupazione.

Costa Edutainment ritiene che Trieste sia una città, un territorio con una buona attrattività non solo presso un pubblico italiano ma anche nei confronti di visitatori e turisti stranieri sia per la vicinanza e la raggiungibilità sia per la ricchezza dell’offerta. Il progetto dell’Acquario, che prevede di arrivare ad accogliere 600.000 visitatori all’anno, ha l’obiettivo di fare da catalizzatore per questi nuovi flussi turistici che sul territorio troveranno un’offerta molto più ampia. Parte del lavoro di preparazione da parte della città e delle imprese coinvolte nel progetto è l’organizzazione logistica e di accoglienza dei turisti in arrivo attraverso un piano di viabilità che prevede la disponibilità di parcheggi in parte di fronte all’Acquario (basti pensare che a Genova con una media annuale di 1,1 milioni di visitatori il parcheggio di pertinenza è di 160 posti) e in parte diffusi in città sufficienti a garantire una corretta gestione degli arrivi. Aspetto che, sulla scia dell’esperienza di Genova che ha notoriamente una viabilità più complessa e articolata, si presenta di facile realizzazione a Trieste.    

Una struttura come l’Acquario non può prescindere dalla missione di tutela del capitale naturale, attraverso progetti di ricerca, conservazione e sostenibilità, ma anche dalla missione educativa nei confronti dei propri visitatori, dalle scuole alle famiglie. L’esperienza di visita edutainment coinvolgente, divertente e capace di parlare a ogni tipo di target, è lo strumento principale per perseguire questa missione e stimolare il pubblico a cambiare i propri comportamenti per contribuire attivamente alla conservazione del patrimonio naturale.

Carlo Napoleoni, direttore generale di Iccrea BancaImpresa

Il Parco del Mare di Trieste è un progetto altamente innovativo e vuole restituire alla comunità cittadina una vasta area interamente riqualificata e pronta ad un ulteriore sviluppo. Il Gruppo Iccrea, che da sempre accompagna e promuove le idee e i progetti che possono anche dare un ritorno alle comunità territoriali, vede nel Parco del Mare proprio importanti opportunità di innovazione e sviluppo. Grazie alla realizzazione dell’acquario, si potrà riqualificare un’intera area cittadina e contemporaneamente rispondere al bisogno impellente di sensibilizzazione verso le tematiche ambientali e di conservazione degli ambienti marini. 

L’acquario sarà quindi un catalizzatore di flussi turistici, di iniziative a carattere educativo e sociale e di incentivazione per iniziative imprenditoriali nel settore del turismo, del commercio e della ristorazione. Iccrea BancaImpresa, la banca corporate del Gruppo Iccrea, ha presentato questo progetto in qualità di soggetto promotore, contribuendo – da subito – come finanziatore all’attivazione di un partenariato pubblico-privato con la formula contrattuale del leasing pubblico. In questo senso va anche la nostra collaborazione con Icop e Costa Edutaiment, affinché la realizzazione dell’acquario possa diventare una realtà>.

Immagini di Archest e cosestudi.

Presentato il progetto del Parco del Mare di Trieste

20 Novembre 2020 | Di |

            <Dopo 15 anni siamo qui a far parlare i fatti, ovvero gli investitori che hanno presentato un progetto e una proposta concreta di partenariato pubblico-privato per la realizzazione del Parco del Mare di Trieste>. Antonio Paoletti, Presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia promotrice da tempo della creazione a Trieste di un grande attrattore collegato al mare, ha iniziato così la presentazione di questa mattina nella sala Maggiore della sede dell’Ente camerale.

            <È una giornata storica – prosegue Paoletti – che vede una condivisione unica di intenti tra il privato e il pubblico, in un momento storico in cui si intende dare speranza e tracciare il futuro socio-economico di questi territori>. 

            In questa visione di costruzione del futuro dopo le grandi difficoltà generate dalla pandemia, c’è stata una condivisione in intenti totale. Il progetto del Parco del Mare trova infatti concordi tutti gli attori, dai promotori Icop Spa, Costa Edutainment Spa e Iccrea BancaImpresa, alle istituzioni coinvolte per la realizzazione dell’opera ovvero la Camera di Commercio, il Comune di Trieste, la Regione Friuli Venezia Giulia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale (Aspmao), la Soprintendenza per i Beni artistici e architettonici del Friuli Venezia Giulia con la soprintendente, Simonetta Bonomi

            E così si sono espressi i rispettivi vertici. Il sindaco Roberto Dipiazza vede in questo progetto la necessaria creazione di un grande attrattore per una città che è anche turistica e che proprio in questi momenti ha bisogno di nuovi investimenti per poter osare. Il presidente dell’Aspmao, Zeno D’agostino, che ha riconfermato la disponibilità a collaborare sia da parte dell’Autorità stessa che della partecipata Trieste terminal passeggeri per far fare assieme alla città un salto di qualità e la Regione Friuli Venezia Giulia che ha assicurato il sostegno finanziario sia attraverso un videomessaggio del presidente Massimiliano Fedriga, sia con le parole dell’assessore regionale Pierpaolo Roberti, che hanno entrambe confermato il sostegno all’iniziativa e gli impegni presi dall’amministrazione.

            <Per rendere possibile la presentazione della proposta dell’associazione temporanea di imprese promotrice della realizzazione dell’opera- prosegue Paoletti -, la Camera di Commercio della Venezia Giulia ha acquisito a inizio ottobre da Invitalia  – Agenzia per lo sviluppo di proprietà del ministero dell’Economia, la società Trieste Navigando, titolare del progetto di Porto Lido e della concessione demaniale dell’aerea su cui verrà costruito l’acquario in un contesto di riqualificazione urbana di un’aerea degradata che sarà finalmente aperta alla pubblica fruizione>. 

