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Venezia Giulia Economica - CCIAA della Venezia Giulia

I vini del Collio a giugno protagonisti in Inghilterra: Camera di Commercio con Barcolana e PromoTurismoFVG a sostegno di iniziative di promozione dei prodotti

14 Giugno 2019 | Di |

I vini del Collio protagonisti a giugno in Inghilterra. Camera di Commercio Venezia Giulia e Consorzio Collio hanno presentano nella conferenza stampa che si è svolta il 13 giugno nell’ Ambasciata italiana a Londra l’edizione numero 51 della Coppa d’Autunno – Barcolana e per sancire anche a livello nazionale il matrimonio tra la regata più numerosa del mondo e le eccellenze vitivinicole del Collio Goriziano.
Una grande opportunità resa possibile dall’Ente camerale che ha consentito al Consorzio Collio di presentare e rappresentare le proprie produzioni a fianco dell’Ambasciatore d’Italia in Inghilterra, Raffaele Trombetta, di Andrea Illy che con il marchio illy è sinonimo del made in Italy nel mondo e sostenitore della Coppa d’Autunno-Barcolana promuovendone a livello internazionale il Manifesto, nonché il presidente della Società Velica Barcola Grignano, Mitja Gialuz e il direttore generale di PromoTurismoFVG, Lucio Gomiero. Sono oltre una trentina i giornalisti accreditati all’evento che ha visto anche la presentazione del ruolo del Collio a fianco di Barcolana nella storica regata Round the Island che dal 1931 si svolge attorno all’isola di Wight.
La regata organizzata dall’Island Sailing Club si sviluppa su 50 miglia nautiche con partenza e arrivo a Cowes. La Round the Island è infatti la versione inglese della Barcolana con oltre 1.500 barche partecipanti. <Un’opportunità, in Inghilterra, di visibilità e promozione commerciale internazionale per le eccellenze vitivinicole del Collio Goriziano – commenta il presidente della Cciaa Vg, Antonio Paoletti – che grazie al lavoro sinergico ormai prassi all’interno dei settori economici della Venezia Giulia, consente di abbinare a Barcolana i vini tra i più celebrati al mondo. Questo è uno dei passaggi che consentiranno, dopo la prima edizione 2018 della Venezia Giulia Collio Cup in “Barcolana 50”, un presenza qualificata e importante del Consorzio Collio e dei suoi produttori all’interno di “Barcolana 50+1”. L’eleganza e la qualità dei vini del Collio ben si sposano con il mondo della vela e con un evento la cui portata mondiale è ormai celebrata in ambito internazionale. Collio, che a differenza di altri Paesi, sul mercato inglese è conosciuto ed apprezzato >.
Ma l’azione sul mercato inglese si svolge sinergicamente a quella programmata da PromoTurismoFVG. <L’Inghilterra rappresenta per PromoTurismoFVG – ha affermato Lucio Gomiero – uno dei mercati strategici di maggiore interesse, in grado di posizionare la destinazione Friuli Venezia Giulia a livello internazionale in particolar modo per alcuni dei prodotti turistici quali ad esempio il cicloturismo, la proposta culturale di città e borghi, ma soprattutto l’enogastronomia. Ecco che la cooperazione in questo mercato con la Camera di Commercio  Venezia Giulia risulta fondamentale in occasione delle iniziative collegata alla presenza del marchio e dei prodotti del Consorzio Collio a fianco della Barcolana in Inghilterra, a maggior ragione ora che PromoTurismoFVG ha assunto la promozione dell’agroalimentare della regione>.
Nel corso della prossima settimana dal 19 al 23 giugno, inoltre, PromoTurismoFVG presenzierà per la prima volta quest’anno a Taste of London, evento vetrina di alto profilo che intercetta un pubblico di food lover e specialisti per un totale di circa 50mila visitatori. Lo stand promozionale previsto a Regent’s park permetterà di proporre l’offerta enoturistica del FVG attraverso degustazioni e vendita delle etichette selezionate dalla Doc Friuli e la Doc Collio ma anche di presentare le Dop San Daniele e Montasio perseguendo il doppio l’obiettivo di posizionare il FVG come meta di short break enogastronomici e di sondare l’interesse verso il prodotto agroalimentare.