            Esiste quindi un sito, una titolarità dell’area, un progetto e una proposta di partenariato pubblico – privato. 

Il progetto in sintesi

Il progetto del Parco del Mare di Trieste interessa un’area della città, l’ex Porto Lido, ad oggi in disuso e degrado e prevede un intervento più ampio di recupero e valorizzazione dell’area che comprende anche la Lanterna.

L’Acquario che sarà costruito all’interno di questa area e che costituirà il principale attrattore, avrà una superficie complessiva di 10.000 metri quadrati, ospiterà 28 vasche espositive di cui la principale, la vasca oceanica, conterrà 3,2 milioni di litri. Il percorso di visita si svilupperà su tre piani, due espositivi e uno tecnico con la parte di impianti, tecnologia e spazi curatoriali necessari alla gestione delle vasche e degli animali ospiti.

Si stima che arriverà ad attrarre 600.000 visitatori all’anno e impiegherà, a regime, 120 lavoratori tra dipendenti diretti e indiretti.

La struttura presenterà anche una terrazza sovrastante che costituirà un punto di vista inedito sul panorama della città e della Lanterna adiacente.

L’intera area intende diventare uno spazio pubblico ad uso della città e che le restituisca un ulteriore affaccio al mare.

La struttura dell’Acquario è stata progettata nell’ottica di avere il minor impatto visivo possibile e di integrarsi perfettamente nel contesto in cui si inserisce.

La progettazione dell’Area e della struttura esterna è affidata allo studio Archest, la progettazione interna a Michael Oleksak e Ginette Castro di Cosestudi.

L’investimento complessivo per il progetto è di 44 milioni di euro.

L’apertura della struttura è prevista nel 2024.

Maggiori dettagli e approfondimenti attraverso gli interventi dei protagonisti.

Vittorio Petruccopresidente Icop Spa

Arrivare  al progetto del Parco del Mare non è stato un percorso facile, sono serviti più di 2 anni per elaborare questa proposta in Partenariato Pubblico Privato.

I promotori dell’iniziativa sono:

  • un’impresa di costruzione, la ICOP;
  • un finanziatore, Iccrea BancaImpresa;
  • un gestore di parchi a tema, Costa Edutainment. 

Come promotori ci siamo candidati alla progettazione, alla costruzione, al finanziamento, alla manutenzione e alla gestione per 30 anni dell’acquario. 

Non si tratta solo di realizzare una bella opera e di recuperare un’area di pregio della città, area oggi degradata, ma anche garantire la sostenibilità economica dell’iniziativa. 

In base alle valutazioni fatte l’affluenza potenziale che afferisce a un’infrastruttura di questo tipo è stata calcolata in un milione di visitatori all’anno; la nostra proposta è stata dimensionata su 600.000 presenze.  

Noi promotori investiremo 24 milioni, la parte pubblica 20 milioni. Sono cifre importanti.

Anche se non sembra il momento più adatto per questo tipo di investimenti, bisogna fare uno sforzo e guardare al futuro con ottimismo pensando a come creare nuove opportunità di lavoro. Crediamo che sia una grande occasione di sviluppo per la città. 

Un acquario è un’azienda complessa che occuperà direttamente più di cento persone, impiegate certamente in attività turistiche, ma anche didattiche, di ricerca ed in ambulatori per la cura delle specie marine.

Va considerato inoltre il numero delle persone impiegate per la costruzione, la manutenzione e quelle dell’indotto.   

Il nostro obiettivo è aprire la struttura al pubblico nel 2024; sembra un tempo molto lontano ma oltre alla realizzazione, sono tante le cose da fare.

Basti pensare, ad esempio, all’impatto che 600.000 visitatori all’anno comportano sulla mobilità e sui servizi di accoglienza che devono pertanto essere adeguati. 

Oggi è l’inizio di un percorso. L’auspicio è ripetere quanto accaduto con la piattaforma logistica per il quartiere di Servola, vorrei che l’acquario per questa zona fosse il primo pezzo di un puzzle più ampio: un progetto per la riqualificazione urbana, per il lavoro, per la città stessa. 

Annamaria Coccolo, architetto, studio “Archest”

Il progetto del Parco del Mare di Trieste, travalicando i confini del lotto di pertinenza a favore di una visione di più ampio respiro, ha mirato alla realizzazione di un acquario fortemente legato al contesto fino a diventare esso stesso uno spazio fruibile, ancorato al sistema pubblico di accesso al molo. 

L’idea è stata quella di prolungare la passeggiata delle “Rive”, valorizzando l’ingresso al Bagno Marino, fino ad arrivare tramite una piazza lineare al nuovo spazio pubblico fronteggiante il mare, fulcro del sistema che è fortemente relazionato alla “Lanterna”. A questa centralità si collega l’edificio dell’acquario sia con la galleria d’ingresso che con una scalinata che man mano salendo sull’edificio si plasma in uno spazio pubblico affacciato sull’acqua come i “moli” che contraddistinguono la città di Trieste.  

Questa volontà di integrazione tra il nuovo edificio e il sistema degli spazi pubblici, fortemente ricercato nel progetto, è frutto della consapevolezza che solo un’architettura rispettosa, fatta di forme lineari e materiali omogenei può dare risalto a ciò che è storico come la “Lanterna” ma soprattutto al pregevole affaccio sul mare. 