Nel settore del vino va rilevato che il consumo pro-capite in Inghilterra è passato da meno di 2 litri del 1961 ai 18 litri rilevati dall’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (Oiv) nel 2004, con una progressione principalmente avvenuta nel corso degli ultimi 10 anni. E’ così che il mercato inglese è diventato un mercato da quasi 11milioni di ettolitri, raddoppiando la propria dimensione rispetto alla seconda metà degli anni Ottanta, e raggiungendo un valore stimato dei Paesi di maggior importanza insieme a Germania e Svizzera.
<In Inghilterra – ha spiegato Valentina Ursic per il Consorzio Collio – dominano i vini bianchi con il 48% del mercato e il Collio qui è particolarmente gradito e noto. Il mercato è principalmente rappresentato dal canale off-trade, che rappresenta l’81% delle vendite locali di vino. Il canale off-trade è rappresentato per il 75% dalla grande distribuzione, per l’11% dalle enoteche, il 9% dagli altri negozi e il 5% dalle cooperative. Nell’ambito dell’off-trade, le vendite di spumante rappresentano circa un 10% del totale, così come le vendite di vini fortificati. Per quanto riguarda le denominazioni, lo Chardonnay è il vino più bevuto, seguito dal Cabernet, dal Merlot e dal Sauvignon. Il primo vino italiano è il Soave che precede il Pinot grigio. Da meno di 2 litri del 1961 ai 18 litri rilevati da Oiv nel 2004, con una progressione principalmente avvenuta nel corso degli ultimi 10 anni. E’ così che il mercato inglese è diventato da quasi 11 milioni di hl, raddoppiando la propria dimensione rispetto alla seconda metà degli anni 80 >.

Cciaa Vg capofila Ats per dossier Collio/Brda in Unesco

12 Giugno 2019 | Di |

Bumbaca Gorizia 17.10.2017 Collio a Capriva © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
LA CAMERA DI COMMERCIO VENEZIA GIULIA SARA’ CAPOFILA DELL’ATS CHE PREDISPORRA’ IL DOSSIER DI CANDIDATURA DEL COLLIO/BRDA A SITO UNESCO

Prende concretezza la candidatura a Patrimonio Mondiale  Unesco transfrontaliero del sito “Paesaggio rurale Collio (Italia)/Brda(SLovenia) tra Isonzo e Judrio”: la Giunta Camerale ha deliberato la costituzione dell’Associazione Temporanea di Scopo (Ats), di cui sarà capofila la stessa Camera di Commercio Venezia Giulia,  per predisporre il dossier e le attività relative alla presentazione della candidatura. Accanto alla Camera di Commercio un ruolo fondamentale sarà svolto dalla Regione Friuli Venezia Giulia che, peraltro, ha già garantito quota parte dei finanziamenti necessari per gli studi propedeutici alla richiesta di inserimento nella tentative list dell’Unesco.

<In questo modo – commenta il presidente camerale, Antonio Paoletti – andiamo a dare una risposta concreta a una richiesta del territorio, dando vita alla struttura indispensabile per l’espletamento delle attività necessarie. L’Ats, infatti, avrà un ruolo fondamentale nella gestione dei fondi da utilizzare per tutte le azioni finalizzate alla presentazione del dossier di candidatura e vigilerà sul Piano di Gestione del sito che verrà predisposto dal gruppo tecnico scientifico incaricato>.