Chiaramente un edificio che ospita un acquario deve rispondere a precise esigenze dimensionali proprio per contenere le vasche e tutto ciò che è tecnologia e cura degli animali; in questo delicato contesto si è cercato, senza compromettere l’attrattività della struttura, di minimizzare gli spazi e le altezze per ridurre l’impatto dell’edificio sul contesto, soprattutto sul lato verso il mare. 

L’edificio di progetto è formato da due trapezi collegati dalle passerelle che si trovano nella galleria a doppia altezza. Il corpo più piccolo a due livelli ospita le strutture di ingresso, il ristoro e il gift shop, nell’altro a tre livelli si trova il museo vero e proprio: due livelli per i visitatori e uno, quello superiore destinato ad accogliere la tecnologia, i laboratori e la cura e nutrizione degli animali. 

L’attrazione principale è rappresentata dalla vasca centrale di forma ovale, di lunghezza pari a circa 28 metri e larghezza nel punto maggiore di 18 metri.  Attorno a questa vasca e ad altre più̀ piccole sono organizzati i percorsi per i visitatori che ogni tanto, in punti strategici, potranno anche godere della bellissima vista esterna sulla “lanterna”, sul mare e sulla città di Trieste. 

Per quanto riguarda l’accessibilità al museo, oltre ad un nuovo parcheggio posto nelle vicinanze dell’acquario, i rimanenti stalli, funzionali all’attività saranno reperiti, tramite convenzione con i gestori, lungo la Riva Ottaviano Augusto e aree limitrofe. I bus turistici potranno far scendere i visitatori all’inizio di Riva Traiana dove ci sono appositi spazi di manovra, inoltre, con il Porto Vecchio e i vari insediamenti museali, ricettivi, ludici che verranno realizzati, il Parco potrà utilizzare collegamenti via mare diretti e sostenibili proprio grazie ai flussi di visitatori, in linea con la mobilità integrata via terra e via mare, capace di ridurre il traffico lungo le arterie cittadine.

Ginette Castro e Michael Oleksak, architetti, studio “cosestudi”

A nostro avviso, lo sviluppo di un nuovo acquario di livello internazionale nella zona di Porto Lido rappresenta un’importante opportunità per arricchire ulteriormente l’unicità urbana e gli

aspetti culturali, sociali e storici di Trieste.

Subito dopo aver visitato Trieste e la zona di Porto Lido, siamo rimasti incuriositi dalla vostra città unica e dall’incredibile potenziale che questo luogo speciale rappresenta per i triestini e la regione Friuli Venezia Giulia.

Insieme ai nostri partner di progettazione, Archest, abbiamo cercato di sviluppare il concetto

di un acquario che fosse sensibile al significativo patrimonio del sito, soprattutto della Lanterna, fornendo anche un maggiore accesso pubblico al mare e alle spettacolari viste della città dal mare. Abbiamo creduto che la costruzione dell’acquario dovesse essere sviluppata in modo che esprimesse un delicato equilibrio tra l’essere molto rispettosi dell’importante contesto storico del sito e guardare al futuro con fiducia.

L’organizzazione interna dell’acquario ha lo scopo di immergere i visitatori nelle meraviglie della vita nel mondo sottomarino per coinvolgerli prima emotivamente e poi intellettualmente nella comprensione e apprezzamento dell’importanza dell’educazione e della conservazione del mare,

Il percorso di visita non sarà percepito come un assemblaggio di vasche indipendenti ma più come l’esperienza di meraviglioso mondo di vita acquatica interconnesso e multistrato. Oltre alle vasche, il visitatore potrà osservare mostre multimediali che, utilizzando la tecnologia digitale, possono comunicare la scienza del mare e l’importanza della conservazione in modo semplice e intuitivo. 

L’acquario sarà essenzialmente un “laboratorio vivente” che esprime l’impegno di Trieste per la scienza e la conservazione del mare.

Trieste è una città molto speciale con un ricco patrimonio di collegamenti con i mari e gli oceani.

Considereremo un privilegio lavorare con Costa Edutainment, Icop, Archest e, per estensione, la comunità triestina, per contribuire a creare un nuovo acquario di livello mondiale in un luogo così speciale.

Giuseppe Costa, Cavaliere del Lavoro, presidente e amministratore delegato di Costa Edutainment Spa 

Costa Edutainment ha sviluppato negli anni un know-how unico nel panorama italiano nella gestione di siti e grandi strutture pubbliche e private dedicate ad attività ricreative, culturali, didattiche e di ricerca scientifica, con particolare riferimento a grandi Acquari come quello di Genova. 

Uno dei principi guida dell’azienda è da sempre operare in rete e sinergia con enti, istituzioni e realtà scientifiche, culturali e turistiche del territorio per ampliare la forte attrattività che una struttura come un grande acquario ha e, in un’ottica più ampia di responsabilità sociale di impresa, far sì che l’intero territorio venga valorizzato e benefici di un indotto condiviso, a partire dalla creazione di occupazione.

Costa Edutainment ritiene che Trieste sia una città, un territorio con una buona attrattività non solo presso un pubblico italiano ma anche nei confronti di visitatori e turisti stranieri sia per la vicinanza e la raggiungibilità sia per la ricchezza dell’offerta. Il progetto dell’Acquario, che prevede di arrivare ad accogliere 600.000 visitatori all’anno, ha l’obiettivo di fare da catalizzatore per questi nuovi flussi turistici che sul territorio troveranno un’offerta molto più ampia. Parte del lavoro di preparazione da parte della città e delle imprese coinvolte nel progetto è l’organizzazione logistica e di accoglienza dei turisti in arrivo attraverso un piano di viabilità che prevede la disponibilità di parcheggi in parte di fronte all’Acquario (basti pensare che a Genova con una media annuale di 1,1 milioni di visitatori il parcheggio di pertinenza è di 160 posti) e in parte diffusi in città sufficienti a garantire una corretta gestione degli arrivi. Aspetto che, sulla scia dell’esperienza di Genova che ha notoriamente una viabilità più complessa e articolata, si presenta di facile realizzazione a Trieste.    