Faranno parte dell’Ats a fianco della Camera di Commercio anche i firmatari del Protocollo d’Intesa per la candidatura sottoscritto il 18 aprile 2015 dal Comune di Dolegna del Collio, dal Comune di Cormòns, dal Comune di Capriva del Friuli, dal Comune di Mossa, dal Comune di Farra d’Isonzo, dal Comune di San Lorenzo Isontino, dal Comune di San Floriano del Collio, dal Comune di Gorizia, dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, dall’allora Camera di Commercio  di Gorizia (ora Venezia Giulia), e dal Comune sloveno di Brda.

<In particolare – ricorda Paoletti – la Regione Friuli Venezia Giulia ha manifestato attraverso l’assessore alla Cultura, Tiziana Gibelli, il pieno sostegno politico e finanziario all’iniziativa, concordando sulla grande importanza che il risultato porterebbe in termini culturali, paesaggistici ed economiche>.

Il Protocollo d’Intesa è altresì sostenuto dal Consorzio Tutela Vini Collio, i cui 167 produttori aderenti hanno manifestato la volontà di entrare a far parte di una strategia globale integrata del territorio, che miri a sviluppare una logica internazionale di sistema costruita a partire dal riconoscimento e dalla valorizzazione delle identità, delle specificità e dei valori che i singoli ambiti esprimono.

Va rilevato, inoltre, che la candidatura ha ricevuto il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo rappresentato dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia e  del Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti, Consiglio Nazionale Italiano.

Come diventare imprenditori: incontri individuali a Gorizia

11 Giugno 2019 | Di |

A chi sta valutando l’opportunità di mettersi in proprio, la Camera di Commercio Venezia Giulia propone incontri individuali in tema di auto imprenditorialità e business plan.

Prima di avviare un’attività autonoma è indispensabile infatti analizzare accuratamente la propria idea imprenditoriale e l’ambiente in cui si intende realizzarla.

L’opportunità di mettersi in proprio può rappresentare un percorso motivante ed efficace, ma significare anche sfidare il mercato e cercarvi la sopravvivenza in un contesto dove lo spazio è limitato e la competizione e la saturazione sono molto elevate. Oggi non è più possibile improvvisare; il nuovo imprenditore deve entrare nel mercato consapevole e preparato.

Gli incontri mirano a fornire strumenti e conoscenze per aiutare l’aspirante imprenditore a: verificare le proprie competenze e attitudini imprenditoriali, analizzare l’idea d’impresa e verificare la coerenza tra idea e persona, identificare l’ambiente competitivo, valutare la fattibilità economica e finanziaria, analizzare gli aspetti organizzativi e giuridici di una piccola impresa.

Gli incontri, gratuiti, si svolgono presso la sede di Gorizia, previo appuntamento al numero 0481 34202 – referente Serena Storni – spazio.impresa@vg.camcom.it; serena.storni@vg.camcom.it

Fare buona informazione per contrastare la “demonizzazione” del latte

28 Maggio 2019 | Di |

A Trieste la Camera di Commercio Venezia Giulia ha ospitato una nuova tappa del programma “Latte nelle Scuole” dedicato ai produttori chiamati alle nuove sfide del biologico e della promozione delle loro attività a livello turistico

Sala Maggiore della Camera di Commercio Venezia Giulia gremita di giovani questa mattina per “Latte bio: convenienza o vocazione”, evento organizzato nell’ambito del programma “Latte nelle Scuole”, la grande campagna di educazione alimentare sul consumo di latte e prodotti lattiero caseari, finanziata dall’Unione europea e realizzata nel Friuli Venezia Giulia dal Ministero delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo e dallo stesso ente camerale. Iniziativa moderata dal giornalista Nicolò Gambarotto e introdotta dal presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia: “Il latte è il nostro primo nutrimento, quello che ci fa crescere e ci prepara alla vita e che dovrebbe poi accompagnarci tutta la vita. È infatti un alimento sano che non dovrebbe mai mancare sulle nostre tavole ed è anche un motore importante dell’economia che va valorizzato, sostenendo allevatori e produttori che hanno un ruolo significativo anche per lo sviluppo rurale e più in generale tutta la filiera del latte e dei latticini. Purtroppo – sottolinea il presidente camerale – negli ultimi anni il consumo di latte e latticini è diminuito. Iniziative come quelle proposte in tutto il Friuli Venezia Giulia dal programma “Latte nelle Scuole” sono finalizzate dare una informazione corretta e a contrastare questa tendenza, incentivando già in età infantile le buone abitudini alimentari”.

Fondamentale quindi il ruolo delle istituzioni per contrastare la “demonizzazione” del latte e dei suoi derivati. Soprattutto quando si parla di produzione. “Il dialogo con i vari protagonisti del settore nel nostro territorio è costante” ha ricordato Marco De Munari in rappresentanza della Camera di Commercio Pordenone Udine, mentre l’assessore regionale Stefano Zannier ha rimarcato l’elevata qualità dei produttori del Friuli Venezia Giulia. “Una qualità certificata – ha detto con forza – mentre in molti altri casi si tratta solo di pubblicità”.

Fabiano Simsig dell’Associazione allevatori Fvg, il presidente Coldiretti Fvg Michele Pavan e il presidente Cluster Agrifood Fvg Claudio Filipuzzi si sono soffermati sul ruolo della zootecnia e della produzione casearia nel Friuli Venezia Giulia, settori chiamati alla sfida del biologico. Nella nostra regione solo il 2 per cento della produzione di latte è bio e le aziende si concentrano soprattutto in pianura a causa dell’abbandono dei pascoli di montagna. Da alcuni anni è iniziato un percorso di trasformazione e molti produttori stanno abbracciando il biologico, un percorso non facile che necessità un nuovo approccio. “Un ritorno alle origini. A come il latte veniva prodotto 60 anni fa” ha ricordato Giuseppe Zoff che si è definito “orgogliosamente contadino” e che, insieme al presidente dell’Ordine dei veterinari di Trieste Fulvia Ada Rossi, ha messo in guardia sul peso degli antibiotici che vanno utilizzati meno e in modo più razionale per evitare danni peggiori.

Diana Candusso di Promoturismo Fvg ha parlato della Strada del Vino e dei Sapori e di come le latterie possano diventare anche una meta turistica importante per la promozione del territorio, mentre Giorgio Rizzato dell’Accademia italiana della Cucina ha conquistato il pubblico giovanissimo illustrando le gustosissime caratteristiche del formaggio. Giovani sempre più interessati a questi temi come dimostra il forte incremento nelle iscrizioni alle facoltà di Agraria in Italia.

Le conclusioni sono state affidate a Claudio Bardini, referente regionale per l’Educazione alla Salute dell’Ufficio scolastico regionale. “Salute e corretta alimentazione sono fondamentali. Per raggiungere buoni risultati anche in questo ambito – ha detto in conclusione Bardini – la scuola e soprattutto i docenti rivestono un ruolo strategico”.

Il Programma Latte nelle Scuole è la campagna di educazione alimentare sul consumo di latte e prodotti lattiero caseari destinata agli allievi delle scuole primarie, finanziata dall’Unione europea e realizzata dal Ministero delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo.

Si tratta, in particolare, di una iniziativa che si inserisce nella più ampia “Strategia nazionale del Programma destinato alle scuole in Italia per il periodo 1.o agosto 2017 – 31 luglio 2023”, che il Ministero ha condiviso in Conferenza Stato-Regioni e che prevede di coinvolgere un elevato numero di scuole primarie, principalmente dei capoluoghi delle Regioni e delle Province autonome di Bolzano e Trento, con la distribuzione di alcuni prodotti lattiero-caseari agli studenti, unitamente ad attività di informazione sui prodotti stessi e di sensibilizzazione su una corretta alimentazione.