Una struttura come l’Acquario non può prescindere dalla missione di tutela del capitale naturale, attraverso progetti di ricerca, conservazione e sostenibilità, ma anche dalla missione educativa nei confronti dei propri visitatori, dalle scuole alle famiglie. L’esperienza di visita edutainment coinvolgente, divertente e capace di parlare a ogni tipo di target, è lo strumento principale per perseguire questa missione e stimolare il pubblico a cambiare i propri comportamenti per contribuire attivamente alla conservazione del patrimonio naturale.

Carlo Napoleonidirettore generale di Iccrea BancaImpresa

Il Parco del Mare di Trieste è un progetto altamente innovativo e vuole restituire alla comunità cittadina una vasta area interamente riqualificata e pronta ad un ulteriore sviluppo. Il Gruppo Iccrea, che da sempre accompagna e promuove le idee e i progetti che possono anche dare un ritorno alle comunità territoriali, vede nel Parco del Mare proprio importanti opportunità di innovazione e sviluppo. Grazie alla realizzazione dell’acquario, si potrà riqualificare un’intera area cittadina e contemporaneamente rispondere al bisogno impellente di sensibilizzazione verso le tematiche ambientali e di conservazione degli ambienti marini. 

L’acquario sarà quindi un catalizzatore di flussi turistici, di iniziative a carattere educativo e sociale e di incentivazione per iniziative imprenditoriali nel settore del turismo, del commercio e della ristorazione. Iccrea BancaImpresa, la banca corporate del Gruppo Iccrea, ha presentato questo progetto in qualità di soggetto promotore, contribuendo – da subito – come finanziatore all’attivazione di un partenariato pubblico-privato con la formula contrattuale del leasing pubblico. In questo senso va anche la nostra collaborazione con Icop e Costa Edutaiment, affinché la realizzazione dell’acquario possa diventare una realtà>.

Da lunedì 9 novembre Sportelli carburanti solo su appuntamento e online

6 Novembre 2020 | Di |

La Camera di Commercio Venezia  Giulia rende noto che da lunedì 9 novembre 2020, a seguito delle prescrizioni inserite nel recente Decreto del presidente del consiglio dei ministri  del 6 novembre 2020 in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid – 19 ed entrato oggi in vigore, gli Sportelli carburanti regionali delle sedi di Trieste, Gorizia e Monfalcone ritorneranno alla operatività solo su appuntamento, mantenendo pienamente funzionante il servizio online.

L’apertura su appuntamento coprirà tutto l’arco della settimana lavorativa, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 12, telefonando ai seguenti numeri:

Trieste – 040 6701 255 – 218

Gorizia – 0481 384 253 / 294

Monfalcone – 0481 414  629

              L’Ente camerale ricorda che i residenti nella circoscrizione territoriale della ex provincia di Trieste e Gorizia possono presentare anche nella modalità online le richieste di identificativi (tessere a microchip) per l’acquisto di carburanti regionali, ai sensi della Legge Regionale n.14/2010, nei seguenti casi:

1.               nuovo rilascio per persona che non ha mai richiesto prima la tessera regionale;

2.              rilascio di tessera aggiuntiva a seguito di acquisto di un nuovo veicolo intestato/cointestato a persona che è già in possesso di tessere regionali per mezzi circolanti di cui mantiene la titolarità/contitolarità;

3.               sostituzione di tessere a seguito di smarrimento o furto.

Tutte le informazione su sito web camerale al seguente link:

bit.ly/2TqXCEv— 

Strumenti e metodi di misurazione dell’Economia Circolare: webinar dedicata l’11 novembre alle ore 9.00

5 Novembre 2020 | Di |

Le Camere di Commercio Venezia Giulia e Pordenone-Udine, in collaborazione con la Sezione regionale Friuli Venezia Giulia dell’Albo nazionale Gestori Ambientali ed Ecocerved scarl, nell’ambito di un progetto proposto da Unioncamere nazionale, organizzano una serie di seminari volti a formare, informare e  sensibilizzare le imprese sulle politiche ambientali e sulle azioni volte a promuovere lo sviluppo dell’economia circolare.

La misurazione della circolarità rappresenta un requisito imprescindibile per l’attuazione di un percorso di transizione da un modello lineare ad uno di tipo circolare ad ogni livello. Ad oggi esistono numerosi indicatori e strumenti che sono in grado di effettuare una misurazione della circolarità a livello macro (stati, regioni, città ecc.), a livello meso (filiere produttive) ed a livello micro (imprese, prodotti).

Per tutti e tre i livelli di misurazione, non esiste un approccio di misurazione e/o uno strumento ritenuto universale. Ad esempio esistono molteplici strumenti per la misurazione della circolarità nelle imprese, alcuni anche tagliati su specifici settori produttivi, in grado di cogliere in maniera diversa le complessità e le specificità legate ad un tema vasto come quello della circolarità.

A livello di impresa, il monitoraggio di indicatori rilevanti per la circolarità e/o l’utilizzo di uno strumento per la misurazione del livello di circolarità è senza dubbio un passo essenziale per aiutare a definire strategie per il miglioramento della circolarità. 

Tali strategie possono ovviamente anche avere un impatto positivo sugli aspetti di sostenibilità economica di un’impresa, legati ad esempio alla riduzione dei costi di smaltimento dei rifiuti, alla riduzione dei rischi in fase di approvvigionamento, al miglioramento dell’immagine aziendale ed altro ancora.

Intervengono:

NATALIA GUSMERROTTI, ricercatrice (ASSISTANT PROFESSOR) presso l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, cordinatrice del gruppo di ricerca che si occupa di economia circolare e capitale naturale (Circular Economy and Natural Capital – CENC), che opera nell’ambito del più ampio gruppo Sustainability Management (SuM) dello stesso Istituto. Molti sono i progetti di ricerca ideati e realizzati dal gruppo con la partecipazione di partner pubblici e privati, di livello nazionale e internazionale. Tiene inoltre diversi corsi sulle tematiche CENC con particolare riguardo alla formazione post-universitaria e manageriale ed è autrice di pubblicazioni scientifiche di rilievo internazionale, nonché di prodotti editoriali di tipo tecnico e divulgativo.

FILIPPO CORSINI,  assegnista di ricerca presso l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Management. I suoi interessi di ricerca riguardano i temi dell’economia circolare, della responsabilità estesa del produttore e più in generale della sostenibilità aziendale. È autore di numerosi articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali peer-reviewed ed ha tenuto diverse presentazioni a conferenze nazionali ed internazionali sui temi dell’economia circolare.

Il seminario, la cui partecipazione è a titolo gratuito ma su invito, è rivolto  principalmente alle Piccole e Medie Imprese, alle associazioni di categoria ed ai consulenti che intendono approfondire le tematiche legate all’economia circolare.

Il giorno prima dell’evento i partecipanti riceveranno via mail il link alla piattaforma dedicata. Non sono necessarie applicazioni nè dotazioni informatiche particolari, si consiglia l’utilizzo del browser Google Chrome.

Per informazioni scrivere a: ambiente@vg.camcom.it

Referenti di progetto:

Camera di Commercio Venezia GIulia
dott. ssa Cristiana Vittigli
Responsabile Ufficio Ambiente
Segretario Sezione FVG Albo Nazionale Gestori Ambientali
tel.  040 6701261
ambiente@vg.camcom.it

Camera di Commercio Pordenone Udine
dott. Paolo Rodolico
tel.  0432 – 273562
paolo.rodolico@pnud.camcom.it

TRASFERITA DALLA CAMERA DI COMMERCIO VENEZIA GIULIA ALL’AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO ORIENTALE LA PROPRIETA’ DELLE AREE DEL PORTO DI MONFALCONE DI PROPRIETA’ DELL’ENTE CAMERALE

29 Ottobre 2020 | Di |


Antonio Paoletti: <La portualità allargata di Trieste e Monfalcone diventa realtà>

Zeno D’Agostino: <Stiamo andando in controtendenza, creando aperture e ponti per una evoluzione economica dell’area giuliana>

TRIESTE _ Un ulteriore passo in avanti nella strategia di integrazione della logistica regionale portata avanti dalla Camera di Commercio Venezia Giulia: è questo, in sintesi, il significato del trasferimento da parte della Camera di Commercio Venezia Giulia  all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale (Aspmao) del “compendio aziendale costituente il Porto di Monfalcone”secondo la proposta  fatta dalla stessa Cciaa Vg.  

Oggi pomeriggio, nella sala Maggiore del palazzo della Borsa Vecchia, il presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti, e quello dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino, alla presenza dei sindaci di Monfalcone, Anna Cisint, di Trieste, Roberto Dipiazza, il presidente dell’Azienda speciale per il Porto di Monfalcone, Gianluca Madriz,  il segretario generale della Cciaa Vg, , Pierluigi Medeot, e il direttore finanziario dell’Aspmao,  Antonio Gurrieri, hanno sottoscritto il trasferimento della proprietà del Porto di Monfalcone dalla Cciaa Vg all’Aspmao.

<E’ un momento importante – ha affermato il presidente Antonio Paoletti – che vede la portualità allargata di Trieste e Monfalcone diventare realtà al termine di un percorso condiviso, definito e analizzato lavorando a stretto contatto con l’Aspmao, che valorizzerà ulteriormente le peculiarità dell’area monfalconese>. 

<Stiamo andando in controtendenza, creando aperture e ponti per una evoluzione economica dell’area giuliana in un periodo in cui a livello mondiale si parla di chiusure non solo di carattere sanitario> ha sottolineato Zeno D’Agostino, presidente dell’Aspmao. 

Grande soddisfazione è stata espressa dai sindaci di Monfalcone e Trieste, <questo è un ulteriore tassello di una crescita economica che stiamo costruendo assieme> ha detto Roberto Dipiazza, <che consente a Monfalcone di creare ulteriori basi di crescita economica attraverso quel porto che è considerato la punta di diamante del territorio> ha ribadito Anna Cisint.

Il trasferimento è intervenuto a seguito della nuova normativa che obbliga la Cciaa Vg a dismettere la gestione delle attività marittime e portuali dello scalo di Monfalcone, implicando tale dismissione anche la trasmissione dell’intero compendio aziendale a ciò destinato compreso il personale addetto dell’azienda speciale per il Porto di Monfalcone. <Per il Porto di Monfalcone – prosegue Paoletti – con l’ingresso nell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale si aprono prospettive di crescita e di sviluppo anche facilmente intuibili, che si consolideranno ulteriormente con l’escavo del canale di accesso e con la definizione del Piano Regolatore del Porto. Si tratta, complessivamente, di un’area di oltre 310 mila metri quadrati dei quali 38 mila in immobili magazzini, palazzine e servizi, valico accesso al porto, servizi a piazzale, tettoie portuali coperti, ai quali si sommano 17.800 metri quadrati di immobili di tersi su aree dell’Azienda Speciale>.