Una iniziativa che si svolge in tutta Europa e che riveste un ruolo di rilevante importanza economica e sociale perché ha l’obiettivo di fronteggiare il notevole calo della domanda (circa il 20%), che sta colpendo la filiera lattiero-casearia, una delle più importanti filiere del nostro paese, con conseguenze fortemente negative per le imprese e per i lavoratori dell’agricoltura, dell’industria e del commercio.

 

Novità per gli organi di controllo delle Srl

24 Maggio 2019 | Di |

L’obbligo scatta a partire dal 17 dicembre 2019, ma si può iscrivere la nomina dell’organo di controllo o del revisore  anche prima della modifica statutaria

L’articolo 2477 del codice civile è stato recentemente modificato dal D.Lgs 14/2019 “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”, entrato in vigore il 16 marzo 2019.

Sono ora previsti nuovi limiti dimensionali per la nomina obbligatoria dell’organo di controllo o del revisore, che è prevista qualora la società:

– sia tenuta alla redazione del bilancio consolidato

– controlli una società obbligata alla revisione legale dei conti

– abbia superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:

  1. a) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro
  2. b) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro
  3. c) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità

Tali novità decorrono a partire dal 17 dicembre 2019 (9 mesi dall’entrata in vigore della norma) ed entro tale data sarà quindi obbligatoria la nomina dell’organo di controllo o del revisore e l’adeguamento dello Statuto.

In ogni caso, l’eventuale nomina dell’organo di controllo può avvenire anche in autonomia e quindi senza la contemporanea modifica dell’atto costitutivo/statuto.

Pertanto, a seguito di un confronto tra i Registri delle Imprese della Lombardia e del Triveneto, si precisa che l’eventuale nomina, volontaria, dell’organo di controllo o del revisore, anche in mancanza dell’adeguamento dello Statuto (a cui si dovrà comunque provvedere entro il 17 dicembre 2019) potrà comunque essere comunicata al Registro delle Imprese con apposita domanda (anche se non ancora obbligatoria).

Michele Bossi

 

Diciassette “player” fanno sistema

24 Maggio 2019 | Di |

TRANSPORT LOGISTIC

Il sistema logistico del Friuli Venezia Giulia si presenta in grande stile alla fiera “Transport Logistic” di Monaco. In mostra ben 17 realtà: l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, l’associazione degli spedizionieri Aspt Astra, l’Azienda speciale per il Porto di Monfalcone, il Consorzio di sviluppo economico del Friuli (Cosef), Europa multipurpose terminals (Emt), Frigomar, General Cargo Terminal (Gct), gli interporti di Gorizia, Trieste, Cervignano e Pordenone, il Network Europeo Servizi e Trasporto (Nest), la Piattaforma logistica di Trieste, Samer & Co. Shipping, Samer Seaports & Terminals, la Società Alpe Adria spa e Trieste Marine Terminal (Tmt). Tutti “player” di grande professionalità e affidabilità.

Da ricordare che Trieste è capolinea di collegamenti oceanici regolari e diretti con Cina, Estremo Oriente, Singapore, Malesia, con scali anche in numerosi porti del bacino mediterraneo come l’Albania, la Slovenia, la Croazia, la Grecia, la Turchia, l’Egitto, il Libano e Israele. Collegamenti garantiti dalle principali compagnie di navigazione mondiali. Inoltre più di 160 treni al mese collegano il capoluogo del Friuli Venezia Giulia con le aree produttive ed industriali del Nord-Est italiano e del Centro Europa, con diverse destinazioni, quali Germania, Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Svizzera e Lussemburgo, servendo un hinterland economico in crescente sviluppo ed estremamente articolato. Per raggiungere i mercati di riferimento nel Centro-Est Europa sono stati sviluppati infatti servizi intermodali ad alta specializzazione con treni diretti.