Una strategia di sviluppo nella Venezia Giulia avviata con l’unificazione delle Camere di Commercio di Trieste e Gorizia, che ha unito i territori geo-economicamente omogenei per fare un sistema economico ancora più competitivo, attraverso l’unificazione delle realtà e istituzioni economiche e sociali che quei territori rappresentano.

Un’unificazione, va anche ricordato, a cui si faceva riferimento già all’atto dell’ istituzione, il 1.o febbraio del 1975, dell’Azienda Speciale per il Porto di Monfalcone: all’art.1 dello Statuto si affermava, infatti, che  “Nell’ambito dei fini promozionali assunti nell’interesse pubblico dalla Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura di Gorizia, ed allo scopo di favorire lo sviluppo del Porto di Monfalcone in vista della costituzione dell’Ente unitario di gestione dei Porti regionali, è istituita l’Azienda Speciale per il Porto di Monfalcone…>.

<Stiamo portando a compimento un percorso strategico definito con le Categorie Economiche – continua Paoletti – che è iniziato con l’aumento di capitale in Interporto di Trieste per l’acquisizione dell’area Wärtsilä per la costituzione dell’area di Porto franco Freeste. Abbiamo poi proseguito assieme al Comune di Gorizia con l’ingresso di Interporto Gorizia – Sdag in Interporto di Trieste,  per la definitiva integrazione della retro-portualità della Venezia Giulia e regionale>.

<E’ stato, inoltre, – afferma Paoletti –  portato a termine l’obiettivo camerale di unione dei Consorzi di Sviluppo Industriale della Venezia Giulia. La Cciaa Vg è già presente con una propria quota di partecipazione nei Consorzi di Sviluppo Industriale di Gorizia e di Monfalcone, ma per facilitare il percorso verso il Consorzio Unico sarebbe opportuno l’ingresso dell’Ente camerale nel  Consorzio di Sviluppo Economico Locale dell’Area Giuliana (Coselag)>.

Oltre all’integrazione dei  Consorzi di Sviluppo Industriale, della portualità e della logistica  il piano strategico camerale ha visto il compimento anche della fusione dei Consorzi di Garanzia Fidi quali attori fondamentali a sostegno delle imprese per le nuove sfide economiche che consentiranno consolidamento e crescita economica nella Venezia Giulia.

<Inoltre –  conclude Paoletti – permettetemi un ringraziamento a tutti i presidenti dell’Azienda speciale Porto di Monfalcone che si sono succeduti negli anni, con un particolare riferimento al presidente avv. Enzo Bevilacqua e al suo direttore, ing. Riccardo Suppancich, i quali hanno dato un apporto strategico e operativo fondamentale per portare al risultato di cui ora ci fregiamo>.

Network delle Camere di commercio della Nuova Alpe Adria a confronto in modalità videoconferenza

23 Ottobre 2020 | Di |


    Continuare le attività di lobbying  per mettere il Network delle Camere di Commercio della Nuova Alpe Adria  (Naa) in una posizione di vantaggio nella nuova programmazione, portandolo con sempre più forza all’attenzione dei nostri ministeri e rappresentanze in seno all’UE; lavorare su trasporti e infrastrutture per rendere sempre più competitiva l’area senza creare distorsioni e impedimenti; organizzare eventi in presenza o in caso virtuali e adoperarsi per portare gruppo di imprenditori agli eventi e fiere organizzate o supportate dalle Camere di commercio; favorire progetti e scambi di studenti tirocinanti, stagisti e apprendisti all’interno dell’Area Alpe Adria, valorizzando le competenze transfrontaliere come si sta già facendo nel progetto Scet-Net; mantenere e potenziare il flusso informativo fra le nostre economie, prevedendo anche accordi con le agenzie di stampa, per arrivare ad una agenzia economica transfrontaliera Alpe Adria; promuovere il turismo all’interno dell’Alpe Adria; promuovere la digitalizzazione e l’innovazione quali strumenti moderni di business nell’are. Questi in sintesi i temi su cui il Network Naa si è incontrato virtualmente questa mattina online – dopo aver annullato l’incontro a Gorizia alla luce delle situazione sanitaria attuale – alla presenza di Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, Jasna Jaklin Majetić presidente della Camera dell’economia della Contea istriana, Lucia Pilutti segretario generale della Camera di commercio Pordenone – Udine, Mario Pozza, presidente di Unioncamere Veneto, Jurgen Mandl, presidente della Camera dell’Economia della Carinzia, Mitja Gorenšček, direttore esecutivo della Camera dell’economia e industria della Slovenia in rappresentanza del presidente Boštjan GorjupKarl-Heinz Dernoscheg direttore della Camera dell’economia della Stiria in rappresentanza del presidente Josef HerkVedran Devčić coordinatore settore trasporti e commercio della Camera dell’economia della contea litoraneo montana in rappresentanza del presidente Heri BezicBranko Meh presidente della Camera dell’artigianato della Slovenia.

    <Il periodo dell’emergenza ha visto le Camere del Network Nuova Alpe Adria, creare un servizio transfrontaliero di informazione – ha detto Antonio Paoletti, presidente della Cciaa Vg – sulle disposizioni in vigore in materia di mobilità di beni, persone, disponibilità e aperture di attività economiche vigenti nei rispettivi territori, per supportare il rilancio economico delle imprese dell’area della Nuova Alpe Adria e facilitarne la ripresa nella seconda fase dell’emergenza Covid-19. Questo coordinamento è fondamentale e ora serve fare un passo ulteriore>.

    Come network c’è una crescente necessità di comunicare i nostri territori e le opportunità per le imprese, per questo è  fondamentale ormai creare una forte attività di informazione economica  “Alpeadria economic affairs” online. <E’ necessario – conclude Paoletti – arrivare a una coesione economica sostenuta da fatti noti, non fake news che in una giornata possono condizionare traffici e business delle nostre imprese, attivando collaborazioni con i nostri reciproci organi di informazione. A questo proposito esistono consistenti finanziamenti comunitari che potrebbero essere sfruttati per consentirci di creare una rete informativa economica strutturata che dirami agli organi di informazioni notizie certe e utili alla crescita dell’economia dell’Alpe Adria>.

    Meinrad Hofferer della Camera dell’Economia della Carinzia  ha presentato la Paper Strategye le attività di lobbying per supportare il Network Alpe Adria nella nuova programmazione dei fondi europei 2021-2027. <L’obiettivo – ha riferito –  è quello di avere una attenzione dedicata all’Area Alpe Adria, all’interno di alcuni programmi europei >.

    Contesti come questo, nell’ambito della Nuova Alpe Adria, consentono di condividere proposte, progetti e buone prassi utilissime soprattutto in momenti complessi come quello che ci troviamo a vivere oggi. <Abbiamo raccontato l’esperienza fatta come Camera di Commercio di Pn-Ud – afferma il presidente Giovanni Da Pozzo – in questi mesi: per garantire al massimo la sicurezza, abbiamo potenziato ovunque possibile le attività da remoto, consentendo a cittadini e imprese di non veder mai sospeso il servizio a loro favore e di ottenere più informazione, formazione e servizi possibili direttamente online, senza doversi muovere da casa o dal lavoro. Questa pandemia ci sta spingendo a velocizzare quell’innovazione e quella digitalizzazione su cui come Camere stavamo già puntando prima dell’emergenza. Solo per citare alcune iniziative delle Camere: Cassetto digitale dell’imprenditore, libri digitali, registroimprese.it, fatturazione elettronica online, senza trascurare la info-formazione tramite webinar che abbiamo potenziato e ci permette di arrivare a tante più persone, dando loro strumenti che speriamo possano essere utili per concretizzare e sviluppare le proprie idee di impresa e di operatori economici, anche in un periodo così difficile>.

    Se da un lato vi è grande armonia e collaborazione all’interno del Network il presidente della Cciaa Vg ha chiesto un appoggio ai colleghi carinzia e stiriani su una problematica di particolare gravità. <Mentre le aziende di tutta l’Unione Europea continuano a lottare – ha sottolineato Paoletti – contro le conseguenze negative della pandemia da Covid-19 e si trovano ad affrontare una situazione senza precedenti che minaccia il futuro di molte aziende, il Tirolo si prepara al prossimo inasprimento dei divieti di circolazione. Infatti, a partire dal 1.o gennaio 2020 il Tirolo vuole vietare tutti i veicoli pesanti Euro 5 in transito e i veicoli Euro 4 nelle ore notturne. Questo porterebbe ad un divieto quasi totale per i camion in transito nelle ore notturne e ad un peggioramento della situazione nelle ore rimanenti durante il giorno. L’inasprimento del divieto notturno in un contesto di pandemia globale e di crisi economica è difficilmente comprensibile>. Il sistema camerale italiano, infatti, condanna e respinge fermamente le misure unilaterali tirolesi che appaiono in palese conflitto con il diritto europeo. I divieti unilaterali non possono funzionare per un corridoio europeo, occorre cercare e promuovere soluzioni comuni.

    Trieste, 23 ottobre 2020

Bisogni infrastrutturali delle imprese manifatturiere, trasporto e logistica

21 Ottobre 2020 | Di |


In corso l’indagine di Uniontrasporti: fino 31 ottobre il questionario online

 Uniontrasporti sta realizzando un’indagine presso le imprese della produzione manifatturiera e dei servizi di trasporto e logistica sui fabbisogni di infrastrutture materiali e digitali, nonché sulle loro valutazioni delle strategie in corso. Si richiede quindi la collaborazione delle imprese manifatturiere e dei servizi di trasporto e logistica per la compilazione (entro il 31 ottobre 2020di un breve questionario on line al link

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdGfURGnsBhwPs-2NgKN6OF3YTPCOAImYG5WTzoSwpRP1X8XA/viewform?usp=sf_link

Per info: Uniontrasporti – tel. 02 3658 2880; info@uniontrasporti.it

“Io Penso Positivo – Educare alla Finanza”

13 Ottobre 2020 | Di |

Secondo appuntamento online dell’edizione 2020 del progetto . ll 15 ottobre, alle 15,  le Camere di commercio di Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia accoglieranno il Live Show online.

          Il secondo appuntamento online dell’edizione 2020 del progetto “Io Penso Positivo – Educare alla Finanza” arriva in Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Oltre ai nuovi moduli in uscita su www.iopensopositivo.eu, l’evento in programma si giocherà tra formazione, giochi interattivi, ospiti, tante sorprese e una grande competizione nazionale: chi saranno i migliori?