Fondali profondi fino a 18 metri, eccellente accessibilità nautica, ottimi raccordi ferroviari e stradali, vicinanza ai mercati di sbocco, fanno del porto triestino uno scalo efficiente e competitivo. Il Friuli Venezia Giulia, crocevia naturale tra Oriente e Occidente, è una porta d’accesso preferenziale dell’Europa verso i mercati del Far East. In questo contesto il Porto di Trieste riesce a garantire un risparmio di cinque giorni di navigazione sulle rotte tra Europa ed Asia orientale, rispetto agli scali del Nord Europa. Tutto questo per una linea di navi portacontenitori da 6 mila “teu” si traduce – giusto per fare un esempio concreto – in un risparmio economico sui costi di nolo e di carburante di oltre 25 milioni di dollari all’anno.

Strategico per il sistema logistico del Friuli Venezia Giulia anche Sdag Interporto di Gorizia, una piattaforma logistica intermodale al confine con la Slovenia, specializzata nell’agroalimentare fresco e congelato per i mercati del Centro ed Est Europa.

 

Due video per raccontare servizi e potenzialità della nostra catena logistica regionale

24 Maggio 2019 | Di |

Un grande stand collettivo, infografiche di forte impatto, brochure informative e video. Sono questi gli strumenti mediatici che saranno utilizzati durante la fiera “Transport Logistic” dal 4 al 7 giugno. In particolare sono due i video realizzati dalla redazione televisiva di Arc-Agenzia regione cronache della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Aries, la società in house della Camera di Commercio Venezia Giulia. Il primo, utilizzando parole chiave e immagini spettacolari spesso realizzate con il drone, mette in risalto i servizi e le potenzialità di tutte le 17 realtà presenti a Monaco. Un documento ricco di dettagli in grado di mostrare le ramificazioni e i risultati già ottenuti dall’intero sistema del Friuli Venezia Giulia. Con un video più breve vengono esaltate invece le peculiarità della catena logistica e le destinazioni delle merci che transitano attraverso la nostra regione. Tra queste anche la funzione internazionale del Porto Franco di Trieste che comprende diversi distinti punti franchi – alcuni dei quali destinati alle attività commerciali -, i collegamenti con l’Oriente e l’utilizzo intelligente delle “autostrade del mare” e dei corridoi europei Adriatico-Baltico e quello Mediterraneo.

 

“Transport logistic”, il sistema Fvg in vetrina a Monaco di Baviera

24 Maggio 2019 | Di |

Attesi oltre 63 mila visitatori alla più importante fiera internazionale dedicata a logistica e trasporti

Gli scali portuali di Trieste, Monfalcone e Porto Nogaro, gli interporti, i centri intermodali, i principali operatori del settore, la rete autostradale e quella ferroviaria sono i punti di forza della piattaforma logistica che abbraccia l’intero Friuli Venezia Giulia. Un sistema – sempre più integrato a servizio dei traffici da e per il Far East e da e per il Centro ed Est Europa – che sarà presentato in tutte le sue peculiarità a Monaco di Baviera dal 4 al 7 giugno nell’ambito di “Transport Logistic”, la biennale dedicata alle innovazioni per la logistica.

La kermesse è una delle più importanti al mondo per la logistica, i trasporti, la mobilità e la gestione della “supply chain”, l’insieme di attività della logistica aziendale volte a gestire e migliorare le prestazioni e l’efficienza delle funzioni legate ai flussi degli approvvigionamenti e di prodotti finiti.

Per l’edizione 2019 sono attesi infatti oltre 63 mila visitatori che potranno toccare con mano le potenzialità di 2.250 standisti. Per quanto riguarda la delegazione italiana – terza per numero di espositori – il Friuli Venezia Giulia giocherà un ruolo di assoluto rilievo con i suoi 17 “player” coordinati dalla Regione e da Aries, la società in house della Camera di Commercio Venezia Giulia.