             Il tour online che porta l’educazione finanziaria tra gli studenti di tutta Italia continua e il 15 ottobre sarà la volta del Triveneto: l’evento è patrocinato dalle Camere di commercio di Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia che hanno promosso il progetto presso i propri istituti scolastici, raggiungendo, in particolare, i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 18 anni. 

             Io Penso Positivo – Educare alla Finanza ha come finalità (in)formare i giovani studenti sulla necessità di possedere una corretta percezione delle proprie risorse economiche e rinforzare la consapevolezza delle difficoltà e dei rischi legati all’avvio di investimenti o di iniziative di micro imprenditorialità. 

             Si tratta di un progetto del Ministero dello Sviluppo (Direzione generale per il mercato, la concorrenza, la tutela del consumatore e la normativa tecnica) e Unioncamere, in collaborazione con il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, con Innexta e SiCamera come partner tecnici, che prende il via a ottobre, il mese dell’educazione finanziaria.

             Il 15 ottobre, dalle ore 15,  le Camere di commercio di Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia accoglieranno il Live Show online, le pillole formative previste e un gioco interattivo che coinvolgerà i ragazzi in una breve gara per aggiudicarsi una delle primissime posizioni e guadagnare punti validi per la classifica e delle super sorprese finali.

             Il Live Show sarà condotto da un presentatore che guiderà i ragazzi in un percorso formativo e informativo, ma divertente. Dopo aver raccontato il progetto, si inizierà con la testimonianza di uno dei vincitori 2019 della Winter School, il premio finale della prima edizione. L’Ambassador racconterà come ha vissuto e cosa ha imparato dalla prima edizione nonché tutti i vantaggi che il progetto di educazione finanziaria ha portato nella sua vita di tutti i giorni.

             A seguire, una clip dell’Università Bicocca di Milano si concentrerà su diversi aspetti dell’educazione finanziaria per poi lasciare la parola alle Camere di commercio che racconteranno le esperienze della realtà locale, naturalmente a partire dalla finanza.

Infine, sarà la volta del gioco interattivo e della sfida per aggiudicarsi i primi posti in classifica.

             Al termine di tutti i Live Show, la classifica ufficiale del progetto sul sito www.iopensopositivo.eu si aggiornerà consentendo la scalata verso le tre sorprese (cosa li aspetta?) agli iscritti in piattaforma.

             Ma i Live Show sono solo una parte del progetto, per i ragazzi sulla piattaforma www.iopensopositivo.eu c’è infatti un corso di (in)formazione online per avvicinarli ai temi dell’educazione finanziaria con clip video, brevi testi di approfondimento e test che consentiranno ai partecipanti di ricevere l’attestato di competenza finanziaria, Entry Level per i prime 6 moduli e Advanced Level per chi completa tutti e10 i moduli formativi.

             Ai ragazzi sarà sufficiente iscriversi alla piattaforma e iniziare a giocare tenendo d’occhio le date dei Live Show: iscriversi e partecipare agli eventi consentirà loro di guadagnare punti in classifica, oltre ad acquisire basi solide per gestire budget e stipendi futuri.

             Per informazioni relative alla piattaforma e ai Live Show, scrivere a info@iopensopositivo.eu

Cenni storici sull’opera realizzata dall’orologiaio friulano Sebastianutti

9 Ottobre 2020 | Di |

La linea è stata costruita nel 1820 da Antonio Sebastianutti (un orologiaio nato a Pers in Friuli) per poter fornire il necessario supporto agli orologi marini a bordo delle navi oceaniche che allora, da poco, cominciavano a toccare Trieste.

Per il funzionamento della Linea Meridiana venne realizzata una feritoia a tromba nel grosso muro frontale dell’edificio e all’interno di essa venne praticato un foro (foro gnomonico) attraverso il quale i raggi solari penetrano fino a raggiungere la Meridiana e così si forma al mezzodì l’immagine ellittica del Sole (principio della camera oscura). La sua altezza originale dal pavimento era di 5.45 m; oggi, a seguito di cedimento secolare dell’edificio, è più basso di circa 30 cm.

La storia della Linea Meridiana della Borsa è stata ricostruita, dopo 12 anni di ricerche da parte dell’ing. Paolo Albèri-Auber. Dalla ricerca è emerso che Sebastianutti ebbe modo di partecipare, in seguito, fornendo un contributo determinante, all’invenzione dell’elica (Ressel, 1829).

Il progetto della Meridiana risaliva forse al professore altoatesino di Nautica Michele Andrea Stadler de Breitweg: sicuramente il collaudo fu fatto da lui.

I calcoli invece vennero quasi certamente fatti da Gaspare Tonello, il noto imprenditore iniziatore del Cantiere Triestino San Marco, i cui trascorsi come insegnante e calcolatore nella Scuola Nautica erano, prima di questa ricerca, del tutto sconosciuti.

Ad iniziarne lo studio fu il dottor Paolo Zlobec nel 1980. Altri riferimenti alla politica e alla scienza francesi dell’epoca (il ruolo di Gerolamo Bonaparte in quel tempo residente a Trieste) sono stati svelati dal triestino ing. Paolo Albéri-Auber, progettista e ricercatore di Storia della Scienza.

La Linea Meridiana serviva a regolare, con il necessario segnale orario solare, i precisissimi orologi marini: solo così si poteva disporre anche in mezzo all’oceano dell’ora solare esatta di Trieste. In tal modo confrontando quest’ultima con quella del punto dove si trovava la nave in quell’istante (punto nave), essa permetteva, dopo un semplicissimo calcolo, di determinare la differenza di longitudine rispetto alla nostra città.