La Regione Friuli Venezia Giulia da tempo sta potenziando le infrastrutture presenti sul suo territorio, sostenendo con forza i servizi di trasporto intermodale delle merci via mare e su ferro. Nell’ampio ed elegante stand allestito alla fiera di Monaco sarà messo in mostra il sistema portuale e logistico regionale in grado di fornire al mercato una serie di servizi attrattivi e competitivi per i grandi operatori logistici non solo europei. Il Friuli Venezia Giulia è considerato infatti un avamposto strategico per la Via della Seta e per le relazioni economiche tra l’Europa e la Cina e l’Italia e il grande Paese asiatico. Le esportazioni e le importazioni sono in costante aumento. Performance destinate a crescere ancora in virtù della collocazione del Friuli Venezia Giulia nel cuore dell’Europa, del regime di extradoganalità del porto di Trieste, della strategia di sostegno alla competitività del sistema industriale e del rinomato sistema di ricerca e innovazione. Senza dimenticare il ruolo vitale nella catena logistica incentrata sul Porto di Trieste caratterizzato proprio dai collegamenti e dai servizi ferroviari. Trieste infatti è il più importante Porto ferroviario del Sud Europa, dotato di 70 km di binari che servono tutte le banchine e rendono possibile la composizione dei treni direttamente nei terminali.

 

A Trieste l’occupazione al 67,9%

24 Maggio 2019 | Di |

CENTRO STUDI E STATISTICA

2018 con i valori più elevati rispetto ai dati disponibili dal 2004

Nel 2018 le forze di lavoro medie, aggregato che misura la popolazione “attiva” in età lavorativa (15-64 anni), in provincia di Trieste sono state stimate dall’Istat di 107.000 unità, 3.900 in più rispetto all’anno precedente. In particolare i maschi risultavano 57.100 (+2.100) e le femmine 49.900 (+1.800). Si tratta del valore più elevato toccato nelle serie storiche più recenti disponibili (dal 2004).

Le forze di lavoro risultano a loro volta composte da persone occupate e persone che cercano attivamente un’occupazione.

Gli occupati toccavano nel 2018 una media di 99.100 unità (+2.200 sul 2017) dei quali 53.200 maschi (+1.700) e 45.900 femmine (+600). Anche in questo caso si tratta del livello più elevato degli ultimi anni, superiore anche agli anni pre-crisi: nel 2007 gli occupati complessivi erano infatti 97.300. Gli occupati svolgono per la gran parte un lavoro alle dipendenze (82%). L’analisi quantitativa, naturalmente, copre solo un aspetto del fenomeno occupazionale: ulteriori valutazioni andrebbero fatte considerando aspetti qualitativi quali la tipologia di contratto (a tempo indeterminato o determinato), l’orario di lavoro (tempo pieno o parziale), il livello della retribuzione, ecc.

Il tasso di occupazione, ovvero il rapporto tra occupati e popolazione, ha toccato il ragguardevole livello del 67,9%, anch’esso un punto di picco negli ultimi anni, da confrontare con il 66,3% regionale e il 58,5% nazionale. Il raffronto alla popolazione implica naturalmente che il tasso risulta influenzato non solo dalle dinamiche occupazionali, ma anche dall’andamento dalle caratteristiche demografiche del territorio (quali struttura per età della popolazione e flussi migratori netti).

L’altra faccia della medaglia riguarda le persone in cerca di occupazione. Nella provincia triestina a fine 2018 i disoccupati assommavano a 7.900 persone (pressoché equamente suddivise tra maschi e femmine), con una variazione annuale di 1.700. Si tratta di un dato storicamente ancora elevato ma pur sempre inferiore ai massimi registrati nel 2015 e 2016.

Il tasso di disoccupazione, ovvero il rapporto tra persone in cerca di occupazione e le forze di lavoro, era al 7,3% rispetto al 6,0 precedente. I termini di confronto in questo caso sono il 6,7% regionale e il 10,6% nazionale e bisogna sempre tener conto di un tasso di disoccupazione c.d. frizionale sotto il quale comunque sarebbe molto difficile scendere.

La considerazione congiunta degli andamenti dei tassi di occupazione e di disoccupazione, entrambi in aumento, porta a una visione incoraggiante sulla situazione del mercato del lavoro. I dati potrebbero essere infatti attribuibili a un flusso di persone inattive, precedentemente scoraggiate, tra le persone in cerca di occupazione: di fatto l’aumento dell’occupazione descritto puntualmente dalle statistiche può spingere persone in precedenza esterne al mercato del lavoro a proporsi in esso.

In proposito è interessante citare anche il più recente bollettino Excelsior di Unioncamere che per la provincia di Trieste prevede, nel mese di maggio, 1.910 entrate complessive (5.520 fino a luglio), con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato nel 18% dei casi, con una assoluta prevalenza (80%) nel settore dei servizi.

Dati ottimistici provengono anche dal sistema imprenditoriale triestino: a fine 2018 le unità locali registrate sul territorio sfioravano le 21.000 unità e di esse 18.507 risultavano attive, con una variazione annuale di +55 comunque confortante dopo anni di saldi negativi.

Roberto Zavan

L’occupazione a Trieste viaggia in linea con la Ue

24 Maggio 2019 | Di |

Conoscere l’economia del proprio territorio e capirne la portata attraverso i “numeri”: con questo obiettivo iniziamo da questo numero degli approfondimenti realizzati grazie al contributo del Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio Venezia Giulia. Andremo di volta in volta a tratteggiare quelle che sono le caratteristiche dei territori delle ex province di Trieste e Gorizia, sia singolarmente che come area vasta della Venezia Giulia. In questo primo approfondimento abbiamo preso in considerazione i dati relativi al mercato del lavoro nell’area triestina. Dati da cui emerge una situazione che consente un moderato ottimismo verso il futuro.

In particolare, per quanto riguarda l’area triestina, il tasso di occupazione al 67,9%, che risulta essere il risultato migliore dal 2004, sta a confermare quanto il capoluogo regionale stia vivendo un momento di grande crescita. Le azioni svolte a livello pubblico e privato, capaci di attrarre nuovi e crescenti investimenti, vengono confermate dal considerevole balzo in avanti del turismo. Trieste è diventata destinazione turistica, non lo dimostrano solo le persone che si vedono girare per la città, ma lo testimoniano i continui investimenti nel settore commerciale, della ristorazione e della ricettività non solo alberghiera.

Possiamo finalmente affermare che Trieste sta risalendo la china. Non lo diciamo solo noi: in una graduatoria nazionale dell’Istat del 2018 nella quale per tasso di occupazione risulta al primo posto la provincia di Bolzano (73,5%), seconda Bologna (72,4%), con ad esempio Milano al 69,5%, il tasso di occupazione di Trieste si colloca in 20.a posizione sulle 108 province della Penisola.

Tale tendenza si rispecchia nel 2018 anche nel resto dell’Europa considerata a 28 Paesi. Un’analisi a più ampio raggio, infatti, svolta da Eurostat attesta che nel 2018 nell’EU-28 si è raggiunto il più elevato tasso di occupazione dal 2005, quel 73,2% che ormai si avvicina al 75,0% che è l’obiettivo stabilito per l’area dal Consiglio d’Europa. Parametrati ai dati Eurostat (che utilizza un tasso di occupazione diverso e calcolato per la fascia di età 20-64 anni) la Germania è al 79,9%, la Slovenia al 75,4 e l’Italia al 63,0. Trieste, invece, con questo criterio di calcolo, arriva al 72,3%, ovvero solo 2,7 punti percentuali in meno rispetto a quanto il Consiglio d’Europa si è prefissato di raggiungere nell’area a 28 Paesi entro la fine del 2020. E permettetemi di essere ottimista.

di Antonio Paoletti

Presidente della Cciaa Vg